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QUESTA SETTIMANA: Il pesante impatto della crisi climatica sul nostro Paese

La Iea prevede un lento calo delle energie fossili, ma la quotazione dell’Aramco potrebbe essere il segnale di un’accelerazione. Gli ultimi studi indicano gravi conseguenze per l’Italia, senza un’adeguata percezione. 14/11/2019

di Donato Speroni

Ogni anno, l’Agenzia internazionale dell’energia (Iea) fa il punto sulle prospettive del mercato, pubblicando il World energy outlook (Weo). Il volume contiene anche una proiezione sulla domanda complessiva di energia primaria (cioè quella che serve sia alla produzione di elettricità, sia agli altri usi), articolata per fonte. Il Weo 2019, diffuso il 13, presenta tre scenari: uno che rispecchia le current policies, cioè che cosa succederebbe se si continuasse con il business as usual; uno le stated policies, che cioè tiene conto delle misure già annunciate dai governi; infine uno, sustainable development, che indica gli obiettivi che si dovrebbero raggiungere per andare davvero verso una decarbonizzazione. La quota dei combustibili fossili, che attualmente soddisfa l’81% della domanda di energia primaria, nel 2040 scenderebbe al 78% con le current policies, al 74 % con le stated policies, mentre sarebbe del 58% nell’ipotesi sustainable development: ancora alta, ma se si considera il diverso mix delle emissioni (nel sustainable development scenario l’impiego del carbone, più inquinante scenderebbe di oltre il 60%, il petrolio del 32% mentre il consumo di gas rimarrebbe quasi uguale) l’effetto sulle emissioni di CO2 sarebbe enorme, passando dai 33,2 miliardi di tonnellate del 2018 a 15,8 miliardi nel 2040.

È interessante confrontare queste previsioni con quelle dello scorso anno. Dal 2017 al 2018 la quota dei fossili è rimasta all’81% sul totale dell’energia primaria, e anche l’effetto delle politiche annunciate al 2040 non si schioda dal 74%, segno che in sostanza nella mitigation della crisi climatica si è perso un altro anno.

Eppure qualcosa di importante potrebbe cambiare ben prima della metà del secolo, come ci ricorda una stimolante analisi dell’Economist.

“La quotazione dell’Aramco è il segnale che la fine del petrolio potrebbe avvicinarsi. Ma ci ricorda anche che il potenziale dell’oro nero di causare terremoti economici e politici non diminuirà nei prossimi decenni”.

Secondo il giornale inglese, la decisione di mettere sul mercato una (piccola) quota della società petrolifera saudita non risponde soltanto all’esigenza dei governanti di Riad di raccogliere fondi per diversificare la propria economia, ma segnala anche una diagnosi sulla “fine del petrolio”.

Il termine peak oil fu coniato nel 1956 dal geologo M. King Hubbert, per esprimere la preoccupazione che la produzione petrolifera fosse prossima al picco, a causa del progressivo esaurirsi delle riserve. Ma oggi se ne torna a parlare per la ragione opposta: una prospettiva di domanda calante.

Le preoccupazioni sulla catastrofe climatica potrebbero infatti accelerare il passaggio alle fonti energetiche rinnovabili ben al di là di quanto profetizza la Iea, tanto da far calare i consumi dagli attuali 95 milioni di barili/giorno a 40 milioni nel 2050. E c’è chi va oltre: il futurologo Raymond Kurzweil, nel suo libro “The singularity is nearer”, di prossima uscita, prevede un totale passaggio alle energie rinnovabili entro il 2030. Saremmo insomma alla vigilia di quei cambiamenti abrupt and disruptive, improvvisi e sconvolgenti, profetizzati da grandi finanzieri entro il 2025, che avevamo già segnalato. Si muove in questa direzione anche la lettera alla Stampa a firma della vicepresidente del Club di Roma Sandrine Dixson-Declève e del portavoce dell’ASviS Enrico Giovannini, nella quale si chiede che la Bei non finanzi più i progetti basati sulle energie fossili.

Poche imprese petrolifere resisteranno a questi cambiamenti, ma l’Aramco, il gigante petrolifero saudita, non teme di andare fuori mercato, perché i suoi costi di estrazione, per un greggio di ottima qualità, non superano i tre dollari al barile. Molti altri produttori potrebbero essere travolti dal calo dei prezzi, a cominciare dai petrolieri americani che impiegano le tecniche di fracking, antieconomiche sotto i 40 dollari al barile.

