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Approfondimenti

Una giusta transizione per raggiungere gli Obiettivi in materia di energia e clima

di Donato Speroni, referente del Gruppo di lavoro dell’ASviS sui Goal 7 e 13

Centinaia di eventi hanno discusso il riscaldamento del Pianeta e gli interventi necessari per mitigarlo e per adattarsi alle conseguenze ormai inevitabili. Presentato un decalogo che tiene conto anche degli effetti sociali.
9 luglio 2019

L’emergenza climatica si è ormai guadagnata uno spazio importante nel dibattito politico e mediatico, perché i cambiamenti meteorologici sono sotto gli occhi di tutti, ma anche per la spinta di migliaia di giovani partecipanti alle manifestazioni “Fridays for future”. La necessità di interventi su mitigazione e adattamento è stata discussa in centinaia di eventi del Festival dello sviluppo sostenibile, unitamente alle politiche energetiche necessarie per contenere i consumi e spostare la produzione dai combustibili fossili alle fonti rinnovabili.  Di grande attualità è anche il dibattito su come effettuare questa transizione in modo socialmente giusto, senza gravare sui ceti più deboli e senza danneggiare i lavoratori del mondo dell’energia.

L’evento nazionale promosso dal Gruppo di lavoro ASviS sugli Obiettivi 7 (Energia) e 13 (Clima) dell’Agenda 2030 ha fatto fare un passo avanti al dibattito, con la presentazione del Manifesto “Priorità per una transizione ambiziosa, giusta e sostenibile” sottoscritto dalle organizzazioni sindacali (che quest’anno hanno organizzato l’evento, con la collaborazione di Gs1 in qualità di Tutor), da associazioni ambientaliste e imprese operanti nel mondo dell’energia.  Il Manifesto è un decalogo che copre i diversi aspetti della transizione, dall’equità inter e intragenerazionale alla necessità di adeguati investimenti, dalle problematiche in materia di formazione e ricerca agli effetti della transizione sul mondo del lavoro.

In occasione della seconda manifestazione globale di Fridays for Future, ASviS e Radio radicale hanno mandato in onda uno speciale di un’ora di cronaca con collegamenti dalle piazze di Roma, Milano, Napoli, Torino e Bari.

Molti altri eventi del Festival sono stati dedicati ai temi del clima e dell’energia. Tra gli altri, ricordiamo le conferenze a Padova e a Pavia del metereologo Luca Mercalli, la mostra fotografica di Alessandro Grassani  sui migranti ambientali a Pavia, quella di Marco Garofalo a Milano “Energy portraits. Dall’altra parte del filo”, quelle di Luciano Nadalini e di Greenpeace a Bologna.  

Sono state compiute analisi specifiche come quella di Pisa sull’impatto dei cambiamenti climatici sui sistemi zootecnici e quella di Udine sull’agricoltura, quella di Campobasso dedicata agli effetti sulla salute, quello di Trieste sulla decarbonizzazione dei trasporti  e quello di Pavia sulla sicurezza alimentare. Un dibattito svoltosi a Roma ha affrontato il tema del rapporto delle donne con i cambiamenti climatici

Di cambiamenti climatici e territori si è discusso a Napoli, con una convegno dedicato agli effetti sullo sviluppo urbano, a Udine per l’impatto sul Friuli – Venezia Giulia, a Roma per discutere il Piano di azione di Roma capitale per la riduzione delle emissioni climalteranti di almeno il 40% entro il 2030, e a Milano, sulle politiche di adattamento nell’area metropolitana, dove è stato presentato “Life metro Adapt”, un progetto che grazie alla cooperazione tra soggetti pubblici e privati individua azioni concrete per l’adattamento del territorio agli effetti climatici, offrendo soluzioni a problematiche quali la vulnerabilità dei soggetti più esposti agli effetti dell’isola di calore estiva e l’impermeabilità, con i rischi correlati di esondazioni e allagamenti. Di sviluppo, sostenibilità e territori si è anche discusso nelle Giornate dell’energia di Trevi, mentre a Roma si è discusso degli effetti del cambiamento climatico sull’ambiente urbano, avanzando soluzioni concrete. Enel e l’Associazione nazionale seniores Enel (Anse) hanno organizzato invece a Montefalco e a Civitavecchia gli “Incontri di prossimità”: conferenze territoriali volte a informare comunità, associazioni di volontariato e cittadini per far comprendere loro la bolletta energetica, conoscere il social bonus per disagio fisico ed economico e risparmiare con l’efficienza energetica in ambito domestico.

A Pavia sono state discusse le soluzioni politiche, e cioè il Piano integrato energia e clima presentato all’Ue dal governo e l’ipotesi di carbon pricing come strumento per ridurre le emissioni di gas climalteranti e per finanziare la diffusione delle tecnologie verdi, mentre a Lecce si è svolta una sessione sul diritto climatico comparato che ha rappresentato una occasione di confronto tra giuristi (italiani e stranieri) che si occupano di diritto climatico e giustizia climatica per fare il punto della situazione sugli studi di diritto climatico e capire quale contributo possono dare le categorie giuridiche agli Obiettivi delle Nazioni unite.

Alla Luiss di Roma si è tenuto un seminario sugli investimenti necessari per fronteggiare il cambiamento. Un tema analogo è stato affrontato a Sassari, con l’incontro su “Strumenti di finanziamento e agevolazioni fiscali per il risparmio energetico”. 

Altri eventi sono stati dedicati in modo più specifico alle questioni energetiche, come l’incontro di Venezia sul rapporto tra standard energetici e consumatori e quello, sempre a Venezia, sulle prospettive del fotovoltaico e delle energie rinnovabili. Il Politecnico di Milano ha sottoposto a discussione il suo Piano di mitigazione delle emissioni di CO2 e quello di Torino ha organizzato un seminario su “Climate change – challenges for science and  policy”.

Fondazione Eni Enrico Mattei e Plef a Milano hanno promosso un incontro sulla povertà energetica mentre altri incontri, sempre a Milano, hanno discusso del ruolo dei professionisti e delle imprese, delle politiche aziendali per raggiungere la carbon neutrality e dei progetti di sostenibilità per la PA locale.  Di “Cambiamento climatico: i nuovi orizzonti per le imprese” si è discusso anche a Bologna, per iniziativa del Gruppo Unipol, mentre a Milano Gs1 Italy si è rivolta ai responsabili di supply chain, quality e Csr delle imprese per discutere delle variabili logistiche che influenzano le emissioni di gas serra e di come calcolare e ridurre l’impronta climatica aziendale.

Come si vede, un programma ricchissimo, che qui abbiamo cercato di riassumere facendo sicuramente qualche torto, nell’impossibilità di citare tutti. È importante però sottolineare ancora una volta la grande rispondenza delle associazioni aderenti, della Rete delle università per lo sviluppo sostenibile e delle città su temi così importanti per il futuro di tutti.  

Scopri tutti gli eventi del Festival dedicati al Goal 7 e al Goal 13

Gs1 Italy sostiene il Goal 7 e il Goal 13

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