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QUESTA SETTIMANA: Come cambia l’emergenza clima con la Pandemia

Le preoccupazioni economiche non devono allontanarci dall’obiettivo di contenere la temperatura, altrimenti pagheremo un prezzo anche più alto del Covid 19. Dobbiamo cambiare politiche, comportamenti, parametri. 30/4/20

 

di Donato Speroni


“Stiamo muovendo le montagne per affrontare il Coronavirus. Perché non facciamo altrettanto per la crisi climatica?”. Si intitola così, su Newsweek, l’articolo scritto da Robert Walker, presidente del Population Institute di Washington. Bob, che conosco bene perché sono stato suo ospite a Ravello dove trascorre l’estate, è un tipo con la vista lunga. Nel 2009, quando uscì il rapporto del capo dei consulenti scientifici del governo inglese John Beddington, che preannunciava una “tempesta perfetta” entro il 2030, in mancanza di una adeguata governance internazionale, trasformò questo documento in un opuscolo distribuito in centinaia di migliaia di copie nelle scuole americane, perché era necessario che i giovani fossero informati delle sfide che li attendono. La traduzione di questo opuscolo è allegata al libro “2030 La tempesta perfetta – Come sopravvivere alla grande crisi”, che ho scritto con Gianluca Comin nel 2012 per Rizzoli. Il Population Institute di Walker si batte per diffondere il family planning in tutto il mondo e per promuovere i diritti delle donne che quando ottengono una migliore istruzione tendono ad avere famiglie meno numerose. Tra gli strumenti più efficaci, la produzione di telenovelas (o radionovelas nei Paesi più arretrati) che convogliano il messaggio del maggior benessere derivante da una famiglia meno numerosa.

Da qualche tempo, l’impegno di Walker si è concentrato anche sugli aspetti climatici. Ecco alcuni passaggi del suo articolo per Newsweek:

Viviamo in un mondo che sta cambiando rapidamente, pieno di sfide. Con la crescita dei centri urbani, i sistemi sanitari pubblici inadeguati e il maggior contatto degli umani con animali in grado di trasmettere virus mortali, il Covid 19 era una pandemia in agguato, ma non è l’unica sfida globale che dobbiamo affrontare.

L’anno scorso 11mila scienziati hanno firmato una dichiarazione nella quale si avverte che senza una radicale riduzione dei gas serra il mondo si avvia a ‘sofferenze mai viste’. Se non cambiamo rotta, entro il 2050 più di 200 milioni di persone dovranno emigrare per la siccità, le inondazioni e l’aumento del livello dei mari. Molto prima della fine di questo secolo la quantità di persone uccise ogni anno dall’aumento della temperatura e dagli altri effetti climatici, compresa la diffusione delle malattie portate dagli insetti, potrebbe superare ampiamente il costo umano del Covid 19. L’anno scorso Michael Greenstone, co-direttore del Climate Impact Lab, ha avvertito il Congresso che attorno al 2100 le morti premature dovute ai cambiamenti climatici supereranno ogni anno il numero di quelli che oggi muoiono per tutte le malattie infettive messe insieme.

L’insieme delle perdite economiche derivanti dalla crisi climatica sarà di gran lunga maggiore dei costi finanziari che subiremo quest’anno a seguito del Covid 19. Se la temperatura globale salirà di 2° centigradi il prezzo da pagare potrebbe arrivare a 69mila di miliardi entro il 2100. L’aumento delle temperature ridurrà anche la resa dei raccolti perché ogni grado di aumento riduce del 6% la produzione agricola. Ci sarà anche un’accelerazione della perdita di biodiversità. Entro cinquant’anni un terzo delle specie vegetali e animali andrà perduto.

L’appello di Walker è molto forte, ma certo non è il primo. Come spingere i governi e l’opinione pubblica mondiale ad affrontare l’emergenza climatica con la stessa determinazione con la quale stiamo affrontando la Pandemia? È chiaro che la mancanza di una minaccia immediatamente percepibile rende questa mobilitazione più difficile, anche se giustamente i più giovani hanno capito i rischi a cui vanno incontro e non sono più disposti a stare zitti.

