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World Energy Outlook 2017: È “presto per scrivere il necrologio del petrolio”

Fabbisogno energetico, Cina ed elettrificazione, Usa e petrolio, impegni per un futuro sostenibile: queste alcune delle tematiche affrontate nel rapporto annuale dell’International Energy Agency.

Quattro cambiamenti di larga scala emergono dall’analisi del World Energy Outlook 2017, che quest’anno festeggia il suo 40esimo anniversario. Il primo mutamento identificato consiste nel rapido utilizzo e nei costi decrescenti delle energie rinnovabili: nel 2016, la capacità di produzione degli impianti fotovoltaici ha superato quella di qualsiasi altra forma di energia; dal 2010, il costo dei pannelli solari è calato del 70%, mentre gli impianti eolici si attestano su un 25% di risparmio, e le batterie hanno un costo ridotto del 40%. Il secondo dato evidenziato è la crescita del processo di elettrificazione: rispetto agli anni precedenti, per la prima volta nel 2016 i consumatori hanno speso somme simili tanto per elettricità quanto per prodotti derivanti dal petrolio. Terza novità di grande interesse è lo spostamento della Cina verso un’economia più orientata a servizi ed energie rinnovabili. Quarta informazione da segnalare è il trend di ripresa di gas e petrolio negli Stati Uniti, con prezzi ribassati rispetto al passato.

Nel New Policies Scenario (documento chiave del rapporto che presenta le proiezioni sulla base delle politiche energetiche nazionali e internazionali già attuate o annunciate) viene calcolato che la domanda energetica mondiale crescerà con un ritmo più contenuto rispetto al passato, arrivando però in ogni caso a un +30% tra oggi e il 2040, “l’equivalente di aggiungere un’altra Cina e India all’attuale fabbisogno energetico globale”. Tra i maggiori responsabili di questo incremento troviamo l’India (con il suo 11% di crescita della domanda entro il 2040), seguita dal sud-est asiatico, che viaggerà al doppio del ritmo della Cina in quanto a richiesta energetica.

E’ altrettanto vero che, comparato con gli scorsi 25 anni, “il modo nel quale il mondo incontra i suoi crescenti bisogni energetici cambia totalmente”, poiché al comando saliranno “gas naturale, energie rinnovabili ed efficienza energetica”. Le migliorie tecnologiche nel campo delle risorse a emissioni zero giocano un grande ruolo nel settore dell’offerta energetica: senza questi sviluppi, il tempo impiegato per far crescere le risorse rinnovabili raddoppierebbe. Grazie alle innovazioni e ai costi ridotti, “le rinnovabili catturano due terzi dell’investimento globale negli impianti energetici, diventando, per alcuni paesi, la risorsa di nuova generazione meno costosa”.

L’attuale bandiera della rivoluzione energetica, secondo il rapporto Iea, è portata avanti dall’elettrificazione, in grado di soddisfare il 40% dell’aumento del consumo energetico previsto entro il 2040 (stesso tasso di crescita che il petrolio ha ottenuto negli ultimi 25 anni). Il settore della mobilità elettrica sarà uno dei principali promotori di questo processo di cambiamento.

Per la stessa ragione, la richiesta di energia elettrica sarà particolarmente elevata negli anni a venire: “per incontrare la crescente domanda, la Cina necessita di aggiungere l’equivalente dell’odierno sistema energetico americano alle sue infrastrutture elettriche, mentre l’India quello dell’Unione Europea”, sottolinea il rapporto. La futura ingente richiesta di elettricità riesce a far comprendere per quale motivo gli investimenti si siano spostati (per la prima volta nel 2016) dai settori di petrolio e gas a quello elettrico, inserito in cima alle agende politiche di numerose nazioni.

L’altra faccia della medaglia di questo cammino verso le energie rinnovabili è costituita dagli Stati Uniti, dove “il mercato di petrolio e gas arriva a livelli di crescita del 50% in più rispetto a quello che qualsiasi altro paese abbia mai gestito”. Da esportatori netti di gas quali sono sempre stati, entro il 2020 gli Usa diventeranno anche esportatori netti di petrolio. Ma “questo cambiamento non è solo una questione di offerta; senza costanti miglioramenti degli standard economici collegati ai combustibili, gli Stati Uniti potrebbero rimanere importatori netti di petrolio”.

Inoltre, l’esistenza di due trend opposti in competizione tra loro (rinnovabili/petrolio), potrebbe creare effetti controproducenti per l’energia pulita: “un più veloce passaggio verso le auto elettriche porterebbe i prezzi del greggio a calare per un lungo periodo”, afferma il report, e questo comporterebbe un utilizzo più intensivo del petrolio su larga scala. Per questa ragione “è troppo presto per scrivere il necrologio del petrolio. La domanda globale continuerà a crescere fino al 2040, anche se a un passo regolare decrescente. Mentre una parte del mondo si elettrifica, altri settori (prodotti petrolchimici, trasporti su camion, aviazione e navigazione) portano la domanda di petrolio a raggiungere i 105 milioni di barili al giorno”.

Il rapporto dedica un ampio capitolo ai livelli di CO2 presenti nell’atmosfera: “nonostante la recente stabilizzazione, le emissioni collegate alla produzione energetica aumenteranno lievemente entro il 2040”, ma anche qui “a un ritmo più lento rispetto alle proiezioni degli anni passati”. Questo trend, si legge nel rapporto, “è lontano da essere sufficiente ad evitare i danni dovuti al cambiamento climatico”.

Di grande interesse è anche il nuovo Sustainable Development Scenario, introdotto per la prima volta nel report annuale, nel quale vengono delineate “strade per raggiungere un insieme di obiettivi energetici cruciali per uno sviluppo economico sostenibile: stabilizzazione climatica, aria pulita e accesso universale all’energia, riducendo anche i rischi collegati alla sicurezza energetica”. In particolare, lo scenario “integra gli obiettivi dei tre Goal di sviluppo sostenibile (SDGs) correlati al settore energetico”. Questa proiezione “si muove oltre il WEO’s 450 Scenario (basato sugli impegni contratti negli accordi di Copenaghen e Cancun)”, focalizzato esclusivamente sulla problematica del cambiamento climatico.

Inoltre, il Sustainable Development Scenario, rispetto al New Policies Scenario, riduce drasticamente le emissioni di CO2, in linea con gli obiettivi degli accordi di Parigi.

di Flavio Natale

Guarda l'analisi del World Energy Outlook 2017

venerdì 17 novembre 2017
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