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	<title>FATTO Archivi - ASviS</title>
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	<description>Agenzia Italiana per lo Sviluppo Sostenibile</description>
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	<title>FATTO Archivi - ASviS</title>
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	<item>
		<title>Paideia Campus, a Pollica il territorio diventa una scuola di futuro</title>
		<link>https://asvis.it/paideia-campus-a-pollica-il-territorio-diventa-una-scuola-di-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monica Sozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2026 13:24:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Voci dal Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[FATTO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalle convenzioni previste dall’art. 14 nascono percorsi di lavoro per persone con disabilità, costruiti sulle capacità individuali. Legacoop inserisce l’esperienza tra le buone pratiche Deia. 7/10/26</p>
<p>L'articolo <a href="https://asvis.it/paideia-campus-a-pollica-il-territorio-diventa-una-scuola-di-futuro/">Paideia Campus, a Pollica il territorio diventa una scuola di futuro</a> proviene da <a href="https://asvis.it">ASviS</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una cucina può diventare un&#8217;aula e una donna custode di ricette e tradizioni una maestra. Succede a <strong>Pollica</strong>, nel Cilento, dove Olimpia e Carmela accolgono nelle loro cucine gli studenti dell&#8217;alberghiero, trasmettendo conoscenze che appartengono alla vita quotidiana della comunità.<br />
È una delle esperienze del <a href="mailto:https://paideiacampus.org">Paideia Campus</a>, che mette <strong>in relazione educazione, patrimonio culturale e rigenerazione territoriale. </strong><em>“</em><em>Trovo particolarmente bello che persone come Olimpia e Carmela possano trasmettere ai giovani le proprie conoscenze, vedendo riconosciuto il valore di un sapere che custodiscono da sempre</em><em>”.</em></p>
<p>A raccontarlo è <strong>Sara Roversi,</strong> fondatrice del <strong>Future Food Institute</strong>, che insieme al Comune di Pollica ha dato vita al Campus negli anni della pandemia, <strong>trasformando il Castello dei Principi Capano in un luogo di formazione aperto al territorio e al mondo</strong>.<em> “Ho sempre considerato il mondo una grande scuola, dove si impara viaggiando, facendo esperienze e incontrando persone. A Pollica, grazie all’incontro con Stefano Pisani, Sindaco di Pollica, ho trovato una comunità che vive ogni giorno questo modo di imparare e di condividere conoscenze”.</em></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-113901 size-full" src="https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-20-at-12.14.20-scaled.jpeg" alt="Sara Roversi" width="2560" height="1706" srcset="https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-20-at-12.14.20-300x200.jpeg 300w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-20-at-12.14.20-400x267.jpeg 400w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-20-at-12.14.20-768x512.jpeg 768w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-20-at-12.14.20-800x533.jpeg 800w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-20-at-12.14.20-1200x800.jpeg 1200w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-20-at-12.14.20-1536x1024.jpeg 1536w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-20-at-12.14.20-scaled.jpeg 2560w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><em> </em><strong>Una scuola che nasce dalla comunità</strong></h3>
<p>Pollica custodisce un patrimonio nel quale la <strong>Dieta Mediterranea</strong> vive attraverso agricoltura, pesca, alimentazione e relazioni sociali. L&#8217;eredità di <strong>Angelo Vassallo</strong>, il lavoro dell&#8217;amministrazione comunale e <strong>la storia di Ancel e Margaret Keys a Pioppi</strong> costituiscono le radici sulle quali si è sviluppato il progetto.<em> “Questa comunità mi ha insegnato e continua a insegnarmi quanto tempo serva per costruire fiducia, quanta conoscenza ci sia nei gesti quotidiani e quanto possiamo imparare gli uni dagli altri. È da questa esperienza che è nato il Paideia Campus”.</em></p>
<p>Il nome richiama l&#8217;idea di un&#8217;educazione che <strong>forma la persona nella sua interezza.</strong> Il Campus coinvolge bambini, adolescenti, universitari, docenti, ricercatori e professionisti attraverso esperienze progettate insieme alle realtà locali.<em> “</em><em>Il Castello dei Principi Capano è la sede del Campus, ma le nostre attività educative si svolgono in tutto il territorio: nelle aziende agricole, nelle cucine, lungo i sentieri e sul mare. <strong>Ogni esperienza diventa un&#8217;occasione per imparare</strong>: attraverso il cibo parliamo di salute e lavoro, attraverso la pesca scopriamo la biodiversità e l&#8217;economia del mare, mentre l&#8217;incontro tra generazioni permette di trasmettere conoscenze e tradizioni</em><em>”.</em> Il metodo educativo segue il principio delle <strong>tre S: <em>Sentire</em>, <em>Sapere</em> per poter <em>Sostenere</em></strong>, che collega esperienza, conoscenza e capacità di agire.</p>
<p><img decoding="async" class="wp-image-113902 size-full aligncenter" src="https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-20-at-13.20.40-1-scaled.jpeg" alt="Paideia Campus, a Pollica" width="2560" height="1707" srcset="https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-20-at-13.20.40-1-300x200.jpeg 300w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-20-at-13.20.40-1-400x267.jpeg 400w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-20-at-13.20.40-1-768x512.jpeg 768w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-20-at-13.20.40-1-800x533.jpeg 800w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-20-at-13.20.40-1-1200x800.jpeg 1200w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-20-at-13.20.40-1-1536x1024.jpeg 1536w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-20-at-13.20.40-1-scaled.jpeg 2560w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<h3><strong>Dalle cucine al mare, imparare attraverso l&#8217;esperienza</strong></h3>
<p>Le attività spaziano da <em>Trame Mediterranee</em>, dedicato alla scoperta dei saperi locali, alla <em>Digital Academy</em>, che collega competenze tecnologiche e territorio. I programmi <strong><em>Save the Ocean</em></strong> e <strong><em>Blue Schools </em></strong><em>di BLUERA </em>portano l&#8217;educazione ambientale sul mare, coinvolgendo pescatori, biologi ed educatori. “<em>La qualità di un laboratorio si vede anche nella sua capacità di aiutare chi deve prendere decisioni</em>”, osserva Roversi, ricordando le summer school realizzate con l&#8217;Università Federico II di Napoli, nelle quali studenti, ricercatori e amministratori lavorano su politiche agricole e pianificazione territoriale.</p>
