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QUESTA SETTIMANA: La "svolta verde" del governo. Ma è solo un primo passo

Una lettura tecnica delle misure varate dall'esecutivo conferma quanto annunciato all'ASviS dal ministro Gualtieri, anche se il "green new deal" richiede una visione di lungo termine. 7/11/2019

di Enrico Giovannini

In occasione della presentazione del Rapporto ASviS, il 4 ottobre scorso, il ministro dell’Economia e delle finanze Roberto Gualtieri era intervenuto annunciando una serie di misure che il Governo avrebbe adottato con la Legge di Bilancio 2020, le quali, a sua detta, avrebbero rappresentato una “svolta verde” senza precedenti nella politica economica italiana. Leggendo i commenti apparsi sulla stampa alle varie bozze della Legge di Bilancio 2020 circolate nelle settimane scorse credo che nessuno abbia tratto l’impressione che il provvedimento sia in linea con quanto annunciato dal ministro. Dunque, chi ha ragione?

Fermo restando che si dovrà attendere il varo del testo finale, dopo il lavoro emendativo che su di esso svolgerà il Parlamento, una lettura “tecnica” del provvedimento proposto dal Governo conferma quanto aveva indicato il ministro Gualtieri, il che pone una evidente domanda sulla capacità dell’opinione pubblica italiana non tanto di valutare la singola norma, quanto di “unire i puntini”, leggendo l’insieme degli atti di governo, nel caso particolare la bozza della Legge di Bilancio, il Decreto legge “clima” e il Decreto legge “fiscale”, che rappresentano i tre atti legislativi finora varati dal Governo in carica.

E cominciamo proprio dal Decreto-legge “clima”, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 14 ottobre 2019 e attualmente oggetto di discussione al Senato. Al di là del contenuto un po’ confuso con il quale è stato predisposto, va ricordato che un decreto-legge va motivato in base ai criteri della gravità e dell’urgenza. Proprio per questo, sono sostanzialmente assenti nella storia legislativa nazionale decreti-legge in materia di politiche ambientali, al di là di interventi d’urgenza su specifici eventi. Ebbene, il preambolo del Decreto recita

“Il Presidente della Repubblica, visti gli articoli 77 e 87, quinto comma, della Costituzione, considerata la straordinaria necessità ed urgenza di adottare una politica strategica nazionale che permetta di fronteggiare l’emergenza climatica, tenuto conto dei lavori svolti a livello internazionale dall’International Panel on Climate Change (Ipcc) in ambito Nazioni unite che evidenziano come la variabilità climatica sia strettamente legata alle attività umane e come le temperature e le emissioni di CO2 continueranno progressivamente a crescere con impatti negativi su numerose aree del pianeta e sulla salute pubblica, …”.

Questo testo configura una vera e propria “dichiarazione di emergenza climatica” da parte del Governo e del Presidente della Repubblica, cioè un atto senza precedenti nella storia della legislazione italiana della quale l’ordinamento giuridico non potrà più prescindere d’ora in avanti. E non ci si può non rallegrare con le più alte istituzioni per aver finalmente, anche se con ritardo, riconosciuta la gravità della crisi climatica, operando nella direzione indicata dal Rapporto ASviS. Ora ci aspettiamo che il Parlamento italiano proceda a dichiarare ufficialmente lo “stato di emergenza climatica”, ribaltando la posizione negativa espressa solo pochi mesi fa sul tema dalle forze che sostenevano il governo “giallo-verde”.

Venendo alla Legge di Bilancio 2020, in primo luogo va notato che i capitoli nei quali essa è articolata utilizzano un linguaggio inusuale per la politica economica italiana, ma in linea con quanto annunciato dal ministro Gualtieri. Il Titolo 3 del testo, infatti, parla di “Misure per gli investimenti, la sostenibilità ambientale e sociale” (al cui interno compaiono articoli dedicati al “Green new deal” e alla “Green mobility”), mentre il Titolo 1 e il Titolo 2 della seconda parte contengono misure per la “Rimodulazione selettiva delle tax expenditures e dei sussidi dannosi per l’ambiente” e “Misure fiscali a tutela dell’ambiente e della salute”, e leggendo i titoli di singole misure si ritrovano “Incentivi fiscali all’acquisizione di beni strumentali e per l’economia circolare” e “Nuova Sabatini, investimenti Sud e investimenti eco-sostenibili delle Pmi”. Inoltre, considerando che i termini “sostenibile” e “sostenibilità” compaiono con una frequenza elevata nel testo, va riconosciuto che, sul piano puramente semantico, siamo in presenza di una forte innovazione rispetto al passato. Ovviamente, ciò che conta è il contenuto delle norme. 

Da questo punto di vista, la proposta avanzata dal Governo prevede investimenti senza precedenti nella trasformazione del sistema socio-economico nel senso dello sviluppo sostenibile. Parliamo di oltre 22 miliardi nei prossimi 15 anni, dedicati (art. 7 del Titolo III) a interventi per “lo sviluppo del Paese, anche in riferimento all’economia circolare, alla decarbonizzazione dell’economia, alla riduzione delle emissioni, al risparmio energetico, alla sostenibilità ambientale e, in generale, ai programmi di investimento e ai progetti a carattere innovativo, anche attraverso contributi ad imprese, ad elevata sostenibilità e che tengano conto degli impatti sociali”.

Ferma restando la ben nota difficoltà a tradurre in realtà gli annunci sugli investimenti pubblici, è interessante sia l’entità degli interventi, sia il fatto che siano “spalmati” su un lungo arco temporale, a testimoniare l’intenzione di superare le ottiche di breve termine con cui i provvedimenti di spesa sono spesso adottati. Ovviamente, l’entità degli investimenti è del tutto insufficiente per trasformare il sistema produttivo italiano nella direzione dello sviluppo sostenibile ed è qui dove dovrebbe intervenire il settore privato. Interessanti sono, a questo proposito, gli interventi orientati a favorire le scelte di investimento e di innovazione a favore di un’economia che nel passato ho definito “digi-circolare”. Ad esempio, il sostegno alle Pmi per investimenti, anche in capitale umano, orientati simultaneamente alla digitalizzazione e alla transizione all’economia circolare recepisce una delle proposte dell’ASviS e dimostra che non si tratta solo di “spendere di più”, ma di orientare meglio il sostegno che lo stato offre all’azione dei privati. Va nella stessa direzione la costituzione del “Fondo per la crescita sostenibile” e il suo uso per offrire garanzie per operazioni dei privati orientate a investimenti per innovazione e sostenibilità.

Molto hanno fatto discutere le misure che prevedono nuove tasse (sulla plastica, sulle bevande gassose, ecc.) o la riduzione di sussidi dannosi per l’ambiente. A tale proposito, va ricordato che la Legge 221 del 2015 prevede già il graduale smantellamento di questi ultimi (circa 19 miliardi di euro all’anno) e la loro trasformazione in sussidi a favore dello sviluppo sostenibile. Da questo punto di vista, è evidente che la riduzione degli incentivi dannosi o l’inasprimento delle imposte su prodotti o attività ad alto impatto ambientale non debbano essere attuate per “fare cassa”, ma per accelerare la transizione verso la green economy. Se questo fosse non solo chiarito, ma anche praticato, è probabile che le misure in questione sarebbero sostenute da una parte consistente dell’opinione pubblica, giustamente preoccupata di nuove imposte tout court, visto l’elevato livello dell’imposizione fiscale. Allo stesso tempo, è necessario che le misure siano “ragionevoli” e “bilanciate”, nel senso di assicurare una “giusta” transizione, che tenga conto del tempo necessario per riconvertire processi e assetti consolidati. Al di là dell’opportunità che le singole misure possano essere migliorate nel corso del dibattito parlamentare, va ancora una volta ricordato che i provvedimenti vanno inquadrati in esplicite visioni di medio-lungo termine, che la politica deve chiaramente comunicare e perseguire negli anni. 

