per dare un futuro alla vita   
e valore al futuro

QUESTA SETTIMANA: Diciamolo, lo sviluppo sostenibile non è un pranzo di gala

L’Agenda 2030 è la traccia per salvare il Pianeta, ma la sua attuazione apre conflitti e colpisce interessi. Per fare un salto di qualità occorre mobilitare i volenterosi e stimolare la voglia di cambiamento. 30/8/2018

di Donato Speroni

Pour sauver un paysan, mangez un végan: si può sorridere o indignarsi per lo striscione esibito dai contadini francesi impegnati a difendere la produzione di carne dall’attacco di animalisti e vegani, ma quel che racconta Elisabetta Rosaspina sul Corriere della Sera ci deve comunque far riflettere: un festival vegano cancellato dalla sindaca a Calais per le proteste degli allevatori, incursioni di vegani radicalizzati che a Lilla hanno vandalizzato le vetrine di rosticcerie e salumerie.

Questi scontri potrebbero aggravarsi ed estendersi. Il problema dell’alimentazione sostenibile è uno dei grandi nodi irrisolti del futuro: forse mangeremo insetti o bistecche ricavate in laboratorio, ma è certo che la produzione di carne, che tra l’altro consuma grandi quantità di acqua ed è responsabile di una quota consistente delle emissioni di metano, comporta un danno per il Pianeta e sarà sempre meno sostenibile con l’allargarsi di questo tipo di consumo a popolazioni che finora ne facevano un uso limitato. Nei Paesi più sviluppati le abitudini stanno cambiando, ma la riduzione degli allevamenti creerà problemi economici e sociali difficili da gestire.

La rivoluzione non è un pranzo di gala, diceva Mao Tse-Tung, e la frase si può estendere allo sviluppo sostenibile: attuare l’Agenda 2030 dell’Onu comporta conflitti di interessi e richiede una volontà politica forte. Proprio in Francia se n’è accorto, suo malgrado, il ministro della Transizione ecologica e solidale Nicolas Hulot, la cui nomina era stata salutata come un forte segno di impegno sugli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs nell’acronimo inglese). Come scrive l’Huffington Post,

Hulot si è detto stanco di avanzare a "piccoli passi" in un percorso ancora troppo lungo, nel quale la Francia ha indubbiamente fatto dei progressi, ma ancora tanto resta da fare e le prospettive non sembrano essere delle migliori.

Diciamolo con franchezza, l’angoscia di questo ecologista frustrato è anche la nostra. Sappiamo che l’Agenda 2030 è un passo fondamentale, ma che non basta a salvare il Pianeta: rappresenta solo il punto di convergenza che è stato possibile raggiungere tra i 193 Paesi delle Nazioni unite all’Assemblea di tre anni fa. Su alcuni temi si dovrebbe andare oltre: l’Agenda per esempio incorpora gli accordi sul clima che sono comunque insufficienti, se anche fossero pienamente rispettati, per contenere l’aumento della temperatura entro i due gradi. Eppure sul clima, sull’ambiente, sulle diseguaglianze, non si sta facendo abbastanza neppure per raggiungere gli SDGs, come è stato evidenziato con chiarezza nel corso dell’ultimo High level political forum di New York. Anche l’Europa è in ritardo, come dimostrano gli indicatori recentemente diffusi dall’ASviS. E l’Italia? Faremo il punto col nostro Rapporto sull’Italia e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile, che l’Alleanza presenterà il 4 ottobre alla Camera dei deputati, ma già possiamo dire che per quanto riguarda la sostenibilità il quadro presenta più ombre che luci. E le prospettive, in questo quadro politico litigioso e schiacciato sulle polemiche contingenti, non sono delle migliori.

Certo, meno male che l’Agenda c’è. È comunque un blueprint, una traccia per un futuro migliore; attorno a essa si sono mobilitate grandi energie in tutto il mondo. Però è netta la sensazione che ora bisogna fare un salto di qualità. Lo dice anche, in una bella intervista alla Repubblica, l’ex presidente dell’Uruguay Pepe Mujica:

Il vero problema non sono i migranti ma il fatto che voi europei siete un continente vecchio: avete bisogno di forza lavoro e invece la respingete. Anzi: se i flussi si sanno amministrare, questa è un'enorme possibilità a medio termine. Il vero problema è il cambiamento climatico e l'imminente disastro ambientale su cui la codardia politica dell'Occidente è inerte.

Il cambiamento climatico condiziona il futuro del mondo e molti obiettivi dell’Agenda 2030: si pensi agli effetti sulle migrazioni, alla minaccia dei fenomeni metereologici estremi, alla minaccia sugli ecosistemi, al pericolo di sparizione di intere aree costiere. Abbiamo già rilevato la settimana scorsa che la sensibilità sta crescendo, ma si può fare di più? Tre proposte che meritano di essere discusse sono state avanzate da Francesco Grillo sul Corriere del 24 agosto. Ne riportiamo alcuni passaggi.

A questo punto rimangono solo tre strade da percorrere. La prima è avere il coraggio di rompere le liturgie di accordi. Se c’è un gruppo di Stati che, in maniera più seria, vogliono «salvare il mondo» avendo capito che ciò può essere una grande opportunità strategica ed economica, che essi formino una coalizione di «volenterosi». La seconda possibilità è quella della scienza che con operazioni straordinarie sarà presto in grado di manipolare il clima abbassando la temperatura. La terza strada è cambiare i contraenti degli accordi per arrivare più vicini ai «luoghi» dove il problema si crea e dove, dunque, esso si può risolvere. Un’alleanza transnazionale tra le grandi città del mondo aggiungerebbe creatività e concretezza. La battaglia del clima offre, in realtà, un’opportunità straordinaria: quella di rendere urgente riscoprire che siamo tutti parte di una vicenda che attraversa i confini tra Paesi e generazioni. Per vincerla, un Occidente tecnologicamente mai così evoluto deve, però, scuotersi dall’inerzia che lo porta ad osservare impotente una complessità che va risolta.

