Capannoli, la comunità energetica che unisce Comuni, imprese e cittadini
4 Novembre 2026
Un abbraccio circolare tra persone, con una lampadina, foglie e sole al centro. Il logo della Comunità energetica rinnovabile (Cer) Capannoli per la Valdera racconta l’idea da cui tutto è partito: mettere insieme amministrazioni, imprese e cittadini per produrre e condividere energia pulita.
Ideato dalla giovane Arianna Anichini, è nato da un concorso realizzato in collaborazione con il corso Ifts C.L.I.C., dedicato alle competenze digitali e creative. A raccontare il percorso è Arianna Cecchini, sindaca di Capannoli, in provincia di Pisa. Il Comune ha promosso la Cer insieme a una decina di aziende locali; successivamente hanno aderito anche i Comuni di Bientina e Crespina Lorenzana. Ora il progetto prepara nuovi impianti e l’ingresso di cittadini e associazioni.
Un’idea che cresce con le persone
“È un progetto nato dal basso, ancor prima del Covid”, racconta Cecchini. “Poi, con l’aumento dei costi dell’energia, abbiamo ripreso in mano la questione. Avevamo già incontrato le aziende e abbiamo chiesto loro se fossero ancora interessate a mettersi insieme per ridurre i costi energetici”. Partire dalle imprese significava coinvolgere soggetti con consumi rilevanti, pronti a investire in un percorso complesso. “Avevamo un segretario comunale molto appassionato a questi temi e anche l’assessore ci credeva. Le cose nascono e soprattutto vanno avanti, superando gli ostacoli, quando ci sono persone motivate”, ricorda la sindaca.
Costituita nel 2024 come associazione riconosciuta del Terzo settore, la Cer vede il Comune tra i soci fondatori. Una scelta organizzativa pensata per dare continuità al progetto anche al cambiare dell’amministrazione: l’ente locale partecipa, mentre la comunità mantiene la propria autonomia.vLa Cer è già stata attivata con gli impianti esistenti delle imprese associate. La condivisione dell’energia avviene virtualmente, attraverso la rete elettrica, e dà accesso agli incentivi previsti per l’energia condivisa.
Il terreno pubblico e il ritorno per il territorio
Il Comune disponeva di un terreno da destinare a interventi di carattere ambientale. La decisione di concederlo in comodato gratuito alla Cer, per realizzare un impianto fotovoltaico da un megawatt, ha richiesto un approfondimento specifico: occorreva motivare quale interesse pubblico giustificasse la messa a disposizione del bene. “È stato il passaggio più delicato. La domanda era: cosa ci guadagna il Comune a concedere gratuitamente il terreno?”, spiega Cecchini. La risposta è stata costruita attorno alla ricaduta sociale del progetto: destinare parte delle risorse generate dagli incentivi a un fondo per i cittadini.
Il fondo dovrebbe sostenere piccoli investimenti in sostenibilità, come la sostituzione degli infissi e interventi di efficienza energetica nelle abitazioni, comprese quelle popolari. Il comodato si lega così a un beneficio per la collettività.Per il nuovo impianto la Cer ha ottenuto un contributo del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) di 400mila euro, pari al 40% dell’investimento previsto. Secondo quanto riferisce la sindaca, la progettazione esecutiva è in corso; un finanziamento rivolto alle Cer sosterrà la realizzazione di nuovi impianti delle singole imprese associate.
Competenze e partecipazione per proseguire
“La complicazione maggiore è la gestione amministrativa. Servono competenze specifiche, il bilanciamento tra produttori e consumatori è difficile e anche la gestione dei rapporti con il Gse è complessa”, osserva Cecchini, riferendosi al Gestore dei servizi energetici. La comunità si avvale del supporto del Polo tecnologico di Navacchio. Secondo Cecchini, un affiancamento anche a livello regionale potrebbe rafforzare le competenze a disposizione delle amministrazioni nella gestione delle Cer.
“Ci sono aziende molto preparate e motivate, altre che hanno scelto di fidarsi e investire insieme a noi”, racconta. La partecipazione ai bandi e l’ottenimento dei finanziamenti hanno alimentato l’entusiasmo dei soci e aperto nuove possibilità di sviluppo. “Adesso il progetto è pronto a decollare”. Dopo la prima fase di consolidamento, la Cer punta ad accogliere altre imprese, cittadini e associazioni e ha attivato la possibilità di ricevere il cinque per mille. Intanto una studentessa sta dedicando all’esperienza la propria tesi di laurea: un’occasione per studiare il percorso e farlo conoscere, mentre si lavora ai nuovi impianti e all’ampliamento della partecipazione.