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Benessere Italia: partono i lavori della Cabina di regia per la sostenibilità

Presentate al Cnel le linee programmatiche della cabina di regia Benessere Italia, l'organo della presidenza del Consiglio che dovrà sviluppare e garantire politiche di sviluppo sostenibile e di benessere nel nostro Paese. 21/1/20

La presentazione delle linee programmatiche della nuova Cabina di regia Benessere Italia, voluta dalla Presidenza del consiglio e presieduta da Filomena Maggino, è stata l'occasione per un confronto all’interno del gruppo di lavoro destinato ad assicurare lo sviluppo del benessere nel nostro Paese. La Cabina, infatti, vuole essere lo strumento che permetterà al governo di promuovere un benessere insieme equo e sostenibile attraverso la definizione di nuovi approcci e nuove politiche.
Dopo i saluti di rito, i lavori sono stati aperti dal messaggio che il premio Nobel per l'economia Joseph Stiglitz ha affidato alla lettura di Maggino. Stiglitz ha ringraziato le istituzioni per il loro tentativo “di sviluppare strumenti tecnici e una piattaforma in grado di andare oltre il Pil, Prodotto interno lordo”, ad oggi l'indicatore più utilizzato per misurare il benessere di un Paese. Questo passaggio rappresenta un salto di qualità per le istituzioni italiane, secondo il premio Nobel, perché riconosce i limiti del Pil, che non è capace di fotografare “le iniquità” prodotte dalla crescita economica. 


Per compiere questo passaggio è fondamentale ragionare sulla struttura di “Benessere Italia”, che deve essere “sempre pronta ad accogliere confronti e contributi, essendo per sua natura favorevole all'eterogeneità” ha detto Maggino nel suo intervento. Una pluralità di punti di vista che tiene conto della complessità dell'obiettivo: “Misurare il benessere di un Paese è complesso perché la realtà è complessa e per misurarla e comprenderla interamente occorre avere un approccio sistemico”. Il modello da seguire, ha spiegato la docente della Sapienza, è quello del Bes il sistema di indicatori sul Benessere equo e sostenibile. “Nato su iniziativa del'Istat e dell'allora presidente Enrico Giovannini, e in collaborazione con il Cnel,  il Bes ha posto l'Italia all'avanguardia nella misurazione del benessere” grazie all'individuazione di dodici domini e oltre 130 indicatori “emersi dopo prolungati confronti all'interno del comitato”. 


Riuscire a individuare indici in grado di misurare dati così complessi impone una riflessione ampia che coinvolge anche una valutazione dei possibili modelli di sviluppo. Haspiegato Mauro Gallegati, docente del Politecnico delle Marche e membro della Cabina di regia: “L'età della pietra non è finita perché sono finite le pietre. Allo stesso modo l'epoca del petrolio terminerà perché troveremo un nuovo modo di produrre”. Un cambio di prospettiva però rimane necessario: “Pensiamo alle macchine: tra poco avremo solo auto elettriche, ma se non cambiamo la struttura dell'automobile continueremo ad avere incidenti stradali. Allo stesso modo dobbiamo cambiare la struttura dell'economia”, ha concluso.


Questo processo non può prescindere dalla seguente riflessione (che tra l’altro è stata anche scelta come punto di partenza per le celebrazioni relative a Trieste capitale europea della cultura): “si possono immaginare scienza e tecnologia al servizio dell'uomo e del suo benessere?”. La domanda è stata posta dal presidente dell’ EuroScience open forum 2020 Stefano Fantoni. Per continuare a promuovere sviluppo e benessere è necessario investire in formazione: “Noi vorremmo continuare in questa agorà e vorremmo farlo attraverso una summer school sulla sostenibilità che porti a discutere criticamente di tutte le questioni” che essa solleva.


Silvio Brusaferro, presidente dell'Istituito superiore di sanità, entrato proprio il 20 gennaio nella Cabina, ha impostato il suo intervento su come salute e benessere siano due concetti inscindibili: “la salute non dipende da un solo indicatore, per questo non c'è una sola risposta e dobbiamo agire sistematicamente in diversi settori quali povertà, istruzione, ambiente, servizio sanitario”. Questo approccio costituisce anche un modello vincente di governance finanziaria dei sistemi sanitari: “le analisi dimostrano come quello che spendiamo nel miglioramento della sanità ha ripercussioni positive sull'intero sistema” e permette di risparmiare soldi pubblici. Questa azione si svilupperebbe in un contesto “paradossale” come quello italiano. I contribuenti italiani, infatti, “spendono meno degli altri Paesi e hanno performance sanitarie migliori”. Quindi, “il servizio sanitario è prezioso e va salvaguardato”, anche se non mancano diversi punti critici: “un esempio è il rischio di obesità tra i giovani”, senza contare “la differenza tra Nord e Sud”.


Bisogna misurare e poi proporre politiche per lo sviluppo del benessere seguendo il modello del Bes, perché “la crisi sociale è stata più lunga di quella economica”. La dirigente dell'Istat Linda Laura Sabbadini ha messo in luce i risultati emersi dalle ultime rilevazioni del documento sul benessere equo e solidale. I miglioramenti sono ancora “troppo timidi”, ed esiste il rischio di uno “sfilacciamento del tessuto sociale”, che comunque, fino ad oggi, “ha tenuto”. In particolare, segnala Sabbadini, abbiamo ancora ritardi gravi in settori strategici come istruzione e ricerca. Per riuscire in questo compito occorrerà un ulteriore salto in avanti: “Non possono esistere gli obiettivi del Bes senza tenere conto degli obiettivi di sviluppo sostenibile della Agenda 2030”.


Dello stesso avviso è il presidente del Cnel, Tiziano Treu, che ha ospitato la riunione: “Non si può affermare la qualità del benessere collettivo senza che cittadini e corpi intermedi abbiano un ruolo centrale, essendo loro quelli che misurano quotidianamente il quantum di benessere che il sistema riesce a garantire. Per questo il Cnel ha assunto il tema dello sviluppo sostenibile come filo conduttore dei diversi settori di analisi e proposta che caratterizzano il nostro lavoro quotidiano”. La volontà è quella di “proporre al Governo almeno delle linee guida per rendere omogenei, o avvicinare quanto più possibile, gli indicatori utilizzati dal sistema privato con gli indicatori Bes”. Per ora, “più di 200 aziende hanno fornito i dati”, un elemento incoraggiante secondo il presidente del Cnel: “Se riusciamo a mettere in connessione e a far convergere gli obiettivi delle politiche pubbliche con l’azione del sistema privato, non solo avremo a disposizione un quantitativo di dati utili per sviluppare scelte consapevoli, ma avremo le premesse per tracciare una strada di medio periodo su cui far convergere gli sforzi e gli investimenti dell’intero sistema Paese", ha concluso Treu.


La seconda parte dell'incontro si è aperta con il contributo di Andrea Battistoni, membro della Cabina di regia: Battistoni ha spiegato di che cosa si occupa materialmente il gruppo di lavoro: “la Cabina offre un coordinamento tecnico-legislativo al presidente del Consiglio in materia di benessere,  di sviluppo equo e di misurazione della qualità della vita”, seguendo il paradigma degli indicatori forniti dalla Agenda 2030. Le attività  principali sono quattro: consultazione (ad oggi, sono stati realizzati più di 270 incontri), valutazione della politica, attività di coordinamento tra i diversi attori e pianificazione di politiche di più ampio respiro. Il tutto con un approccio che tiene conto di più indicatori.


