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QUESTA SETTIMANA: Le incognite del “mondo nuovo” dopo la Pandemia

Vale ancora l’Agenda 2030 per orientarci in un panorama economico e sociale stravolto dalla crisi da Coronavirus? Certamente, a condizione di valutarne complessità e ulteriori sfide. 17/4/20


di Donato Speroni

Per l’Europa il rischio è di un passo indietro in termini di solidarietà fra Stati e competitività. Per tacere dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, che il mondo intero si era posto come obiettivo primario e della quale probabilmente purtroppo rimarrà solo la copertina.

Così scrive Roberto Srelz, direttore del sito Trieste all news, ed è un interrogativo che non possiamo eludere. Ha ancora un senso parlare di Agenda 2030, dei suoi 17 Obiettivi quantificati e misurati su 169 target, con quello che sta succedendo? Abbiamo scritto cento volte che l’Agenda 2030 è una bussola, un punto di convergenza tra tutti i Paesi per costruire un mondo sostenibile. Ma il percorso nel quale doveva guidarci è ora sconvolto da una crisi che stravolge tutti i punti di riferimento. Abbiamo ancora la bussola, ma il terreno sul quale dobbiamo procedere è disastrato, le vecchie mappe non servono più, come una carta stradale dopo un terremoto.

È chiaro che molti passaggi dovranno essere rivisti. Per esempio, il target 3.6, che imponeva di dimezzare entro quest’anno la mortalità per incidenti stradali e che sembrava irraggiungibile, forse potrà essere facilmente conseguito, se le auto devono restare nei box. Ma nulla può escludere che il problema si ripresenti tal quale alla fine della crisi. Certamente sarà più difficile raggiungere tutti gli Obiettivi legati alla povertà, alla fame, alle diseguaglianze, in un mondo impoverito nel quale sembrano accentuarsi le distanze tra chi ha i mezzi per assicurarsi una sopravvivenza dignitosa e chi invece vede crollare i precari puntelli della sua sopravvivenza.

Tuttavia, caro Srelz, sta a tutti noi operare nella consapevolezza che i profondi cambiamenti in corso mettono in discussione i meccanismi collettivi e pongono interrogativi che riguardano non solo il prossimo decennio, ma l’intera visione del futuro. Siamo di fronte a domande complesse, in parte inaspettate, che però investono proprio gli obiettivi e i valori dell’Agenda; forse si potranno anche trovare percorsi nuovi per raggiungere gli Obiettivi. Offro alla vostra riflessione una serie di probabili cambiamenti, senza pretendere di indicare se giocheranno “a favore” o “contro” l’Agenda 2030. Ma pensiamoci.

Il ruolo dello Stato. Persino un giornale considerato il tempio del capitalismo, come l’Economist, mette in dubbio la fiducia nel mercato e prevede una “domanda strutturalmente maggiore di intervento statale”, alimentata anche da una politica monetaria che favorirà l’indebitamento pubblico con una maggiore creazione di moneta e con tassi di interesse vicino allo zero. Saranno richiesti maggiori investimenti pubblici, non solo per favorire keynesianamente la ripresa economica, ma perché si dovrà investire di più in settori come la sanità e far fronte alle difficoltà della parte più debole della società. Scelte come il taglio degli ospedali saranno sempre più impopolari e si porrà più attenzione ai bisogni di una popolazione che nei Paesi più ricchi tende a invecchiare e alla necessità di garantire a tutti una adeguata copertura per la salute e contro la povertà. Per non parlare degli interventi diretti per salvare imprese e settori in difficoltà, magari ritornando al “capitalismo di Stato”.

Il futuro della democrazia. Abbiamo scoperto che gli Stati dispongono di strumenti sempre più potenti per controllare la popolazione, dalle app che tracciano i movimenti, alla identificazione tramite riconoscimento facciale. Di fronte alla Pandemia la difesa della privacy è passata in secondo piano. Se però si coniuga questa potenza di controllo tecnologico con il deterioramento della democrazia in molti Paesi del mondo, può derivarne un quadro di progressiva limitazione delle libertà personali.

