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Il piano quinquennale dell’Ong si pone l’obiettivo di garantire a 100 milioni di bambine il diritto di imparare, condurre il cambiamento, decidere per se stesse e crescere lontano da violenza, discriminazione e paura.
L’equità del sistema d’istruzione italiano è superiore alla media Ocse per provenienza socio-economica, ma persistono gravi squilibri tra ragazzi e ragazze. Le prestazioni sono buone in matematica, ma sotto la media Ocse in scienze e lettura.
In oltre 200mila hanno manifestato a Roma il 26 novembre al grido di "Non una di meno". Sul piano concreto, sperimentato da WeWorld un percorso di protezione per le vittime di violenza sessuale, maltrattamenti e atti persecutori.
Lo studio dell'Undesa, il dipartimento Onu per economia e affari sociali, ha stimato che 225 milioni di donne vorrebbero usare moderni contraccettivi ma non possono. In Africa la percentuale più alta di necessità che rimane elusa.
Una relazione della Commissione europea in merito al divario pensionistico di genere riferito al 2012 mostra come in tutti i 28 Pesi membri esista questo scarto che va da un minimo del 5% a un massimo del 42%. La discussione in Parlamento Ue è prevista per l'inizio del 2017.
Gli indicatori Ocse mostrano lo stato attuale delle condizioni femminili nell’ambito delle azioni da intraprendere ai fini del raggiungimento al 2030 del Goal 5 "Raggiungere l'uguaglianza di genere per l'empowerment tutte le donne e le ragazze" e dei relativi target.
A margine del Forum annuale dell'Ocse, 250 “giovani ambasciatori” provenienti da 50 Paesi si sono incontrati a Parigi e hanno chiesto il rifinanziamento del Fondo globale contro la povertà estrema. Se ne discuterà in Italia in una riunione il 27 giugno.




































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