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Rapporto Ambiente: un’Italia tra progressi e sfide ambientali verso il 2030

In Italia, per Snpa, migliorano mix energetico, raccolta differenziata e orientamento alla bioagricoltura. Ancora critici la gestione dei rifiuti speciali, il consumo di suolo, le emissioni e la tutela della biodiversità.  26/2/24

lunedì 26 febbraio 2024
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L'Italia procede verso un miglioramento graduale rispetto agli obiettivi fissati dal Green Deal, dall’Agenda 2030, dalla Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile e dall’Ottavo programma d’azione ambientale. Descrivere lo scenario attuale, evidenziando approcci e sforzi dell'Italia verso gli obiettivi ambientali, fornisce una fondamentale base informativa per guidare le decisioni strategiche e politiche, mettendo in luce le aree che richiedono un impegno rafforzato. Impegno che presuppone un approccio integrato e una collaborazione tra le diverse realtà regionali.

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Questo quadro è offerto dal quarto Rapporto Ambiente di Snpa, presentato il 21 febbraio a Roma alla presenza del ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, per far conoscere le condizioni ambientali in Italia. 21 indicatori chiave per una panoramica dettagliata delle tendenze ambientali, dalla decarbonizzazione e l'economia circolare all'efficienza energetica e l'uso delle energie rinnovabili, fino alla sostenibilità dell'agricoltura e alla conservazione del capitale naturale, essenziali per la sicurezza alimentare e la biodiversità. Il documento individua i comparti che mostrano trend positivi, quelli che si allontanano dagli obiettivi e quelli che invece restano stabili.

 

Trend positivo

  • Energie rinnovabili. Tra il 2004 e il 2020, l'uso delle energie rinnovabili in Italia è cresciuto dal 6,3% al 20,4%, superando l'obiettivo del 17%, ma ridimensionandosi al 19% nel 2021. La produzione di energia rinnovabile ha raggiunto circa il 20% del mix energetico. Contestualmente, la domanda di energia fossile ha registrato un calo medio del 3% all'anno, evidenziando il ruolo crescente delle rinnovabili verso l'obiettivo 2030;
  • Agricoltura biologica. Il Piano strategico nazionale 2023-2027 mira a portare il 25% dei terreni agricoli italiani a biologico entro il 2027, oltre l'obiettivo 2030 della Strategia Farm to Fork. Al 2022, il 18,7% della Superficie agricola utilizzata in Italia è biologico, con il 7,3% delle aziende agricole. Negli ultimi 32 anni, il settore biologico ha registrato una crescita costante, in controtendenza rispetto al calo della superficie agricola.
  • Raccolta differenziata e rifiuti smaltiti in discarica. Nel 2022, la raccolta differenziata in Italia è cresciuta raggiungendo il 65%. L'organico è la frazione più raccolta (38,3%), seguita da carta e cartone (19,3%) e vetro (12,3%). Contemporaneamente, i rifiuti in discarica sono diminuiti dal 63,1% nel 2002 al 17,8% nel 2022, con 117 impianti attivi. L'obiettivo è di ridurli al 10% entro il 2035. In questo quadro positivo fanno eccezione la raccolta rifiuti urbana, che risulta stabile, e i rifiuti speciali, che risultano in aumento.
  • Qualità dell’aria, PM2,5. Negli ultimi dieci anni, i livelli di PM2,5 sono diminuiti per via della riduzione delle emissioni dei principali inquinanti. Tuttavia, il 99,7% delle stazioni ha superato il limite Oms.

