Occupazione in crescita, ma salari e precarietà frenano il lavoro dignitoso
6 Novembre 2026
La situazione in Italia
L’occupazione continua a crescere, ma avere un lavoro non significa necessariamente essere al riparo dalla povertà. Nel 2025 il numero degli occupati ha superato i 23,7 milioni, 185mila in più rispetto all’anno precedente. Il tasso di occupazione tra i 15 e i 64 anni ha raggiunto il 62,5%, il valore più alto dall’inizio delle serie storiche Istat, ma ancora 8,5 punti sotto la media europea. Allo stesso tempo, il 10,2% degli occupati è a rischio di povertà, contro l’8,3% nell’Unione europea. È il quadro che emerge dal Rapporto ASviS 2026 per il Goal 8 “Lavoro dignitoso e crescita economica”.
Nel complesso, il Goal registra progressi limitati tra il 2010 e il 2025, ma un miglioramento più marcato nell’ultimo anno, grazie soprattutto alla diminuzione del part-time involontario e dei giovani che non studiano, non lavorano e non seguono percorsi di formazione (Neet). Resta però lontano l’obiettivo europeo del 78% di occupazione entro il 2030: nel 2025 il tasso italiano tra i 20 e i 64 anni è al 67,6% e, secondo l’ASviS, il ritmo attuale non consentirà di raggiungere il traguardo.
A pesare sulla qualità del lavoro sono soprattutto le basse retribuzioni e la diffusione del lavoro atipico. Nel 2025 i salari reali sono aumentati dell’1%, ma restano inferiori del 3% rispetto al 2019. Il lavoro a tempo determinato involontario interessa l’11,3% degli occupati, contro il 6,4% nell’Ue, mentre il part-time involontario è più che doppio rispetto alla media europea (8,5% contro 3,3%). Tra i 25 e i 34 anni, inoltre, il 21,8% degli occupati ha un contratto a termine, contro il 16,6% nell’Ue.
Persistono forti disuguaglianze di genere, generazionali e territoriali. Nel 2025 le donne inattive con almeno 15 anni sono quasi 15 milioni, circa cinque milioni in più degli uomini. Diminuisce, invece, la quota di giovani Neet tra i 15 e i 29 anni, scesa al 13,3%: se la tendenza proseguirà, l’Italia potrà raggiungere l’obiettivo di scendere sotto il 9% entro il 2030. Restano inoltre marcati i divari tra Nord e Mezzogiorno, nonostante una graduale riduzione delle differenze.
Alle difficoltà di accesso e di qualità del lavoro si aggiungono quelle delle imprese nel reperire personale, soprattutto nelle professioni tecniche e ad alta qualificazione. Un’altra criticità riguarda il lavoro irregolare, che nel 2023 ha coinvolto circa 3,13 milioni di unità di lavoro equivalenti a tempo pieno, e sulla frammentazione della contrattazione collettiva, che può favorire una pressione al ribasso sulle retribuzioni e sulle condizioni di lavoro.
Sul fronte delle politiche pubbliche, il Rapporto valuta positivamente l’attuazione del Pnrr e del Programma nazionale Giovani, Donne e Lavoro 2021-2027. Tra gli interventi normativi segnala il decreto-legge n. 62 del 2026, convertito nella legge n. 112 del 25 giugno, che introduce misure su salari, incentivi all’occupazione, contrasto al caporalato digitale e lavoro tramite piattaforme. Sono inoltre proseguite le iniziative per rafforzare le politiche attive, attraverso il programma Garanzia di occupabilità dei lavoratori (Gol), il Sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa (Siisl) e il potenziamento dei percorsi di formazione e orientamento.
Proposte per la prossima legislatura. E non solo
Definire un quadro nazionale per il lavoro dignitoso, con obiettivi misurabili, responsabilità chiare e strumenti di monitoraggio, per coordinare le politiche del lavoro e migliorarne l’efficacia
Adottare una Strategia nazionale per l’occupazione giovanile, favorendo il passaggio dalla formazione a un lavoro stabile e di qualità e rafforzando il coordinamento degli strumenti esistenti
Rafforzare le tutele e la partecipazione dei lavoratori e delle lavoratrici, garantendo formazione continua e un ruolo effettivo della contrattazione collettiva nella gestione delle trasformazioni tecnologiche e organizzative
Rivedere l’Assegno di inclusione (Adi), superando un’impostazione prevalentemente categoriale e intervenendo sulle criticità relative alle soglie di accesso e agli importi, anche attraverso la loro indicizzazione
Contrastare la povertà minorile, rafforzando un sistema integrato di sostegni economici e servizi sociali, educativi e sanitari
Promuovere la formazione sull’intelligenza artificiale nella pubblica amministrazione, introducendo piani obbligatori di alfabetizzazione e aggiornamento differenziati in base alle competenze e alle responsabilità del personale
La situazione in Europa
Nell’Unione europea il Goal 8 registra un miglioramento di quasi otto punti nel periodo 2010-2024, con flessioni soltanto nel 2012 e nel 2020, in corrispondenza delle crisi economica e sanitaria. A trainare i progressi sono soprattutto l’aumento del tasso di occupazione, cresciuto di 9,1 punti percentuali, e la diminuzione di 4,4 punti della quota di giovani Neet. Tra il 2015 e il 2023 si è inoltre ridotto il divario tra i Paesi membri, grazie soprattutto ai progressi di quelli che partivano da livelli inferiori alla media europea. Rimangono tuttavia differenze significative, come dimostrano i ritardi dell’Italia nell’occupazione femminile, nella partecipazione dei giovani al mercato del lavoro e nella diffusione di forme di occupazione stabile e di qualità.
La situazione nel mondo
Le tensioni geopolitiche e commerciali continuano a pesare sulle prospettive di crescita economica mondiale, provocando interruzioni delle catene di approvvigionamento, volatilità dei prezzi dell’energia e aumento dei costi per le imprese. Nel 2025 il tasso di disoccupazione globale si è attestato al 4,9%, un livello storicamente basso. Questo dato nasconde però profonde fragilità: il lavoro informale continua a rappresentare il 57,9% dell’occupazione mondiale, una quota sostanzialmente invariata dal 2015. L’accesso a un’occupazione dignitosa resta inoltre segnato da forti disuguaglianze, soprattutto a svantaggio delle donne e dei giovani. A livello globale un giovane su cinque è Neet, a conferma delle difficoltà nel garantire opportunità lavorative inclusive e di qualità.