Al di là delle singole misure, che l’ASviS analizzerà in dettaglio nelle prossime settimane, pubblicando a febbraio la valutazione dell’impatto della Legge di Bilancio 2020 sugli Obiettivi di sviluppo sostenibile, la discussione di queste settimane ha reso evidente a tutti che la transizione a un modello sostenibile di sviluppo non è un processo facile e senza costi, con potenziali tensioni tra gruppi sociali, settori di attività, innovatori e conservatori, ecc. Quello che è inaccettabile è un giorno lodare la pressione che i giovani esercitano per rendere il mondo sostenibile e il giorno successivo sostenere chi si oppone al cambiamento in nome dei propri interessi, per quanto legittimi. Alla politica, ma anche alla società civile e agli opinion leader, è richiesta una capacità straordinaria di orientare le scelte di oggi sapendo che viviamo un tempo straordinario, come il recente appello di migliaia di scienziati ci ha ricordato. Sapere che a rischio non è solo la qualità della vita delle future generazioni, ma quella dell’attuale generazione rende il quadro ancora più complesso, ma questa consapevolezza non può essere motivo di rinvio delle scelte difficili e urgenti che ci spetta fare. 

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E INOLTRE…

a cura di Ivan Manzo e William Valentini

 

Approfondimenti

Educazione alla sostenibilità e alla cittadinanza globale…ripartiamo dalla bellezza!
Di Lucia Veneruso, Associazione docenti e dirigenti scolastici (Adi)

Nel convegno organizzato ad Altamura dall’Associazione docenti e dirigenti scolastici Italiani (Adi) vengono approfondite le potenzialità dell’educazione alla bellezza e il suo contributo alla costruzione di una cittadinanza consapevole che, nel suo attualizzarsi, favorisca solidarietà intergenerazionale e sviluppo sostenibile.

 

In questi giorni il sito asvis.it si è occupato di:

Altre segnalazioni

  • Finalizzata alla preparazione dei documenti per il prossimo Semestre europeo una delegazione della Commissione europea ha incontrato, per la prima volta, gli esperti dell’ASviS. Nel corso dell’incontro il Portavoce dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, Enrico Giovannini, ha illustrato i contenuti del Rapporto ASviS 2019, tra cui i temi legati allo sviluppo sostenibile e le proposte per l'Italia e l'Europa.
     
  • Premiare le realtà sportive che rispettano l'ecosistema. Questo è il senso dell'iniziativa Primo è l'ambiente, evento organizzato dalla Unione italiana sport per tutti. Il bando, aperto il 17 ottobre, si chiuderà il 30 novembre 2019. Fino ad allora potranno candidarsi a partecipare le società sportive e le scuole che intendono organizzare eventi sportivi sostenibili. (Per la registrazione link).
  • L'ASviS ha ufficialmente una foresta per la compensazione delle emissioni di CO2 dovute alla realizzazione del Rapporto 2019. Il progetto, realizzato dalla piattaforma web Treedom, riguarda la piantumazioni di 20 alberi in Kenya. Sul sito dell'organizzazione è anche possibile seguire la crescita e lo sviluppo di questa foresta.
  • I fiumi intorno al circolo polare artico in territorio canadese estraggono l'anidride carbonica dall'atmosfera a un ritmo più veloce della foresta pluviale amazzonica. I dati pubblicati dalla National Academy of Sciences, e rilanciati da The Guardian ribaltano la concezione tradizionale che vedeva i fiumi come causa di emissioni. Infatti, mentre in ambienti temperati i fiumi, ricchi di materiale organico - vita vegetale e pesci - provocano livelli di decomposizione più elevati e inevitabilmente emettono nell'atmosfera una quantità maggiore di CO2 di quella che assorbono, i fiumi glaciali, poco ospitali per la vita, determinano un decadimento organico minore e quindi una scarsa produzione di carbonio.     
  • Tra il 2010 al 2018 nelle nostre città la diffusione dei Suv ha dato il contributo più rilevante alla crescita dell'inquinamento, preceduto solamente dalle emissioni per produrre energia. Nel periodo preso in analisi, l'Agenzia internazionale per l'energia, che ha prodotto uno studio sull’argomento, calcola che i Suv hanno raddoppiato la loro quota nel mercato globale, passando dal 17% al 39% delle auto in circolazione. Come riporta il sito di The Guardian, negli Stati uniti una macchina su due è un Suv. In tutto il mondo l'inquinamento prodotto da questo tipo di autovetture supera le emissioni annuali del Regno unito e dei Paesi bassi.
  • La scuola italiana sarà il primo sistema educativo che pone al centro dell'insegnamento ambiente e sostenibilità. Lo ha dichiarato il ministro dell'Istruzione Lorenzo Fioramonti, in una intervista rilasciata all'agenzia di stampa Reuters. Il ministro ha spiegato che le scuole dovranno dedicare quasi un'ora a settimana all'insegnamento della sostenibilità.
     
