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La disuguaglianza digitale è una questione da risolvere al più presto, dato che tre miliardi di persone nel mondo rimangono offline. Nel 2021 l’Italia aumenta la copertura della rete Gigabit alle famiglie, posizionandosi in linea con l'obiettivo prefissato, mentre nel 2020 ha fatto progressi insufficienti per quanto riguarda la spesa in ricerca e sviluppo.

Approfondimenti

Il World future day 2020 e la conversazione globale del Millennium project

A cura di Mara Di Berardo, co-chair Mp Italia, assegnista di ricerca Iac Cnr

In occasione del settimo Wfd, il Mp ha organizzato una conversazione online in cui esperti di studi di futuri, opinion leader globali e pubblico generale hanno condiviso idee su come costruire un futuro migliore.
13 marzo 2020

Il World future day (Wfd) è il primo marzo di ogni anno, per il settimo anno consecutivo. Il Millennium project (Mp) ha organizzato una conversazione aperta di 24 ore online attorno al mondo per celebrarlo. Esperti di studi di futuri, i cosiddetti futures studies, opinion leader globali e pubblico generale hanno condiviso idee su come costruire un futuro migliore in una conversazione rilassata, aperta e senza agenda che esplora i mondi di domani. Il Mp, un think tank globale partecipativo di previsione sociale, ha ospitato l’evento 2020 sulla piattaforma Zoom in collaborazione con l’Association of professional futurists (Apf), Humanity+, il Global futures literacy network dell’Unesco, la World academy of art and science (Waas) e la World futures studies federation (Wfsf). Anche in Italia si è cercato di creare interesse per motivare il futures thinking, il pensiero sui futuri: l’evento è stato promosso dal Nodo italiano del Mp che si è offerto di facilitare la sessione dell’Europa centrale assieme a Jerome Glenn, Ceo del Mp, Jejel Ezzine, chair del Nodo Mp Tunisia, e Heiner Benking, consulente per Youth4Planet e altre non-profit. Le attività sono state, inoltre, supportate anche dall’Italian institute for the future

La conversazione è iniziata il primo marzo 2020 a mezzogiorno in Nuova Zelanda e si è mossa verso ovest ogni ora. In Europa centrale, e quindi in Italia, si è collegato anche Vint Cerf, pioniere americano di internet: è conosciuto come uno dei suoi fondatori assieme a Bob Kahn per l’invenzione del protocollo Tcp/Ip e l’architettura di internet. Durante il Wfd 2020 si è discusso anche di cambiamento climatico, istruzione e apprendimento, guerra di informazione, next technologies, etica e futuro dell’umanità e molti eventi, attività e report di ricerca sono stati condivisi nella piattaforma.

Il cambiamento climatico, con l’aumento di temperatura, la riduzione di ossigeno e l’acidificazione negli oceani, è un problema a lungo termine molto serio, dicono i partecipanti al Wfd, e influenzano anche altre sfide globali, come ad esempio conservare equilibrio tra crescita della popolazione e risorse disponibili, fonti energetiche sostenibili e sicure e accesso all’acqua potabile. Il network Global catastrophic risk institute monitora il rischio catastrofico globale e la Fondazione Lifeboat supporta la sopravvivenza umana incoraggiando il progresso tecnologico. Il Programma city resilience è una partnership tra la Banca mondiale e la Global facility for disaster reduction and recovery per la resilienza a disastri naturali e sociali a livello cittadino, in cui rientra il rischio legato a nuove pandemie. Questi temi saranno indirizzati anche nella Conferenza internazionale sugli oceani delle Nazioni unite a Lisbona, 2-6 giugno. Siamo però di fronte a un problema culturale più che tecnico, dicono i partecipanti al Wfd, perché esistono già molte soluzioni. Ad esempio, qualcuno in Australia propone che i fondi per sviluppare l’agricoltura da acqua salata lungo le coste siano reperiti dal trading delle emissioni (cap-and-trade). Le alghe, uno dei prodotti di questa agricoltura, potrebbero diventare materia prima per carne pura basata su cellule. Ciò vorrebbe dire sviluppare contemporaneamente tre azioni per contrastare il riscaldamento climatico, indirizzando anche altre sfide in un singolo mega progetto: agricoltura da acqua salata, carne senza animali, cap-and-trade. Ma manca la volontà di agire per applicare queste soluzioni.