La questione della leadership. Stati più forti e pervasivi nei confronti dei cittadini, ma chi li guiderà? Lo ha rilevato Forbes e lo ha ripreso Antonio Polito sul Corriere della Sera: i sette Paesi che hanno retto meglio l’impatto del Coronavirus sono governati da donne. Non è chiaro se questo è dovuto alla capacità di reazione delle leader di fronte alla crisi, oppure al fatto che i Paesi che hanno scelto di farsi guidare da donne avevano implicitamente scelto priorità diverse, che per esempio favorivano la sanità, e quindi si sono trovati più attrezzati al momento della Pandemia.

Più in generale, la domanda da porsi è se la crisi stimolerà la selezione e accelererà il ricambio della classe dirigente. Mi ha colpito che Andrea Bocelli, al termine del suo splendido concerto nel Duomo di Milano, abbia risposto così alla domanda sul maggior cambiamento atteso: “La rivalutazione del merito”. In questa crisi, che tutti percepiscono ormai come il segno di un mondo nuovo con sfide imprevedibili da affrontare rapidamente, abbiamo rivalutato il ruolo degli esperti, accettando di dipendere dalle loro indicazioni: non solo medici e virologi, ma anche economisti, psicologi, manager che devono indicare il percorso per la ripresa. Non è certo, ma la competenza potrebbe tornare a essere un criterio importante per scegliere la dirigenza politica.

Il conflitto generazionale. Felice Florio, su Open, ha scritto che i Millennial hanno perso i loro sogni. Gli young adults oggi tra i 25 e i 40 anni, sono quelli che stanno pagando il prezzo più pesante, in termini di incertezza sul futuro nella fase in cui si dovrebbe avere elementi di fiducia per costruirsi una famiglia. Al tempo stesso, c’è da chiedersi se i Paesi sono davvero disposti a sopportare il peso dei baby boomers ormai invecchiati. L’abbandono nelle case di riposo senza assistenza adeguata, la necessità di dare la precedenza a persone più giovani nelle terapie d’emergenza, sono cronache tragiche, ma in fondo evidenti e correggibili. Ma Giulio Meotti, sul Foglio del 16, si è chiesto se questo “senicidio” non abbia aspetti che vanno al di là della situazione contingente, stabilendo delle priorità tra le generazioni. Per esempio, che è inutile investire risorse per curare gli ultraottantenni con una patologia grave, gli ultrasettantenni con due patologie, e via discorrendo. Qui non si parla di accanimento terapeutico, ma di scelte economiche e anche eugenetiche. L’autore riferisce anche della discussione in Svezia sulla opportunità di dotare gli ultraottantenni di una pastiglia per “la dolce morte”, qualora decidessero di andarsene. Discorsi che qualche mese fa ci sarebbero sembrati fuori dal mondo, ma ai quali oggi si dedica attenzione. È come se questo senso di “essere in guerra” andasse al di là di questi mesi di pandemia. In guerra si sceglie sempre chi sacrificare e chi no, chi mandare ad affrontare i maggiori rischi, sulla base di quello che viene considerato il bene collettivo. Ma non siamo in guerra, il paragone è sbagliato e si devono cercare altre soluzioni per conciliare l’allungamento della vita con le esigenze dei bilanci pubblici.

Ripartire, ma con quale economia? L’impatto economico della crisi sarà gravissimo, ma l’uscita può avvenire in vari modi, con un ritorno al passato o con un balzo verso il futuro.  Nel 1973, quando assunsi la condirezione di Mondo economico, il settimanale del Sole 24 Ore fondato e diretto da Bruno Pagani (un grande giornalista economico purtroppo dimenticato), dedicammo la copertina del primo numero della nuova serie alla ricerca di un “nuovo modello di sviluppo”. In quell’epoca di grande fervore postsessantottino era un tema di grande attualità politica, “era realistico chiedere l’impossibile”. Ma c’era poco aldilà degli slogan.