<p>Per le Blue Schools, la documentazione del programma registra 20 scuole attivate, 264 studenti coinvolti nelle esperienze immersive e sei pescherecci didattici. Ma Sara invita a distinguere la partecipazione dai cambiamenti duraturi. “<em>Le attività realizzate e le persone coinvolte non bastano, da sole, a dimostrare che abbiamo risolto lo spopolamento o creato benessere duraturo. Dobbiamo capire quali opportunità continuano, chi riesce a partecipare e chi resta escluso. Vorrei misurare il nostro lavoro anche attraverso l&#8217;autonomia che contribuiamo a rendere possibile</em>”.</p>
<p>È una riflessione che riguarda anche <strong>la tutela della Dieta Mediterranea</strong>, riconosciuta dall&#8217;Unesco come patrimonio culturale immateriale. “<em>Dentro un alimento ci sono <strong>il suolo, l&#8217;acqua, il lavoro di qualcuno</strong>, una conoscenza tramandata. Dentro il mangiare insieme c&#8217;è il tempo che scegliamo di dedicarci. Un&#8217;eredità rimane viva quando chi arriva dopo può farla propria e darle nuove possibilità</em>”.</p>
<p><img decoding="async" class="wp-image-113903 size-full aligncenter" src="https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-20-at-13.20.38-scaled.jpeg" alt="Paideia Campus, a Pollica" width="2560" height="1707" srcset="https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-20-at-13.20.38-300x200.jpeg 300w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-20-at-13.20.38-400x267.jpeg 400w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-20-at-13.20.38-768x512.jpeg 768w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-20-at-13.20.38-800x533.jpeg 800w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-20-at-13.20.38-1200x800.jpeg 1200w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-20-at-13.20.38-1536x1024.jpeg 1536w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-20-at-13.20.38-scaled.jpeg 2560w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<h3><strong>Il futuro: una scuola dove anche gli adulti tornano a imparare</strong></h3>
<p>L&#8217;ambizione è dare continuità alle esperienze del Campus attraverso <strong>un progetto educativo stabile</strong>, capace di coinvolgere le <strong>nuove generazioni</strong> e contribuire alla vitalità del territorio. “<em>Vorrei una scuola nella quale si possano allenare queste capacità vivendo: coltivando, cucinando, studiando, progettando con gli abitanti. E nella quale ci sia spazio per immaginare un futuro desiderabile e imparare a costruirlo</em>”.</p>
<p>La sfida riguarda anche il <strong>rapporto tra sviluppo e qualità della vita</strong>. Sara richiama le difficoltà quotidiane dei territori interni e il rischio di un turismo che attraversa i luoghi velocemente, lasciando poco alle comunità. “<em>La nostra responsabilità è rendere possibile una vita piena, nella quale un giovane possa scegliere di restare o tornare senza rinunciare alle proprie ambizioni</em>”.</p>
<p>Il modello educativo sviluppato a Pollica può offrire strumenti anche ad altri territori, purché ciascuno parta dalle proprie persone, conoscenze e necessità. “<em>Possiamo condividere metodi educativi, strumenti di ricerca, modalità di collaborazione fra istituzioni e comunità. Il primo passo resta la disponibilità a imparare dal luogo nel quale si arriva, lasciandogli il potere di cambiare anche il progetto</em>”.</p>
<p>E il progetto che Sara immagina per il futuro conserva la stessa dimensione personale dalla quale è nato.<em> “A Pollica ho compreso più profondamente il senso della mia missione. Ho trovato un territorio che è scuola quotidiana e una comunità maestra, dalla quale continuo a imparare. Il mio sogno è che da questa esperienza nasca una scuola capace di riallenare l’umano a essere umano: a prendersi cura, a costruire relazioni vere, a sentirsi responsabile della vita di una comunità. Una scuola in cui il tempo ritrovi valore e in cui imparare, insieme, a creare valore restando fedeli ai valori che danno senso al nostro vivere”.<br />
</em></p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-113904 size-full" src="https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-20-at-12.14.18-3.jpeg" alt="Sara Roversi" width="1834" height="1178" srcset="https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-20-at-12.14.18-3-300x193.jpeg 300w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-20-at-12.14.18-3-400x257.jpeg 400w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-20-at-12.14.18-3-768x493.jpeg 768w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-20-at-12.14.18-3-800x514.jpeg 800w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-20-at-12.14.18-3-1200x771.jpeg 1200w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-20-at-12.14.18-3-1536x987.jpeg 1536w, https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-20-at-12.14.18-3.jpeg 1834w" sizes="(max-width: 1834px) 100vw, 1834px" /></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Rapporto sullo Stato delle regioni e delle città nell’Unione europea 2026</title>
		<link>https://asvis.it/rapporto-sullo-stato-delle-regioni-e-delle-citta-nellunione-europea-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Di Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2026 10:02:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Europa e Agenda 2030]]></category>
		<category><![CDATA[FATTO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://asvis.it/?p=111640</guid>

					<description><![CDATA[<p>Settimana 12-18 ottobre. Comitato delle regioni: territori e coesione centrali per il progetto europeo, critica alla proposta di Qfp 2028-2034. Consiglio europeo: competitività, conflitti, difesa del diritto internazionale.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><strong>Settimana europea delle regioni e delle citt</strong><strong>à</strong></h3>
<p>Dal 12 al 14 ottobre si è tenuta la <strong>24esima settimana europea delle regioni e delle citt</strong><strong>à</strong>, l’appuntamento annuale centrale per le politiche territoriali dell’Ue, organizzato dal Comitato europeo delle regioni (CdR). In concomitanza si è tenuta la <strong>173esima sessione plenaria del CdR</strong> in cui è stato presentato il <a href="https://www.cor.europa.eu/it/sessioni-plenarie-ed-eventi/stato-delle-regioni-e-delle-citta-nellunione-europea-1">rapporto annuale Stato delle regioni e delle città</a> e sono stati adottati importanti pareri su importanti quadri strategici proposti dalla Commissione europea, quali lo <a href="https://www.cor.europa.eu/it/il-nostro-lavoro/pareri/cdr-4094-2025">scudo europeo per la democrazia</a>, l&#8217;<a href="https://www.cor.europa.eu/it/il-nostro-lavoro/pareri/cdr-0202-2026">agenda dell&#8217;Ue per le città</a>, la <a href="https://www.cor.europa.eu/it/il-nostro-lavoro/pareri/cdr-0433-2026">bussola culturale per l&#8217;Europa</a>, il <a href="https://www.cor.europa.eu/it/il-nostro-lavoro/pareri/cdr-0432-2026">nuovo Bauhaus europeo</a>, il <a href="https://www.cor.europa.eu/it/il-nostro-lavoro/pareri/cdr-0993-2026">regolamento sull&#8217;accelerazione industriale</a>, la <a href="https://www.cor.europa.eu/it/il-nostro-lavoro/pareri/cdr-0377-2026">strategia europea per le infrastrutture di ricerca e tecnologia</a>, sulla <a href="https://www.cor.europa.eu/it/il-nostro-lavoro/pareri/cdr-4345-2025">promozione di un sistema dei trasporti sostenibile e connesso in Europa nella prospettiva territoriale</a> anche un parere d’iniziativa sulle <a href="https://www.cor.europa.eu/it/il-nostro-lavoro/pareri/cdr-2145-2026">competenze per il futuro</a>.</p>