Trend stabile

  • Adattamento ai cambiamenti climatici. L'Italia negli ultimi 30 anni ha registrato crescenti anomalie termiche, con il 2022 che è stato l'anno più caldo dal 1961. Nonostante gli sforzi per ridurre le emissioni, gli impatti del cambiamento climatico saranno comunque inevitabili e richiederanno azioni di adattamento. Nel 2021, le Strategie di adattamento ai cambiamenti climatici in Italia sono aumentate a quattro, con solo due nuove approvazioni dal 2018, indicando una progressione limitata considerato anche che la Strategia nazionale è attiva dal 2015. La Lombardia rimane l'unica regione con un Piano di adattamento approvato, la situazione risulta dunque insoddisfacente.
  • Rumore. Nel 2021, il 42,7% delle sorgenti sonore ha superato i limiti di rumore, con una lieve diminuzione dal 2013. L'impatto del rumore sulla salute include stress e disturbi del sonno. Nonostante le normative, solo il 63% dei comuni ha adottato il Piano di classificazione acustica, mostrando una varietà di applicazioni regionali. Le principali sorgenti monitorate includono servizi e attività commerciali (49%), attività produttive (35,3%) e infrastrutture di trasporto (11,5%), con le strade come focus principale (6,5%);
  • Aree protette terrestri e marine. L'Italia, con la sua ricca biodiversità, è impegnata nella tutela ambientale secondo le convenzioni internazionali e direttive Ue come le Direttive Habitat e Uccelli. La copertura attuale delle aree protette comprende il 21,7% del territorio terrestre e l'11,2% delle acque territoriali, inclusi i siti Natura2000. Per raggiungere l'obiettivo della Strategia europea per la biodiversità 2030 del 30%, l'Italia deve aumentare la tutela del 19% delle superfici marine e dell'8% delle aree terrestri.

 

Trend negativo

  • Gas serra. Tra il 1990 e il 2021, l'Italia ha ridotto le emissioni di gas serra del 19,9%, superando l'obiettivo europeo 2020, ma questo non è sufficiente per i target al 2030. Nel 2021, dopo la pandemia, le emissioni sono aumentate dell'8,5% rispetto al 2020. Secondo lo scenario al 2030, con le attuali politiche le emissioni si ridurranno del 28,5% rispetto al 2005, sotto l'obiettivo Ue del 43,7%. Una previsione che sottolinea la necessità di maggiori azioni ambientali;
  • Consumo di suolo. Tra il 2006 e il 2022, il consumo di suolo ha visto un aumento di oltre 120mila ettari. Nell'ultimo anno analizzato, si è registrato un consumo netto medio di suolo superiore ai 21 ettari al giorno, equivalenti a 2,4 metri quadrati al secondo. Questo incremento segna una preoccupante deviazione dall'obiettivo di azzeramento del consumo netto di suolo fissato dall'Ottavo programma di azione ambientale, in particolare dopo i segnali di rallentamento osservati nel 2020;
  • Qualità dell’aria, PM10. Dal 2013 al 2022, il PM10 è diminuito in circa il 45% delle stazioni, con un calo medio del 2,1% annuo. Tuttavia, risultano superati nella maggior parte delle stazioni di monitoraggio sia il valore di riferimento annuale dell’Oms (93% dei casi) sia quello giornaliero (88% dei casi) da raggiungere entro il 2030, evidenziando la necessità di un maggiore impegno per allinearsi agli standard necessari per tutelare la salute.
  • Biodiversità. La gestione delle specie esotiche invasive rappresenta una sfida cruciale per la biodiversità, con un incremento esponenziale delle introduzioni che richiede un maggiore impegno conservativo. Dall'inizio del 1900, l'introduzione di specie aliene in Italia è aumentata di oltre il 500%, con una media di 16 nuove specie all'anno nel decennio 2010-2019.

Il Rapporto delinea “un quadro complessivo buono, ma che richiede attenzione e impegno costanti”, sottolinea Snpa, e “sebbene si siano osservati dei miglioramenti e le azioni intraprese, da parte del nostro Paese e delle singole realtà regionali, vadano nella giusta direzione, per alcune problematiche ambientali sono necessari ulteriori sforzi per il miglioramento e/o la conservazione delle condizioni ambientali”.

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Fonte copertina: rteelek, da 123rf.com

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