Mi è tornato in mente giovedì sera, ascoltando il segretario della Cgil Maurizio Landini a Otto e mezzo, chiedere ancora un “nuovo modello di sviluppo”. Quasi cinquant’anni dopo, però, possiamo dire che abbiamo le idee più chiare: vogliamo un sistema produttivo orientato alla sostenibilità. Nell’uso dei materiali, nelle emissioni, nei beni e servizi che offre. Più attento a tutti gli stakeholder, i portatori di interesse: non solo gli azionisti, ma i consumatori, il territorio, soprattutto il personale. A questo cambiamento di aspettative molte imprese hanno risposto adottando i criteri Esg (environtental, social, governance) che definiscono il percorso verso la sostenibilità. I Green deal italiano ed europeo stimolano questo processo. 

Nella giusta ansia di rimettere in moto il Paese si terrà conto di questi orientamenti oppure, come avvenne dopo la crisi del 2008, tutto sarò fatto ripartire “come prima, peggio di prima” per la paura di perdere qualche decimale di Pil che in realtà si potrebbe anche guadagnare valorizzando la green economy? Ne dovrà discutere certamente la commissione coordinata da Vittorio Colao, della quale fa parte anche il portavoce dell’ASviS Enrico Giovannini, che ha il compito di delineare criteri e politiche per il futuro.

È comunque un segnale positivo che proprio in questa settimana il Consiglio europeo abbia approvato il nuovo regolamento sulla tassonomia, cioè sulle caratteristiche degli investimenti che possono qualificarsi per l’apporto che danno a uno sviluppo sostenibile. È il segnale che un grande processo è in corso anche nel mondo della finanza; bisogna far sì che questa crisi non lo rallenti ma semmai lo acceleri. 

Gli effetti sul clima. Il Financial Times racconta che gli uccellini cantano a Londra, le acque dei canali di Venezia sono cristalline e che persino le emissioni negli Stati Uniti quest’anno caleranno almeno del 7%. Quanto durerà tutto questo? La prossima Cop 26 sul clima che doveva tenersi a Glasgow a fine anno è stata rinviata; forse è anche un bene, perché i Paesi sarebbero arrivati impreparati, incapaci di prendere nuovi impegni contro l’emergenza climatica, assillati dalle emergenze economiche. Anche i piani della Commissione europea per una completa decarbonizzazione al 2050 secondo FT per il momento sono stati accantonati. Il rimbalzo delle emissioni dopo la crisi potrebbe essere drammatico. Per esempio, già oggi in Cina si riscontra un aumento del traffico privato perché la gente non si fida dei mezzi pubblici. Tutte le forme di lavoro, di istruzione, di comunicazione on line che abbiamo sperimentato in queste settimane potrebbero dare un grosso contributo al contenimento delle emissioni riducendo i movimenti tra casa e luogo di lavoro. Ma per rendere permanenti queste soluzioni nate nell’emergenza ci vuole coraggio nell’innovazione organizzativa, attenzione al digital divide che taglia fuori una parte della popolazione e anche accettazione da parte dei lavoratori, magari contenti di risparmiare ore di viaggio nei trasporti pubblici, ma non sempre e non tutti desiderosi di rimanere a casa per tutto il giorno.