Qualcuno dice che stiamo sbagliando tutto. Per esempio, Michael Moore, nel suo nuovo documentario “Planet of the humans”, liberamente scaricabile, sostiene con il suo consueto radicalismo che abbiamo intrapreso la strada sbagliata per salvare il Pianeta, “vendendo il movimento verde agli interessi dei ricchi e alla corporate America.

Il dibattito non affronta la sola cosa che POTREBBE salvarci: ridurre l’impronta dell’umanità e i consumi che sono sfuggiti al controllo. Perché non è questo IL problema? Perché danneggerebbe i profitti e il business. Noi ambientalisti siamo caduti nella trappola di delle illusioni verdi (...) e abbiamo puntato tutte le nostre speranze sulle biomasse, sulle turbine a vento e sulle macchine elettriche?

In sostanza Moore, che nel suo documentario si avvale anche delle testimonianze di Al Gore, Michael Bloomberg, Vandana Shiva e altri, sostiene che per fermare l’aumento della temperatura ci vuole ben altro: un drastico cambiamento del nostro modo di consumare (e della quantità dei nostri consumi) anche a costo di danneggiare temporaneamente l’economia. Propone un dilemma che non è molto dissimile da quello che stiamo affrontando in questa Pandemia, alla ricerca di un difficile equilibrio tra rischio sanitario e rischio economico. È vero, del resto, che molte teorizzazioni “verdi” tendono a farci credere che la crisi climatica possa essere affrontata con limitati sacrifici e quelli che lo stesso Moore chiama tecno-fixes and band aids, cerotti e aggiustamenti tecnologici.

È però possibile che la stessa crisi da Coronavirus ci renda meglio attrezzati per affrontare la crisi climatica in tutta la sua complessità. Questa per esempio è la tesi di Jane McDonald e Anne Hammill in un articolo pubblicato sul National Observer che guarda al Canada, ma contiene indicazioni di carattere generale:

Dobbiamo agire subito. Questa pandemia ha messo in evidenza quanto sia importante continuare a investire nelle protezioni contro possibili scenari di crisi. Ci sono molti elenchi di investimenti infrastrutturali che il Canada dovrebbe affrontare immediatamente per prepararsi ai prossimi shock, specialmente quelli che possono provenire dal cambiamento climatico: inondazioni più severe, siccità, ondate di calore e uragani. Alcuni di questi investimenti sono di piccole dimensioni e possono essere realizzati rapidamente a casa propria, come l’installazione di valvole antiriflusso per evitare l’inondazione delle cantine. Altri, come le protezioni contro l’aumento del livello del mare sono così importanti da poter dare un contributo allo stimolo economico necessario per la ripresa dopo il Covid 19. In ogni caso tutti i progetti infrastrutturali devono essere soggetti al controllo del governo federale.

I profondi cambiamenti economici indotti da questa Pandemia mutano anche il contesto della transizione energetica. Per esempio, il crollo del prezzo del petrolio potrebbe rendere meno conveniente il passaggio alle energie rinnovabili, come abbiamo documentato in questo Focus e discusso con Daniele Agostini di Enel e Davide Tabarelli di Nomisma Energia nella più recente puntata di Alta sostenibilità. Con la ripresa, il prezzo del petrolio avrà comunque un rimbalzo, perché, come spiega l’Economist, non siamo ancora al picco della domanda: la crescita dei fabbisogni di energia nel Paesi emergenti e in via di sviluppo farà ancora aumentare la richiesta di fossili. Ma le compagnie petrolifere sono sul chi vive perché da anni valutano l’ipotesi che la domanda possa calare strutturalmente, a seguito di scelte più decise dei governi contro la crisi climatica.

La volatilità dei prezzi ha affossato l’appetito degli investitori per nuovi progetti in questo settore. Quest’anno le compagnie petrolifere hanno già ridotto i loro investimenti del 25% e una parte del petrolio più costoso da estrarre rimarrà sottoterra. La frenetica crescita dello shale oil si fermerà. Grandi esportatori come l’Arabia Saudita dovranno tagliare la spesa pubblica e diversificarsi.