Purtroppo, non ci insegnano a collaborare con persone ed idee diverse, si dice durante il Wfd. Un’azione chiave è la collaborazione tra autori di musica, film e tv: anche le arti possono cambiare cultura e volontà pubblica. Istruzione e apprendimento dovrebbero accrescere intelligenza, conoscenza e saggezza umana abbastanza da affrontare le sfide globali dell’umanità. L’informatica quantistica potrebbe cambiare il nostro pensiero: dal semplicistico pensiero binario bianco/nero individuale a un approccio integrato e collettivista al cambiamento climatico. I sistemi educativi non dovrebbero occuparsi solo di educazione stem (scienza, tecnologia, ingegneria, matematica), ma anche di creatività, arte e valori condivisi, educando ai valori democratici, all’uguaglianza, alla tolleranza, alla pace e al senso civico. Dovrebbero anche formare al pensiero critico, dice Vint Cerf, per riconoscere la disinformazione e percorsi fraudolenti di informazione. Tutti noi dovremmo imparare a valutare ciò che vediamo: gli algoritmi possono fallire nell’identificare l’informazione, ma gli esseri umani, in collaborazione con algoritmi di intelligenza artificiale, possono fare meglio. Dove non arrivano gli algoritmi, dovremmo ricorrere al pensiero critico: porci domande, avere prove di conferma, analizzare con razionalità similmente al processo scientifico, conciliando l’evidenza empirica con il senso comune. Il processo scientifico è la migliore approssimazione che abbiamo della realtà. La citizen science, la scienza dei cittadini, in cui il pubblico partecipa al processo scientifico con vari gradi di partecipazione, aiuta ad apprendere i contenuti oggetto di ricerca e anche il funzionamento del processo scientifico, sviluppando pensiero critico. Trasparenza, partecipazione, inclusione e responsabilità nei processi decisionali sono concetti chiave per la democratizzazione e l’intelligenza collettiva. Tiny revolutions in Nuova Zelanda utilizza le 15 sfide globali di fronte a cui si trova l’umanità come quadro di riferimento per coinvolgere gruppi di artisti, esperti dell’industria, attivisti e pubblico per definire e implementare piccole azioni dal forte effetto sociale. E2Glats lancia in Brasile un’iniziativa aperta per inventare nuovi modi di essere e nuove organizzazioni sociali. Auroville in India sta creando una città universale sostenibile dove uomini e donne possano vivere in pace e in armonia al di là di credo, politica e nazionalità.

La qualità delle democrazie nel mondo dipende anche dalla qualità delle informazioni ricevute dal pubblico (Glenn, Florescu, 2017). Purtroppo, non tutti sono a proprio agio in una società bene informata: rigettiamo spesso informazioni che non corrispondono alla nostra visione del mondo e crediamo alla disinformazione che vi corrisponde. Stiamo attraverso un enorme Test di turing, dice Vint Cerf durante il Wfd, perché al momento non siamo capaci di riconoscere la differenza tra disinformazione generata da computer e verità generata da esseri umani. La guerra di informazione manipola le informazioni considerate affidabili dai bersagli a loro insaputa, in modo che i bersagli prendano decisioni contro i propri interessi ma nell’interesse di chi conduce la guerra di informazione. Gli algoritmi non sono perfetti e abbiamo bisogno di metriche per capire come bilanciare perdita di informazione, frammentazione di conoscenza e bisogno di cancellare informazioni dannose per la sicurezza pubblica. È difficile identificare l’origine delle informazioni. Si può fare molto per indirizzare il problema senza i Governi, ma sono necessari accordi internazionali, norme che guidino i comportamenti su internet e sanzioni per chi causa danni attraverso la disinformazione. Il settore privato potrebbe condurre analisi predittive su enormi banche dati di disinformazione, elencare potenziali azioni da fronteggiare prima che accadano e abbinare i profili delle persone con i requisiti per contrastare le azioni, come accade con i profili delle persone abbinati ai prodotti degli inserzionisti. Si potrebbero anche definire sistemi di certificazione, ma potrebbero essere compromessi nel sistema e in chi le produce. Se non si metteranno in atto politiche adeguate per contrastare l’information warfare, potremmo ritrovarci in una società dove i confini tra ciò che è vero e ciò che non lo è sfumano sempre di più.

