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Nasce il “Patto per l’Acqua” italiano proposto dal Fai, aderente dell’ASviS

Troppo spesso il valore della risorsa idrica viene sottovalutato. L’acqua, sensibile al fattore climatico, ha bisogno di una gestione sostenibile che superi l’attuale modello, inefficiente nel monitoraggio e nelle infrastrutture. 7/12/2018

Violente trombe d’aria ed eventi estremi, ma anche siccità e impoverimento del terreno. Tutti problemi riconducibili al cambiamento climatico e alla perdita di biodiversità, con un elemento in comune: l’acqua.

L’acqua, di cui l’Italia è ricca (basti pensare che dei 300 miliardi di metri cubi a disposizione ne usiamo solo il 15%), va gestita però con più cura attraverso una visione sostenibile e di lungo periodo. Sono infatti più di 20mila i siti contaminati, senza dimenticare che è una risorsa soggetta ai cambiamenti climatici, all’inquinamento e agli sprechi. Inoltre preoccupa l’attuale modello di gestione carente nell’attività di monitoraggio e nelle infrastrutture idriche.

Per questo motivo, il 30 novembre a Roma, è stato presentato il “Patto per l’Acqua”, documento proposto dal Fai (Fondo Ambiente Italiano), uno degli Aderenti dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, nell’ambito della sua campagna di sensibilizzazione #salvalacqua. Il documento è stato sottoscritto dai principali attori del sistema idrico italiano: enti di ricerca e gestori delle reti, consorzi di bonifica e agricoltori, tecnici e pianificatori agli enti territoriali.

“Ci siamo radunati oggi per lanciare il Patto per l’Acqua”, fa presente Marco Magnifico, Vicepresidente del Fai, “vogliamo vigilare sull’acqua secondo lo spirito dell’art. 9 della Costituzione.  Abbiamo bisogno di cambiamenti: concretezza, collaborazione e coraggio. Per proporre un Patto per l’acqua alla nazione, ci vuole coraggio e visione, richiede consapevolezza e educazione, per svolgere un’attività sussidiaria sempre più forte”.

L’iniziativa nasce dall’attività svolta in questi anni dal Fai che, con i suoi 61 beni tutelati, intende valorizzare il patrimonio artistico e naturale del nostro Paese. Un tema, quello dell’acqua, troppo spesso trattato in maniera superficiale da operatori di settore e dalla classe politica, che invece ha bisogno di un approccio diverso, che integri una vera e propria “Strategia nazionale per l’acqua”.

È di questo avviso anche Enrico Giovannini, portavoce dell'Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), che in qualità di uno dei promotori del Patto ha dichiarato: “Apprezzo molto l'iniziativa del Fai di proporre un 'Patto per l'acqua'. Assicurare acqua pulita e buone condizioni igieniche per tutti, come recita il Goal 6 dell'Agenda 2030 dell'Onu, è un dovere assoluto, anche in Italia. È urgente introdurre nella legislazione italiana il riconoscimento e la quantificazione del diritto all'acqua, riconoscere l'acqua come un bene comune pubblico e favorire l'impegno degli enti locali e le forme partecipative a tutela di questa risorsa. L'inquinamento delle falde, le abbondanti perdite della rete idrica, la depurazione non sempre garantita rendono necessaria una Strategia nazionale che tuteli questo bene primario. L'importanza dell'acqua è sempre più evidente in presenza dei cambiamenti climatici: per questo l'ASviS ha proposto che anche la cooperazione italiana si concentri su questo fattore di sviluppo, perché la mancanza di acqua genera povertà, conflittualità e migrazioni, come l'esperienza drammatica dell'Africa dimostra chiaramente".

La Strategia dovrà quindi concentrarsi su un nuovo tipo di visione che metta insieme sia la componente sociale che quella economica, cercando di riscuotere più consenso possibile da parte di istituzioni, enti e associazioni.

Al momento, hanno già aderito all’iniziativa le associazioni Anci, Wwf, Legambiente, Lipu e Kyoto Club. L’obiettivo è creare, attraverso la condivisione di temi e soluzioni, un tavolo di dibattito capace di produrre richieste puntuali al Parlamento, dove il primo banco di prova sarà proprio la legge di bilancio in discussione in questi giorni, in cui la gestione della risorsa idrica è presente in alcune mozioni. Il Patto per l’Acqua proporrà una serie di ulteriori emendamenti tra cui: un credito d’imposta dedicato a tecnologie capaci di riconvertire e rendere maggiormente efficienti i processi produttivi in un’ottica di risparmio e tutela della risorsa idrica; un Bonus destinato ai privati, che promuova interventi negli immobili civili volti ad aumentarne l’efficienza idrica; un Bonus destinato a privati e pubblico (es. Comuni), che favorisca interventi volti a restituire permeabilità ai suoli (es. attraverso i rain garden) e la manutenzione delle infrastrutture; un’aliquota IVA agevolata dedicata ai nuovi impianti in edilizia civile o industriale per la separazione e il riutilizzo delle acque grigie.

Al fine di raccogliere nuove adesioni e suggerimenti, il lavoro portato avanti potrà essere seguito grazie alla piattaforma www.ilpattoperlacqua.it.

 

di Ivan Manzo

venerdì 07 dicembre 2018
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