Anche la corsa al petrolio dell’Artico che si era aperta con la prospettiva del disgelo sembra essersi fermata, perché la remunerazione non giustifica più l’investimento.

Nei Paesi consumatori, il rischio di un rimbalzo a favore dei fossili può essere bloccato con interventi che limitino i vantaggi dell’uso di combustibili e carburanti inquinanti, nonostante la caduta del prezzo del barile. Secondo Euractive, è quanto ha proposto il governo francese in una riunione dei ministri dell’Energia dell’Unione martedì 28 aprile.

Questo meccanismo potrebbe prendere la forma di un ‘carbon price floor’, un prezzo minimo per le emissioni di carbonio, da realizzarsi sia attraverso una riforma del sistema europeo Ets,(l’emissions trading scheme che riguarda le industrie più inquinanti, ndr), sia attraverso la direttiva sulla tassazione dell’energia che è in discussione nel contesto dello European Green Deal.

Dunque, la Pandemia ha rimescolato le carte, ma non ha necessariamente allontanato le azioni da realizzare per fronteggiare la crisi climatica. Ha fatto capire alla popolazione mondiale che il mondo sta cambiando rapidamente, con avvenimenti drammatici ai quali bisogna far fronte rapidamente, anche con grandi sacrifici. Ha messo in luce la necessità di scelte difficili, tra costi in vite umane e costi economici che possono tradursi in povertà e diseguaglianze. Ha sensibilizzato i leader politici su scelte di investimento che guardino al futuro. Ha ribadito, infine, la necessità di tenere fermo il timone della riconversione energetica, senza farsi allettare dalle sirene del basso costo del petrolio. Grandi temi di discussione, che siamo tutti impegnati a tenere vivi con proposte, dibattiti, iniziative che coinvolgano l’opinione pubblica.

Una ricerca di Ipsos mette in evidenza che la maggior parte della popolazione mondiale considera il cambiamento climatico un evento grave quanto la Pandemia. È necessario però che l’aumentata sensibilità della popolazione si traduca in un cambiamento della politica. Per questo è indispensabile che siano cambiati i parametri che misurano i valori davvero importanti. Anche in questa crisi, è giusto guardare con preoccupazione al previsto crollo del Pil, il Prodotto interno lordo, ma è necessario guardare anche agli impatti sul reddito delle famiglie e all’occupazione, che sono gli effetti più avvertiti dalla collettività. Perché questo non avviene? Nella presentazione del libro di Lorenzo Fioramonti “Il mondo dopo il Pil. Economia e politica nell'era della post-crescita”, a Ecofuturo Festival, il portavoce dell’ASviS Enrico Giovannini ha dato due motivazioni: la prima è una questione di potere, perché guardare a una serie di indicatori più ampia diminuisce l’importanza di quegli economisti che prescrivono ricette basate solo sul Pil. La seconda riguarda l’allergia dei media alla complessità. È certamente più difficile raccontare una batteria di indicatori anziché concentrare l’attenzione solo sul Pil.

Insomma, in base all’esperienza della Pandemia dobbiamo cambiare visione, cambiare politiche, cambiare comportamenti, cambiare parametri. Un vasto programma, come avrebbe detto il Generale De Gaulle, ma non disperiamo.

E INOLTRE…

In questi giorni il sito asvis.it si è occupato di:

 

I video della settimana

di Elis Viettone, montaggio e grafiche di Francesca Spinozzi

 

Altre segnalazioni

a cura di Flavio Natale ed Elita Viola

  • l laboratorio digitale Spx lab, nell’ambito del programma Save the woman, ha lanciato un crowdfunding per dare vita all’applicazione NonPossoParlare, una soluzione digitale gratuita per rispondere alle donne che desiderano ricevere informazioni sui centri antiviolenza in modo discreto. È rivolta in particolare a persone che hanno difficoltà a comunicare telefonicamente, costrette a rimanere a casa con i propri partner psicologicamente o fisicamente violenti.