Le conseguenze economiche e politiche del ridimensionamento dell’industria petrolifera saranno enormi, innanzitutto perché si tratta di un settore con una capitalizzazione di 16mila miliardi di dollari e almeno 10 milioni di dipendenti, ma anche per i riflessi su numerosi Paesi. Secondo la Banca mondiale, ci sono 26 nazioni che dipendono dalle estrazioni di greggio per oltre il 5% del loro prodotto interno lordo.

I produttori che estraggono il greggio più caro e più sporco, compresi Algeria, Brasile, Canada, Nigeria e Venezuela, saranno costretti a chiudere gradualmente la loro produzione, con conseguenze dolorose e in alcuni casi devastanti.

Insomma, se il consumo dei combustibili fossili non calerà sensibilmente avremo gravi conseguenze sul clima.  Se invece la rivoluzione verde sarà accelerata, potremo avere gravi conseguenze geopolitiche. Per gestire l’una e l’altra ipotesi il mondo avrebbe bisogno di rafforzare la governance internazionale, un’ipotesi che al momento appare lontana.

In ogni caso, l’Italia rischia di essere un vaso di coccio rispetto alle sfide del futuro. La “Relazione sullo stato della green economy” presentata il 6 a Ecomondo, espone una nuova metodologia di analisi, che aumenta fortemente la stima dell’impatto del cambiamento climatico sul nostro Paese, con il drammatico effetto di aumentare ulteriormente il divario tra il Nord e il Mezzogiorno. Un’ottima sintesi di questo studio è quella di Enrico Marro sul Sole 24Ore.

L’opinione pubblica è consapevole della gravità della situazione? Che cosa si può fare per indurla a reagire, nella convinzione che senza una effettiva mobilitazione, che non sia limitata agli studenti e ad alcuni settori della società civile, le misure varate dai politici saranno poco più che pannicelli caldi? Su questo tema l’ASviS ed Ecomondo hanno organizzato un incontro, nella grande fiera di Rimini, introdotto da una relazione di Nando Pagnoncelli, che ha presentato i risultati di recenti rilevazioni sulla percezione della sostenibilità. Nel complesso, la popolazione italiana vede un 20% attivamente impegnato per la sostenibilità, un 50% aperto a questi problemi, un 13% di scettici e un 17% di indifferenti. Meno diffusa l’informazione sugli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030: solo un 10% dice di conoscerli bene mentre un 31% “ne ha sentito parlare”. Possiamo supporre che senza i quasi quattro anni di lavoro dell’ASviS queste percentuali sarebbero ancora più basse.

Nel complesso, avverte Pagnoncelli, anche se

la consapevolezza della limitata disponibilità di risorse naturali induce a minimizzare il proprio impatto sull’ambiente, apportando cambiamenti alle proprie abitudini di consumo (...) l’etica ha una effettiva rilevanza per un limitato numero di persone e rischia di non essere sufficiente a garantire una conversione di massa.

Come passare da una generica sensibilità, alla politica e a un diverso modello di sviluppo? Se lo chiede anche Paolo Mazzanti sul sito InPiù, facendo proprio l’esempio di una società petrolifera:

"Ci sono investitori che proclamano una fede verde ma se poi ogni trimestre non porti i profitti ti tagliano la gola" ha detto, in un sussulto di verità, l'ad di Eni Descalzi. È un esempio della schizofrenia che viviamo sul clima: sull’onda delle manifestazioni giovanili chiediamo provvedimenti immediati contro il cambiamento climatico, ma poi pretendiamo provvedimenti per rimettere in moto la crescita, senza capire che la crescita attuale (Ilva compresa) è intrinsecamente inquinatrice e modificarla richiede tempo, pazienza e anche meno profitti. Uscire da questo dilemma non sarà facile.

