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QUESTA SETTIMANA: La crescita dell’“impact investing” cambierà il mondo

Anche se siamo in ritardo nell’attuazione dell’Agenda 2030, si rafforzano le scelte di finanza etica, con il supporto delle grandi religioni. Investimenti e attenzione al territorio possono fare la differenza.

di Donato Speroni

Uno dei film preferiti di Papa Bergoglio, racconta il Nouvel Observateur, è “il pranzo di Babette, una pellicola nella quale si percepisce il piacere della buona tavola, evitando i calvinismi puritani esagerati”. Per Francesco, “il miglior cibo è quello condiviso, perché la tavola è un momento importante nella vita delle persone, che non deve essere guastato da distrazioni come la televisione o i telefonini”. Lo spunto è tratto del nuovo libro di Roberto Alborghetti “A tavola con Papa Francesco” che racconta il rapporto del Pontefice con il cibo sulla base di una intervista: “Per lui, è imperativo ripensare e rinnovare i nostri sistemi alimentari, in una prospettiva solidale, condividendo le risorse disponibili”.

Non solo sull’alimentazione, ma su tutto l’insieme degli Obiettivi di sviluppo sostenibile, le scelte del Papa stanno avendo una influenza importante sui comportamenti collettivi. Il cattolicesimo, ma anche altre religioni, stanno operando per indirizzare gli investimenti verso la sostenibilità. Come ricorda l’editoriale di Flavia Micilotta nella newsletter settimanale di Eurosif,

le radici del Sustainable and Responsible Investing (Sri) sono nei movimenti religiosi. Già nel 1900 John Wesley, fondatore del Metodismo, affermava che il modo in cui si usa il denaro era il secondo più importante tema negli insegnamenti del Nuovo testamento. I quaccheri sono spesso considerati i fondatori dello Sri perché fin dal loro insediamento in Nord America rifiutarono di investire nelle armi e nel traffico di schiavi.

Negli anni, dice Micilotta, la spinta verso gli investimenti etici è molto cresciuta, anche in Europa, con iniziative fin dagli ’80, ma un grosso impulso è certamente arrivato da papa Francesco che nel 2014 affrontò il tema del rapporto tra i profitti degli investitori e la solidarietà in una conferenza sugli investimenti etici. In quella occasione, il Papa parlò di “impact investors” che si concentrano sul miglioramento delle comunità, sulla riduzione della povertà e la limitazione delle diseguaglianze sociali, col supporto di istituzioni finanziarie in linea con la dottrina sociale della Chiesa. Queste considerazioni sono state poi confermate dal recente documento vaticano “Oeconomicae et pecuniariae quaestiones”.

Lunedì 9, la Chiesa d’Inghilterra ha deciso di uscire dagli investimenti nelle società petrolifere e del gas entro il 2023, mentre il suo Sinodo generale ha votato di disinvestire dalle società che non rispettano l’Accordo di Parigi. Nello stesso giorno, a Roma, la terza conferenza vaticana sull’Impact investing ha discusso come usare al meglio la finanza in linea con l’enciclica Laudato Sì e con l’etica cattolica. Era presente anche, su invito della Santa Sede, Ronald Cohen, punto di riferimento mondiale della finanza impact, il quale, riferisce il sito “Social impact agenda per l’Italia”,

non perde l’occasione per incontrare i vertici di banche e imprese italiane interessate agli investimenti ad impatto. E nella giornata di lunedì 9 luglio ha lanciato la carica. Venti minuti di speech davanti a una ristretta platea, convocata da Giovanna Melandri, presidente della rete Social Impact Agenda per l’Italia, nel suggestivo scenario del Palazzo Unicredit a via Alessandro Specchi, a due passi da Piazza Venezia. Davanti a lui rappresentanti del mondo accademico, bancario e imprenditoriale italiano (da Mario Calderini di Tiresia a Edoardo Reviglio di Cassa depositi e prestiti, fino a Enrico Giovannini di ASVIS, nonché i vertici di Unicredit, Ubi, Federcasse) uniti dallo stesso obiettivo: far decollare, anche in Italia, gli investimenti a impatto sociale.