La solidarietà, da comportamento eccezionale a scelta di vita.  In questo momento prevalgono i buoni sentimenti. La necessità di aiutare chi è colpito più duramente, i volontari che assistono gli homeless che non hanno una casa in cui restare, persino le liste di prenotazione nei piccoli ristoranti che invitano i clienti abituali a “dare una mano per ripartire”, anche se non si sa quando. Senza svalutare queste scelte, sappiamo che ci vorrà ben altro. Si deve affrontare il problema di miliardi di persone che hanno perso i mezzi di sussistenza, con l’invito di Francesco a cancellare il debito pubblico dei Paesi più fragili. Ma l’azzeramento di un debito è una perdita per qualcun altro e bisogna vedere se si è disposti ad accettare questo write off nei bilanci di banche, Stati e istituzioni. Ci sono centinaia di migliaia di immigrati che vagano per l’Italia senza alcuna certezza sul loro status. In qualche modo la loro situazione andrà affrontata, magari dando seguito alla proposta di Andrea Riccardi (e appoggiata anche dalla ministra Teresa Bellanova) di regolarizzarli e offrire loro la possibilità di lavorare in agricoltura o in altri settori dove manca manodopera. Abbiamo territori nel Mezzogiorno che rischiano lo spopolamento, soprattutto da parte dei giovani e sappiamo che un aumento del cosiddetto “divario” tra Nord e Sud sarebbe una palla al piede per tutto il Paese. Servono risorse. Non so se l’ipotesi di una imposizione che colpisca i più abbienti sia la formula più giusta in un Paese dove l’evasione fiscale è così diffusa e la cosiddetta “patrimoniale” potrebbe colpire in modo iniquo. Però una cosa sappiamo: che non possiamo andare avanti come prima.

Concludo con una nota: l’ASviS, come sapete, unisce oltre 220 associazioni, in questo momento tutte impegnate, ognuna nei suoi specifici campi di competenza, per fronteggiare la crisi di Coronavirus con iniziative a supporto dei più deboli, a sostegno alle strutture sanitarie o altre azioni per rendere meno sgradevole e magari fruttuoso questo periodo di isolamento. Dalla prossima settimana cominceremo a raccontare le loro storie, perché la nostra forza è proprio in questo: siamo una Alleanza di persone che direttamente nel Segretariato o attraverso le loro associazioni sono impegnate proprio per far sì che l’Agenda 2030 “non sia solo una copertina”.

 

E INOLTRE…

 

In questi giorni il sito asvis.it si è occupato di:

 

Approfondimenti

  • Contro il Coronavirus il Governo coinvolga i cittadini esperti

    a cura di Pietro Speroni di Fenizio, Doctor rerum naturalium, esperto in eDemocracy e Computational social choice
    Mai come adesso si avverte il bisogno di un cambio di marcia. Serve un nuovo “protocollo”, capace di fare rete e di filtrare le idee che arrivano dai cittadini, occorre integrare l’expertise collettivo. Per farlo, alcuni software ci vengono in aiuto.

 

I video della settimana

di Elis Viettone, montaggio e grafiche di Francesca Spinozzi 

Human Foundation: donne, ripartenza e finanza a impatto
Intervista a Giovanna Melandri, presidente di Human Foundation. Insieme a Elis Viettone (segretariato ASviS) ne discute Michele Torsello (Gruppo di lavoro ASviS sui Goal 1 e 10 dell'Agenda 2030: Sconfiggere la povertà e Ridurre le disuguaglianze)

 



 

Altre segnalazioni

a cura di Flavio Natale ed Elita Viola

  • Enrico Giovannini, portavoce dell’ASviS, ha commentato la sua partecipazione come esperto nella task-force coordinata da Vittorio Colao che affiancherà il governo nella gestione dell'emergenza coronavirus. “Sono onorato di poter contribuire a disegnare la ripartenza del Paese dopo la crisi e ringrazio il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, per la fiducia. Ovviamente porterò le proposte dell'Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile per superare la drammatica crisi che stiamo vivendo e rendere il nostro Paese più sostenibile sul piano economico, sociale e ambientale".