<p>Nell’introduzione al  <a href="https://www.cor.europa.eu/it/sessioni-plenarie-ed-eventi/stato-delle-regioni-e-delle-citta-nellunione-europea-1">rapporto annuale Stato delle regioni e delle città</a>, la presidente del CdR Kata Tüttő  e il vice-presidente Juanma Moreno evidenziano la <strong>centralità della coesione interna dell’Ue </strong>quale condizione per rispondere all’urgenza di diventare <em>più veloce, forte e più competitiva: in un mondo caratterizzato da rivalit</em><em>à </em><em>geopolitiche, sconvolgimenti tecnologici e crescente insicurezza, l’Europa ha bisogno della capacit</em><em>à </em><em>di agire.</em></p>
<p>Dunque il rapporto intende evidenziare che la forza dell’Europa non si costruisce concentrando la capacità decisionale, gli investimenti e le opportunità in un ristretto numero di centri, ma anzi nella capacità di <em>combinare la dimensione di scala con la diversità: questa diversit</em><em>à </em><em>viene talvolta considerata un problema da superare. Noi riteniamo che sia una risorsa da valorizzare. Ciò è particolarmente importante in un momento in cui l’Europa è alla ricerca di un nuovo modello di competitivit</em><em>à</em><em>. <strong>La competitivit</strong></em><strong><em>à </em></strong><strong><em>si manifesta nei luoghi: attraverso imprese e lavoratori, universit</em></strong><strong><em>à </em></strong><strong><em>e scuole professionali, reti di trasporto ed energia, pubbliche amministrazioni ed ecosistemi locali.</em></strong></p>
<p><em>Le grandi sfide che l’Europa deve affrontare – carenza di alloggi, declino demografico, transizione industriale, vulnerabilit</em><em>à </em><em>climatica, stress idrico, sicurezza energetica, disinformazione e la libert</em><em>à </em><em>delle persone di costruire il proprio futuro nel luogo in cui vivono – possono apparire, nelle agende europee, come questioni politiche distinte. Nelle nostre comunit</em><em>à</em><em>, invece, esse convergono. Ecco perch</em><em>é </em><em>il luogo è importante. Ed è anche per questo che coesione e competitivit</em><em>à </em><em>non dovrebbero essere presentate come obiettivi in </em><em>​​</em><em>contrapposizione. <strong>È a livello delle comunit</strong></em><strong><em>à </em></strong><strong><em>locali e regionali che le trasformazioni economiche e sociali, la resilienza e la forza democratica dell’Europa si giocano il loro successo o il loro fallimento</em></strong><em>; è lì che le conseguenze delle nostre decisioni diventano visibili e che i cittadini sperimentano se l’Europa stia lavorando per loro. <strong>Un’Europa capace di competere a livello globale non si costruisce indebolendo i legami tra i suoi territori</strong></em><em>, bens</em><em>ì consentendo a un numero maggiore di essi di dare il proprio contributo. L’Europa sar</em><em>à </em><em>più forte all’esterno quando sar</em><em>à </em><em>più </em><em>forte </em><em>– e più interconnessa – al suo interno, in ogni sua parte.</em></p>
<p>Su questa analisi, <strong>il CdR critica fortemente la proposta di nuovo quadro finanziario pluriennale 2028-2034</strong> attualmente in discussione, sostenendo che lo stesso <strong><em>altera il Dna operativo del progetto europeo</em></strong>. I punti di criticità già espressi dal CdR vengono ribaditi in relazione all’accentramento del livello nazionale nella definizione delle scelte accompagnata dall’assenza di un quadro legale che ancori le stesse con partnership e governance multilivello, capace di bilanciare competitività con coesione, avvertendo che <em>indebolire l&#8217;approccio basato sul territorio e la governance multilivello potrebbe, in ultima analisi, compromettere la convergenza, accrescere le disparit</em><em>à </em><em>territoriali all&#8217;interno dell&#8217;Ue e mettere a rischio il futuro del progetto europeo</em>.</p>
<p>Nel contesto rilanciano la richiesta dell’<strong>applicazione del <em>principio non nuocere alla coesione</em></strong> in tutti i programmi, assicurando che la valutazione d’impatto territoriale e le verifiche a livello regionale diventano parte integrante delle modalità con cui il bilancio dell&#8217;Ue viene concepito, attuato e valutato.</p>
<p>Evidenziando le sfide a cui i territori sono chiamati a rispondere, il rapporto mette in risalto, in particolare che:</p>
<ul>
<li><strong>il mercato unico ha un potenziale di sviluppo che deve essere ancora sfruttato</strong>, ma va <strong>compreso il nesso con le politiche di coesione</strong>, assicurando che i benefici raggiungano tutti i territori dell’Ue;</li>
<li>30 milioni di europei dipendono da posti di lavoro nel settore manifatturiero; tuttavia, <strong>molte regioni industriali si trovano ad affrontare un declino</strong>, in particolare nei comparti dell&#8217;automotive e in quelli ad alta intensità Affrontare il problema richiede la capacità di concepire investimenti basati sui territori;</li>
<li>fino a <strong>6,4 milioni di aziende agricole sono a rischio entro il 2040 e i giovani agricoltori sotto i 40 anni rappresentano appena un agricoltore su dieci</strong>. Il ricambio generazionale in agricoltura è diventato sfida centrale per l’intera Unione, che richiede particolare impegno nelle politiche agricole comuni;</li>
<li>l’Europa e le sue regioni dovranno affrontare <strong>perdite complessive legate al clima pari a 2.400 miliardi di euro tra il 2031 e il 2050</strong>. Senza adeguati investimenti questi impatti renderanno i territori invivibili, non competitivi disconnessi, indebolendo la coesione e il mercato unico;</li>
<li>l’<strong>accessibilit</strong><strong>à </strong><strong>economica degli alloggi</strong> rappresenta una sfida per un cittadino dell&#8217;Ue su dieci, mentre 1,3 milioni di persone nell&#8217;Unione europea sono senza fissa dimora. Il piano dell&#8217;Ue per alloggi a prezzi accessibili necessita di finanziamenti adeguati e di una solida collaborazione con le città e le regioni;</li>
<li><strong>la resilienza, la sicurezza e la difesa dell’Ue hanno inizio nelle regioni europee</strong>, e la resilienza civile viene spesso messa alla prova a livello locale. Da qui la necessità di sviluppare le politiche di difesa a stretto contatto con le città e nei territori anche dove sono ospitati i cluster dell&#8217;industria della sicurezza e della difesa che offrono oltre 600 mila posti di lavoro diretti;</li>