Certamente per “uscire da questo dilemma” bisogna lavorare sui giovani, stimolarli a passare da una generica protesta a un impegno politico sulle soluzioni più efficaci per uno sviluppo sostenibile. Ma per far questo è anche necessario dare ai giovani un posto più rilevante e riconosciuto nella società. Non si stanca di ripeterlo Giovannini, che in una intervista alla Stampa ha dichiarato tra l’altro:

Da quanti anni un governo non è in grado di esprimere un vero piano per l'occupazione giovanile? Si discute sempre di disoccupazione dei giovani ma credo che le ultime misure adottate in questo senso furono quelle di "Garanzia Giovani" approvate dal nostro governo (il governo Letta di cui Giovannini faceva parte come ministro del lavoro, ndr) e poi attuate dal governo Renzi.

Ricordiamo a questo proposito che tra i 21 Obiettivi dell’Agenda 2030 da raggiungere entro il 2020, c’è (target 8.6):

Entro il 2020, ridurre sostanzialmente la percentuale di giovani disoccupati che non seguano un corso di studi o che non seguano corsi di formazione

cioè i cosiddetti Neet, not in education, employment or training. Il Rapporto ASviS 2019 (pag. 116) segnala che in questa direzione si è fatto ben poco.

Nonostante il leggero miglioramento degli ultimi anni, la situazione italiana rimane molto preoccupante ed è irrealistico sperare di conseguire una “sostanziale” riduzione del fenomeno. Infatti, tra il 2013 e il 2018 la percentuale è scesa dal 26%, al 23,4% e l’Italia continua ad essere il fanalino di coda dell’Unione europea, posizionandosi all’ultimo posto, ben distante dalla Grecia (19,5%), la Bulgaria (18,1%) e la Spagna (15,3%). In termini assoluti, i giovani Neet sono 2,1 milioni (con una incidenza molto forte nel Mezzogiorno, al punto che risiede in questa circo-scrizione più della metà dei giovani in tale condizione), mentre se si considerano anche gli young adults, cioè coloro che sono nella fascia di età 30-34 anni, il numero sale a circa 3,1 milioni.

Oltre tre milioni di giovani al di fuori dei circuiti formativi e che se anche cercano un lavoro comunque non lo trovano. È difficile coinvolgere le nuove generazioni nella costruzione di un futuro che vada al di là della protesta se non si offre loro una prospettiva di partecipazione a una società più giusta, inclusiva e aperta. 

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E INOLTRE…

a cura di Ivan Manzo e William Valentini

 

Approfondimenti:
 

“Discerning Experts”: la scienza climatica nella morsa di univocità e negazionismo

di Flavio Natale, Segretariato ASviS

Tra processi alle compagnie petrolifere e finanziamenti a think tank negazionisti, la comunità scientifica è nuovamente chiamata a dire la sua. Le controversie sui risultati scientifici tornano in primo piano: sulla base delle previsioni si prenderanno le decisioni che modificheranno il nostro futuro.

 

In questi giorni il sito asvis.it si è occupato di:

 

Altre segnalazioni

 

