L'ultimo studio del Global Carbon Project e della University of East Anglia mostra come le emissioni da combustibili fossili siano in netta diminuzione, nonostante in alcune zone chiave si veda una buona crescita economica.
L’Ue ha realizzato notevoli progressi in materia di decarbonizzazione, ma gli sforzi non sono sufficienti per raggiungere i suoi obiettivi nel lungo termine. Occorre introdurre politiche specifiche per settore, a cominciare da industria e trasporti.
Un bambino su sette vive in aree in cui l'inquinamento dell'aria è superiore di sei volte agli standard internazionali fissati dall’Oms, rischiando di contrarre malattie polmonari. A rivelarlo è il nuovo rapporto dell’Unicef.
Due giorni di riunioni plenarie e sessioni tematiche per discutere della green economy italiana in Europa e nel mondo, con un’analisi delle prospettive di sviluppo nel breve e lungo termine e nuove proposte.
Sono 385mila le imprese italiane che dal 2010 ad oggi hanno scommesso sulle tecnologie verdi, creando nuove opportunità di lavoro, in totale il 13,2% degli occupati. I green jobs sono la migliore risposta alla crisi, dice il Rapporto GreenItaly.
Gli Stati che hanno ratificato la COP 21 discuteranno le misure per ridurre le emissioni e per finanziare i Paesi in via di sviluppo tra il 2020 e 2030.
Il Senato ha approvato in via definitiva il ddl di ratifica di Cop 21 che era già stato licenziato dalla Camera il 19 ottobre. Ora l'Italia, dopo aver depositato gli strumenti di ratifica all'Onu, potrà partecipare da protagonista alla conferenza di Marrakech.
Nel 2015 la concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera ha superato stabilmente per la prima volta la soglia di 400 parti per milione, dice l’Organizzazione metereologica mondiale. E Il livello raggiunto non scenderà per molte generazioni.
La Camera dei Deputati ha dato il via libera al disegno di legge di ratifica di COP21. Ora serve una tempestiva approvazione anche dal Senato della Repubblica, per permettere all'Italia di partecipare alla prossima Conferenza di Marrakech del 4 novembre
Per l'Agenzia europea per l'ambiente il rischio nel non cominciare a dismettere le vecchie centrali energetiche alimentate da combustibili organici è quello del "carbon lock-in", ovvero ostacolare la transizione verso uno sviluppo delle fonti rinnovabili.



































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