<li><strong>otto rappresentanti eletti a livello locale su dieci segnalano una crescente pressione sulla democrazia locale</strong>. Sette su dieci hanno subito molestie verbali e abusi online, mentre quattro su dieci sono stati oggetto di minacce di violenza fisica. <strong>Le regioni e le citt</strong><strong>à </strong><strong>sono fondamentali per salvaguardare la democrazia europea</strong> e necessitano di un sostegno più solido per costruire, partendo dalla base, una resilienza democratica;</li>
<li>il 51% degli investimenti pubblici nell&#8217;Ue è realizzato da città e regioni. Tuttavia, <strong>l’attuale contesto macro-economico sta esercitando una pressione crescente sulle finanze regionali</strong>. Nel 2025, il divario di bilancio che grava su regioni e città ha raggiunto oltre 78 miliardi di euro;</li>
<li>si prevede che, <strong>entro il 2050,</strong> <strong>tre regioni su quattro subiranno un calo demografico</strong>, in particolare nelle aree rurali e periferiche. Il prossimo bilancio dell&#8217;Ue dovrebbe dunque <strong>rafforzare gli investimenti della politica di coesione</strong> in competenze, occupazione, servizi pubblici, accesso all&#8217;istruzione e all&#8217;assistenza sanitaria, alloggi, connettività digitale e trasporti. Senza tali investimenti, non esiste alcun &#8220;diritto a restare&#8221;.</li>
</ul>
<h3><strong>Conclusioni del Consiglio europeo del 15-16 ottobre</strong></h3>
<p>Il 15 e 16 ottobre si è tenuta la riunione del Consiglio europeo adottando specifiche <a href="https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2026/10/16/european-council-conclusions-15-and-16-october-2026/">conclusioni</a>.</p>
<p>É stata esaminata l&#8217;attuazione dell&#8217;agenda &#8220;<strong>un&#8217;Europa, un mercato</strong>&#8221; in linea con la <a href="https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2026/10/15/steady-progress-of-the-one-europe-one-market-roadmap/">tabella di marcia interistituzionale</a> accogliendo i progressi già compiuti in merito alle principali proposte, chiedendo alla Commissione di <strong>valutare l’adozione di  ulteriori misure, se necessario, per far fronte all&#8217;impennata dei prezzi dell&#8217;energia nel breve periodo</strong>, tenendo conto nel contempo delle circostanze specifiche degli Stati membri, comprese le differenze nei prezzi dell&#8217;energia elettrica. Il Consiglio europeo ha invitato anche la Commissione ad <strong>aggiornare la valutazione di tutti gli impatti dell’est 2</strong>.</p>
<p>Ricordando l&#8217;imperativo generale di ridurre la dipendenza dell&#8217;Ue dai mercati volatili dei combustibili fossili, <strong>il Consiglio europeo sottolinea che la transizione energetica rimane la strategia più efficace per conseguire l&#8217;autonomia strategica dell&#8217;Europa, rafforzare la resilienza, ridurre in modo strutturale i prezzi dell&#8217;energia e fornire l&#8217;energia pulita, abbondante e prodotta internamente necessaria per alimentare l&#8217;economia del futuro</strong>, accelerando l&#8217;elettrificazione e diffondendo le fonti energetiche rinnovabili e a basse emissioni di carbonio, le reti nonché lo stoccaggio di energia, come anche promuovendo l&#8217;efficienza energetica.</p>
<p>In risposta al nuovo annuncio di sanzioni degli Stati Uniti <strong>nei confronti della Corte penale internazionale</strong>, il Consiglio ribadisce il <strong>sostegno dell&#8217;Ue alle istituzioni che difendono il diritto internazionale</strong>, <em>anche proteggendo efficacemente i tribunali internazionali e i loro funzionari da qualsiasi minaccia o sanzione. </em>Allo scopo chiede alla Commissione di <strong><em>adottare tutte le iniziative appropriate che contribuiscano alla protezione della Corte e all&#8217;attenuazione delle sanzioni</em></strong><em>, in particolare nei confronti delle imprese dell&#8217;UE, affinch</em><em>é </em><em>possano continuare a fornire servizi alla Corte.</em></p>
<p>Esprimendo <strong>profondo rammarico per questo nuovo annuncio, il Consiglio </strong>esorta gli Stati Uniti ad annullare queste ultime misure, prendendo comunque atto della decisione degli stessi Stati Uniti di ritardare la piena applicazione delle misure e della disponibilità a discutere delle loro preoccupazioni con gli Stati parte dello Statuto di Roma.</p>
<p>Sulla situazione dei conflitti e le politiche di difesa, il Consiglio;</p>
<ul>
<li>rivolge particolare attenzione alla guerra di aggressione della Russia nei confronti dell&#8217;Ucraina definendo la stessa come <em>sfida esistenziale per l&#8217;Unione europea.</em> Nel merito evidenzia come <em>l&#8217;intensificarsi degli attacchi ibridi, compresi gli atti di sabotaggio, contro l&#8217;Unione e i suoi Stati membri e le ripetute violazioni dello spazio aereo e delle acque territoriali degli Stati membri negli ultimi mesi rafforzano l&#8217;importanza e l&#8217;<strong>urgenza di accelerare il conseguimento dell&#8217;obiettivo di potenziare in modo decisivo la prontezza dell&#8217;Europa alla difesa</strong>.</em></li>
<li>riconferma il suo <strong>sostegno pieno e risoluto al popolo ucraino</strong>, mantenendo come punto fermo che solo una soluzione che rispetti l&#8217;indipendenza, la sovranità e l&#8217;integrità territoriale dell&#8217;Ucraina può condurre a una pace giusta e duratura nel rispetto del diritto internazionale. Al contempo, il Consiglio europeo ribadisce il suo sostegno agli sforzi diplomatici volti a porre fine alla guerra di aggressione della Russia e sottolinea che l&#8217;Ue è pronta a intensificare il suo impegno in tale contesto.</li>
<li><strong>condanna</strong> <strong>le <em>violenze e la brutale repressione in corso</em> da parte del</strong> <strong>regime </strong><strong>iraniano</strong> nei confronti della propria popolazione, comprese le esecuzioni su larga scala, e la <em>continua <strong>escalation militare degli Houthi</strong> nello Yemen e i loro attacchi contro l&#8217;Arabia Saudita.</em></li>
<li><em>s</em>ulla situazione di <strong>Gaza</strong><strong> e della Cisgiordania</strong> ribadisce l&#8217;impegno dell&#8217;Unione europea a favore di una pace giusta e duratura basata sulla <strong>soluzione dei due Stati</strong> in conformità delle pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, e <em>condanna fermamente le azioni, le politiche e la retorica che compromettono la fattibilit</em><em>à </em><em>della soluzione dei due Stati</em>. <strong>Esorta Israele a <em>consentire un accesso immediato e senza ostacoli e una distribuzione continua dell&#8217;assistenza umanitaria su vasta scala</em></strong><em> in tutta Gaza</em>, a consentire l&#8217;accesso ai media internazionali nonché a riaprire i valichi di frontiera.</li>
<li>sul <strong>Libano</strong>, ribadisce il <strong>pieno sostegno dell&#8217;Ue agli sforzi del governo volti a rafforzare le forze armate libanesi</strong> al fine di assumere il controllo dell&#8217;intero territorio libanese e a istituire il monopolio di Stato sul possesso di armi.</li>