  • L'8 novembre a Rimini l’ASviS, in collaborazione con Ecomondo, ha organizzato il convegno dal titolo “Comunicare il valore della sostenibilità ambientale, sociale ed economica all’epoca delle fake news”. Ai seguenti link sono disponibili le slide delle presentazioni di Nando Pagnoncelli del centro ricerche Ipsos, e di Claudia Caputi, Donato Speroni e Giulio Lo Iacono del segretariato ASviS.
  • Il Consiglio della Banca europea degli investimenti deve decidere se eliminare qualsiasi finanziamento a progetti basati sulle energie fossili, proseguendo così la strada di uno sviluppo pienamente sostenibile e facilitando una rapida decarbonizzazione del sistema economico. È importante che l'Italia colga questa opportunità, e si impegni per far approvare il provvedimento. Questa la sintesi dell'appello che Enrico Giovannini, portavoce dell'ASviS, e Sandrine Dixson-Declève, co-presidente del club di Roma, hanno lanciato dalle colonne del quotidiano la Stampa.
  • La quinta edizione di Intra(p)prendere Green ha visto 100 alunni delle scuole medie impegnati in incontri per capire il valore etico ed economico del riciclo dei rifiuti. Nell'ambito di Ecomondo (la fiera internazionale dell'innovazione industriale legata all'economia circolare) che si svolge a Rimini, i ragazzi si sono potuti confrontare con le aziende e le organizzazioni del settore, tra cui anche l'ASviS.
  • Un orto come alleato nella lotta al cambiamento climatico e nell'educazione alimentare. Questo vuole essere il messaggio della festa Orto in condotta, progetto sviluppato da Slowfood, che quest'anno coinvolge circa 25mila studenti italiani, di età compresa tra i 3 e i 14 anni. Come riportano le pagine de la Stampa, alunni, insegnanti e genitori saranno chiamati a partecipare con 10 azioni legate agli Obiettivi dell’Agenda 2030.
  • Nella riunione dell’Advisory board delle Nazioni unite sulla riduzione dei rischi catastrofali sono stati analizzati diversi studi sulla questione. Tra questi il “Rapporto sulla siccità e la deforestazione”, che tra le aree più a rischio nel mondo vede il Mediterraneo e il nostro Mezzogiorno. A sua volta, il Global assessment report (Gar) sulla riduzione dei rischi catastrofali analizza i rischi, soprattutto sistemici, che vanno affrontati nel percorso verso gli Obiettivi dell’Agenda 2030.
  • Promuovere la cultura della partecipazione dei lavoratori all’interno della vita aziendale, rispondere alle nuove esigenze imposte da un mercato dal lavoro sempre più competitivo, promuovere la necessaria conciliazione tra lavoro e vita. Questi i principali obiettivi dell’accordo siglato il 22 ottobre tra Assolombarda e Cgil, Cisl, Uil milanesi.
  • Un corso di formazione sui cambiamenti climatici, completamente gratis e on line. Questo il progetto di ClimAlt, che vuole rafforzare la consapevolezza dei giovani, incoraggiando lo spirito critico rispetto al complesso tema del cambiamento climatico. Il corso è riservato a giovani europei under 30 e sarà composto da tre capitoli (Cause-Impatti-Alternative), suddivisi in sette moduli, per un totale di 14 lezioni. Al termine del corso ai partecipanti verrà rilasciato un attestato di frequenza.
  • Conclusa a Roma la Riunione delle parti (Mop31) del protocollo di Montreal, il summit internazionale sulla salvaguardia dello strato di ozono stratosferico, ospitata dall'Italia in collaborazione con la Fao. La 31esima edizione dell'incontro ha visto la presenza di 498 delegati provenienti da 198 Paesi, ed è stata anche l'occasione per presentare una Dichiarazione di Roma, per una catena del freddo sostenibile che limiti al massimo lo spreco alimentare.
  • Dalla Relazione sullo stato della green economy, presentata in apertura degli Stati generali della green economy in Italia, emerge un quadro con alcune criticità: negli ultimi cinque anni nel Paese non sono calate né le emissioni di gas serra né i consumi di energia, mentre la crescita delle fonti rinnovabili è quasi ferma. In questo contesto, il parco-auto italiano è il più “denso” d'Europa: ci sono 644 auto ogni 1000 abitanti e le emissioni dovute al trasporto privato sono in aumento. 
  • L'Istituto affari internazionali, il think tank indipendente italiano fondato nel 1965 da Altiero Spinelli, ha aggiornato il calendario dei corsi del Programma formazione dell'istituto.
     
  • I lavoratori di Google chiedono alla loro azienda un piano preciso per la sostenibilità. In una lettera aperta comparsa su Medium, la piattaforma di self publishing che permette a chiunque di pubblicare contenuti, 1647 tecnici hanno chiesto ufficialmente al gigante della Silicon valley un impegno intorno a quattro obbiettivi concreti: azzerare le emissioni inquinanti entro il 2030, non sottoscrivere contratti che consentono l'estrazione di combustibili fossili, annullare finanziamenti a gruppi di interesse che negano il cambiamento climatico e non collaborare più con istituzioni che consentono l'oppressione di minoranze e rifugiati.

 

Prossimi eventi

 

