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La nuova strategia delle Nazioni Unite per l’inclusione della disabilità

Un quadro di responsabilità che prevede empowerment, pianificazione strategica e monitoraggio continuo sui risultati. Guterres: l’Onu non può essere la piattaforma del cambiamento se i disabili non possono accedervi. 31/7/2019

"Voglio che le Nazioni Unite diventino employer of choice (datore di lavoro di prima scelta) per tutte le persone con disabilità. Voglio che le Nazioni Unite siano completamente accessibili a tutti”. Con queste parole il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres ha annunciato la nuova strategia di inclusione della disabilità. Lanciata in occasione della Conferenza annuale sulla convenzione dei diritti delle persone con disabilità, Crpd, Guterres ha sottolineato l’importanza dell'inclusione della disabilità nel raggiungere gli obiettivi fissati dell'Agenda 2030 sullo sviluppo sostenibile.
La Strategia, che tra l’altro prevede l’assunzione di più persone disabili da parte dell’Onu, si basa sui risultati di una precedente revisione delle prestazioni del 2018.
I diritti umani, la pace, la sicurezza e lo sviluppo sostenibile, evidenzia la Strategia,  possono essere goduti solo se le persone con disabilità sono integrate nella società. È quindi indispensabile che l'inclusione sia sistematicamente inserita nel lavoro di tutte le entità delle Nazioni Unite.
Pianificazione strategica, coordinamento tra le azioni, monitoraggio dei risultati, partecipazione, progettazione universale, sviluppo delle competenze e comunicazione sono gli elementi principali su cui si basa la nuova Strategia.
L’Onu punta a rafforzare l’inclusione delle persone con disabilità e vuole garantire una cultura organizzativa che le riconosca e le valorizzi, coinvolgendo attivamente le organizzazioni rappresentative. Le stesse persone disabili saranno consultate e coinvolte, in particolare per quanto riguarda i piani di carriera, il benessere aziendale, le prestazioni sociali e la copertura sanitaria.
L’Onu pianificherà, attuerà e riferirà sui suoi contributi all’inclusione e al raggiungimento degli SDGs. Grazie ad un attento sistema di scambio informazioni e di coordinamento tra tutte le entità coinvolte, la Strategia punta a raggiungere risultati significativi e allo stesso tempo mira a rafforzare gli obiettivi e promuovere l’inclusione soprattutto a livello di Stati membri.
Le esperienze, le competenze, le best practice saranno valorizzate, migliorate, rese accessibili a tutte le entità, Stati membri e partner compresi.
Il rafforzamento  delle procedure di monitoraggio, di valutazione e di audit sulle prestazioni garantiranno il raggiungimento dei risultati e la responsabilità delle Nazioni Unite nell’attuazione della Strategia.
Tutte le politiche e i programmi  futuri applicheranno i principi della progettazione universale, gli ostacoli all’accessibilità saranno identificati, affrontati e rimossi correttamente.
Ogni membro responsabile della progettazione e dell’attuazione dei programmi per l’inclusione dovrà sviluppare la capacità di approccio alla disabilità basata sui diritti umani. Le carenze verranno affrontate in modo sistematico attraverso programmi di formazione e campagne di sensibilizzazione mirate, sia interne che esterne, realizzate in mondo inclusivo e rispettoso nei confronti delle persone con disabilità.
“Quando lottiamo per garantire quei diritti, avviciniamo il nostro mondo alla difesa dei valori e dei principi fondamentali della Carta delle Nazioni Unite" ha spiegato Guterres. “Quando rimuoviamo gli ostacoli alle opportunità per le persone con disabilità, tutto il mondo ne trae beneficio. Dobbiamo fare molto di più nel settore dei trasporti, delle infrastrutture e delle comunicazioni per rendere inclusive le nostre città, le aree rurali e l’intera società. Assieme ai disabili, come agenti di cambiamento, possiamo costruire un mondo inclusivo, accessibile e sostenibile” conclude.

 

di Tommaso Tautonico

mercoledì 31 luglio 2019
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