</ul>
<p>Tra gli altri argomenti trattati in breve:</p>
<ul>
<li>sul <strong>quadro finanziario pluriennale</strong>, il Consiglio europeo invita il suo presidente a proseguire i negoziati al fine di raggiungere un accordo auspicabilmente prima della fine del 2026 al fine di poter rendere operativo il programma da inizio 2028;</li>
<li>sull’<strong>allargamento</strong>, il Consiglio sottolinea l&#8217;importanza strategica dell&#8217;allargamento quale investimento geostrategico nella pace, nella sicurezza, nella stabilità e nella prosperità, prende atto della comunicazione della Commissione dal titolo &#8220;<a href="https://asvis.it/come-prepararsi-a-ununione-europea-allargata">Prepararsi a un&#8217;Unione più ampia</a>&#8221; e invita il Consiglio ad analizzare tutti i filoni e, sulla base di tale analisi, a portare avanti i lavori;</li>
<li><strong>sull’aumento della manipolazione delle informazioni e delle ingerenze da parte di attori stranieri</strong>, il Consiglio europeo ricorda l&#8217;importanza di rafforzare la resilienza democratica dell&#8217;Europa e la responsabilità giuridica delle piattaforme online di lottare contro la diffusione di disinformazione e di contenuti illegali e invita la Commissione a completare rapidamente la revisione degli orientamenti sull&#8217;attenuazione dei rischi sistemici per i processi elettorali adottati a norma del regolamento sui servizi digitali;</li>
<li>per <strong>proteggere i minori nella sfera digitale</strong>, il Consiglio europeo chiede l&#8217;effettiva attuazione della normativa vigente e lo sviluppo di un quadro dell&#8217;Ue chiaro, solido, efficace e proporzionato, prendendo atto della proposta di regolamento (noto come <a href="https://asvis.it/legge-europea-per-uno-spazio-digitale-responsabile-e-affidabile-per-i-minori">Eu Kids Act</a>) presentata dalla Commissione, invitando i colegislatori a esaminarla rapidamente.</li>
</ul>
<p><a href="https://asvis.it/wp-content/uploads/2026/10/Rassegna-Rubrica-Europa_31.26.pdf">Consulta la rassegna dal 12 al 18 ottobre</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://asvis.it/rapporto-sullo-stato-delle-regioni-e-delle-citta-nellunione-europea-2026/">Rapporto sullo Stato delle regioni e delle città nell’Unione europea 2026</a> proviene da <a href="https://asvis.it">ASviS</a>.</p>
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		<item>
		<title>L’Agenda 2030 tra potenzialità e problemi: implicazioni per le politiche economiche</title>
		<link>https://asvis.it/lagenda-2030-tra-potenzialita-e-problemi-implicazioni-per-le-politiche-economiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ars2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Oct 2026 09:00:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[FATTO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Arturo Hermann*, Primo ricercatore presso l’Istat<br />
L’Agenda 2030 richiede un approccio integrato tra tutela ambientale, contrasto alla povertà e alle disuguaglianze e valorizzazione delle persone. Una sfida che impone di superare gli ostacoli con politiche efficaci e coerenti.<br />
16/10/2026</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
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<div class="d-box d-box-descrizione">
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<div class="d-box d-box-descrizione">
<p>Arturo Hermann*, Primo ricercatore presso l’Istat</p>
<p><em>L’Agenda 2030 richiede un approccio integrato tra tutela ambientale, contrasto alla povertà e alle disuguaglianze e valorizzazione delle persone. Una sfida che impone di superare gli ostacoli con politiche efficaci e coerenti.</em></p>
</div>
<div class="d-box d-box-testo">
<p><strong>Le prospettive dell’Agenda 2030</strong></p>
<p>Come è noto, l’<strong>Agenda 2030</strong> <strong>dell’ONU per lo Sviluppo Sostenibile</strong> costituisce il tentativo più sistematico &#8211; nell’ambito di un percorso iniziato con la Conferenza di Rio del 1992 &#8211; di affrontare in ambito sovranazionale la tematica dello sviluppo sostenibile.</p>
<p>Il carattere “organico” dell’Agenda deriva dalla circostanza che considera le problematiche ambientali non in modo isolato ma come un aspetto delle <em>economic imbalances </em>delle nostre economie. Le politiche per l’ambiente sono quindi strettamente collegate all’eliminazione della povertà, alla riduzione sostanziale delle disuguaglianze ed alla promozione delle potenzialità di tutte le persone. Ciò è riassunto nella frase <em>leave no one behind</em>. Una sintesi della visione dell’Agenda è espressa nel seguente passo:</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><em><u>Transforming our world: the 2030 Agenda for Sustainable Development</u></em></strong></p>
<p><strong><em><u>Preamble</u></em></strong></p>
<p><em>This Agenda is a plan of action for people, planet and prosperity. It also seeks to strengthen universal peace in larger freedom. We recognise that eradicating poverty in all its forms and dimensions, including extreme poverty, is the greatest global challenge and an indispensable requirement for sustainable development. The 17 Sustainable Development Goals and 169 targets seek to realize the human rights of all and to achieve gender equality and the empowerment of all women and girls. They are integrated and indivisible and balance the three dimensions of sustainable development: the economic, social and environmental.</em></p>
<p><a href="https://sdgs.un.org/2030agenda">Link: Transforming </a><a href="https://sdgs.un.org/2030agenda">our world: the 2030 Agenda for Sustainable Development | Department of Economic and Social Affairs</a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Alcune difficoltà dell’Agenda 2030</strong></p>
<p>Ad oltre dieci anni dal varo dell’Agenda, accanto ad importanti progressi, <strong>permangono varie difficoltà</strong> nella piena realizzazione dei suoi Obiettivi. Come evidenziato in particolare nei Rapporti dell’ASviS, ISTAT, OCSE ed UN, vari SDGs, collegati in particolare alla riduzione dell’inquinamento, non hanno fatto sufficienti progressi e, per alcuni target ed indicatori, sono addirittura peggiorati.<strong> Ciò vale non solo per l’Italia ma per la quasi totalità dei paesi coinvolti</strong>.</p>
<p>Quali possono essere le difficoltà nel realizzare gli Obiettivi dell’Agenda? Vi sono numerosi fattori, ovviamente, sia di natura politica che economica. Tra i primi, possiamo menzionare la circostanza che l’Agenda non è ancora pienamente entrata tra gli obiettivi prioritari delle forze politiche e sociali. Ciò vale anche per le forze maggiormente interessate alle istanze ambientali, che <strong>spesso non hanno mostrato particolare entusiasmo</strong> per l’architettura istituzionale dell’Agenda, forse perché, come notato in precedenza, <strong>tendono a criticare il concetto di sviluppo economico sostenibile</strong>. Tale concetto può essere criticato ovviamente, ma andrebbe anche tenuto presente che, come notato in precedenza, <strong>l’SDG 8 <em>Decent Work and Economic Growth</em></strong> si articola in target ed indicatori esplicitamente diretti alla tutela del lavoro, della salute e dell’ambiente e, inoltre, si raccorda con altri importanti SDGs rivolti all’<em>empowerment </em>ed alla riduzione sostanziale delle disuguaglianze.</p>