Soluzioni multidimensionali sono quelle che cerca anche la Cassa depositi e prestiti: “Con il nuovo piano industriale - ha spiegato nel suo intervento Davide Ciferri, Cdp ha intrapreso un percorso verso una nuova valutazione delle proprie iniziative, per misurarsi rispetto alla sua missione e misurare gli effetti che può generare, attraverso una metrica integrata in fase di rodaggio e che a regime, nei prossimi mesi, permetterà a Cdp di valutare le sue iniziative in un'ottica di sviluppo sostenibile e di benessere dei cittadini". Ciferri ha ricordato i gli oltre 250 miliardi che l'istituto raccoglie con il risparmio postale, con cui “ha creato un modello di economia circolare”. Questo grazie alla “struttura di governance” che, pur nella diversità dei soggetti, condividono un “approccio simile” e che ricalca la  “missione storica dell'istituto, ovvero lo sviluppo del Paese”.


Anche la produzione di energia deve svolgere il suo compito, questo il senso dell'intervento dell'amministratore delegato di Enel Italia Carlo Tamburi. “La sostenibilità è al centro delle nostre strategie e delle nostre attività di business in tutti i Paesi e in particolare in Italia”. Non solo: “Nel nostro piano industriale, per il prossimi tre anni, il 95% dei nostri investimenti saranno rivolti all'azione contro il cambiamento climatico”. L'azienda vuole” essere un traino per le pmi che non sono ancora allineate agli SDGs” di Agenda 2030. Per riuscirci l'azienda vuole collaborare con le start up, privilegiandole come fornitori. “Abbiamo stretto più di 400 rapporti con piccole imprese, comprando più di 20 milioni di prodotti” ha concluso Tamburi.


Un esempio concreto di come un approccio multidisciplinare sia obbligatorio se si vogliono sviluppare politiche per il benessere è fornito dall'intervento di Andrea Lenzi, invitato all'incontro in veste di esponente dell'Istituto per la salute delle città. “Quanto ho cominciato a fare il medico la maggioranza delle popolazione viveva nelle zone rurali”. Le ragioni dell'emigrazione erano soprattutto di natura socio-economica. Infatti, “nelle città si viveva meglio. Oggi, purtroppo, le città sono diventate patogene: la città è diventata un sistema complesso in cui la medicina non riesce più a curare da sola tutti i pazienti”. Un esempio in questo senso è il diabete: considerata tradizionalmente la malattia dei ricchi “oggi è diventata un'altra patologia della fragilità e della povertà”, come dimostrano i dati raccolti in 25 metropoli di diversi Paesi.


Nel contribuire al processo giocano un ruolo fondamentali anche le università. In particolare, il progetto dell'università di Roma Tor Vergata, spiegato da Luigi Covo di Open Impact, punta su intelligenza artificiale e big data per ridefinire il processo decisionale. L'obiettivo è riuscire a valutare economicamente quale sarà l'impatto socio-ambientale delle politiche che saranno finanziate”, fornendo un modello da imitare capace di fornire dati disarticolati molto precisi.


Alla fine del convegno è intervenuto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, primo promotore del progetto della Cabina di regia Benessere Italia: “Ogni politica pubblica deve integrare nella sua strategia programmatica” un'elevata tutela ambientale. “Il nostro Paese deve fare sistema, per ottemperare agli obiettivi di Agenda 2030 e a quello ancora più ambizioso della neutralità climatica entro il 2050” ha detto il presidente. Il ruolo della Cabina di regia è fondamentale: “Auspico che Benessere Italia divenga strutturale nel nostro sistema istituzionale e che possa radicarsi nella cultura politica, a tutti i livelli di governo” anche “qualora cambiassero le sensibilità politiche” o che ne cambi la composizione, “come è normale che sia, nelle dinamiche dell’alternanza”. In particolare il presidente sottolinea come le politiche per la transizione energetica e lo sviluppo della rete dei trasporti siano fondamentali non solo per lo sviluppo economico, ma anche per far crescere la coesione territoriale e sociale. Un'impostazione che deve essere imprescindibile anche per i governi futuri. In conclusione, il presidente del Consiglio ha ricordato che dal gennaio del 2021 il Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) cambierà il nome in Comitato interministeriale per la programmazione economica se lo sviluppo sostenibile (Cipess).

 

di William Valentini

martedì 21 gennaio 2020
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