Tasso di fertilità e crescita della popolazione, salute e alimentazione, accesso a istruzione, partecipazione alla politica e al mondo del lavoro: sono alcuni degli aspetti che risentono del fenomeno il cui superamento è incluso negli SDGs.
Al Forum internazionale tenutosi alla Farnesina il 7 e l'8 aprile, oltre 100 relatori da tutto il mondo per elaborare le raccomandazioni rivolte ai capi di Stato e di Governo in vista del vertice di Taormina alla fine di maggio.
Il Global Compact dell’Onu ha lanciato una piattaforma online che aiuta le imprese a migliorare l’uguaglianza di genere sul lavoro. Lo strumento si ispira ai Principi dell’empowerment femminile, che esaltano la dimensione di genere degli SDGs.
Alle donne, al lavoro e ai diritti, ma purtroppo anche alla violenza di genere, è dedicata l'ultima puntata della rubrica in onda su Radio Radicale, a cura di Ruggero Po e Valeria Manieri, che di volta in volta affronta uno degli SDGs.
Ogni anno vengono spesi 17 miliardi per la copertura medica e assistenziale alle vittime. Applicando la metodologia SROI a un piano di prevenzione e contrasto previsionale, WeWorld ha calcolato i ricavi sociali di possibili investimenti.
Il piano quinquennale dell’Ong si pone l’obiettivo di garantire a 100 milioni di bambine il diritto di imparare, condurre il cambiamento, decidere per se stesse e crescere lontano da violenza, discriminazione e paura.
L’equità del sistema d’istruzione italiano è superiore alla media Ocse per provenienza socio-economica, ma persistono gravi squilibri tra ragazzi e ragazze. Le prestazioni sono buone in matematica, ma sotto la media Ocse in scienze e lettura.
In oltre 200mila hanno manifestato a Roma il 26 novembre al grido di "Non una di meno". Sul piano concreto, sperimentato da WeWorld un percorso di protezione per le vittime di violenza sessuale, maltrattamenti e atti persecutori.
Lo studio dell'Undesa, il dipartimento Onu per economia e affari sociali, ha stimato che 225 milioni di donne vorrebbero usare moderni contraccettivi ma non possono. In Africa la percentuale più alta di necessità che rimane elusa.
Una relazione della Commissione europea in merito al divario pensionistico di genere riferito al 2012 mostra come in tutti i 28 Pesi membri esista questo scarto che va da un minimo del 5% a un massimo del 42%. La discussione in Parlamento Ue è prevista per l'inizio del 2017.



































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