  • Lanciato il concorso "Roma si progetta a scuola". Genitori, docenti e dirigenti scolastici saranno chiamati a realizzare progetti con un impatto positivo sull’ambiente, la società e in ambito artistico e culturale. I progetti vincitori verranno finanziati fino ad un massimo di 20mila euro.
     
  • Il 31 ottobre l'Associazione biblioteche italiane ha creato la pagina Biblioteche per lo sviluppo sostenibile, che raccoglie la bibliografia italiana prodotta in ambito bibliotecario sull’Agenda 2030 e i temi ad essa legati. Sulla pagina dell’Aib dedicata allo sviluppo sostenibile è possibile rimanere aggiornati sulle ultime attività del Gruppo per l’attuazione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile.
     
  •  Il Dipartimento per gli affari economici e sociali della Nazioni unite ha messo in rete un portale web dove poter aderire ad iniziative per accelerare il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile con scadenza al 2030. Il nuovo sito vuole mobilitare attori statali e semplici cittadini mettendo in comune idee e ambizioni.
     
  • L'Italia è leader mondiale nella crescita delle aziende con certificazione B corp (si tratta di imprese che, pur mirando a massimizzare i profitti, contestualmente cercano anche di rigenerare l'ambiente). Come riporta il sito informazionesenzafiltro.it, il B corp summit di Amsterdam ha visto un'affermazione del nostro Paese: a distanza di tre anni dall'entrata in vigore della legge che regola questa certificazione (l’Italia è il primo Paese non americano e l’unico europeo ad avere una normativa del genere) le imprese B corp sono oltre 90 e ottengono i punteggi più alti del mondo. 
     
  • Un mar Mediterraneo pulito rappresenta anche un'opportunità economica per le imprese. A spiegarlo è il rapporto “Business for Ocean Sustainability” realizzato da One Ocean Foundation: il comparto legato al mare garantisce ai Paesi mediterranei quasi cinque milioni di posti di lavoro e produce un fatturato annuo stimato di 386 miliardi di euro. Anche per questo preservare il mare è fondamentale.  
     
  • Se la situazione economica non dovesse migliorare, entro il 2060 il Mezzogiorno perderà cinque milioni di abitanti e quasi il 40% del suo Pil. È quello che emerge dalle stime del rapporto “L'economia e la società del Mezzogiorno” redatto dallo Svimez. Neanche il reddito di cittadinanza sembra riuscire a invertire la rotta: i consumi sono fermi da tempo, mentre gli occupati sono sotto il livello raggiunto nel 2008 (al Nord sono quasi mezzo milione in più).
     
  • La riforma del Titolo V della Costituzione, realizzata nel 2001 con l’obiettivo di dare maggiore autonomia alle regioni e agli altri livelli di amministrazione locale, non ha prodotto risultati tangibili e il dissesto finanziario di molti comuni del Mezzogiorno cristallizza la frattura economico-sociale nel nostro Paese. È quello che denuncia la ricerca realizzata dalla trasmissione della Rai Report e dalla la fondazione Openpolis.
     
  • Cala l'aspettativa di vita tra i maschi statunitensi. Negli ultimi tre anni, infatti, l'aspettativa di vita per gli uomini americani è scesa di quattro mesi. Il calo è ancora maggiore tra gli uomini con un basso grado di istruzione. Come riporta il sito di Cbs news, questo è dovuto alla crescita dei decessi per overdose di oppiacei (raddoppiati in 10 anni), alla diffusione di malattie legate all'alcol e all'aumento dei costi per l'assicurazione sanitaria, che ostacola l'accesso alle cure.  
     