Pur dovendone indirizzare le criticità, permettere a tutti di accedere alle tecnologie di informazione e comunicazione globali, all’intelligenza artificiale, ai big data e al cloud computing è fondamentale. Anche se il digital divide si sta riducendo, il divario rispetto all’uso di applicazioni come l’intelligenza artificiale si sta ampliando, dicono i partecipanti al Wfd. Internet fu lanciato per connettere servizi informatici e persone: ora comincia a connettere luoghi e oggetti con l’internet of things. Vint Cerf conferma che internet è tecnicamente sostenibile anche con un aumento di nuova domanda di ampiezza banda. Il miglioramento della tecnologia potrebbe però aumentare i costi da sostenere per connetterci. Mentre proviamo a estendere internet a velocità sempre maggiori e in ogni luogo nel mondo, alcuni governi provano a chiudere la rete, cercando di controllarne e filtrarne i contenti, rischiando di frammentare il network. Con l’avvento del 5G sarà comunque difficile sfuggire a internet, che include inquinamento informativo. Gli utenti possono mettere in atto meccanismi di filtraggio per limitare il sovraccarico e selezionare fonti, contenuti e gruppi, ma questa è un’altra causa di frammentazione, della conoscenza invece che della rete globale unica aperta. Nel Wfd si discute anche di guerra cibernetica, che attacca computer, software e sistemi di comando e controllo, di come rendere internet più sicuro, migliorando i sistemi, e di come creare incentivi per autenticazione/identificazione forti per validare le fonti di informazione. Forse avremo bisogno anche di regole per la nostra Ia digitale, i nostri avatar o gemelli digitali che restano dopo la nostra morte. Chi è responsabile per ciò che essi fanno? Cosa accade se commettono un cyber-crimine o guadagnano una fortuna?

Le Next technologies (Nt, Glenn, 2019) includono intelligenza artificiale, distinta in debole, forte e super Ia, e robotica ma anche biologia sintetica e genomica, stampa 3D/4D e biostampa, internet of things, intelligenza umana aumentata, telepresenza e comunicazioni olografiche, droni e altri veicoli autonomi, nanotecnologia, scienze computazionali, realtà virtuale e aumentata, blockchain, cloud analytics, informatica quantistica, intelligenza collettiva e tutte le loro future sinergie. Le Nt potrebbe renderci umani aumentati che vivono come tecnologie coscienti e perseguono l’autorealizzazione. Ma queste tecnologie potrebbero condurci anche verso un futuro di disperazione sociale. I notiziari trasmettono il peggiore comportamento umano possibile ogni giorno, quindi molti pensano che il futuro stia peggiorando. Per alcuni partecipanti al Wfd è più facile immaginare apparecchi futuri migliori piuttosto che esseri umani migliori: ad esempio, Star trek mostra qualsiasi tipo di tecnologia all’avanguardia ma poco miglioramento tra gli umani. Invece di ostentare soltanto dibattiti parlamentari irrispettosi in cui non ci si ascolta, i partecipanti suggeriscono di mostrare anche video di discussioni corrette in diversi tipi di famiglie, imparando da queste coloro con cui siamo in disaccordo. Il Festival for the future a Wellington, 24-26 luglio, esplorerà l’avanguardia dell’innovazione e della leadership per indirizzare le sfide globali con direttori, imprenditori, studenti e oltre milleduecento delegati dalla regione Asia-Pacifico. La conferenza TransVision a Madrid, 16-19 ottobre, discuterà di estensione della longevità, intelligenza artificiale, valorizzazione umana ed altre tecnologie e trend futuri. Gran parte dei programmi di fantascienza mostra futuri negativi. Se non impariamo a contrastare le principali sfide di fronte a cui si trova l’umanità, anche alcuni scenari mostrano un nuovo ordine mondiale deteriorato in una combinazione di stati-nazione, mega-aziende, milizie locali, gruppi terroristici e crimine organizzato (Glenn, 2019). In risposta a queste possibilità, Learning minds e Singularity University condividono scenari e visioni ottimistiche. Anche lo scenario “Se gli uomini fossero liberi - L’economia dell’autorealizzazione” dello studio "Work/Tech 2050" del Mp è positivo e la campagna #happy2050 è stata sviluppata per stimolare visioni positive.

