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QUESTA SETTIMANA: Non possiamo affrontare il futuro sulla base delle fake news

Si chiama cyberdisruption. Serve a vincere le guerre meglio delle battaglie sul campo, ma anche a diffondere idee sbagliate che inducono a scelte politiche miopi. Come si combatte? Con un grande impegno a informare sulle sfide che ci attendono.

di Donato Speroni

La settimana è stata dominata dagli eventi bellici in Siria e dalla guerra dell’informazione su quello che davvero è successo a Douma, la città colpita da un bombardamento con armi chimiche. In una intervista a cura di Massimo Gaggi sul Corriere della sera, Robert Kaplan, celebre analista di affari internazionali, autore di ben 18 libri, ma anche giornalista che ha seguito sul campo tutti i conflitti degli ultimi decenni”, precisa che l’elemento che maggiormente lo colpisce in questo conflitto, a confronto con quelli che ha seguito in passato, è “l’effetto di cyberdisruption informativa. Campagne di disinformazione sull’andamento di un conflitto ce ne sono sempre state. Fin dalla Prima Guerra Mondiale. Ma non si era mai visto nulla dell’intensità dei giorni nostri: i media fanno ormai parte del fronte di guerra. Prevalere nella battaglia dell’informazione diventa quasi più importante di una vittoria sul campo”.

La cyberdisruption non si limita ai conflitti armati. Minaccia la politica falsificando le informazioni che arrivano agli elettori. Diffonde statistiche false che creano errate percezioni, denunciate già due anni fa, per l’Italia, in un libretto di Nando Pagnocelli:

In media (in media!) gli italiani pensano che in Italia ci siano più di 15 milioni di immigrati e che il 20% del Paese sia musulmano. In realtà gli extracomunitari sono poco più di cinque milioni, di cui 1,5 di religione islamica. Il 49% della popolazione è disoccupato (in realtà lo è il 12% della forza lavoro). L’età media della popolazione è 59 anni (in realtà è 44,4).

Le fake news non falsificano soltanto il presente, ma anche il futuro, diffondendo scenari che non corrispondono alla realtà dei fatti. Alcuni troppo rosei, che nascondono i problemi sotto il tappeto per salvaguardare il quieto vivere di chi è al potere; altri catastrofici, che stimolano l’egoismo individuale perché se il mondo è avviato a un disastro senza speranza, tanto vale chiudersi in casa e godersi quello che abbiamo finché dura.

La guerra alle notizie false è invece connaturata all’Obiettivo 16 dell’Agenda 2030 che nel suo target 10 prescrive di “Garantire l'accesso del pubblico alle informazioni e proteggere le libertà fondamentali”. Ma come tuteliamo una informazione corretta e adeguata sul futuro? Un elemento positivo è che di futuro oggi si parla molto di più, rispetto a qualche anno fa, quando i futurologi erano appena un gradino più in alto di stregoni e cartomanti . Stiamo assistendo a una accelerazione della Storia: dagli effetti del cambiamento climatico sull’ecosistema all’aggravarsi dei fenomeni politici e sociali che contribuiscono a mettere in moto migrazioni di dimensione impensabili fino a qualche anno fa, è sempre più chiara la percezione che il mondo di domani (parliamo di 15 -20 anni, non del 2100) sarà profondamento diverso da quello che conosciamo. Non è un caso che un settimanale che è leader mondiale nell’analisi dei cambiamenti politici ed economici come l’Economist abbia annunciato in questi giorni la nascita di una nuova iniziativa on line: Open future. Nella presentazione, la direttrice dell'Economist Zanny Minton Beddoes spiega che si tratterà di una piattaforma di discussione stimolata da interventi di esperti, su cinque temi:

Open Markets esaminerà il futuro del capitalismo; Open Ideas affronterà il tema della libertà di espressione; Open Society discuterà il rapporto tra le diversità, le politiche identitarie e la correttezza politica; Open Borders si concentrerà sull’immigrazione e Open Progress si domanderà se la tecnologia sta davvero contribuendo al progresso dell’umanità.