  • Il 40% dei lavoratori del settore metalmeccanico e del comparto finanziario definiscono cruciali i bisogni relativi alla genitorialità. È quello che emerge dai primi dati contenuti nell'analisi del progetto, lanciato da alcuni sindacati europei, per promuovere un welfare occupazionale in otto Paesi partner.
     
  • La settima tappa del Tour Clima in cambiamento, organizzato dall'Isola della sostenibilità, arriva a Terni. Il 4 novembre scorso ricercatori, aziende, associazioni e realtà locali hanno coinvolto gli studenti in attività divulgative e in laboratori sui cambiamenti climatici. Il focus dell'incontro è stato centrato sulla sostenibilità ambientale, economica e sociale.
     
  • Il 23 agosto scorso, nei giorni degli incendi in Amazzonia, si è tenuta a Rio Branco, nello stato brasiliano di Acre, la conferenza internazionale “Condotta d’impresa responsabile in Brasile e nella regione amazzonica”. L'evento ha visto intervenire rappresentati dell’Ue, dell’Oil e dell'Ocse.  Ne riferisce un articolo di Nicolò Giangrande sul sito della Fondazione Feltrinelli.
     
  • Un rapporto redatto da 15 esperti dell’Easac (European Academies Science Advisory Council, l'associazione delle più importanti accademie scientifiche europee, che fornisce consulenze su temi scientifici) e pubblicato su Global change biology, bioenergy (poi ripreso anche da Huffingtonpost.it) spiega le contraddizioni dietro l'importazione e l'uso di biomasse ricavate dalle foreste come combustibile, ufficialmente considerate dalla politica una fonte di “energia rinnovabile”.  
     
  • Sono stati pubblicati gli atti della 19esima conferenza sulla mobilità sostenibile MobyDixit. L'evento, che ha coinvolto esperti e tecnici, è stata anche l'occasione per la presentazione dei dati aggiornati dell'Osservatorio sui trasporti sulle città italiane.
     
  • Si riuniscono per la 31esima volta le istituzioni che diedero vita al Protocollo di Montreal sulle sostanze che danneggiano lo strato di ozono. La conferenza che si terrà a Roma dal 4 all'8 novembre avrà come oggetto diverse questioni urgenti come le emissione improvvise di gas inquinanti.
     

Prossimi eventi

  • 8-10 novembre – "Economia come" è il Festival dell’economia di Roma, che vuole avvicinare un pubblico il più possibile ampio e trasversale ai temi economici, affrontando i nuovi scenari legati alla globalizzazione, all’innovazione tecnologica e all’organizzazione del lavoro. Il Festival è prodotto da Fondazione musica per Roma e Camera di commercio di Roma, con la consulenza editoriale di Laterza agorà.
     
  • 9 novembre - Fondazione La comune, che sviluppa in modo specifico progetti rivolti alle fragilità creando relazioni di valore, organizza a Milano dei moduli di formazione per le organizzazioni de terzo settore.
     
  • 9 novembre – “Rifugiati ambientali” è un incontro pubblico di informazione, formazione e confronto che si terrà a Milano su iniziativa dell’Associazione Naga e La Scighera, per trattare un tema cruciale, urgente e che rende evidenti le connessioni tra emergenza climatica, migrazioni di massa e frontiere. Il tema verrà affrontato da diversi punti di vista, per costruire una fotografia della situazione attuale e per confrontarsi sulle possibili soluzioni.
     
  • 9 novembre - La Rete di economia solidale (Res) organizza a Roma un primo momento di confronto nazionale (una giornata di lavoro) tra le realtà che appartengono ai vari assi presi in considerazione (femminismo, agroecologia, beni comuni, economia sociale e solidale), in preparazione del Forum Sociale mondiale delle economie trasformative che si terrà a giugno 2020 a Barcellona, per valutare assieme il tipo di contributo e quale processo è possibile avviare per facilitare progettualità eco-sistemiche tra le diverse economie trasformative nel prossimo futuro. L'incontro ha lo scopo di ragionare su come generare confluenze fra identità diverse per progettare un percorso comune.
     
  • 11 novembre - Il Centro per l’Unesco di Torino onlus organizza "La vita sulla Terra: conservare e proteggere la salute delle piante intorno a noi". I temi oggetto del percorso formativo sono le piante, gli esseri umani, gli animali e la lotta alla fame. L'iniziativa ha il patrocinio dell'ASviS.
     