  • Il Comitato di coordinamento della Rete delle università per lo sviluppo sostenibile (Rus) assieme al Comitato e i coordinatori dei gruppi di lavoro hanno scritto una lettera aperta per evidenziare la necessità che le politiche pianificate in questo periodo siano in grado di delineare strategie nazionali di ricostruzione orientate ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030. “Il sistema universitario può avere un ruolo importante nel supportare questo processo di cambiamento”.

  • La ministra dell’Agricoltura Teresa Bellanova chiede la regolarizzazione per i migranti che ricevono offerte di lavoro: “Sono 600mila gli irregolari stagionali nell'agricoltura che vengono spesso sfruttati e lavorano in Italia per quella criminalità che chiamiamo caporalato, che per me significa mafia. O è lo Stato a farsi carico della vita di queste persone o è la criminalità organizzata”.

  • Coldiretti ha aperto lo sportello online “Job in country” la piattaforma di intermediazione della manodopera autorizzata dal ministero del Lavoro per combattere le difficoltà occupazionali a seguito dell’emergenza Covid-19. Questa piattaforma si pone l’obiettivo di mettere in contatto i bisogni delle aziende agricole in cerca di manodopera con quelli dei cittadini che aspirino a nuove opportunità di inserimento lavorativo.

  • L’emergenza Coronavirus ha limitato la celebrazione della Giornata nazionale del mare (11 aprile), ma la Guardia costiera ricorda i valori su cui si basa: "La promozione della giornata è volta a valorizzare il mare quale elemento di sviluppo sociale”.

  • Storie sostenibili: prosegue la rassegna dell’osservatorio Socialis sui modelli virtuosi di business del futuro, “per costruire un nuovo modo di stare sul mercato: più responsabile, più organizzato, coinvolgente e durevole”. 

  • Quarta tappa del giro d’Italia del Salone della Csr e dell’innovazione sociale, in diretta streaming da Padova. L’incontro (17 aprile) si concentra sui temi dell’innovazione sostenibile e delle reti ibride, con un focus dedicato ai soggetti profit e non profit che lavorano fianco a fianco nei progetti di sostenibilità.

  • L’associazione EcoLobby, gruppo di pressione politico, non partitico e senza finalità elettorali, che ha lo scopo di rendere più rapida la transizione ecologica del sistema economico, lancia la petizione #paghichihainquinato, documento che mira al taglio dei sussidi pubblici ai combustibili fossili.

  • L’Istituto di affari internazionali (Iai), think tank indipendente che promuove la conoscenza della politica internazionale e dell’integrazione europea, sta producendo una serie di podcast dove vengono approfondite le attuali tematiche di politica internazionale. L’ultima puntata si è concentrata sugli effetti della pandemia sulla comunità europea e i suoi possibili impatti economici.

  • Pubblicata la Carta dei Comuni custodi della macchia mediterranea della Regione Sicilia, documento che ha l’obiettivo di valorizzate le specificità territoriali e paesaggistiche dei comuni mediterranei, oltre a essere un invito all’unione di intenti tra le diverse amministrazioni locali.

  • Il Global citizen, organizzazione impegnata nella lotta alla povertà, annuncia l’evento di raccolta fondi coordinato da Lady Gaga: “One world: together at home”. Il concerto prevede l’intervento di artisti e personaggi pubblici di calibro internazionale. Il ricavato sarà devoluto al lavoro dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms).

  • Il Club di Roma, organizzazione creata per proporre soluzioni alle molteplici crisi che affliggono l'umanità tramite il know-how di numerosi scienziati, economisti, imprenditori, ex politici, indica in una lettera apertail percorso da compiere per uscire dall’emergenza planetaria, connettendo uomo e natura per evitare di ritornare, dopo la crisi, al precedente status quo. 

  • Pubblicato l’eBook “Affrontare e vincere le crisi” dell’Harvard business review. Il testo, prodotto per aiutare a combattere non solo l'attuale emergenza pandemica, ma anche altre situazioni di crisi (come l’imminente recessione globale) contiene molti importanti contributi, tra i quali: Robert Kaplan, Condoleeza Rice, Heidi Gardner, Emilio Rossi, Luigi Consiglio, Andrea Granelli, Amy Webb e altri ancora.

