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Global Risk Report 2019: siamo come sonnambuli verso il precipizio

Rischi macroeconomici, tensioni geopolitiche, rischi ambientali e vulnerabilità economica. Sono le preoccupazioni più importanti dei grandi decisori, presentate al World economic forum. 28/1/2019

Realizzato sulla base di un sondaggio che ha coinvolto quasi mille tra decisori politici pubblici, privati, accademici e della società civile, il Global Risks Report 2019 del World Economic Forum, presentato il 15 gennaio a Davos, valuta i rischi del mondo che cambia e si apre con queste parole: “il mondo come un sonnambulo verso la crisi? I rischi globali stanno aumentando ma manca la volontà collettiva di affrontarli”. 

Un mondo sempre più preoccupato per le tensioni politiche, per la macro-economia, e per i disastri ambientali; un mondo che sa perfettamente di andare alla deriva, ma è consapevole del fatto che manca la volontà comune per affrontare le sfide globali.
Nove intervistati su dieci prevedono, per il 2019, un peggioramento degli scontri economici e politici tra le maggiori potenze mondiali, mentre nell'arco di un orizzonte temporale di dieci anni, le minacce più gravi sono legate ai cambiamenti climatici.
Le tensioni geoeconomiche sono aumentate durante tutto il 2018, tanto che il 91% degli intervistati si aspetta che il 2019 possa portare rischi crescenti relativi a “scontri economici tra grandi potenze” e “erosione di regole e accordi commerciali multilaterali” per l’88%. Queste tensioni stanno creando non poche preoccupazioni ai mercati finanziari, alla crescita globale e al debito globale che oggi è pari a circa il 225% del Pil.
Con l'indebolimento delle relazioni tra le maggiori potenze mondiali, l'attuale contesto geopolitico non riuscirà a risolvere i numerosi conflitti che persistono in tutto il mondo. Ad esempio in Afghanistan, secondo le Nazioni Unite, le morti civili nei primi sei mesi del 2018 sono state le più alte negli ultimi dieci anni. Il conflitto civile che sta dilaniando la Siria conta centinaia di migliaia di morti. Nello Yemen 13 milioni di persone sono a rischio di fame a causa delle interruzioni alla fornitura di cibo.
Secondo il Rapporto, le tensioni politiche ed economiche rappresentano attualmente i rischi globali più urgenti su cui intervenire. Il mondo sta evolvendo, ma la riconfigurazione delle relazioni tra i Paesi e le relazioni commerciali non sono immuni da insidie. L'importanza dei cambiamenti strutturali in corso però non dovrebbe distrarci dal lato umano dei rischi globali.
Per molte persone intervistate, viviamo in un mondo sempre più ansioso, infelice e solitario. La rabbia aumenta e l'empatia sembra in declino. Secondo l’indagine condotta nel 2017 da Gallup sullo stato emotivo del mondo, su un campione di 154 mila intervistati a cui è stato chiesto se il giorno precedente rispetto all’intervista hanno avuto esperienze positive o negative, quasi quattro persone su dieci hanno dichiarato di aver provato preoccupazione o stress; tre su dieci hanno provato dolore fisico e due su dieci hanno provato molta rabbia.  La scoperta di Gallup è confermata dai dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità che suggeriscono che depressione e disturbi d'ansia sono aumentati rispettivamente del 54% e del 42% tra il 1990 e il 2013.
I rischi ambientali continuano a dominare i risultati del Global Risk Report. Le condizioni meteorologiche estreme rappresentano il rischio di maggiore preoccupazione, ma molti degli intervistati sono sempre più preoccupati per il fallimento della politica ambientale. La perdita di biodiversità e l’innalzamento dei livelli del mare sono preoccupazioni particolari. L'abbondanza di specie è diminuita del 60% dal 1970. Nella catena alimentare umana, la perdita di biodiversità sta influenzando la salute e lo sviluppo socioeconomico, con implicazioni per il benessere e per la produttività.
Il rapido sviluppo delle città rende le persone più vulnerabili all'innalzamento del livello del mare. Secondo l'Ipcc, un aumento di 2 ° C farà aumentare i livelli del mare tra 0,30 metri e 0,93 metri entro il 2100. Secondo le stime, circa 800 milioni di persone in più di 570 città costiere, sono vulnerabili ad un innalzamento del mare di circa 0,5 metri entro il 2050. La Banca mondiale rileva che il 70% delle più grandi città europee ha aree vulnerabili all'innalzamento del livello del mare. L' Africa ha almeno 19 città costiere vulnerabili con popolazione di oltre un milione di abitanti. Negli Stati Uniti, le città della costa orientale hanno già sperimentato inondazioni a causa dell'innalzamento del livello del mare.
Il Global Risks Report 2019 viene pubblicato in un momento importante” dichiara BØrge Brende, Presidente del World Economic Forum. “Il mondo sta affrontando un numero crescente di sfide complesse e interconnesse, dal rallentamento della crescita globale ai cambiamenti climatici, alle tensioni geopolitiche. Se non lavoriamo assieme per affrontare queste sfide, non ci sarà futuro.  Mai come prima c’è la necessità di un approccio collaborativo e multistakeholder ai problemi globali condivisi”.

 

 

di Tommaso Tautonico

lunedì 28 gennaio 2019
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