ASviS Live sulle istituzioni, Lo Iacono: “La politica dimostri di essere interessata ai giovani”

6 Novembre 2026

La qualità della democrazia si misura anche dalla capacità delle istituzioni di guardare al futuro. È stato questo il filo conduttore del primo ASviS Live “Le proposte ‘di sistema’ per accelerare l’attuazione dell’Agenda 2030: dalla Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile alla Governance anticipante”, che si è tenuto il 5 novembre presso la Clubhouse di Montecitorio a Roma grazie alla collaborazione con CEOforLIFE. Un confronto che ha riunito rappresentanti delle istituzioni e della società civile per discutere di come rendere le politiche pubbliche più lungimiranti, coerenti e attente agli effetti delle decisioni sulle generazioni presenti e future.

Ad aprire l’incontro, moderato da Giulio Lo Iacono, segretario generale dell’ASviS, è stato il richiamo a due questioni apparentemente distanti, ma strettamente collegate: la recente decisione della Cassazione sull’ex Ilva di Taranto, che ha confermato il provvedimento di stop all’impianto, e le mobilitazioni giovanili che stanno attraversando l’Italia e altri Paesi europei. Nel primo caso, il tema è il bilanciamento tra attività economica, lavoro, salute e tutela ambientale, alla luce degli articoli 9 e 41 della Costituzione e della riforma del 2022 promossa dall’ASviS, che ha introdotto il riferimento alla biodiversità, agli ecosistemi e agli interessi delle future generazioni. Nel secondo, emerge la richiesta delle nuove generazioni di essere ascoltate su questioni che riguardano direttamente il loro presente: dal lavoro al costo della vita, dalla casa al clima.

“I giovani stanno dimostrando di essere interessati alla politica, però adesso è la politica che deve dimostrare di essere interessata a loro”, ha osservato Lo Iacono, sottolineando come gli episodi di violenza non debbano oscurare il significato delle tante manifestazioni pacifiche. Una sollecitazione che si inserisce in un quadro più ampio di sfiducia verso le istituzioni: secondo un’indagine riportata nel Rapporto ASviS 2026 e richiamata durante l’incontro, soltanto il 22% degli italiani ritiene che il governo prenderà decisioni vantaggiose per la popolazione nel lungo periodo.

Le tre proposte dell’ASviS per la prossima legislatura (e non solo)

A dare il quadro generale e le proposte contenute nel Rapporto ASviS è stato, in videocollegamento, il direttore scientifico dell’Alleanza Enrico Giovannini. Sul piano internazionale, soltanto il 15% dei target misurabili risulta sulla strada per essere raggiunto entro il 2030, mentre un altro 15% procede addirittura nella direzione opposta. Guerre, debito pubblico, difficoltà economiche e tagli alla cooperazione internazionale rendono ancora più complesso il percorso, soprattutto per gli obiettivi sociali.

Anche l’Europa mostra segnali di rallentamento. Le disuguaglianze e la qualità degli ecosistemi terrestri presentano condizioni peggiori rispetto a quindici anni fa e, nell’ultimo anno, sei Obiettivi di sviluppo sostenibile hanno registrato un arretramento.

Giovannini ha richiamato anche il confronto tra Europa e Stati Uniti: se si guarda esclusivamente al Pil pro capite, gli Usa mostrano performance migliori, ma considerando il benessere attuale e la sostenibilità l’Ue ottiene risultati decisamente più favorevoli. “Qui non stiamo parlando di decrescita felice”, ha precisato, “stiamo parlando di uno sviluppo sostenibile da tutti i punti di vista”.

Per l’Italia il quadro non è più incoraggiante, con cinque Goal in peggioramento rispetto al 2010, tra cui quelli relativi alla povertà, alle disuguaglianze e alla qualità degli ecosistemi terrestri. Con le tendenze attuali, il Paese non riuscirà a raggiungere il 58% dei target quantitativi previsti da leggi europee e documenti nazionali.

Da qui la necessità di intervenire sui singoli obiettivi, ma anche sul modo in cui vengono progettate e coordinate le politiche pubbliche. Giovannini ha individuato tre priorità, definite interventi “a costo zero” sul piano delle risorse: rafforzare il ruolo della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile (SNSvS), introdurre una governance anticipante per adottare “una prospettiva molto più orientata al futuro che alla gestione delle emergenze” e rendere operativa la Valutazione d’impatto generazionale (Vig) e di genere (Vige), strumenti normativi già esistenti che permetterebbero, se applicati con i decreti attuativi, di introdurre la prospettiva delle generazioni future e dell’equilibrio di genere nelle decisioni politiche nazionali.

In questo quadro si inserisce anche il progetto Ecosistema Futuro, promosso dall’ASviS, che sta lavorando alla creazione di un’Assemblea nazionale sul futuro: “Una sorta di parlamento parallelo”, così l’ha definito Giovannini, composto da cittadine e cittadini e costruito attraverso metodologie di partecipazione deliberativa, con una particolare attenzione alla rappresentanza delle nuove generazioni.

Dalle istituzioni alla partecipazione: le responsabilità della politica

Il confronto con i rappresentanti politici e della società civile si è aperto con un videomessaggio di Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica. Il Rapporto ASviS, ha sottolineato, “rappresenta ormai un importante punto di riferimento nel dibattito nazionale sullo sviluppo sostenibile”, mentre l’ASviS Live offre un’occasione per andare oltre la verifica dello stato di attuazione dell’Agenda 2030 e interrogarsi sulla capacità delle istituzioni di tradurre gli obiettivi di sostenibilità in politiche concrete, coordinate e misurabili. Altrettanto importante è, ha aggiunto, “saper anticipare le trasformazioni ambientali, energetiche, economiche e sociali che il Paese dovrà affrontare”. In questo quadro, il passaggio dalla SNSvS a una vera e propria capacità di governance anticipante rappresenta “un’evoluzione particolarmente significativa”, per passare dalla semplice definizione degli obiettivi alla capacità di orientare le decisioni pubbliche, integrando conoscenza, programmazione, monitoraggio e valutazione degli scenari futuri.

Per Mauro Del Barba, deputato di Italia Viva, la questione della governance riguarda diversi livelli: quello internazionale, quello delle istituzioni nazionali e quello delle imprese. Ricordando il percorso che ha portato alla riforma costituzionale del 2022, ha sottolineato come il riferimento alle future generazioni rappresenti una conquista importante, ma non sufficiente se non viene accompagnato da strumenti capaci di incidere sulle decisioni. Del Barba ha ricordato anche la legge sulle società benefit, nata per trasferire una parte della responsabilità dello sviluppo sostenibile all’interno delle imprese, affiancando al perseguimento del profitto quello del beneficio comune. “Il tema della governance è davvero quello che discrimina il successo o l’insuccesso del raggiungimento dei Goal”, ha osservato.

Giulia Pastorella, deputata di Azione, ha invece posto l’accento sul problema degli incentivi che guidano il comportamento della politica. In un sistema in cui il consenso elettorale rappresenta la principale leva di legittimazione, i decisori tendono a privilegiare gli interessi immediati rispetto a quelli di chi non ha ancora voce, come le future generazioni. “A monte di un problema di governance c’è proprio un problema di incentivi che sono sbagliati”, ha affermato. Non mancano gli strumenti: valutazioni preventive, analisi degli effetti delle politiche e verifiche successive sono già parte dei processi decisionali, almeno in teoria. Il problema è la difficoltà di renderli effettivamente operativi. La stessa Valutazione d’impatto generazionale, pur approvata all’unanimità, rischia di rimanere sulla carta. “Non credo che ci sia necessariamente bisogno di cambiare la governance. Credo che già esistano gli strumenti e il materiale: è una questione di metterli in pratica”.

Giovani e povertà minorile, il futuro si costruisce nel presente

La necessità di dare voce alle nuove generazioni è stata al centro degli interventi di Raffaela Milano, direttrice della Ricerca di Save the Children Italia, e Daniele Taurino, del Movimento Nonviolento e dell’European Youth Forum.

Milano ha richiamato uno dei dati più preoccupanti del Rapporto ASviS: in Italia un milione e 135mila bambini e adolescenti vive in povertà assoluta. Un fenomeno che rappresenta una vera e propria “ingiustizia generazionale”, anche perché l’incidenza della povertà tra i minori è doppia rispetto a quella registrata tra gli over 65. La povertà, ha ricordato, riguarda certamente la disponibilità economica, ma coinvolge anche l’accesso alla salute, all’abitazione, all’alimentazione e alle opportunità educative. Tra gli interventi concreti, Milano ha indicato la necessità di garantire la gratuità delle mense scolastiche ai bambini che vivono in povertà assoluta, attraverso un livello essenziale delle prestazioni valido su tutto il territorio nazionale. Un altro investimento fondamentale riguarda i servizi per la prima infanzia. I dati mostrano che la copertura degli asili nido ha raggiunto circa il 31,3%, ancora distante dall’obiettivo europeo del 45%. La sfida consiste nel costruire nuove strutture, garantire le risorse educative e il personale necessario per renderle operative. “Pensare con un pensiero anticipante probabilmente vuol dire investire su queste infrastrutture sociali”, ha affermato Milano.

Dal punto di vista dei movimenti giovanili, Taurino ha invitato a superare una narrazione che continua a considerare i giovani soltanto come i cittadini di domani. “A noi interessa il nostro presente”, ha spiegato, sottolineando come le mobilitazioni non siano espressione di un generico disagio giovanile, ma portino rivendicazioni precise su lavoro, diritti, clima, istruzione e condizioni economiche. La partecipazione, secondo Taurino, non può esaurirsi nelle manifestazioni di piazza né tradursi in consultazioni puramente simboliche. I giovani devono essere coinvolti in modo strutturale durante tutto il ciclo delle politiche pubbliche, dalla progettazione alla valutazione dei risultati. La Vig può rappresentare uno strumento importante proprio se permette alle nuove generazioni di incidere sulle decisioni e di ottenere cambiamenti concreti.

Anche il presidente di FareAmbiente, Vincenzo Pepe, ha richiamato la necessità di un cambiamento culturale. La riforma costituzionale ha introdotto principi importanti, ma questi devono diventare parte della vita quotidiana, delle scelte individuali e delle politiche dei territori. “Noi dobbiamo lavorare non per avere la Costituzione formale soltanto, ma per avere quella materiale”, ha affermato, indicando nell’educazione ambientale uno degli strumenti fondamentali. “La tutela dell’ambiente”, ha aggiunto, “non può essere considerata separatamente dal benessere delle persone e dalla qualità dello sviluppo”.

Pace, sicurezza e coerenza delle politiche

Nell’ultima parte del confronto è emersa anche la dimensione della pace, strettamente connessa alla sostenibilità e alla capacità delle istituzioni di programmare il futuro. Taurino ha richiamato la crescita della spesa militare italiana, che secondo le stime potrebbe raggiungere nel 2027 i 40 miliardi di euro, e la necessità di rafforzare gli strumenti civili di prevenzione dei conflitti. Il Movimento Nonviolento e altre organizzazioni della società civile hanno promosso una proposta di legge sulla difesa civile non armata e nonviolenta, con l’obiettivo di valorizzare e coordinare strumenti già esistenti, come il servizio civile, la protezione civile e i corpi civili di pace. Per Taurino, il tema centrale è quello della coerenza delle politiche: non si può parlare di sviluppo sostenibile senza interrogarsi anche sulla destinazione delle risorse e sul rapporto tra spese militari, cooperazione e promozione della pace.

In chiusura dell’evento, Lo Iacono ha richiamato il valore delle istituzioni democratiche e ricordato che i risultati elettorali (come quelli fuoriusciti dalle elezioni americane, ma non solo) possono modificare rapidamente il rapporto tra società e rappresentanza politica, sia in positivo che in negativo. La democrazia, ha sottolineato, “va difesa e non può essere data per scontata”.

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