  • Pubblicato il Report 2019dell’Unione italiana per l’olio di palma sostenibile. “Cresce il numero di aziende italiane che scelgono di usare olio di palma sostenibile certificato”, afferma il rapporto. “In Italia abbiamo consumato 1,253mila tonnellate di olio di palma, di cui l’8% nel settore della cosmetica e dell’home care, il 14% nel settore alimentare e il 78% per altri usi tecnici”.

  • Forum Pa: ecco i primi appuntamenti. Il Forum Pa 2020, il più importante evento nazionale dedicato al tema della modernizzazione della Pubblica amministrazione, si dividerà in due tappe: un primo evento digitale dal 6 all’11 luglio, centrato sul tema dell’innovazione per la resilienza del Paese, e un secondo appuntamento, dal 4 al 6 novembre, dal titolo "Restart Italia”.

  • Forbeselogia la leadership femminile di fronte alla pandemia. Un articolo della rivista statunitense analizza la risposta dei leader di Stato al Coronavirus, sottolineando come le migliori strategie siano state adottate da Paesi guidati da donne.

  • Ipsos group: addio al trasporto pubblico, in Cina, dopo il Coronavirus tutti in auto privata. Secondo uno studiodell’istituto di ricerca, l'effetto del Coronavirus sulla mobilità sarà uno tsunami di lunga durata. La ricerca ha analizzato le preferenze dei cinesi prima e dopo il blocco degli spostamenti per l’emergenza Covid-19, constatando un incremento del trasporto privato, a causa della paura del contagio.

  • India: a rischio 40 milioni di bambini. Sanjay Gupta, direttore di Chetna, ong con sede a Delhi che si occupa di tutela dei minori, avverteche il lockdown colpirà in India i milioni di senzatetto che vivono nelle città, nelle strade e sotto i cavalcavia, perlopiù bambini.

  • Bill Gates: una strategia in tre punti contro il Covid-19. Secondo il fondatore di Microsoft occorre un impegno dei Governi del G20, perché le risorse mondiali vengano distribuite al meglio e sia finanziato e distribuito un vaccino efficace.

  • Papa Francesco e Joseph Stiglitz sul debito. Il Papa, durante il messaggio pasquale “Urbi et Orbi” ha chiesto di allentare le sanzioni internazionali che inibiscono la possibilità dei Paesi più poveri di fornire adeguato sostegno ai propri cittadini. L’economista premio Nobel avverte che sarà impossibile per questi Paesi rinnovare i debiti in scadenza a condizioni ragionevoli.

  • Open call for good practices”: on line il questionario di “Percorsi di secondo welfare” sulle buone pratiche nel periodo del Covid-19. Quest’indagine, condotta da Secondo welfare, laboratorio di ricerca sulle evoluzioni del welfare italiano, serve a diffondere la conoscenza di misure specifiche introdotte dalle organizzazioni a sostegno dei lavoratori e della comunità in cui operano.

  • Si svolgerà dal 5 all'8 maggio il corso di formazione “Sviluppo sostenibile e risorse”, organizzato dall’Istituto affari internazionali (Iai) in collaborazione con ASviS. Il corso ha come obiettivo quello di formare esperti in grado di affermarsi all'interno di istituzioni nazionali e internazionali, enti profit e non-profit, enti di ricerca specializzate nei settori dello sviluppo sostenibile, energetico e ambientale. Il termine per l’iscrizione è il 28 aprile. 

  • Covid-19 Impacts on the SDGs”: il Sustainable development solution network (Sdsn) sta lanciando una raccolta di dati per analizzare le reazioni dell’opinione pubblica sull'impatto che il Covid-19 avrà sul raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs). I risultati saranno presentati nel rapporto che uscirà a giugno 2020.

