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I progressi dell’Europa sugli obiettivi di sviluppo sostenibile

In vista dell’High level political forum, l’Unece, ha scattato un’istantanea delle prestazioni relative ai cinque obiettivi oggetto del Forum: istruzione, lavoro, disuguaglianze, clima e giustizia. 8/4/2019

L’High level political forum è l’evento dedicato alla verifica sullo stato di avanzamento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile. Nell’edizione 2019 saranno cinque gli obiettivi da esaminare: il Goal 4 (istruzione di qualità), l’8 (lavoro dignitoso e crescita economica), il 10 (ridurre le disuguaglianze), il 13 (lotta ai cambiamenti climatici) e il 16 (pace, giustizia e istituzioni). Il prossimo luglio, 50 Paesi (10 europei, 6 sudamericani, 18 africani e 16 asiatici), presenteranno le loro revisioni volontarie nazionali.

In occasione del prossimo forum internazionale, la Commissione economica per l’Europa delle Nazioni unite (Unece), una delle cinque commissioni economiche che riportano al Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite a cui aderiscono Europa, Stati Uniti, Canada, Israele e alcuni Paesi dell’Asia centrale, ha realizzato uno studio che analizza quali progressi sono stati compiuti rispetto ai cinque SDGs cui sarà dedicato l’incontro.
Sull’Obiettivo 4, il Rapporto rileva grandi progressi su una serie di indicatori. Le ragazze ottengono risultati migliori dei ragazzi in matematica e lettura. Nonostante il miglioramento,  gli autori rilevano un aumento delle disuguaglianze. Nella maggior parte dei Paesi il rendimento scolastico nelle zone rurali è peggiore rispetto al rendimento nei contesti urbani. Anche lo status socio-economico influisce sulle prestazioni educative dei giovani europei, così come accade negli Usa.

I migranti sono in ritardo nei risultati educativi nella maggior parte dei Paesi, e i gruppi emarginati sono spesso esclusi dalla raccolta di dati e quindi invisibili negli indicatori nazionali.Rimangono ampi divari tra i Paesi in materia di accesso all'istruzione per gli studenti con disabilità.
Risultati molto diversi per quanto riguarda l’accesso a internet ai fini pedagogici nelle scuole secondarie: il 100% delle scuole americane ha accesso ad internet, in Europa ci si avvicina a questo obiettivo, mentre i Paesi asiatici si fermano poco sopra il 60%.

Per quanto riguarda l’Obiettivo 8, lo studio conclude che la ripresa economica dell’eurozona è stata disomogenea, con la disoccupazione che rimane molto alta in alcuni Paesi. Il lavoro sommerso caratterizza in particolar modo i Paesi dell’est: Albania, Turchia, Armenia, Ucraina, Russia, Moldavia e Serbia. Migliorano in maniera diffusa le condizioni di sicurezza sui luoghi di lavoro, soprattutto nei Paesi abituati a performance disastrose. La percentuale di giovani che non lavora e non studia è del 15,8%, mentre i divari salariali di genere restano una sfida importante in tutti i Paesi europei.

Tutta in salita la strada per migliorare il rapporto tra crescita economica e degrado ambientale: mentre il consumo interno di materiale pro capite nei Paesi europei e centro asiatici è diminuito negli anni, negli Stati Uniti è drasticamente aumentato.   
Per quanto riguarda l'obiettivo 10 (ridurre le disuguaglianze), il rapporto rileva una situazione migliore rispetto al resto del mondo. I sistemi di protezione sociale hanno contribuito a ridurre le disuguaglianze, soprattutto nei Paesi dell’Europa settentrionale e occidentale, ma alcuni Paesi dell’Asia centrale continuano ad incontrare difficoltà nel raggiungere i settori più poveri della popolazione.

Preoccupano i limitati progressi nel colmare la disuguaglianza di genere nella forza lavoro e il fatto che che quasi un quarto delle persone nell'Ue sono a rischio di povertà o esclusione sociale.
Stessi rallentamenti si registrano nell’ambito del Goal 13 (lotta ai cambiamenti climatici), dove la zona europea rallenta la riduzione delle emissioni di CO2, con le emissioni pro capite che rimangono tra le più alte a livello globale. Grazie all'impegno delle banche multilaterali di sviluppo, aumentano i finanziamenti in favore del clima, ma servono più risorse, anche alla luce dell’aumento della frequenza e dell’intensità delle catastrofi ambientali. Lo studio conclude l’analisi dell’Obiettivo 13 chiedendo uno sforzo maggiore per rafforzare la resilienza.

Per l’Sdg 16 (pace, giustizia e istituzioni), la relazione sottolinea che si stanno compiendo enormi progressi nel rafforzare la governance in tutta Europa, ma per superare le difficoltà servirà uno sforzo maggiore.
L'utilizzo attivo della Convenzione di Aarhus dell'Unece, che facilita l'accesso all'informazione, la partecipazione e l'accesso alla giustizia in materia ambientale, è un esempio di esperienza positivain grado di garantire istituzioni solide e responsabili come fondamento per una società pacifica.

 

di Tommaso Tautonico

lunedì 08 aprile 2019
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