<p>In questo contesto, il mondo ecologista avrebbe tutto l’interesse a promuovere la realizzazione dell’Agenda: sia perché propone una radicale trasformazione del nostro sistema economico sia perché costituisce comunque il più importante <em>game in town</em>, ossia <strong>la più importante iniziativa sovranazionale</strong> che propone un percorso condiviso per lo sviluppo sostenibile che ogni paese può declinare secondo le sue convinzioni ed esigenze.  </p>
<p>Accanto a questi aspetti di tipo più politico, vi sono aspetti di natura economica che rendono laborioso il percorso dell’Agenda. Tali aspetti si riferiscono al carattere fortemente innovativo dell’Agenda che implica per la sua attuazione una complessa trasformazione economica e sociale. Ciò richiede una politica economica di ampio respiro che è ancora largamente da costruire. Consideriamo alcuni aspetti di questa tematica anche facendo riferimento ai libri, editi da Routledge nel 2025 e curati dal sottoscritto:</p>
<p>&#8211; <em>Conceptualising an Alternative Political Economy of Sustainability: The Contributions of Radical Ecology and Heterodox Economics</em>;</p>
<p><em>&#8211; Realizing an Alternative Political Economy of Sustainability: The Contributions of Radical Ecology and Heterodox Economics.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il dilemma tra crescite e decrescita, soprattutto nei paesi in via di sviluppo</strong></p>
<p>Molte persone, anche di orientamento progressista, ritengono, pur riconoscendone alcuni limiti, che la crescita economica sia un vero e proprio imperativo: per i paesi in via di sviluppo, per “raggiungere” i paesi più avanzati, e per questi ultimi per mantenere il benessere materiale e l’occupazione. Cosa hanno da dire a questo proposito i contributi della <em>Radical Ecology</em> (RE) e della <em>Heterodox Economics</em> (HE)? Molte cose interessanti, che meriterebbero sicuramente maggiore attenzione anche da parte dei responsabili politici.</p>
<p>Per quanto riguarda la <strong>decrescita</strong>, i contributi più recenti hanno chiarito che la connotazione negativa del termine &#8211; collegata ad una diminuzione del reddito e della ricchezza &#8211; è solo apparente. Questo perché <strong>la decrescita si concentra principalmente sul consumo “dimostrativo” ed inquinante</strong> e, di conseguenza, le risorse umane e naturali così liberate possono essere impiegate per una<strong> crescita qualitativa</strong> <strong>del sistema</strong>, basata sulla scienza, la cultura e migliori relazioni sociali.</p>
<p>Per quanto riguarda l’alternativa della crescita (o dello stato stazionario), molti contributi delle RE e delle HE evidenziano l<strong>a fallacia di una crescita orientata alle esportazioni basata sulla ricetta neoliberista</strong> <strong>dei salari bassi e dei lavori precari</strong>. Come dimostrano numerose esperienze, tale strategia, pur potendo aumentare il PIL e i profitti dei settori esportatori per alcuni anni, <strong>finirà per aggravare gli squilibri strutturali</strong> di tali paesi, quali la povertà, i lavori precari e sottopagati, il degrado ambientale e urbano, nonché il debito interno ed estero.</p>
<p>Per questo motivo, la crescita del PIL dovrebbe sempre essere accompagnata da una parallela riduzione di tali squilibri. Ciò implica una concezione inclusiva della crescita che include come aspetto centrale <strong>la partecipazione e la valorizzazione dei lavoratori</strong>. Come abbiamo visto, il goal 8 dell’Agenda è basato su questa prospettiva.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Il (dubbio) ruolo degli extra profitti</strong></p>
<p>Tuttavia, l’idea di una crescita equa e inclusiva (o di uno stato stazionario) si scontra con la convinzione diffusa secondo cui solo profitti elevati (e relativi bassi salari) possano fornire sia l’incentivo che il finanziamento per nuovi investimenti produttivi.</p>
<p>Di conseguenza, vi è un’opinione diffusa che ampie disuguaglianze siano un ingrediente necessario della crescita economica. Quali possono essere le risposte della RE e della HE a tali osservazioni?</p>
<p>Molto semplicemente, che gli <strong>extra profitti</strong> (ossia redditi di impresa che eccedono il cosiddetto “salario di direzione”), sebbene abbiano spesso accompagnato periodi di boom economico, non sono una condizione necessaria per una crescita economica sostenuta. Per quanto riguarda la questione degli incentivi, gli investimenti possono essere incentivati anche, ad esempio, dalla nozione Keynesiana di <em>animal spirits</em>, ossia una tendenza istintiva ad agire (non necessariamente legata al fine di lucro) piuttosto che rimanere inattivi.</p>
<p>Nella stessa prospettiva, molti contributi relativi alle teorie “principale-agente” evidenziano che, specialmente nelle grandi imprese in cui sono presenti numerosi <em>stakeholder </em>(che includono lavoratori, comunità civiche, associazioni ambientaliste), i manager tendono a perseguire obiettivi spesso non legati alla pura <strong>massimizzazione del profitto</strong>, ma rivolti ad accrescere l’importanza e la visibilità delle imprese.</p>
<p>Inoltre, come sottolineato in particolare dai contributi post-Keynesiani e della <em>Modern Monetary Theory</em>, è il processo di creazione del credito, e il sistema bancario ad esso correlato, a <strong>svolgere un ruolo centrale nel finanziamento degli investimenti</strong>. La creazione di credito, inoltre, nel promuovere la domanda effettiva (ad esempio attraverso il credito al consumo), costituisce un importante aspetto nella <strong>formazione dei profitti</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Conclusioni: come promuovere la trasformazione ecologica del sistema?</strong></p>
<p>Dal punto di vista economico, un aspetto centrale riguarda il modo in cui realizzare gli obiettivi della sostenibilità e della piena occupazione. Supponiamo che, come ipotesi abbastanza realistica, per realizzare un’economia sostenibile, sia necessaria una riduzione di almeno il 70% dei consumi “dimostrativi” e superflui. In questo modo, tuttavia, una quantità corrispondente di <strong>forza lavoro</strong> diventerebbe in esubero.</p>
<p>Si pone quindi la questione centrale di <strong>come gestire questa trasformazione</strong>, ovvero come garantire ai lavoratori in esubero un nuovo impiego (o, nel frattempo, un sostegno al reddito).</p>
