2 Novembre 2026

La sostenibilità è ormai presente nell’offerta formativa della quasi totalità delle università italiane, con una prevalenza di percorsi dedicati alla dimensione ambientale. Il 54% dei 1.710 percorsi censiti riguarda l’ambiente, mentre il 22% è dedicato alla sostenibilità sociale, il 16% a quella economica e l’8% alla responsabilità sociale d’impresa. Le iniziative sono cresciute del 13,2% in un anno e coinvolgono 93 atenei su 99. I dati descrivono un sistema universitario sempre più impegnato nella formazione per la transizione sostenibile, con un’offerta diversificata per contenuti, tipologie di percorso e distribuzione territoriale.

È la fotografia restituita dal rapporto “Sostenibilità e responsabilità sociale d’impresa. L’offerta di formazione universitaria 2023-2025”, curato da Paola Nicoletti e pubblicato a settembre 2026 dall’Istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche (Inapp). La ricerca, che prosegue un filone di studi avviato nel 2012, analizza l’offerta degli atenei italiani negli anni accademici 2023-2024 e 2024-2025, con l’obiettivo di comprendere come il sistema universitario contribuisca alla diffusione delle conoscenze e delle competenze necessarie alla sostenibilità.

 La distribuzione dei 1.710 percorsi universitari dedicati alla sostenibilità e alla responsabilità sociale d’impresa, per area tematica. Fonte: elaborazione ASviS su dati Inapp, 2026.

Quale sostenibilità si insegna nelle università italiane?

La sostenibilità ambientale rappresenta la componente principale dell’offerta, con 915 percorsi formativi. Al suo interno prevalgono i temi del clima e delle energie rinnovabili (35%), seguiti da edilizia e opere sostenibili (27%) e agroalimentare (15%). Trovano spazio anche chimica e biologia, educazione e sicurezza ambientale e mobilità sostenibile.
La sostenibilità sociale comprende 380 iniziative, concentrate soprattutto sullo sviluppo locale e sugli ecosistemi territoriali (40%), sull’innovazione sociale (31%) e sull’inclusione (20%). Più contenuta l’offerta dedicata alla salute e ai servizi sanitari.
Sono invece 283 i percorsi sulla sostenibilità economica, dei quali il 76% riguarda l’economia circolare. Seguono la finanza etica e gli aspetti giuridici ed economici della transizione.

Un dato particolarmente interessante riguarda la responsabilità sociale d’impresa, alla quale sono dedicati 132 interventi formativi, pari all’8% del totale. La maggior parte affronta la governance e lo sviluppo della responsabilità sociale (52%) oppure il welfare e la parità di genere (33%). La comunicazione rappresenta l’8%, mentre la valutazione d’impatto e la rendicontazione di sostenibilità si fermano al 7% dei percorsi di quest’area.
L’Inapp sottolinea che la responsabilità sociale d’impresa è maggiormente rappresentata nei master e nell’alta formazione, frequentati anche da professionisti interessati ad applicare queste competenze nelle organizzazioni.

 

Un’offerta in crescita, con differenze tra territori e percorsi

La diffusione della sostenibilità nell’università italiana emerge anche dalla partecipazione degli atenei: 93 delle 99 università censite, pari al 94%, propongono almeno un percorso dedicato. Complessivamente, le iniziative sono passate da 802 nell’anno accademico 2023-2024 a 908 nel 2024-2025, con un incremento del 13,2%. I corsi di laurea sono 827, di cui 352 triennali e 475 magistrali. A questi si aggiungono 336 dottorati di ricerca e 547 percorsi di alta formazione, tra master, corsi di perfezionamento e specializzazione.

La distribuzione geografica mostra alcune differenze. Il 42% degli interventi formativi si concentra nelle regioni settentrionali, il 31% al Centro e il 27% al Sud e nelle Isole. Il divario è particolarmente evidente nell’alta formazione: il Nord raccoglie il 46% delle iniziative, il Centro il 37% e il Mezzogiorno il 17%.

 

Distribuzione degli interventi universitari sulla sostenibilità e responsabilità sociale d’impresa per area geografica, tipologia di percorso e anno accademico. Fonte: Inapp, 2026

L’analisi dell’Inapp evidenzia così una presenza ormai estesa dei temi della sostenibilità nel sistema universitario, accompagnata da differenti opportunità di approfondimento e specializzazione nelle diverse aree del Paese.

Competenze interdisciplinari per accompagnare la transizione

Il rapporto Inapp evidenzia l’importanza di collegare la formazione universitaria alle trasformazioni del mondo produttivo, attraverso competenze tecniche, economiche, sociali e organizzative. L’analisi dell’alta formazione tra il 2021 e il 2025 mostra una crescita delle iniziative, rivolte sia ai giovani laureati sia ai lavoratori che devono aggiornare le proprie competenze. La ricerca considera anche il ruolo degli ITS Academy, caratterizzati dalla collaborazione con le imprese.
La domanda di competenze emerge anche dall’indagine Excelsior di Unioncamere, secondo cui nel 2025 il 79,8% delle entrate programmate dalle imprese richiede attitudine al risparmio energetico e alla sostenibilità ambientale. Dal confronto con università, imprese e altri stakeholder, l’Inapp sottolinea la necessità di rafforzare il dialogo tra formazione e mondo del lavoro, sviluppando percorsi interdisciplinari capaci di accompagnare le trasformazioni delle organizzazioni e della società.

Scarica il Rapporto Inapp

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