  • 14 novembre - Al via CleanAir@School, un’iniziativa di educazione ambientale europea e di citizen science organizzata dall’Epa Network (la rete delle agenzie ambientali europee) e coordinata dall’Aea (Agenzia europea per l’ambiente). Il progetto, gestito in Italia dall'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), vuole sensibilizzare gli alunni delle scuole sui temi dell'ecologismo.
  • 14 novembre – L’Economia, il supplemento economico del Corriere della Sera, organizza a Milano “L’economia del futuro – La nuova sostenibilità”, confronto a più voci sul futuro sostenibile. Nell’ambito dell’iniziativa Cirfood partecipa al panel “Food&Sostenibilità”, volto a fotografare gli scenari futuri della produzione e del consumo di cibo, avendo come filo conduttore la sostenibilità.
  • 14 novembre - L’obiettivo dell’incontro di Roma “I Comuni sostenibili: metodi e strumenti per programmare il benessere dei territori”, su inziativa di Ifel Fondazione Anci, è fornire alle amministrazioni degli strumenti per misurare e definire le loro scelte, in termini di benessere per i cittadini. A partire dall’analisi dei risultati della sperimentazione, saranno approfondite idee e prospettive che favoriscano i Comuni nella programmazione e nella valutazione del benessere dei territori. All'evento parteciperà anche il portavoce dell'ASviS Enrico Giovannini.
  • 15-16 novembre - A Siena in occasione di “Agrifood”, evento organizzato da Segretariato italiano di Prima, Fondazione Qualivita, Università di Siena e Comune di Siena, con il patrocinio dell’ASviS, giovani agricoltori, imprenditori, ricercatori e mezzagri raccontano le loro storie, condividono soluzioni e innovazioni, fanno rete, incontrano gli esperti e i policy maker.
     