  • Pubblicati i corsidi SDG Academy. Nel mezzo della crisi sanitaria globale, la SDG Academy, piattaforma online del Sustainable development solution network (Sdsn) ha pubblicato contenuti e risorse informatiche per l’apprendimento online in svariate discipline, insieme a consigli su come muoversi all’interno dei corsi.

 

Prossimi eventi

 

17 aprile

  • Ashoka, la più grande rete al mondo di imprenditori per l’innovazione sociale, nell’ambito della rassegna di webinar “Oltre la Frontiera”, organizza una conferenza online sul tema della crescita e sviluppo sostenibile, che verrà trasmessa in diretta sul canale Facebook di Ashoka Italia. All’evento partecipa Enrico Giovannini, portavoce dell’ASviS.

18 aprile

  • Il Global citizen con il supporto dell’Organizzazione mondiale della salute (Oms) annuncia l’evento di raccolta fondi coordinato da Lady Gaga: “One world: together at home”, iniziativa volta a raccogliere donazioni per il lavoro dell’Oms, tramite l’intervento di artisti e personaggi pubblici di calibro internazionale. L’evento sarà trasmesso dalle ore 20 (Edt), 2:00 a.m. ora italiana (19 aprile).

 

21 aprile

  • Si festeggia la Giornata mondiale della creatività e dell'innovazione. Nazioni unite per sensibilizzare all’impgno creativo nella risoluzione di problematiche globali, come ad esempio i grandi temi degli gli SDGs.

  • Webinar: Coronavirus and its impact on the SDGs. La conferenza virtuale prevede la partecipazione di Lynn Wagner and Faye Leone dell’International institute for sustainable development, che discuteranno insieme all’International association for volunteer effort gli impatti del Covid-19 sugli SDGs e sul mondo del volontariato.

22 aprile

  • La Giornata internazionale della Madre Terra è un’occasione per comprendere quanto il nostro Pianeta ci stia sollecitando all'azione. "La natura è in sofferenza” afferma l’Onu. “Incendi australiani, record di temperatura e la peggiore invasione di locuste in Kenya. Ora affrontiamo il Covid -19, che mostra un legame della salute di ogni individuo con la salute del nostro ecosistema”. In occasione di questa giornata segnaliamo quattro iniziative:
  1. Il villaggio per la Terra, iniziativa organizzata da Roma Earth day Italia, si trasforma in una maratona multimediale dal titolo "One People One Planet";

  2. il concerto, organizzato in streaming dall’Unesco, “#kindnessmatters: A concert for a healthy planet”. Ricky Kej, vincitore di un grammy e ambasciatore della campagna Onu #kindnessmatters per lo sviluppo di comportamenti sostenibili, parteciperà insieme ad altri 40 musicisti internazionali a questo evento musicale “dedicato alla comunità globale”;

  3. il webinar promosso da Sdsn “Happiness & sustainability around the Earth”, incontro di 24 ore sugli sviluppi futuri degli SDGs. Esperti da tutto il mondo interverranno, in particolare sugli obiettivi di benessere e felicità;

  4. il webinar “L'uomo, la terra e il Covid-19”, organizzato da Globe Italia, sito di coordinamento delle scuole italiane che partecipano al progetto mondiale Globe di monitoraggio dei cambiamenti climatici, per riflettere sulle problematiche contemporanee grazie ai contributi di numerosi esperti e ricercatori.

 

25 aprile

  • Slow food lancia l’iniziativa 25 aprile 2020 #iorestolibera #iorestolibero, per riunirsi virtualmente in occasione dell’anniversario della Liberazione d’Italia e organizzare una raccolta fondi per la Caritas italiana e Croce rossa italiana, fornendo un aiuto a quanti non hanno un tetto o un pasto garantito.

 

Venerdì 17 Aprile 2020
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