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Agricoltura, allarme Fao: 43 milioni a rischio insicurezza alimentare acuta

Burkina Faso, Etiopia, Yemen. Sono alcuni dei Paesi dove il legame tra conflitti, eventi climatici e fame rimane persistente e mortale. È urgente una rete di protezione per i più vulnerabili, chiede l’organizzazione. 18/3/20

Conflitti e shock climatici hanno avuto effetti devastanti sulla sicurezza alimentare e sull’agricoltura, ma “mentre l’attenzione globale si è concentrata sugli sciami di locuste del deserto che attaccano le colture nell’Africa orientale”, serve un’attenzione urgente per “43 milioni di persone vulnerabili, dipendenti dall’agricoltura, a rischio di insicurezza alimentare acuta in 22 Paesi tra cui Burkina Faso, Ciad, Etiopia, Libia, Myanmar, Siria e Yemen”. È l’allarme lanciato il 9 marzo dalla Fao nell’ambito dell’appello umanitario delle Nazioni unite per il 2020.

Negli ultimi tre anni, sottolinea la Fao, il numero di persone in condizione di insicurezza alimentare acuta è stato costantemente superiore a 100 milioni. L’instabilità economica ha anche portato all’aumento dei prezzi di alimenti e carburanti, compromettendo la sicurezza alimentare in numerosi Paesi e erodendo la capacità delle famiglie più vulnerabili di affrontare questi shock. In tempi di crisi, “la protezione dei mezzi di sussistenza salva vite umane e contribuisce al rafforzamento della resilienza di fronte a shock futuri”. Ciò può essere fatto, spiega l’organizzazione, “fornendo alle popolazioni contributi agricoli come semi, strumenti e fertilizzanti, garantendo alimenti per animali e cure veterinarie e distribuendo attrezzi da pesca, nonché assistenza in denaro che aiuti le persone a soddisfare i bisogni immediati mentre continuano a produrre cibo”. La Fao stima che ciò richiederà un investimento totale di 900 milioni di dollari.

"La maggior parte delle persone che si trovano ad affrontare un'insicurezza alimentare acuta a livello globale, a causa di conflitti, impatti dei cambiamenti climatici o vincoli economici, si affida all'agricoltura per il proprio sostentamento", ha affermato il direttore generale della Fao, Qu Dongyu. "Dobbiamo fornire loro gli strumenti necessari per far fronte a queste sfide e riprendersi".

A livello globale, all’inizio del 2019, circa 821 milioni di persone erano denutrite, tra cui 113 milioni che soffrivano di fame acuta, secondo il “2020 Global humanitarian overwiew” delle Nazioni unite. Le peggiori crisi alimentari del mondo sono tutte legate a conflitti e shock climatici. In Yemen, dove è in atto la più grave crisi umanitaria mondiale, il numero di persone bisognose di aiuti alimentari è di 24 milioni, quasi l’80% della popolazione; in Siria il conflitto ha provocato oltre cinque milioni di rifugiati; in Sudan, una profonda crisi economica ha aumentato in modo significativo l’insicurezza alimentare, indebolendo i servizi essenziali tra cui acqua, salute e istruzione; nel Sahel, la fame ha raggiunto livelli critici dopo massicci sfollamenti; nel bacino del lago Ciad, la crisi umanitaria è ormai entrata nel suo settimo anno. Ma le esigenze sono cresciute anche in molti altri Paesi, incluso l’Afghanistan, dove è probabile che quasi un quarto della popolazione abbia bisogno di assistenza umanitaria dopo anni di violenti conflitti e di grave siccità.

Scarica il Rapporto “2020 Global humanitarian overwiew

 

di Andrea De Tommasi

mercoledì 18 marzo 2020
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