  • Rete scuole senza permesso, l’organizzazione impegnata nell’ottenimento del diritto di cittadinanza per tutti i migranti, ha sostenuto l’ordine del giorno approvato dal Consiglio comunale di Bologna (18 voti favorevoli e sei contrari) per ottenere un provvedimento di regolarizzazione dei migranti attualmente soggiornanti in territorio italiano in condizione di irregolarità originaria o sopravvenuta, con la massima tempestività, data l’emergenza sanitaria in corso. L’organizzazione chiede che anche gli altri Comuni si esprimano in merito.

  • Pubblicato lo studio Ocse “Covid-19: protecting people and societies”, documento che esamina come l'evoluzione della crisi stia colpendo (a breve e medio termine) persone e comunità vulnerabili, gruppi specifici di popolazione (bambini, donne e anziani), proponendo i possibili strumenti per contrastare questo fenomeno.

  • Appello del Wwf alla responsabilità nello smaltimento di mascherine e guanti. “Se solo l’1% delle mascherine finisse in natura ogni mese” afferma il Wwf, “avremmo dieci milioni di mascherine (40mila chilogrammi di plastica) nell’ambiente”. Per questa ragione, “i rifiuti devono essere smaltiti correttamente per evitare che invadano le nostre strade, i nostri marciapiedi e i nostri parchi”.

  • Una recente ricerca, pubblicata su Scientific reports, dal titolo “Finding plastic patches in coastal waters using optical satellite data”, mostra come, sfruttando le diverse lunghezze d'onda della luce riflesse dai materiali, i satelliti siano capaci di individuare i rifiuti di plastica negli oceani, “minaccia esistenziale per la vita marina”.

  • Lo European roundtable on climate change and sustainable transition (Ercst), una no-profit indipendente che si occupa di politiche climatiche europee e globali, ha pubblicato il rapporto “2020 State of the Eu ets report”, dove analizza il ruolo del sistema di scambio di quote di emissioni nell’Unione, “pietra angolare della politica europea in materia di cambiamenti climatici”.

  • “Dialoghi e contributi per la Fase 2 in Italia. Pensare e agire per il benessere equo e sostenibile nel contesto post Covid-19”: un’intervista con Samir de Chadarevian, Claudio Di Mario e Filomena Maggino a cura di Adl consulting, società di consulenza strategica, public affairs e comunicazione istituzionale specializzata in attività di digital lobbying e advocacy.

  • Si è chiusa con un video-racconto la campagna #WeAreItaly promossa dal ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale. Il video raccoglie il diario quotidiano dei numerosi musicisti, cantanti, attori di cinema e teatro, scrittori, performer, ballerini, chef che hanno condiviso esperienze e contenuti con gli utenti durante la pandemia.

  • Pubblicata la terza intervista del ciclo organizzato dall’European sustainable development network, con James Gomme, direttore del settore SDGs del World business council for sustainable development (Wbscd), rete di oltre 200 aziende che collaborano per accelerare la transizione verso un futuro più sostenibile. In questa intervista James Gomme ha parlato delle elevate possibilità economiche per i business centrati su SDGs e sviluppo sostenibile.

  • L’Insitute for european environmental policy ha pubblicato il rapporto “Green deal for all: sustainability and equity between people, regions, countries and generations”, dove delinea gli strumenti di cui dispone il Green deal per uscire dalla crisi. “Il Green deal europeo può contribuire a creare nuovi posti di lavoro di qualità in settori sostenibili in un contesto di crescente disoccupazione. Tuttavia, affinché i benefici sociali si concretizzino, il Green Deal deve essere progettato e attuato mettendo l'equità al centro”.

  • In occasione della giornata della sicurezza sul lavoro, l’Organizzazione internazionale del lavoro (Oil) ha pubblicato il rapporto: “Garantire la salute e la sicurezza sul lavoro durante la pandemia”, dove evidenzia i rischi per la salute e la sicurezza sul lavoro (Ssl) derivanti dalla diffusione del Covid-19, analizzando le misure per prevenire e mitigare i rischi di contagio.