Per raggiungere uno scenario positivo per il futuro è però urgente accordarsi sull’etica, dicono i partecipanti al Wfd, specialmente per le evoluzioni dell’intelligenza artificiale, come recentemente sottolineato dall’accordo promosso dal Vaticano sulla materia. Considerazioni etiche dovrebbero essere incorporate in maniera più sistematica nelle decisioni globali anche per ridurre il divario tra ricchi e poveri. Durante il Wfd si discute di eventuali differenze tra nord e sud del mondo rispetto a internet e altre tecnologie. Secondo alcuni, queste differenze sono ancora molto forti e c’è bisogno di collaborazione per attivare il sud. Non è sufficiente portare tecnologia, norme e standardizzazione o sviluppare capacità senza avere la possibilità di vivere l’esperienza in termini di soluzioni e strategie. Bisogna colmare i divari indirizzando le sfide globali, con metafore, nuove narrative e una dimensione di apprendimento che renda parte del processo di costruzione. Secondo altri, invece, oggi sono presenti meno disuguaglianze tra nord e sud: le sfide sono globali e si dovrebbe in realtà capire quali sono le aree in cui si converge per indirizzarle meglio insieme. Considerazioni etiche potrebbero incoraggiare anche lo sviluppo di economie di mercato etiche, magari seguendo il concetto giapponese di autosviluppo ikigai suggerito durante il Wfd: un prisma per vedere potenzialmente come portare soddisfazione, felicità e significato alla vita, “felicità nell’essere impegnati”. Zebras unite è un network globale di imprenditori, finanziatori e investitori e altri alleati che chiede un movimento più etico, inclusivo, collaborativo, distributivo e sostenibile per trasformare la cultura prevalente delle startup e del capitale del rischio. Un’altra iniziativa che esplora nuovi approcci al capitale è Future capital che mira a ristabilire la giusta relazione tra coscienza del capitale come forza creativa e risorsa costruttiva. Holochain vuole essere un’alternativa alla blockchain e MetaCurrency esplora nuovi concetti di benessere. Il Nordic wealth movement cerca di guidare la transizione dalla cura delle malattie alla salute preventiva, per assicurare longevità ai nostri sistemi sanitari e una maggiore qualità di vita.

Le sfide di fronte a cui si trova l’umanità sono transnazionali e interconnesse, come ci dice lo studio “Lo Stato del futuro 19.1” del Mp e come si evince dalle discussioni portate avanti durante il World future day. Queste sfide rendono necessarie soluzioni trans-istituzionali e un processo decisionale che integrino la previsione sociale globale in tempi di rapide trasformazioni senza precedenti.


Nella sezione “approfondimenti” offriamo ai lettori analisi di esperti su argomenti specifici, spunti di riflessione, testimonianze, racconti di nuove iniziative inerenti agli Obiettivi di sviluppo sostenibile. Gli articoli riflettono le opinioni degli autori e non impegnano l’Alleanza. Per proporre articoli scrivere a redazioneweb@asvis.it. I testi, tra le 4mila e le 10mila battute circa più grafici e tabelle (salvo eccezioni concordate preventivamente), devono essere inediti.

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