Anche il ministero dell’Ambiente si sta occupando di questo tema: martedì 24 presso il Ministero si terrà la prima riunione dell’Osservatorio italiano sulla finanza sostenibile, alla quale parteciperà Giulio  Lo Iacono, responsabile dei rapporti con gli stakeholder di ASviS.

Le organizzazioni cattoliche, racconta Avvenire, sono state anche protagoniste del “Fossil fuel divestment bill” approvato in questi giorni dal Parlamento irlandese, che impone alla National treasury management agency e al Fondo di investimento pubblico che gestisce di uscire dagli investimenti nelle fonti energetiche fossili.

Su questa linea non ci sono solo le chiese cristiane, ma anche le altre grandi religioni monoteiste. Il mondo ebraico ha un suo osservatorio JLens che “funge da ponte tra la comunità ebraica e il movimento di impact investing”. Nel luglio 2017  JLens ha prodotto un dettagliato documento “Investment insights for the Jewish community to further the Un’s Sustainable development goals”. E nel settembre scorso, dopo un side event all’Assemblea dell’Onu, è stato anche lanciato il rapporto “Islamic finance and impact investing”.

Si tratta di una mobilitazione preziosa, perché il quadro generale non è rassicurante. In questi giorni, in occasione dell’High level political forum (Hlpf) che si è concluso ieri a New York, sono usciti numerosi rapporti che fanno il punto sullo stato di attuazione dell’Agenda 2030. Cercheremo di esaminare i risultati nei prossimi giorni, ma in generale, come abbiamo già scritto la settimana scorsa,  il mondo è in ritardo nell’attuazione dell’Agenda 2030 e anche l’Italia non è messa meglio. È dunque importante cercare le forze per accelerare il cambiamento verso la sostenibilità e la leva della finanza è certamente molto importante, soprattutto se ad attivarla concorrono le scelte etiche delle grandi religioni.

A proposito di Hlpf, avevamo già notato il totale disinteresse dei media italiani, forse perché nessuno politico ha ritenuto di partecipare alla riunione. C’è però una eccezione che merita di essere segnalata: Raffaele Cattaneo, assessore all’ambiente e clima della Regione Lombardia, ha partecipato a un incontro sul ruolo dei governi locali che ha coinvolto, nella sede delle Nazioni unite, 240 rappresentanti dei livelli locali e regionali e oltre 70 sindaci e presidenti di Regione con la prospettiva di una più efficace adozione dell'Agenda 2030. “La sostenibilità”, spiega Cattaneo, “è una questione globale, perché ciascuna regione è chiamata a raggiungere degli obiettivi comuni, e insieme locale perché queste politiche vengano realmente adottate dai territori”.

Non c’è dubbio che la partita della sostenibilità si gioca in primo luogo a livello locale. Lo conferma l’allarmante rapporto diffuso dall’Ispra, che segnala, dopo dieci anni di rallentamento, un aumento nella velocità di consumo di suolo. Non tutti i dati sono così negativi. L’Istat, per esempio, ci dice che i reati ambientali sono in calo. La maggior parte delle violazioni riguarda la gestione dei rifiuti e delle acque reflue, mentre sono in calo le violazioni edilizie. Anche in questi casi, come per il consumo di suolo, si tratta di temi che innanzitutto devono essere affrontati a livello locale. Ed è innanzitutto sul territorio che va anche affrontato il problema delle periferie. L’inserto Buone notizie del Corriere della Sera ha pubblicato una inchiesta curata da Percorsi di secondo welfare (aderente all’ASviS) nella quale si riprendono le conclusioni della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle periferie della precedente legislatura: contro il degrado “è necessario un intervento congiunto di Enti pubblici, terzo settore e secondo welfare”.