  • Si è svolta il 28 aprile la conferenza dell’organizzazione di volontariato Forlì città aperta “Regolarizzazione: per una società giusta e solidale, più legalità e sicurezza per tutti/e”, per una regolarizzazione dei migranti in Italia come strumento “per uscire insieme da una crisi sanitaria ed economica”.

  • Mezzopieno, movimento che si occupa di diffondere la cultura della positività, della fiducia e della pratica costruttiva, ha recentemente pubblicato il documento “L’impresa positiva. Buone pratiche aziendali di resilienza al tempo del Coronavirus”. Il testo raccoglie esperienze e pratiche nate dalla sfida portata dal Coronavirus nel mondo aziendale, con la testimonianza di imprenditori che si sono dovuti confrontare con un nuovo modo di sostenere la propria attività.

  • Pubblicato lo studio Ocse “Small, medium, vulnerable”, documento che analizza lo stato di salute delle piccole e medie imprese (Pmi), particolarmente a rischio di fallimento a causa delle prolungate misure di blocco. Nei Paesi aderenti all’organizzazione le Pmi rappresentano il 75% dei posti di lavoro del settore privato.

  • Italy for climate, iniziativa della Fondazione per lo sviluppo sostenibile nata per promuovere nel mondo imprenditoriale l’attuazione di un’Agenda italiana per il clima in linea con gli SDGs, ha pubblicato il dossier “Gli effetti del lockdown sulla CO2 in Italia”, constatando, nella fase di piena operatività delle misure di restrizione, la riduzione delle emissioni intorno al 35%.

  • Openpolis, fondazione indipendente che promuove progetti per l'accesso alle informazioni pubbliche, la trasparenza e la partecipazione democratica, ha prodotto lo studio “Le mappe del potere a livello nazionale”, per comprendere il funzionamento delle strutture del potere in stato emergenziale, sia a livello verticale (Stato centrale, regioni e comuni) che orizzontale (istituzioni politiche, sanitarie e protezione civile). 

  • Pubblicato lo studio Istat “La protezione sociale in Italia e in Europa”, che esamina la spesa delle amministrazioni pubbliche durante il 2019, ammontate a quasi 497 miliardi di euro. “La maggior parte delle prestazioni sociali erogate in Italia riguardano la previdenza sociale (66,3%), il 22,7% prestazioni di tipo sanitario e solo l’11% di assistenza sociale. Negli anni ’90, la previdenza pesava ancora di più, il 71%, a discapito soprattutto dell’assistenza (circa il 7%)”. 

  • Pubblicato il numero zero del “Bollettino dell’osservatorio nazionale del turismo” prodotto dall’Agenzia nazionale italiana per il turismo (Enit), in collaborazione con il Mibact. Il bollettino verrà pubblicato ogni 15 giorni, monitorando prenotazioni aeroportuali internazionali, pernottamenti italiani e stranieri, spesa turistica, per supportare le imprese e le istituzioni nelle strategie turistiche. 

  • Il Gruppo Hera, nato dall’aggregazione di 11 aziende municipalizzate emiliano-romagnole, ha pubblicato il “Bilancio di sostenibilità 2019”, esponendo il percorso compiuto per la creazione di valore condiviso e il rispetto degli obiettivi dell'Agenda Onu 2030, con un focus sul cambiamento climatico.  

  • Si è svolta il 27 e il 28 aprile la premiazione della quindicesima edizione del concorso Giornalisti nell’erba, premio rivolto ai giovani interessanti a un’informazione centrata sullo sviluppo sostenibile. I temi sui quali i partecipanti al premio hanno lavorato sono stati: "Resilienza – Non abbocco. Resilienza all'emergenza climatica, ambientale, economica e sociale. Resilienza alla comunicazione difettosa e tossica”.
  • Il Consiglio dei ministri ha approvato il Def 2020, documento che riunisce le politiche economiche e finanziarie selezionate dal governo per ripartire dopo l’emergenza. “I sacrifici che gli italiani stanno sostenendo sono elevatissimi, le perdite umane assai dolorose, l’impegno di finanza pubblica senza precedenti” ha commentato Roberto Gualtieri, ministro dell’Economia e delle finanze. “Verranno sicuramente tempi migliori e l’Italia dovrà allora cogliere appieno le opportunità della ripresa mondiale con tutta la maturità, coesione, generosità e inventiva che ha mostrato in queste difficili settimane”.