La difficoltà di affrontare questa complessità è segnalata con rigore scientifico nel volume “From summits to solutions” pubblicato dalla Japan international cooperation agency e dal Brookings global economy and development program:

Gli SDGs sono encomiabili, ma finora è mancata una visione complessiva dei passi necessari perché gli Obiettivi vengano raggiunti in tutto il mondo.

Il volume esplora il modo di accelerare il progresso a cominciare dal salto necessario “dalle stanze dell’Onu alle comunità di base”, per stimolare il desiderio di cambiamento.

Questo è anche l’impegno dell’Alleanza, anche alzando il tono dello scontro e portandolo su tutto il territorio nazionale. Ma, ripetiamolo, un futuro sostenibile comporta una rivoluzione nei comportamenti individuali e collettivi e ci sono potenti interessi che cercheranno di impedirlo. 

___________________

E INOLTRE...

a cura di Lucilla Persichetti

In questi giorni il sito asvis.it si è occupato di:

  • Le dieci best practice di turismo sostenibile descritte dal World travel and tourism council (Wttc) per aiutare le imprese del settore turistico a rispettare l'ambiente, proteggere il patrimonio culturale e naturale e generare benessere sociale ed economico nelle popolazioni locali.


Altre segnalazioni

  • “Il benessere non si misura solo in Pil”: è il titolo dell’intervista al portavoce dell’ASviS Enrico Giovannini pubblicata su Famiglia Cristiana del 2 settembre, nella quale si sottolinea come la crescita economica non sempre porti benessere sociale.

  • L’Anci, con il Comune di Firenze, ha inaugurato una raccolta di firme a sostegno della legge di iniziativa popolare, da loro promossa, per introdurre l’ora di educazione alla cittadinanza come materia curricolare nelle scuole di ogni ordine e grado.

  • Sono aperte le iscrizioni ai corsi 2018-2019 della Scuola di economia civile (Sec). I corsi sono rivolti a docenti e dirigenti scolastici interessati ad approfondire la conoscenza dell’economia civile e a introdurne i contenuti nelle programmazioni delle loro discipline.

  • Si è svolta a Stoccolma, il 24 e 25 agosto, la 29esima conferenza Onu sull’acqua. L’incontro si è tenuto alla vigilia della settimana mondiale dell’acqua, organizzata ogni anno dallo Stockholm International Water Institute (Siwi) per stimolare lo scambio di idee e soluzioni alle sfide legate all’Obiettivo 6 dell’Agenda 2030.

  • La UN Foundation, il Julie Ann Wrigley Global Institute of Sustainability dell’Università dell’Arizona e Vital Voices hanno annunciato le cinque vincitrici della WE Empower UN SDG Challenge, una sfida globale rivolta alle imprenditrici che, nello svolgimento del proprio lavoro, contribuiscono attivamente alla realizzazione degli SDGs.


Prossimi eventi

  • 1 settembre – Nell’ambito della Festa Pesaro del Pd che si svolge dal 25 agosto al 2 settembre e che quest’anno ha come tema centrale l'Agenda 2030 e la rotta italiana verso la sostenibilità,  sabato 1 Enrico Giovannini e Oscar Giannino dialogheranno partendo dagli spunti del libro "L'utopia sostenibile".
  • 4 settembre - Il Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli, con la partecipazione dell’ASviS, dell’IC Largo San Pio V e del Creifos - Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi Roma Tre, organizza un seminario formativo dal titolo "L'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile: il ruolo della scuola nel nuovo scenario globale". Il corso si tiene dalle 9.20 alle 13.00 nella Sala Spazio Europa della Rappresentanza della Commissione europea a Roma (via IV Novembre, 149).
  • 10 - 21 settembre - Si tiene a Siena la prima Summer School sullo sviluppo sostenibile organizzata dall’ASviS in collaborazione con l’Università di Siena Santa Chiara Lab, Fondazione Enel, Leonardo, Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile (Rus), Sustainable Development Solutions Network Italia e Sustainable Development Solutions Network Mediterraneo.
  • 13 – 14 settembre – A Capraia si tiene il simposio “Promotion and protection of the night sky” organizzato dall’Istituto di biometeorologia del consiglio nazionale delle ricerche in collaborazione con l’Università di Pisa e Attivarti.org sulla promozione e protezione del cielo notturno.
  • 19 – 21 settembre – A Parigi viene organizzata la conferenza “Better statistics for better lives” dall'associazione internazionale per le statistiche ufficiali (Iaos) e l'Ocse.
  • 19 settembre – 20 dicembre – A Milano presso la Centrale dell’acqua ha luogo un ciclo di seminari legati al tema della sostenibilità e della risorsa acqua. Enrico Giovannini sarà protagonista del seminario del 19 settembre sull'utilizzo sostenibile delle risorse idriche.

 

giovedì 30 agosto 2018
#ASviS_In_Evidenza

Aderenti

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile - ASviS
Via Farini 17, 00185 Roma C.F. 97893090585 P.IVA 14610671001

Licenza Creative Commons
This work is licensed under a Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale