Istanbul, Il Cairo, Barcellona e Roma sono le città del Mediterraneo che utilizzano le risorse ambientali in maniera meno sostenibile. La categoria di consumo che incide di più sulla natura è quella alimentare.
A causa dei cambiamenti climatici, le regioni europee si trovano ad affrontare l’innalzamento delle temperature ed eventi meteorologici più estremi. Bisogna adottare strategie migliori e più flessibili per ridurre le conseguenze catastrofiche.
Le temperature del 2016 hanno superato di 1,1°C quelle dell’era preindustriale, dice il Goddard Institute for Space Studies della Nasa. In Italia potrebbero aumentare di 3°C entro fine secolo.
Le misure per la riduzione dell’inquinamento urbano italiano riguardano soprattutto il settore dei trasporti e il riscaldamento domestico. Sia le istituzioni che i cittadini sono chiamati a metterle in atto.
L’influenza dell’accordo di Parigi sulla “climate finance”, le migliori politiche per attrarre investimenti privati e infine il ruolo delle organizzazioni multilaterali: ecco i temi delle conferenze online di Buchner, Knowles, Grossmann.
Secondo l’indice elaborato da Germanwatch, l’Honduras, il Myanmar e Haiti sono i Paesi che hanno subito le conseguenze più gravi derivanti da eventi metereologici estremi nell’ultimo decennio.
Nel convegno "Policy roundtable on Climate - Induced Migration" organizzato dalla Commissione Ue e della Fondazione Eni Enrico Mattei sono stati discussi gli aspetti più urgenti, le caratteristiche del fenomeno e le risposte politiche e internazionali.
La Cop 22 ha discusso di climate finance e dei meccanismi di revisione dei programmi enunciati per il decennio 2020-2030, sulla spinta dell’entusiasmo per la rapida ratifica dell’Accordo di Parigi e nonostante le notizie dagli Usa.
Gli impegni assunti finora non ci avvicinano all’obiettivo di un aumento della temperatura limitato a 1,5 gradi, dice un documento Focsiv. E le limitazioni attribuite ai Paesi in via di sviluppo sono eccessive rispetto alle loro responsabilità storiche.
L’Atlante è stato presentato alla Cop 22 di Marrakech. Illustra le variabili climatiche di base nell’arco di un cinquantennio, in una griglia georeferenziata e si inserisce in un programma di ricerca per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030.



































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