Mobilitare tutte le risorse, pubbliche e private, della politica e della società civile, per far nascere iniziative di sviluppo sostenibile dal territorio: questo è uno degli obiettivi che l’Alleanza si è data per i prossimi mesi, con l’idea di mobilitare gli Aderenti non solo a livello nazionale, ma nelle regioni e nelle città, per spingere “dal basso” verso lo sviluppo sostenibile. Una scelta strategica impegnativa, ma che la crescita dell’ASviS in questi due anni rende non più rinviabile.

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E INOLTRE...

a cura di Francesca Cucchiara

 

In questi giorni il sito asvis.it si è occupato di:

  • L’“SDG Index and Dashboards Report”, realizzato dalla Fondazione Bertelsmann e dal Sustainable development solutions network (Sdsn), che misura la distanza dei paesi dal raggiungimento degli SDGs. In Italia, al 29esimo posto nella classifica mondiale,  i Goal più critici rimangono: la gestione della vita sott’acqua (14), il consumo e la produzione responsabili (12), la creazione di innovazioni, industrie e infrastrutture (9). Migliori performance invece sul fronte della salute (3) dell’educazione (4) e dell’energia (7). Il rapporto rivela anche un miglioramento nella lotta alla povertà (1) che rimane però  inferiore a quello di molti Paesi industrializzati, se non anche di alcuni Paesi in via di sviluppo.
     
  • Il Rapporto 2017 “Generating sustainability”, pubblicato dal Fondo delle Nazioni Unite contro la violenza sulle donne. Si conta che al mondo 35% delle donne ha subito violenze fisiche o sessuali, 200 milioni hanno subito mutilazioni genitali mentre 750 milioni si sono sposate prima del loro diciottesimo compleanno.  Come prossimo obiettivo, l’Un Trust fund prevede di realizzare una piattaforma per raccogliere e condividere le iniziative mirate a contrastare la violenza di genere.
     
  • Il nuovo modello climatico per previsioni a breve termine presentato dall’Enea. Sette nuove aree costiere sono state contrassegnate come “a rischio inondazione” a causa del riscaldamento globale; tre in Abruzzo, una in Puglia e tre nelle isole. Il modello climatico costituisce anche una novità nel campo della meteorologia, poiché sarà possibile includere nelle previsioni dettagli regionali, che finora rimanevano esclusi dai calcoli dell’Ipcc.
     
  • Il Rapporto Istat sulla competitività dei settori produttivi, che misura la sostenibilità delle imprese sulla base del numero di attività  intraprese per lo sviluppo sostenibile. In Italia si può definire “altamente sostenibile” solo il 17,6% di queste, la maggior parte delle quali si trova al Nord. La salvaguardia dell’ambiente e il benessere sociale sono gli aspetti maggiormente tenuti in considerazione dalle imprese, mentre gli investimenti in processi di economia circolare riguardano soltanto la minoranza di queste.
     
  • Il 13esimo Rapporto dell’High level panel of experts on food security and nutrition (Hlpe), intitolato “Multi-stakeholder partnerships to finance and improve food security and nutrition in the framework of the 2030 Agenda”. Secondo l’Hlpe, le partnership multi-stakeholder possono essere una promettente strategia per raggiungere la sicurezza alimentare. Tuttavia, è necessario che vi siano adeguati meccanismi di governance, come efficienti sistemi di monitoraggio, che ne garantiscano la trasparenza e l’attendibilità.
     
  • Lo studio “Palaeoclimate constraints on the impact of 2 °C anthropogenic warming and beyond”, pubblicato in anteprima dalla rivista scientifica Nature. Secondo tale studio, gli attuali modelli climatici sottostimano alcuni dei fattori che incidono sul riscaldamento globale, con la conseguenza di allontanarci ancora di più dagli obiettivi prefissati dalla comunità internazionale.
     
  • La nascita della nuova organizzazione mondiale della scienza, l’International science council che sancisce un ‘connubio’ storico fra le scienze sociali e quelle naturali. L’obiettivo, come dichiarato dal neo presidente, il matematico sudafricano Daya Reddy, è quello di affermarsi come una “voce potente, visibile e credibile per la scienza”, proponendo un approccio innovativo e interdisciplinare alla ricerca scientifica.
     
