Segnalazioni

  • Look4ward, l'Osservatorio promosso da Luiss e Intesa Sanpaolo, ha pubblicato il rapporto "EDUNext. Nuovi scenari per l'Education e le competenze nell'era dell'AI", che raccoglie il punto di vista di manager e docenti sull’integrazione dell’intelligenza artificiale nelle diverse attività. La ricerca propone anche un framework per progettare ecosistemi educativi moderni.

  • Nel primo trimestre 2026 gli occupati in Italia superano i 24,1 milioni e il tasso di disoccupazione scende al 5,4% (-1,5 punti in un anno). Cresce l'occupazione femminile e migliora la stabilità, ma restano 12,5 milioni di inattivi, soprattutto nel Mezzogiorno. Per il Cnel servono più politiche attive, investimenti nelle competenze e interventi per favorire la partecipazione di donne e giovani al mercato del lavoro.

  • “Formazione e sostenibilità” è il focus del primo numero dell’anno del magazine di Ecofuturo, in collaborazione con l’ASviS, per diffondere i temi legati a innovazione ecotecnologica e sostenibilità ambientale. Mariaflavia Cascelli, responsabile area Educazione dell’Alleanza, ha parlato di istruzione e Agenda 2030.

  • Dal confronto con aziende associate e partner Confimprese ha elaborato una guida operativa per il settore del retail e della ristorazione. L’obiettivo è costruire ambienti di lavoro che mettono al centro le persone, inclusivi, equi e accessibili, capaci di generare valore condiviso e rafforzare la sostenibilità sociale. Il percorso continua il 28 aprile con il primo webinar di un ciclo dedicato ai temi trattati.

  • Accelerare sulle energie rinnovabili e ridurre il ruolo del gas non è solo una scelta climatica, ma una priorità strategica per garantire stabilità economica e sicurezza energetica. È il messaggio chiave del report del Centro di ricerca sull’energia Ember, che analizza la vulnerabilità dell’Europa agli shock energetici legata alla forte dipendenza dal gas. Tra i Paesi più fragili c’è l’Italia: il gas fissa il prezzo dell’energia fino all’89% delle ore e le rinnovabili, pur in crescita, restano sotto la media europea.

  • I modelli economici utilizzati da governi, banche e investitori sottovalutano sistematicamente i rischi climatici, creando un falso senso di sicurezza nelle scelte pubbliche e finanziarie. È quanto emerge da uno studio condotto dal Green futures solutions team dell'Università di Exeter e Carbon Tracke, che illustra le lacune e le misure per migliorarli sulla base delle valutazioni di oltre 60 esperti internazionali di climatologia.

  • È disponibile sulle principali piattaforme digitali la serie podcast europea Directions: Navigating Beyond-GDP Futures, che esplora con il contributo di esperti le connessioni tra crescita economica, benessere umano e sostenibilità. In una delle puntate, il direttore scientifico dell’ASviS Enrico Giovannini riflette su come convincere istituzioni, decisori politici, media e cittadini ad abbandonare il Pil come misura primaria di progresso economico e sociale.

  • Secondo il rapporto annuale dell’Iea, la domanda globale di carbone è avviata verso un calo graduale entro il 2030. Dopo un ultimo rialzo nel 2025 (+0,5%), che porterà i consumi al record di 8,85 miliardi di tonnellate, dal 2026 la produzione elettrica a carbone inizierà a scendere, sotto la spinta di rinnovabili, nucleare e gas naturale. Entro il 2030 la domanda tornerà ai livelli del 2023, mentre il consumo industriale resterà più resiliente. 

  • Il Parlamento europeo ha approvato l’accordo Omnibus per ridurre gli obblighi di sostenibilità delle imprese: la rendicontazione si applicherà solo alle aziende con più di mille dipendenti e 450 milioni di fatturato, mentre la due diligence riguarderà soltanto i gruppi oltre i cinquemila dipendenti e 1,5 miliardi di ricavi. L'accordo deve ancora essere approvato dagli Stati membri in sede di Consiglio dell'Ue prima di entrare in vigore. 18/12/25

  • Il Rapporto 2025 sull’industria italiana del Centro Studi di viale dell’Astronomia offre un quadro aggiornato del settore manifatturiero, che si conferma pilastro dell’economia italiana e componente essenziale della competitività del Paese. Tra i dati principali: genera il 15% del Pil, quota che raddoppia considerando l’indotto, e contribuisce agli investimenti e all’innovazione con il 35% della spesa in macchinari e il 50% degli investimenti in ricerca e sviluppo.

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