  • 11 novembre - In seguito alla pubblicazione del “Catalogo dei sussidi ambientalmente dannosi e dei sussidi ambientalmente favorevoli” da parte del ministero dell'Ambiente, la Coalizione clima organizza a Roma un seminario su come eliminare gli incentivi fiscali dannosi per l'ambiente.
     
  • 12 novembre - A Roma Robert Watson (Tyndall centre for climate change research, Università East Anglia) terrà una lezione magistrale dal titolo "Natura, clima, economia: Il patto mondiale per il futuro", organizzata dal Wwf Italia, The club of Rome, con la collaborazione di Novamont. Per partecipare è necessario accreditarsi a: eventi@silverback.it.
  • 13 novembre - L'Assemblea delle parti, il più alto organo decisionale dell'Organizzazione per lo sviluppo internazionale della giustizia (Idlo), che si riunirà a novembre per la sua riunione annuale, sarà centrata sui temi della sostenibilità. In particolare, l'evento approfondirà il ruolo dello Stato di diritto nella realizzazione degli Obiettivi di Agenda 2030.

  • 13 novembre - Per poter identificare, prevenire e mitigare il proprio impatto negativo su ambiente e società, le imprese, e le multinazionali in primis, sono sempre più chiamate a fare uso della due diligence con riguardo ai diritti umani. Si tratta di un processo che consiste nel valutare gli impatti effettivi e potenziali delle attività produttive su tali diritti. Se ne parlerà a Milano, nel corso dell’evento “Sviluppo sostenibile e crescita economica” promosso da Mani Tese, Fidh, Hric, Fair e Campagna Abiti Puliti che si inserisce all’interno del progetto “New Business for Good. Educare, informare e collaborare per un nuovo modo di fare impresa”.

  • 14 novembre - Al via CleanAir@School, un’iniziativa di educazione ambientale europea e di citizen science organizzata dall’Epa Network (la rete delle agenzie ambientali europee) e coordinata dall’Aea (Agenzia europea per l’ambiente). Il progetto, gestito in Italia dall'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), vuole sensibilizzare gli alunni delle scuole sui temi dell'ecologismo.
     
  • 14 novembre - L’obiettivo dell’incontro di Roma “I Comuni sostenibili: metodi e strumenti per programmare il benessere dei territori”, su inziativa di Ifel Fondazione Anci, è fornire alle amministrazioni degli strumenti per misurare e definire le loro scelte, in termini di benessere per i cittadini. A partire dall’analisi dei risultati della sperimentazione, saranno approfondite idee e prospettive che favoriscano i Comuni nella programmazione e nella valutazione del benessere dei territori. All'evento parteciperà anche il portavoce dell'ASviS Enrico Giovannini.
     
  • 15-16 novembre - A Siena in occasione di “Agrifood”, evento organizzato da Segretariato italiano di Prima, Fondazione Qualivita, Università di Siena e Comune di Siena, con il patrocinio dell’ASviS, giovani agricoltori, imprenditori, ricercatori e mezzagri raccontano le loro storie, condividono soluzioni e innovazioni, fanno rete, incontrano gli esperti e i policy maker.
  • 16 novembre - Nel corso della cinque giorni della Bookcity Milano, si terrà l'incontro “Lo sguardo dell'Africa: un sogno che si fa impresa”. L' evento, organizzato da Amref Italia e Fondazione Aurora, vuole offrire una prospettiva diversa del continente. Per registrarsi: https://forms.gle/UCuGeUUdiDEp7XVP6
     
  • 16-17 novembre - Il Festival del futuro, promosso da Athesis, Harvard business review Italia e Eccellenze d'impresa, prevede due giorni di incontri a Verona per guardare all’Italia nel contesto mondiale in un’ottica futura. Imprese, università ed esperti daranno vita a convegni, seminari e workshop di rilevanza nazionale e internazionale con l’obiettivo di presentare al mondo le eccellenze italiane nei settori di scienza, tecnologia, economia, politica e società. Istituzioni pubbliche e privati si confronteranno sulle esperienze più avanzate.
giovedì 07 novembre 2019
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