  • Pubblicato il report “Using corporate reporting to strengthen sustainable development goals”, documento della Global reporting initiative (Gri), ong dedita alla rendicontazione della performance sostenibili di aziende e organizzazioni private. Il documento individua cinque strumenti chiave tramite cui i Governi possono utilizzare il reporting aziendale per rafforzare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

  • Il Consiglio europeo ha recentemente pubblicato il documento “Una tabella di marcia per la ripresa. Verso un’Europa più resiliente, sostenibile ed equa”, per stimolare un piano di rilancio globale e di investimenti senza precedenti “che ci aiuteranno a rilanciare e a trasformare le nostre economie”, ponendo al centro del piano il Green deal, come strumento di ricostruzione dopo la crisi.

  • Il ministero dell’Istruzione e il ministero dell'Università e della ricerca hanno celebrato la Giornata mondiale del libro (23 aprile) ospitando sul proprio sito la maratona “I capolavori della letteratura”, con consigli di lettura per gli studenti. Durante la maratona, organizzata dalla fondazione De Sanctis, è intervenuta anche la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, così come numerosi artisti e scrittori.

  • La Csr management network, associazione di categoria che promuove visioni di impresa che includano buone pratiche di sostenibilità, ha inviato una lettera aperta al presidente del Consiglio Giuseppe Conte per richiedere scelte lungimiranti, capaci di indirizzare il Paese verso lo sviluppo sostenibile.

  • Online il documento di rendicontazione delle attività “Unipolis in numeri 2019”, testo che racconta le attività realizzate dalla fondazione Unipolis durante l’anno passato, perseguendo obiettivi di crescita culturale, sociale e civica delle comunità, che ha coinvolto anche numerosi stakeholder di riferimento.
  • Ministero dell’Ambiente: via libera a 102 milioni di euro per gli interventi di miglioramento della qualità dei corpi idrici in tutto il territorio nazionale, a cura delle Autorità di bacino distrettuali. Oltre 101 milioni saranno investiti nelle attività delle Autorità di distretto, mentre il restante importo, circa 530mila euro, per la realizzazione di un progetto che porterà alla definizione del Bilancio idrologico nazionale, con il coinvolgimento dell’Ispra.


Prossimi eventi
 

3 maggio 

  • Giornata mondiale della liberà di stampa: in occasione di questa giornata proclamata dall’Onu, le Nazioni unite ricordano ai governi il dovere di sostenere e far rispettare la libertà di parola sancita, dall'Articolo 19 della Dichiarazione universale dei diritti umani.

4 maggio

  • Diem25 Tv, canale social del movimento politico transnazionale Diem25, organizza il webinar "Yanis Varoufakis: Another Now", in cui l'economista Yanis Varoufakis dialogherà con Enrico Giovannini, portavoce dell'ASviS.

7 maggio

  • La Florence school of regulation in collaborazione con il Policy outreach committee di Eaere, organizza il webinar "Covid-19, global climate policy and carbon markets", per promuovere un dialogo più integrato tra mondo accademico e politico, fornendo consulenza e supporto ai responsabili politici e alle istituzioni dell'UE nella progettazione interventi politici sul mercato energetico.

  • Torna il Salone della csr e dell’innovazione sociale con la nuova tappa di Trento. L'incontro si concentrerà sulla "Responsabilità sociale in Trentino tra imprese e comunità", raccontando anche le storie di giovani imprenditori che hanno dato vita a progetti di valore sociale o ambientale.

8 maggio

14 maggio

  • Il Centro euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici organizza il webinar "Insights from the Coacch project II", secondo appuntamento per illustrare gli obiettivi del progetto Coacch (Co-designing the assessment of climate change), nato per produrre una migliore valutazione dei costi economici dei cambiamenti climatici in Europa, fornendo risultati che siano di uso diretto per gli utenti finali della ricerca, del business, comunità di investimento e politica.



Giovedì 30 Aprile 2020
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