  • 16 novembre - Nel corso della cinque giorni della Bookcity Milano, si terrà l'incontro “Lo sguardo dell'Africa: un sogno che si fa impresa”. L' evento, organizzato da Amref Italia e Fondazione Aurora, vuole offrire una prospettiva diversa del continente.
  • 16 novembre – L'evento a Parma “Microplastiche e specie marine aliene: una minaccia per l’ecosistema marino” è un’aperitivo (scientifico) per salvare il mare che si inserisce nel ciclo di eventi “Sabati della sostenibilità”, organizzato dall’associazione il Taccuino di Darwin. L’evento consisterà in un incontro informale con Agnese Marchini, ricercatrice di Ecologia presso il dipartimento di Scienze della Terra e dell’ambiente dell’Università di Pavia, sui rischi che sta correndo l'ecosistema marino.
  • 16 novembre – La lectio magistralis sulla resilienza sociale, organizzata dall'università dell'Aquila, sarà finalizzata ad analizzare i processi evolutivi di un’ideale “resilienza di sistema”, quale nuovo orizzonte per affermare il principio della resilienza sociale attraverso una pianificazione integrale territoriale. Per registrarsi scrivere a: master@edimas.net.
  • 16-17 novembre - Il Festival del futuro, promosso da Athesis, Harvard business review Italia e Eccellenze d'impresa, prevede due giorni di incontri a Verona per guardare all’Italia nel contesto mondiale in un’ottica futura. Imprese, università ed esperti daranno vita a convegni, seminari e workshop di rilevanza nazionale e internazionale con l’obiettivo di presentare al mondo le eccellenze italiane nei settori di scienza, tecnologia, economia, politica e società. Istituzioni pubbliche e privati si confronteranno sulle esperienze più avanzate.
  • 18-19 novembre - L'evento “Gsg impact summit” si terrà a Buenos Aires, in Argentina, e sarà un momento di confronto tra imprenditori e investitori, per comprendere gli elementi costitutivi della Impact economy e le opportunità che essa offre a imprese, governi e consumatori.
  • 18-20 novembre - L'European Research Institute on Cooperative and Social Enterprises, per conto dell'International labour organization (Ilo), ha organizzato a Trento un convegno internazionale sull’economia sociale e la finanza. I relatori discuteranno i risultati dei recenti studi sull'economia sociale e solidale commissionati dall'agenzia dell'Onu, e daranno indicazioni su come tradurli in raccomandazioni di politica economica.
  • 18-22 novembre - L'Agenzia per l'energia e lo sviluppo sostenibile organizza a Modena la Settimana della bioarchitettura e sostenibilità, sette giorni di convegni, workshop, seminari tecnici, tavole rotornde, lezioni magistrali su rigenerazione, recupero, riqualificazione energetico-ambientale dell'edilizia, tecnologie costruttive innovative per la riqualificazione del patrimonio esistente e la sua trasformazione con rinnovate performance energetiche e ambientali, edilizia off-site e città del futuro, sisma bonus ed Eco bonus, qualità ed innovazione, mobilità sostenibile.
  • 19 novembre - L’intento dell’incontro di Rovereto “Agenda 2030: quali sfide per la scuola”, organizzato da Iprase, è di permettere agli operatori della Scuola trentina di riflettere in merito al cambiamento dei sistemi scolastici che l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite impone.
  • 20 novembre – “Dal capitalismo al consumismo. La cultura dello scarto” è un evento di Imola, organizzato da SaraCirone Group società benefit e svolto con il patrocinio dell'ASviS e della Regione Emilia-Romagna, che fa parte di un ciclo di incontri volti a riflettere sull'enciclica di Papa Francesco Laudato Si’ e più in generale sul concetto di Bene comune.
  • 20 novembre – Rappresentanti del Sustainable development solutions tetwork delle Nazioni unite e dell'Istituto per la politica ambientale europea presenteranno al Parlamento europeo il rapporto del 2019 sullo sviluppo sostenibile in Europa. Saranno illustrate le principali conclusioni del rapporto e verranno discusse le strategie che devono essere adottate per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile.
  • 20 novembre – Nel corso dell'evento “Innovability (Startup, innovazione e sostenibilità” di Milano, 16 startup che fanno “innovazione sostenibile” avranno la possibilità di presentare il proprio business ad un pubblico di specialisti del settore. L'evento è organizzato da Le village by Ca in collaborazione con l'ASviS, in qualità di abilitatore di sostenibilità.
  • 20 novembre – La 4a edizione dell’annuale Business integrity forum national event, organizzato da Transparency international Italia, avrà come focus le modalità con cui pubblico e privato possono dialogare per raggiungere risultati a vantaggio dell’intera collettività, e non soltanto della singola azienda. Nel corso dell'evento di Milano sarà presentato anche il Business index on transparency 2019, un rapporto che analizza la trasparenza delle pratiche di lobbying e di finanziamento alla politica delle 100 più grandi aziende italiane.
  • 21 novembre – Al convegno “Il sorgo, la risposta a un’agricoltura che guarda al futuro”, che si terrà presso il Dipartimento di scienze mediche veterinarie dell’Università di Bologna (sede di Ozzano Emilia), organizzato dall’Organizzazione interprofessionale europea Sorghum Id, si parlerà di miglioramento genetico del sorgo. Tra i relatori che animeranno l’incontro ci sarà anche Fréderic Guedj, responsabile tecnico del Gruppo cooperativo francese Euralis.
  • 21 novembre – Sarà presentata a Roma la nuova indagine “Making the Connection”, prodotta da WeWorld Onlus. Il lavoro intende offrire una nuova chiave di lettura della violenza contro le donne e sui bambini, trattati come un unico fenomeno.
  • 21 novembre - La conferenza di Roma dal titolo “Sapienza si muove” sarà l'occasione per presentare a studenti, personale universitario ed esperti il Sapienza Sustainable university mobility plan (Sump), il piano universitario per la mobilità sostenibile che riguarderà molta gente: sono, infatti, 130mila le persone che ogni giorno si muovono per raggiungere la città universitaria.
  • 21-22 novembre – Il libro Drawdown, di Paul Hawken, definito il piano più completo mai proposto per invertire il corso del riscaldamento globale, sarà presentato alla Triennale di Milano. Il testo è divenuto la piattaforma del “Project Drawdown”, un progetto di scala mondiale: 200 ricercatori in tutto il mondo propongono 100 soluzioni per risolvere la crisi climatica.
  • 22 novembre - Presso l’Università degli studi "G. D'Annunzio" di Chieti Pescara avrà luogo il convegno “Inventari delle emissioni di gas serra nelle università italiane”, organizzato dal Gruppo di lavoro della Rete delle università per lo sviluppo sostenibile (Rus) sui “Cambiamenti climatici”, che ha l’obiettivo di fornire indicazioni sui fattori di emissione da utilizzare per la predisposizione degli inventari dei gas serra negli Atenei italiani.
  • 25 novembre - A Milano, presso il Centro congressi della fondazione Cariplo, si svolgerà la presentazione nazionale del Rapporto sul secondo welfare in Italia. Il nuovo rapporto di ricerca biennale curato da Percorsi di secondo welfare raccoglierà dati, evidenze e riflessioni individuate nel corso del periodo 2018-2019.

 

giovedì 14 novembre 2019
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