Sviluppo sostenibile
Lo sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri.

L'Agenda 2030 dell'Onu per lo sviluppo sostenibile
Il 25 settembre 2015, le Nazioni Unite hanno approvato l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, un piano di azione globale per le persone, il Pianeta e la prosperità.

Goal e Target: obiettivi e traguardi per il 2030
Ecco l'elenco dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals - SDGs) e dei 169 Target che li sostanziano, approvati dalle Nazioni Unite per i prossimi 15 anni.

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile
Nata il 3 febbraio del 2016 per far crescere la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e per mobilitare allo scopo di realizzare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

I nostri Progetti per orientare verso uno sviluppo sostenibile

Contatti: Responsabile Rapporti con i media - Lorenzo Scheggi Merlini

The Italian Alliance for Sustainable Development (ASviS), that brings together almost 300 member organizations among the civil society, aims to raise the awareness of the Italian society, economic stakeholders and institutions about the importance of the 2030 Agenda for Sustainable Development, and to mobilize them in order to pursue the Sustainable Development Goals (SDGs).
 

World social report 2021: serve colmare il divario tra comunità rurali e urbane

Quattro persone su cinque che vivono sotto la soglia di povertà abitano in aree rurali. L'agricoltura è responsabile del 70% dell'uso dell'acqua. Nuove tecnologie, coltivazioni sostenibili e investimenti le priorità.  24/6/21

Per raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030, nessuno deve essere lasciato indietro. Questo principio è alla base del rapporto “World social report 2021: reconsidering rural development”, pubblicato recentemente dal Dipartimento degli affari economici e sociali delle Nazioni unite (Un Desa), dedicato allo sviluppo rurale e alle strategie necessarie per colmare il divario tra le comunità rurali e urbane. Le attuali strategie e i modelli di sviluppo, afferma il Rapporto, non riescono a soddisfare gli obiettivi socioeconomici e quelli ambientali dell’Agenda 2030. Le aree rurali ospitano circa il 43% della popolazione mondiale e il 71,3% della popolazione rurale a livello globale vive in Paesi in cui il reddito agricolo pro capite è inferiore al reddito pro capite del proprio Paese.

Disparità tra zone rurali e urbane. Le popolazioni rurali hanno meno accesso all'istruzione, alla sanità e ad altri servizi. Disparità che contribuiscono alla polarizzazione della società e aumentano il divario tra zone rurali e urbane. Molte aree rurali assistono a un grave impoverimento e degrado delle risorse naturali, contribuendo al cambiamento climatico e all’insorgenza di malattie zoonotiche, come il Covid-19. Tuttavia, sottolinea il report, esistono opportunità per le aree rurali di costruire un futuro più verde, inclusivo e resiliente. Lo sviluppo rurale non deve essere un’appendice dello sviluppo urbano, ma deve giocare un ruolo centrale nel raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

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Urbanizzazione in situ. Il tenore di vita della popolazione rurale, continua il Rapporto, può essere elevato a quello della popolazione urbana attraverso un processo chiamato “urbanizzazione in situ”, che può contribuire ad evitare la migrazione verso le aree urbane. Il Giappone, uno dei primi Paesi ad utilizzare questo modello, è riuscito a trasformare le aree rurali sottosviluppate in comunità moderne con alti livelli di reddito e maggiore benessere. Questa trasformazione può essere attribuita alle riforme agrarie, all'istituzione di cooperative agricole, ai sussidi sui prezzi agli agricoltori e ad altre misure volte a migliorare la produttività agricola. C'è stato uno sforzo per evitare la disparità di reddito tra le zone rurali e urbane e, alla fine, molte aree rurali situate nelle periferie delle grandi città sono diventate parte delle stesse, producendo prodotti agricoli diversi dal riso (come fiori, frutta e verdura), fornendo aree residenziali e ospitando attività manifatturiere e di servizio ai vecchi e nuovi residenti.


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In Cina il processo di urbanizzazione in situ ha comportato la nascita di nuove imprese, che hanno contribuito alla creazione di posti di lavoro non agricoli per più di 130 milioni di persone. L'urbanizzazione in situ in Cina è stata guidata dal miglioramento delle infrastrutture, dalle misure per attrarre investimenti stranieri e azioni politiche che hanno responsabilizzato i governi locali e disincentivato i residenti rurali a spostarsi nelle città.

Lo Sri Lanka offre un modello di urbanizzazione in situ molto diverso dalle esperienze cinesi e giapponesi. Il principio utilizzato è il “Rural first”, in base al quale è stata data la preferenza alle richieste delle popolazioni rurali. Di conseguenza, il Paese ha garantito loro istruzione gratuita e servizi medici della stessa qualità a disposizione della popolazione urbana. Questa uguaglianza è stata raggiunta attraverso un sistema Hub&Spoke, in cui le piccole città e i Paesi delle province dello Sri Lanka hanno assunto la funzione di centri di istruzione e servizi sanitari a disposizione delle popolazioni rurali. Grazie a questo approccio, lo Sri Lanka ha raggiunto livelli di reddito medio-alto, con un tasso di urbanizzazione inferiore al 20%, riducendo al minimo la disparità rurale-urbana.

Colmare il divario. Per annullare il gap, conclude il Rapporto, sarà necessario strutturare un quadro sistemico, complesso, che dovrà intervenire su tre aree diverse: nuove tecnologie per l'uso dell'acqua e del suolo, pratiche agricole sostenibili e maggiori investimenti. Per accelerare la crescita della produttività del lavoro agricolo, sarà fondamentale introdurre politiche specifiche volte a ridurre la volatilità dei prezzi, costruire infrastrutture migliori, garantire i diritti fondiari e migliorare l'uguaglianza di genere.

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Le tecnologie possono aiutare a superare il divario economico tra zone rurali e urbane, mentre una maggiore connettività può rendere più accessibile il lavoro a distanza. L'e-commerce consentirebbe di acquistare e fornire beni e servizi direttamente nelle comunità rurali. Gli agricoltori potrebbero accettare pagamenti mobile, accedere a nuovi servizi e attingere a modelli di finanziamento innovativi. Senza una trasformazione rurale sostenibile, con gli attuali modelli di sviluppo, è probabile che il mondo sperimenterà un deficit idrico di circa il 30% entro il 2030, e quasi il 95% delle aree terrestri della Terra potrebbe diventare degradato entro il 2050.

Un cambiamento nella strategia di sviluppo rurale deve essere accompagnato anche da mutamenti nel consumo alimentare e nei modelli di produzione sia nelle aree rurali che urbane, compresi un cambiamento nelle diete e una riduzione degli sprechi alimentari. La crescita delle economie rurali, conclude il Rapporto, deve essere realizzata senza sacrificare la sostenibilità ambientale e senza compromettere gli incentivi allo sviluppo. Ascoltare le preoccupazioni delle popolazioni rurali deve essere parte fondamentale del processo che mira a migliorare le loro vite.

Scarica il Rapporto


di Tommaso Tautonico

Giovedì 24 Giugno 2021

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