Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile: il Goal 17 e l’analisi di ASviS
30 Maggio 2017
Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile: il Goal 17 e l’analisi di ASviS
di Gemma Arpaia, coordinatrice del Gruppo di lavoro sul Goal 17
La proposta di Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile affronta la dimensione Partnership in modo diverso rispetto alle altre tematiche, per le quali sono evidenziate in maniera più chiara indicatori, dati di partenza e il relativo risultato atteso per il 2030. Marzo 2017
La Bozza 2.0 della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile, presentata dal Mattm alla societĆ civile lo scorso 21 marzo, ĆØ un documento molto corposo, supportato da specifici allegati, e richiederebbe una riflessione approfondita e condivisa tra le varie componenti della societĆ civile, che purtroppo sarĆ difficile fare dati i tempi abbastanza ristretti della consultazione.
La Strategia adotta una riclassificazione dei goal per tematiche – Persone, Pianeta, ProsperitĆ , Pace, Partnership – dove il lāObiettivo 17 viene inquadrato nella tematica Partnership. Per questo goal la riflessione della societĆ civile italiana ĆØ focalizzata principalmente sulla ādimensione esternaā dellāAgenda 2030, a cui afferisce la cooperazione internazionale allo sviluppo.
Le indicazioni della Strategia partono dalla riaffermazione dei princƬpi della legge 125/2014 – āDisciplina generale sulla cooperazione internazionale allo sviluppoā – e rilevano più le potenzialitĆ insite nella legge (Documento triennale di Programmazione e di Indirizzo) che non quanto concretamente giĆ realizzato. Infatti, a quasi 3 anni dallāentrata in vigore della legge, il Documento triennale non ĆØ ancora stato prodotto. La Strategia non menziona lāistituzione del Consiglio nazionale della cooperazione allo sviluppo (Cncs) ā altro elemento molto innovativo della L. 125 ā e quindi non ne rileva potenzialitĆ di ruolo rispetto allāapplicazione della Strategia. In effetti, però, bisogna considerare che anche il Cncs da oltre un anno non venga convocato, anche se 3 dei suoi 4 gruppi di lavoro sono operativi e producono posizionamenti e indicazioni di rilievo, soprattutto sulle politiche di coinvolgimento del settore privato nella cooperazione allo sviluppo e sulle politiche per una gestione della migrazione per lo sviluppo. Eppure queste due tematiche afferiscono chiaramente ai target del goal 17.
NellāAllegato 2 della Strategia, che ne costituisce lāanalisi di partenza e più approfondita, la posizione dellāItalia sul goal 17 ĆØ descritta come un āquadro variegato e disomogeneoā e si elencano tutte le potenzialitĆ della L. 125, il ruolo di Cassa depositi e prestiti come istituzione finanziaria per lo sviluppo, ma emergono pochi dati di fatto o possibili benchmark da monitorare (p.es. quante risorse si pensa di poter impiegare insieme al settore privato e che livello di leverage si pensa di raggiungere con il coinvolgimento delle imprese private?).
In riferimento alla ādimensione esternaā della strategia del paese, nellāAllegato 2 si riprende una bozza delle linee guida triennali predisposte dal Maeci con una certa frammentarietĆ , ma di nuovo senza alcun target specifico, o orizzonte temporale (ovviamente precedente al 2030).
Infine, anche negli allegati 4 e 6, rispettivamente incentrati su indicatori/metadati e strumenti, manca un riferimento e unāanalisi alla dimensione Partnership, senza che ciò venga giustificato in alcun modo.
Il Gruppo di lavoro sul Goal 17 di ASviS era stato audito dallo staff Mattm lo scorso giugno e nel relativo verbale alcune osservazioni erano state colte, ma evidentemente interventi successivi sono andati in altra direzione. Sarebbe buona norma, in un processo di consultazione, rendere pubblici i verbali delle audizioni o le note ricevute.
à invece pubblicata, nella Strategia, la lista di organizzazioni consultate, dove è possibile notare uno sbilanciamento a favore della dimensione ambientale rispetto alle dimensioni economico e sociale, con la grave mancanza di realtà chi si occupino di politiche sociali e lotta alla povertà . Oltre a ciò, non sono state consultate reti o aggregazioni di organizzazioni che si occupino della dimensione internazionale.
Inoltre, a completamento di un documento di strategia, sarebbe particolarmente necessario definire un meccanismo di monitoraggio inclusivo e trasparente, il quale non ĆØ stato previsto.
Un ultimo elemento di preoccupazione riguarda le tempistiche per inviare e recepire i commenti al documento prima che questo venga inviato al Cipe e poi al Consiglio dei Ministri. I tempi a disposizione sono molto stretti per leggere, interpretare e commentare un documento complesso come questo e sorgono dubbi su come potrĆ il Mattm lavorare ai commenti prima di rigirare il documento.