<p>Per gestire una trasformazione di così vasta portata <strong>è necessaria una adeguata governance del sistema</strong>, basata su un efficace coordinamento delle politiche economiche che, in effetti, sembra essere l’obiettivo di fondo dell’Agenda. In particolare, a livello orizzontale, tra politiche macroeconomiche, dell’ambiente, della scienza e dell’innovazione (ad esempio, un sistema di tasse ambientali è molto più efficace se si raccorda con politiche per lo sviluppo di energie rinnovabili e tecnologie pulite). E a livello verticale, tra differenti livelli istituzionali: in particolare, sovranazionale, nazionale, regionale e locale (ad esempio, interventi per la riduzione dell’inquinamento a livello nazionale sarebbero più efficaci e sinergici se raccordati con politiche per il recupero dei suoli e lo sviluppo di città sostenibili).  </p>
<p>Un aspetto importante per realizzare un’efficace governance, evidenziato in particolare dai contributi dell’economia istituzionale (in particolare nella tradizione di Thorstein Veblen, John Rogers Commons e Wesley Clair Mitchell), consiste nel <strong>promuovere i processi di valutazione</strong> (ossia una partecipazione attiva) tra tutti i soggetti coinvolti a vario titolo nelle politiche ambientali.</p>
<p><em>*le opinioni espresse impegnano solo l’autore</em></p>
</div>
</div>
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		<item>
		<title>Il Festival Roots e shoots in Tanzania</title>
		<link>https://asvis.it/il-festival-roots-e-shoots-in-tanzania/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ars2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 14:13:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[#pace]]></category>
		<category><![CDATA[FATTO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un progetto educativo di Jane Goodall Italia per sostenere processi di riconciliazione e convivenza in contesti segnati da guerre e migrazioni forzate</p>
<p>L'articolo <a href="https://asvis.it/il-festival-roots-e-shoots-in-tanzania/">Il Festival Roots e shoots in Tanzania</a> proviene da <a href="https://asvis.it">ASviS</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un progetto educativo di Jane Goodall Italia per sostenere processi di riconciliazione e convivenza in contesti segnati da guerre e migrazioni forzate</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Un &#8220;terzo tempo anticipato&#8221; per ridurre la conflittualità</title>
		<link>https://asvis.it/un-terzo-tempo-anticipato-per-ridurre-la-conflittualita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ars2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 14:11:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[#pace]]></category>
		<category><![CDATA[FATTO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Salesiani per il sociale organizzano attività di animazione, sostegno allo studio, laboratori sportivi ed espressivi per promuovere l'educazione alla cittadinanza globale e la gestione non violenta dei conflitti.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Salesiani per il sociale organizzano attività di animazione, sostegno allo studio, laboratori sportivi ed espressivi per promuovere l&#8217;educazione alla cittadinanza globale e la gestione non violenta dei conflitti. </em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>La violenza sui minori è un tema poco conosciuto e ancor meno dibattuto</title>
		<link>https://asvis.it/la-violenza-sui-minori-e-un-tema-poco-conosciuto-e-ancor-meno-dibattuto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Adri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 13:45:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il punto di Giovannini]]></category>
		<category><![CDATA[Il Punto di Giovannini]]></category>
		<category><![CDATA[FATTO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://asvis.it/?p=111390</guid>

					<description><![CDATA[<p>14 ottobre 2026</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="descrizione d-box d-box-descrizione">
<p>L’otto ottobre, presso la sede dell&#8217;Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI), è stato presentato il Dossier 2026 di <strong>Terre des Hommes</strong> sulla condizione delle bambine e delle ragazze nel mondo. A livello globale, purtroppo, le tendenze sono negative: dopo vari anni di miglioramento della condizione dei minori e quindi di riduzione delle violenze nei loro confronti, si osservano fenomeni opposti, in parte legati alle guerre, ma anche alla povertà estrema, alla riduzione drammatica degli <strong>aiuti allo sviluppo da parte degli Stati Uniti</strong> e a fenomeni di degrado, in particolare nelle periferie delle città.</p>
<p>Per l&#8217;Italia, il dato più impressionante è che nel 2025 ci sono state <strong>7.272 vittime di violenza</strong>. Parliamo di bambini, bambine e minori che hanno subito maltrattamenti in famiglia (circa 3.000 casi), violenze sessuali (circa 1.500 casi) e sono stati abbandonati (oltre 600 casi). Presentando questi dati, il rappresentante del Ministero dell&#8217;Interno ha sottolineato l&#8217;impegno delle forze dell&#8217;ordine, che consente anche una maggiore emersione del fenomeno. Ma, come ha detto chiaramente, <strong>quando arriva la polizia il reato è già stato consumato</strong>.</p>
<p>Dunque, il <strong>tema della prevenzione</strong> va messo con forza all&#8217;attenzione della politica, particolarmente in questa fase in cui le forze politiche si preparano alle prossime elezioni. Non c&#8217;è dubbio che le istituzioni siano chiamate a un impegno straordinario. Nel corso del dibattito seguito alla presentazione del Dossier il presidente dell&#8217;ANCI e sindaco di Napoli, <strong>Gaetano Manfredi</strong>, ha sottolineato come, nonostante l&#8217;impegno di tanti Comuni, in molte realtà territoriali non c’è neanche un assistente sociale. In queste condizioni, l&#8217;opera di prevenzione della violenza contro i minori diventa sostanzialmente impossibile.</p>
<p>Bisogna tenere presente che, come è stato sottolineato, una vittima di violenza, sessuale ma non solo, che subisce tutto questo nei primi anni della sua vita spesso si porta le conseguenze per tutta la vita. Questo vuol dire che non dobbiamo guardare soltanto al dato annuale: ebbene, allargando lo sguardo agli <strong>ultimi 10 anni sono stati circa 60.000 i bambini e le bambine vittime di violenza.</strong><strong> </strong></p>
<p>Le violenze sessuali colpiscono soprattutto le bambine e questo mostra in modo molto chiaro la responsabilità di noi maschi in questa vera e propria piaga sociale. Nel mio intervento ho sottolineato anche il ruolo dei media, che purtroppo <strong>non aiutano a sviluppare il senso di urgenza</strong>, e quindi la capacità della società di reagire di fronte a questo fenomeno. Peraltro, abbiamo trasmissioni radiofoniche di successo in cui il linguaggio violento contro le donne, in particolare, ma non solo, è all&#8217;ordine del giorno.</p>
