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Puglia: benessere equo e sostenibile nella programmazione finanziaria

Per la prima volta una Regione adotta gli indicatori Bes per analizzare gli effetti delle scelte economiche sul benessere collettivo. La riforma a partire dal triennio 2021-2023, dopo i lavori di un comitato tecnico. 13/11/2019

Il Consiglio regionale pugliese ha approvato il 23 ottobre, la legge che prevede la definizione degli indicatori di benessere equo e sostenibile (Bes) a supporto della programmazione finanziaria e di bilancio regionale. La legge ricalca la riforma delle procedure nazionali per l’inclusione di alcuni indicatori Bes nell’iter di definizione delle leggi di Bilancio e costituisce il primo esempio dell’inserimento di questi indicatori nella programmazione finanziaria di una Regione.  

 “Con l’approvazione dell’Agenda globale per lo sviluppo sostenibile e i relativi 17 Obiettivi, tutti i Paesi sono chiamati a contribuire allo sforzo di portare il mondo su un sentiero sostenibile, senza più distinzione tra Paesi sviluppati, emergenti e in via di sviluppo” ha scritto il consigliere Fabiano Amati nella relazione introduttiva alla votazione della legge. Anche le regioni italiane sono chiamate a definire specifici Obiettivi di Sostenibilità Regionali (SDGs regionali), politiche ed azioni programmatiche che contribuiscano all’attuazione della strategia nazionale volta a raggiungere i target fissati al 2030.

“Il principale elemento di novità” continua Amati, “risiede nel fatto che l'Agenda, esprimendo un chiaro giudizio sull'insostenibilità dell'attuale modello di sviluppo, non solo sul piano ambientale, ma anche su quello economico e sociale, supera definitivamente l'idea che la sostenibilità sia unicamente una questione ambientale e afferma una visione integrata delle diverse dimensioni dello sviluppo”.

La legge prevede anche l’istituzione di un Comitato scientifico presso l’Ufficio statistico regionale, presieduto dall’assessore al Bilancio o da un suo rappresentante delegato.  

Alla luce di questa novità, la Regione Puglia, a partire dal Documento di economia e finanza regionale, Defr, del triennio 2021-2023, dovrà predisporre un documento allegato in cui saranno riportati l’andamento degli indicatori di benessere equo e sostenibile selezionati e definiti dal Comitato regionale e le previsioni sulle loro evoluzione sulla base delle misure previste per il raggiungimento degli obiettivi strategici individuati nel Defr. Gli indicatori nazionali sono 12 (anche se finora il Ministero dell’Economia è riuscito a presentare le proiezioni triennali solo per quattro), ma il Comitato regionale dovrà “integrarli e adattarli al contesto regionale”.

Intanto, nel Defr 2019-2021 sono stati inseriti i dati retrospettivi fino al 2016 per otto dei dodici domini del benessere individuati dal Comitato nazionale, dato che manca una adeguata disaggregazione territoriale per gli altri quattro.

Nel documento si sottolinea che nell’analisi della posizione pugliese “emerge il marcato divario con il profilo Bes riferito all'intero Paese, ma anche una collocazione migliore per alcuni domini rispetto al profilo del Mezzogiorno, in particolare con riferimento: ‘Reddito e disuguaglianza’, ‘Salute’, ‘Soddisfazione per la vita’, e ‘Condizioni economiche minime’.

 

di Tommaso Tautonico

mercoledì 13 novembre 2019
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