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Bloomberg: entro il 2050, due terzi dell’energia a emissioni zero

Un report attesta l’ascesa delle rinnovabili e il collasso del carbone. Solare (22%) ed eolico (26%) saranno il mix del futuro. Crescita modesta per idroelettrico e nucleare. Risultati incoraggianti ma potrebbero non bastare. 5/7/2019

“Le energie rinnovabili rimodelleranno radicalmente il sistema elettrico mondiale”. Il nuovo rapporto New Energy Outlook 2019 di Bloomberg analizza le future evoluzioni del mix energetico, da qui al 2050, nel tentativo di prevedere le influenze delle rinnovabili tra le risorse del futuro. Questo Rapporto combina le competenze di oltre 65 specialisti del mercato elettrico e del settore tecnologico provenienti da 12 Paesi differenti.
Il documento, in apertura, si sbilancia a favore di un futuro rinnovabile. “Passeremo da due terzi di combustibili fossili nel 2018 a due terzi di energia a zero emissioni di carbonio entro il 2050”, afferma il Rapporto. L’eolico e il solare contribuiranno per il 50% alla produzione elettrica mondiale, chiudendo l'era del dominio dei combustibili fossili nel settore energetico.



Tra queste due risorse, il solare registrerà la crescita maggiore, attestandosi dal 2% di oggi al 22% nel 2050. L'eolico genererà invece il 26% dell'elettricità mondiale nel 2050, rispetto al 5% di oggi. Nel computo di quest’analisi, l’idroelettrico compirà invece una crescita molto modesta, a causa della sua più difficoltosa applicazione a livello territoriale, mentre il nucleare, dati i costi elevati di costruzione delle centrali, rimarrà praticamente invariato.
“Prevediamo inoltre un totale di 13,3 mila miliardi di dollari investiti in nuove attività di generazione di energia fino al 2050”, afferma Bloomberg, “dei quali il 77% sarà impiegato verso fonti rinnovabili”. L’eolico attirerà investimenti per 5,3 mila miliardi di dollari, mentre 4,2 mila miliardi saranno investiti nel solare, e altri 843 miliardi di dollari spesi per le batterie. Questo investimento raccoglierà 15.145 Gw di nuove centrali elettriche tra il 2019 e il 2050, di cui l'80% a zero emissioni di carbonio.
“Il carbone collasserà ovunque nel mondo, tranne che in Asia, dove raggiungerà il picco nel 2026”, dichiara il Rapporto. La crescita del carbone in Cina, India e Sud-Est asiatico non compenserà però il rapido declino del carbone in Europa e l’abbassamento dei prezzi negli Stati Uniti. Questo vuol dire che, entro il 2032, nel mondo “ci sarà più energia eolica e solare rispetto all'elettricità a carbone”. Inoltre, la capacità di generazione di gas raddoppierà entro il 2050.
Anche la rete elettrica statunitense, nonostante le politiche del presidente Trump, sta continuando a sostituire il carbone e il nucleare con energie rinnovabili e gas (più economiche). La penetrazione delle risorse sostenibili raggiungerà il 43% nel 2050, e in quell'anno le emissioni saranno inferiori del 54% rispetto a oggi.
La Cina vede invece il picco della generazione e delle emissioni di carbone al 2026. Questo Paese, però, resta il più grande sistema elettrico mondiale, e sempre nel 2026 raggiungerà il 37% di penetrazione delle energie rinnovabili nel proprio sistema elettrico. "La Cina continua ad essere il più grande mercato per l'energia eolica e solare” ribadisce il documento, “che insieme cresceranno dall'8% al 48% entro il 2050”.
"Nel 2040 le energie rinnovabili rappresenteranno il 90% del mix elettrico in Europa, con una percentuale di energia eolica e solare pari all'80%". La Germania vedrà un rapido cambiamento nel prossimo decennio, eliminando carbone e nucleare e aprendo la strada alle fonti rinnovabili. Entro il 2050, queste risorse forniranno il 96% del mix energetico nazionale e le emissioni della Germania saranno inferiori del 97% rispetto a quelle attuali.
“I prezzi elevati del carbone stanno influendo su uno spostamento degli investimenti da carbone a gas nel Regno Unito e spingeranno le centrali fossili fuori dal mix energetico tre anni prima dell'uscita ufficiale”, attesta il Rapporto. Allo stesso tempo, l'eolico onshore e offshore crescerà rapidamente e rappresenterà il 64% della produzione di energia elettrica del Regno Unito entro il 2030, prendendo una fetta del mercato appartenente al gas. Entro il 2050, nel Regno Unito le fonti rinnovabili forniranno l'87% del mix energetico nazionale.
Il documento avverte però che “la domanda globale di energia crescerà del 62% tra oggi e il 2050, o dell'1,5% all'anno”. Inoltre, la crescita della domanda di energia si allontanerà sempre più dal Pil: il fabbisogno di elettricità nei Paesi non Ocse raddoppierà entro il 2050, a causa della forte crescita dei consumi e dell'aumento dell'elettrificazione. Inoltre, i veicoli elettrici aggiungeranno circa 3,950 TWh di nuova domanda di elettricità a livello globale entro il 2050, pari al 9% del fabbisogno mondiale.
Per questo motivo Bloomberg avverte: “liberarsi di tutta la potenza a carbone non ci porterebbe comunque all’obiettivo dei due gradi entro il 2050”. Infatti, mentre parte del mix energetico globale sarà caratterizzato da un progressivo spostamento verso le rinnovabili, “circa un quarto della generazione di elettricità nel 2035 verrà ancora dal carbone”. Un'eliminazione forzata di questa fetta ridurrebbe le emissioni di un consistente 49%, portandoci anche al di sotto di una traiettoria di due gradi fino al 2040. “La cattiva notizia è che semplicemente sbarazzarsi del carbone, dato anche l’aumento della richiesta di energia, non sarà sufficiente per mantenerci in pista per i due gradi nel lungo periodo”.


di Flavio Natale

venerdì 05 luglio 2019
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