<p>Anche i media più tradizionali, quando parlano di reati e di casi ben noti e drammatici per chi li ha subiti e per le loro famiglie, tendono a concentrarsi sulle questioni giudiziarie più che sul fatto in sé. Sentiamo così parlare di casi di molti anni fa, mentre ben poco sentiamo dire delle violenze che si verificano oggi, come se il fenomeno quasi non esistesse. Insomma, <strong>scegliere il nostro futuro passa dalla difesa dei diritti dei bambini e soprattutto delle bambine</strong>. Il dato terribile che ci è stato presentato dovrebbe farci indignare, come sta accadendo in altre parti d&#8217;Europa, di fronte a un problema che non possiamo fingere di non vedere.</p>
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>10 notizie dal futuro</title>
		<link>https://asvis.it/10-notizie-dal-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ars2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 07:57:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[edu_adulti]]></category>
		<category><![CDATA[FATTO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://asvis.it/?p=85930</guid>

					<description><![CDATA[<p>A quale futuro adiamo incontro se non adottiamo le scelte sostenibili e coerenti con l’Agenda 2030? Dieci immaginari radiogiornali del futuro realizzati in podcast da Rai Radio e ASviS, con una sorta di “sliding doors” sul percorso dell’Italia nel sentiero di sviluppo sostenibile.</p>
<p>L'articolo <a href="https://asvis.it/10-notizie-dal-futuro/">10 notizie dal futuro</a> proviene da <a href="https://asvis.it">ASviS</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A quale futuro adiamo incontro se non adottiamo le scelte sostenibili e coerenti con l’Agenda 2030? Dieci immaginari radiogiornali del futuro realizzati in podcast da Rai Radio e ASviS, con una sorta di “sliding doors” sul percorso dell’Italia nel sentiero di sviluppo sostenibile.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;elefante nella stanza</title>
		<link>https://asvis.it/lelefante-nella-stanza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ars2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 07:56:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[edu_adulti]]></category>
		<category><![CDATA[FATTO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Realizzato da ASviS, Rai Radio e Amref Health Africa, ogni puntata si apre con la descrizione di uno stereotipo diffuso in Italia rispetto all’Africa, sfatandolo.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Realizzato da ASviS, Rai Radio e Amref Health Africa, ogni puntata si apre con la descrizione di uno stereotipo diffuso in Italia rispetto all’Africa, sfatandolo.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Futuro in gioco: strumenti di Valutazione di impatto generazionale&#8221;</title>
		<link>https://asvis.it/futuro-in-gioco-strumenti-di-valutazione-di-impatto-generazionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ars2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 14:29:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[edu_adulti]]></category>
		<category><![CDATA[edu_scuole]]></category>
		<category><![CDATA[edu_universita]]></category>
		<category><![CDATA[FATTO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il corso e-learning, rivolto alle nuove generazioni, fornisce strumenti teorici e pratici per stimolare la partecipazione alla vita democratica in modo consapevole e proattivo.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il corso e-learning, rivolto alle nuove generazioni, fornisce strumenti teorici e pratici per stimolare la partecipazione alla vita democratica in modo consapevole e proattivo.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Terre des Hommes: prevenire, proteggere, includere. Dalle madri all’accesso ai servizi</title>
		<link>https://asvis.it/terre-des-hommes-prevenire-proteggere-includere-dalle-madri-allaccesso-ai-servizi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ars2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 00:00:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Alta Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[FATTO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel Rapporto oltre 100mila minorenni in carico ai servizi sociali per forme di abuso, trascuratezza o violenza assistita. Ospiti: Ferrara (Terre des Hommes) e Agus (Crea). In studio Manieri e Viettone. 12/10/26</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Leggere insieme protezione dell&#8217;infanzia, parità di genere e inclusione nei contesti migratori: dalla Terza Indagine Nazionale sul Maltrattamento dei Bambini e degli Adolescenti, promossa dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza con Terre des Hommes e il Cismai, (Coordinamento italiano dei servizi contro i maltrattamenti e l’abuso all’infanzia), si evidenzia un aumento del 58% dei minori in carico ai Servizi Sociali rispetto al 2018; nell&#8217;87% dei casi le forme di abuso, trascuratezza o violenza assistita avvengono all&#8217;interno del nucleo familiare.</p>
<p>Nello specifico nel nostro Paese sono <strong>113.892 i minorenni in carico ai servizi sociali per maltrattamento</strong>, fenomeno che si intreccia fortemente con la dimensione migratoria e di genere: i <strong>minori stranieri registrano un tasso di presa in carico per maltrattamento pari a 31 su mille, tre volte superiore rispetto ai coetanei italiani</strong>, evidenziando pesanti vulnerabilità socio-economiche e ostacoli nell&#8217;accesso ai servizi. Di fronte a un sistema di protezione che intercetta il disagio troppo tardi, con <strong>oltre il 52% delle segnalazioni proveniente solo dall&#8217;Autorità Giudiziaria, deve suonare più di un campanello d’allarme.</strong></p>
<p>Come ASviS, nell’ambito del Gruppo di lavoro sul Goal 5 &#8220;Parità di genere&#8221;, abbiamo spesso evidenziato come le carenze nei servizi di assistenza, il divario occupazionale femminile e la mancata condivisione dei carichi di cura alimentino direttamente le fragilità delle famiglie. Questa somma di ostacoli colpisce con particolare durezza le donne e i minori di origine straniera, esposti a tassi di vulnerabilità e a ostacoli di accesso ai servizi nettamente superiori.</p>
<p>Ricordiamo che in occasione della <a href="https://asvis.it/il-28-ottobre-la-presentazione-del-rapporto-asvis-2026"><strong>presentazione del Rapporto ASviS 2026 &#8220;L&#8217;Italia e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile” </strong></a>mercoledì 28 ottobre 2026, alle 10:00 all&#8217;Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati e in streaming, proposte, analisi e policy inerenti anche al Goal 5, verranno illustrate e commentate.</p>
<p>Ad Alta Sostenibilità, in onda su Radio Radicale lunedì 12 ottobre alle 12.30 e disponibile in podcast, ospiti: Paolo Ferrara (Direttore Generale at Terre des Hommes) e Caterina Angela Agus (Antropologa culturale, ricercatrice e progettista sociale – Crea). In studio Manieri e Viettone.</p>
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