  • Il quinto Rapporto dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) dal titolo “Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici”. In Italia il consumo di suolo conta in termini assoluti 23mila chilometri quadrati, dei quali 54 sono stati consumati solo nel 2017, coperti da strutture artificiali. Ad incidere particolarmente sulla perdita di aree naturali ed agricole, spiega il Rapporto, è stata la ripresa economica del Paese.

Altre segnalazioni

  • L’Associazione "Amici di Marco Biagi", in collaborazione con Forum PA, ha elaborato, in occasione della nuova legislatura, un nuovo "Rapporto sulle Pubbliche Amministrazioni in Italia".
  • Dal 9 al 18 luglio si è tenuta a New York la riunione dell’High level political forum. La sessione ministeriale si è svolta dal 16 al 18.
  • L’Iges (Istitute for global environmental strategies) ha creato un sistema interattivo di supporto ai policy-makers per visualizzare le connessioni fra gli Obiettivi dell’Agenda 2030: SDG Interlinkages Analysis & Visualisation Tool (V2.0).
  • La città di Lisbona è stata eletta capitale verde d’Europa per il 2020.
  • L'Università Iuav di Venezia lancia la prima edizione del Master di primo livello in Design per l'economia circolare, che partirà da febbraio 2019, per formare nuove figure professionali nella progettazione di “prodotti green”.
  • È stato posticipato al 23 luglio il termine per le candidature al “Premio per lo Sviluppo Sostenibile 2018”, promosso dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile, in collaborazione con Ecomondo e rivolto a tutte le imprese Italiane che adottano pratiche di sostenibilità.
  • Dall’11 al 14 luglio si è tenuta a Vienna la Quarantesima riunione del “Gruppo di lavoro aperto al Protocollo di Montreal sulle sostanze che riducono lo strato di ozono” (Oewg 40), i cui lavori si sono concentrati sull'adozione di interventi  in risposta ad un aumento imprevisto delle emissioni di triclorofluorometano.
  • L’ Università Bicocca di Milano organizza un nuovo Master in sostenibilità; un programma formativo di un anno che approfondisce gli aspetti giuridici, organizzativi e finanziari dell’impresa nell’ambito dello sviluppo sostenibile.
  • Dal 18 a 19 luglio si tiene a Bologna il convegno “SDG & Circular Economy”, promosso dal Movimento europeo Italia e l’European partners for the environment in collaborazione con l’ASviS ed altri attori internazionali, che ha riunito oltre 30 ospiti per confrontarsi su esperienze di circolarità sia in Italia che in Europa.
  • Secondo un'analisi effettuata da Bernoni Grant Thornton sulle società del segmento Star di Borsa Italiana  i bilanci di sostenibilità delle imprese sono scadenti e poco attendibili, si raccomanda quindi  maggior trasparenza e precisione nella rendicontazione.
  • Aperte le iscrizioni alla Terza edizione dell’ SDG Forum a Matera, che si terrà dall’11 al 12 ottobre. L’evento di quest’anno, promosso dal Gcni, sarà dedicato al tema dei “Nuovi modelli di business a supporto dell’Agenda 2030 delle Nazioni unite”.

 

Prossimi eventi

  • 1 agosto – Il Global footprint network  ha fissato per questa data Earth overshoot day.
  • 13-14 settembre – A Capraia l’Istituto di Biometeorologia del Consiglio nazionale delle ricerche in collaborazione con l’Università di Pisa e Attivarti.org organizza il simposio internazionale “Promotion and protection of the night sky”.
  • 19-21 settembre – A Parigi L'associazione internazionale per le statistiche ufficiali (Iaos) e l'Ocse organizzeranno congiuntamente la 16esima edizione della conferenza: “Better statistics for better lives”.
  • 20 settembre – A Bruxelles il Comitato economico e sociale europeo (Cese) ed Ecolise, la rete europea di supporto alle iniziative sul cambiamento climatico, organizzano la conferenza “Building sustainability trough collaboration”.

 

giovedì 19 luglio 2018
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