 Ci soffermiamo su questa iniziativa perché merita una riflessione sul modo di affrontare il futuro. L’Economist non pretende di tracciare scenari ma di stimolare il dibattito tra le idee informate. È coerente con l’ideologia che il settimanale ha sostenuto nei suoi 175 anni di vita e quindi guarda soprattutto agli aspetti da discutere e da difendere per mantenere alle nostre comunità il carattere di “società aperte”. Colpisce però che prenda in esame alcune delle grandi determinanti del futuro (sistemi economici, demografia e immigrazione, influenza della tecnologia) senza inserire in questo quadro, se non forse di sfuggita, i fattori ambientali (effetti del cambiamento climatico, depauperamento delle risorse naturali), che il giornale inglese peraltro segue in altre pagine con preoccupata attenzione e anche con proposte coraggiose. In tutta la presentazione della nuova piattaforma non si parla mai di sviluppo sostenibile, forse per il timore che questo approccio possa annoiare il lettore o forse per non allargare troppo il campo di discussione. 

Questo esempio ci dice due cose. La prima è che, per riaprire il dibattito delle idee, è necessario parlare del futuro e non solo del presente e questo è positivo e corrisponde alla visione che abbiamo sempre espresso come Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile. La seconda però è che si incontra una grande difficoltà nel portare i temi della sostenibilità al tavolo della discussione politica . Questo vale anche per l’Italia. Nell’ultima legislatura sono stati prodotti pregevoli documenti governativi, anche con il concorso dell’ASviS, dalla Strategia nazionale di sviluppo sostenibile al Piano italiano di adattamento ai cambiamenti climatici, dal Catalogo dei sussidi favorevoli e dannosi all’ambiente alla Strategia energetica nazionale, che entro i primi mesi di quest’anno avrebbe dovuto confluire in un Piano nazionale energia e clima. Prima delle elezioni l’ASviS si è confrontata con partiti e movimenti politici, come abbiamo più volte documentato, anche ottenendo impegni significativi. Non sappiamo però che seguito avranno questi impegni nella nuova legislatura e quale parte potranno avere nel dibattito tra le forze politiche per arrivare a un nuovo governo.

A fronte di questa lentezza e di questa diffidenza ai tavoli della politica, si riscontrano presa di coscienza e mobilitazione sui temi della sostenibilità da parte della società civile. Un sondaggio Ipsos di questa settimana ci dice che la raccolta differenziata è considerata un indicatore di senso civico dall’86% degli italiani, mentre il 66% della popolazione si considera “attento alle questioni ambientali”.

Della mobilitazione è certamente un buon indicatore il Festival dello sviluppo sostenibile che l’ASviS sta organizzando: manca ancora un mese al suo avvio, ma il catalogo reso accessibile in questi giorni registra già più di 350 eventi, di cui 250 visibili sul sito, su tutto il territorio nazionale superando già (anche se la registrazione dei nuovi eventi non è ancora chiusa) i 220 eventi del Festival 2017. 

Prima ancora del Festival, nel corso della prossima Giornata mondiale della Terra, l’ASviS ed Earth Day Italia presenteranno “Obiettivo 2030”, progetto ideato per diffondere la conoscenza e condividere progetti e iniziative sulla sostenibilità.

I dibattiti, gli spettacoli, le mostre, i documentari, le iniziative didattiche servono appunto all’obiettivo di una informazione corretta sul nostro presente e soprattutto sul futuro che possiamo costruire con la partecipazione di una vasta parte dell’opinione pubblica. Perché, come è detto nella testata del sito del Festiva, “Senza di te lo sviluppo sostenibile non c’è”. Ma tutti insieme possiamo davvero cambiare il Pianeta.

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E INOLTRE...

a cura di Francesca Cucchiara

In questi giorni il sito asvis.it si è occupato di:

  • l’evento internazionale "SDGs, Climate and the Future of Europe", organizzato dall’ASviS nell’ambito del Festival dello sviluppo sostenibile 2018, che si terrà il 31 maggio a Milano per discutere sul futuro dell’Europa e sostenibilità;
  • il “Villaggio per la Terra”, la manifestazione ambientale organizzata da Earth Day Italy in occasione della 48ma edizione della Giornata Mondiale della Terra durante la quale si terranno cinque giorni di incontri per la presentazione di spettacoli, dibattiti e approfondimenti sul tema della sostenibilità;
  • il progetto “Plastic Bank”, del canadese David Katz, che “trasforma plastica in denaro”:  tramite un network di micro-recycling markets contribuisce alla pulizia dell’ambiente e allo stesso tempo alla crescita del benessere sociale;
  • il rapporto dell’Ocse “Private Philanthropy for Development”, che riporta un significativo aumento del contributo delle fondazioni private allo sviluppo sostenibile, nonostante occorra più trasparenza nella gestione dei fondi: metà di questi proviene dalla Bill and Melinda Gates Fundation, mentre il settore più finanziato rimane la salute riproduttiva;
  • la settima lezione del corso universitario in sviluppo sostenibile tenutosi all’Università Luiss di Roma su “Le principali politiche ambientali per lo sviluppo sostenibile, La sostenibilità nelle politiche delle imprese” che è stata tenuta da Giulio Lo Iacono, responsabile delle relazioni con gli stakeholder dell’ASviS;
  • la Green economy coalition secondo la quale gli studi sui nuovi misuratori di benessere sottostimano l’influenza del capitale naturale nel creare la ricchezza di una nazione e i nuovi modelli proposti risultano superficiali nel considerare le soluzioni tecnologiche sostitutive alle risorse naturali. 

Altre segnalazioni

  • È stato lanciato il 16esimo bando “Imprese protagoniste dello sviluppo sostenibile” per l’attribuzione del Sodalitas Social Award, il riconoscimento in Italia per le imprese che intraprendono iniziative sulla sostenibilità. La candidatura è aperta a tutte le imprese entro il 25 maggio.
  • l’Istat ha reso disponibili sul data warehouse I.Stat i dati sui conti delle spese per la protezione dell'ambiente per gli anni 2008-2016.
  • Il 18 a Roma e il 19 aprile a Milano We World onlus presenta la quarta edizione del WeWorld Index, che si conferma come importante strumento per valutare l’inclusione sociale di bambini, adolescenti e donne nel mondo. Negli incontri si illustra l’utilizzo degli indicatori e si raccontano le maggiori barriere nell’accesso all’educazione.
  • A New York si è tenuta dal 12 al 14 aprile la nona edizione del Summit “Women in the World”: personalità femminili di spicco dal mondo della politica, dell’impresa e dell’attivismo sociale raccontano le loro storie e discutono delle maggiori sfide nel raggiungimento della parità dei sessi. 
  • In occasione dei trent’anni della Consulta delle persone in difficoltà (Cpd), il 17 aprile si è tenuto a Torino il convegno “Da segregato in casa a cittadino consapevole”, per ricordare le maggiori battaglie e gli obbiettivi raggiunti. 
  • Nel 18esimo incontro del “3R (reduce, reuse, recycle) forum in Asia and the Pacific”, tenutosi dal 9 al 12 aprile, sono stati ribaditi gli impegni comuni dei Paesi nella lotta all’inquinamento ambientale e nella promozione e di un uso efficiente delle risorse naturali: tra gli obiettivi più ambiziosi il raggiungimento della “0 waste society”. 
  • Il 10 aprile è stato presentato il Rapporto Welfare index pmi 2018, la terza edizione dell’iniziativa promossa da Generali Italia, Confindustria, Confagricoltura, Confartigianato e Confprofessioni che si propone di stimare la qualità e la diffusione del welfare aziendale all’interno delle piccole e medie imprese italiane.
  • Al convegno del Csm del 12 e 13 aprile sulla violenza di genere hanno preso parte esponenti delle istituzioni e numerosi esperti del settore, per analizzare e sviluppare un confronto approfondito sui risultati del monitoraggio sulle misure organizzative necessarie per un più efficace contrasto ai reati di femminicidio.
  • In occasione dell’evento “Explore Food Innovation” che si terrà dal 7 al 10 maggio a Milano, Seeds and Chips offre uno sconto del 30% sul biglietto per partecipare all’evento. Per utilizzarlo, basta inserire il codice promozionale ASVIS4SAC18 al momento dell’acquisto del biglietto online sul sito dell’evento.
  • In occasione del World creativity and innovation day (21 aprile) il World food programme dell'Onu con Ogilvy hanno creato una moneta da 40 centesimi per lanciare la campagna “40 Cents per ShareTheMeal” e mostrare come, grazie all'app ShareTheMeal, basti fare una donazione di 40 centesimi via smartphone per sfamare un bambino per un giorno.

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giovedì 19 aprile 2018
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