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LOTTA CONTRO IL CAMBIAMENTO CLIMATICO

Adottare misure urgenti per combattere il cambiamento climatico e le sue conseguenze

Nel 2017 la concentrazione di CO2 in atmosfera ha raggiunto nuovi livelli record, più di 405,5 ppm (parti per milione), pari al 146% dei livelli pre-industriali Negli ultimi 10 anni sono presenti i sei anni più caldi di sempre, cinque di questi registrati dal 2015 in poi. Tornano ad aumentare le emissioni gas serra dell’Italia dal 2014. Tre quarti di queste provengano dal settore produttivo, mentre il resto è causato dai consumi familiari.

Notizie

Le città italiane e la transizione ecologica: a che punto siamo

Snpa offre un’inedita analisi dell’evoluzione della vivibilità, circolarità e resilienza ai cambiamenti climatici dei principali capoluoghi italiani. Criticità particolarmente rilevanti per perdite idriche e suolo.    6/7/22

Il 4 luglio 2022, il Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (Snpa) ha presentato il rapporto Città in transizione: i capoluoghi italiani verso la sostenibilità ambientale”: una prima sperimentazione in termini di valutazione integrata della qualità dell’ambiente urbano nelle 20 città capoluogo e Bolzano, nell’ultimo quinquennio. 

È nei contesti urbani che si giocano molte delle sfide ambientali, soprattutto in un Paese urbanizzato come l’Italia: dal cambiamento climatico, al passaggio da un’economia lineare a quella circolare, fino alla crisi del rapporto uomo-ambiente. Il documento “città-centrico” analizza l’evoluzione nel tempo dei molteplici temi ambientali che regolano la vita quotidiana dei cittadini attraverso la prospettiva di tre differenti, ma interconnesse, chiavi di lettura: la vivibilità, che indaga il rapporto ambiente e salute; la circolarità, volta ad analizzare l’efficienza nell’uso delle risorse naturali, dei materiali e dell’energia; la resilienza ai cambiamenti climatici, finalizzata a mettere a fuoco la capacità della città di reagire e adattarsi ai cambiamenti del clima.

L’obiettivo principale di questa analisi è di comporre un quadro complessivo in grado di orientare al meglio gli amministratori locali sia nell’implementazione che nella verifica degli interventi e delle politiche di sostenibilità ambientale. 

Dall’analisi dei risultati emerge un quadro eterogeneo che rispecchia le differenti realtà urbane, ma si possono evidenziare alcune tendenze che accomunano buona parte dei territori osservati.
Per evidenziare il legame con gli obiettivi di sostenibilità ambientale, il report ha provato a dare una lettura dei risultati con riferimento ai Goal e/o Target di riferimento dell’Agenda Onu 2030.


LEGGI LA NEWS SUL POSITION PAPER "INFRASTRUTTURE VERDI URBANE E PERIURBANE" ELABORATO DAL GDL ASVIS SUL GOAL 11


Vivibilità. 

  • La qualità dell’aria (Target 11.6) sembra mostrare qualche segnale positivo, con tendenze di particolato atmosferico (PM10) e biossido di azoto (NO2) in decrescita statisticamente significativa in molti dei capoluoghi monitorati. Meno favorevole è la situazione relativa all’ozono (O3). I valori di riferimento per l’esposizione a breve e/o a lungo termine a tutti gli inquinanti sopra menzionati, aggiornati nel 2021 dall’Oms, vengono comunque superati in tutti i capoluoghi monitorati.
  • La percentuale delle acque reflue depurate conformi ai parametri di emissione (Target 6.3) presenta una situazione di sostanziale stabilità su valori pressoché ottimali nella maggior parte dei comuni analizzati. Tendenze al miglioramento si registrano a Venezia (che però permane su percentuali basse), Trieste, Genova, Ancona, Firenze e Perugia. Le situazioni più critiche riguardano Catanzaro e Palermo.
  • È senza dubbio il settore della mobilità e dei trasporti (Target 3.6Target 11.2) quello che fa registrare i più evidenti progressi negli ultimi anni all’interno della chiave di lettura della vivibilità. Sul fronte dell’offerta di mobilità dolce/attiva si registrano progressi importanti nella maggior parte delle realtà osservate. Per quanto riguarda la densità delle piste ciclabili, Torino, Milano e Bolzano mostrano i quadri più virtuosi; relativamente alla disponibilità di aree pedonali, è di gran lunga Venezia a primeggiare, favorita dalla sua particolare conformazione geografica.
  • Sul fronte del verde pubblico (Target 11.7), considerato nella chiave di lettura della vivibilità per i benefici psico-fisici che esso offre ai cittadini, si riscontra una situazione di sostanziale stabilità, con una densità di verde pubblico che spesso non supera il 5% del territorio comunale, e con valori massimi di circa il 30% a Trento, dotata naturalmente di un importante patrimonio boschivo.
  • Una problematica presente nel territorio delle nostre città è rappresentata dai sinkholes antropogenici (Target 11.5Target 1.5), ovvero sprofondamenti del suolo che provocano la formazione di voragini di dimensioni metriche anche considerevoli. Torino, Milano, Genova e Bologna, nel Nord del Paese, Roma e Perugia nel Centro, Cagliari, Napoli, Bari e Palermo nel Sud sono i comuni che hanno fatto registrare il numero più elevato di questi eventi nell’ultimo decennio. Con 100 eventi l’anno di media e un totale di 1.088 eventi dal 2010 è Roma ad aver conquistato il titolo di capitale delle voragini d’Italia e d’Europa, complice  anche l’elevata estensione del suo territorio.

 


LEGGI LA NEWS SUL POSITION PAPER "LA QUALITÀ DELL'ARIA" ELABORATO DAL GDL ASVIS SUL GOAL 11


Circolarità 

  • Se l’accesso all’acqua potabile sicura e alla portata di tutti è certamente un obiettivo garantito in tutte le nostre città, è il livello dei consumi idrici (Target 6.1) l’indicatore da osservare nell’ottica della circolarità. Nel campione analizzato si registra una generale tendenza alla diminuzione dell’acqua erogata pro capite, fatta eccezione per Campobasso (+40% circa), Aosta (+10% circa) e Potenza (+7% circa).
  • I progressi evidenti per il settore della mobilità e dei trasporti si prestano anche in chiave di lettura di circolarità (Target 11.2).  La percentuale di auto elettriche e ibride su parco auto totale è, infatti, l’unico indicatore con tendenza positiva più o meno consistente in tutto il campione; i progressi più significativi si registrano a Bologna e a Milano. A controbilanciare questo segnale positivo, si denota ancora per molti comuni una riduzione del numero di passeggeri annui trasportati per abitante dal trasporto pubblico locale (Tpl) nel periodo 2011-2019, che descrive quanto sia ancora scarsa la propensione all’uso dei mezzi pubblici.
  • Sul fronte della perdita di aree agricole, naturali e seminaturali (Target 15.1) si rilevano tendenze perlopiù fluttuanti nella maggior parte del campione, con i massimi valori registrati a Roma.
  • Luce rossa per molti dei comuni analizzati sul fronte della percentuale di suolo consumato sul territorio comunale (Target 11.3Target 15.3). L’Aquila si attesta attorno al 5%, la più bassa percentuale tra i capoluoghi di regione, mentre con il 66% è Torino a detenere il valore massimo nel campione analizzato, indice di una configurazione spaziale tendente alla saturazione.
  • Tendenze alla crescita, più o meno rilevanti, per la percentuale della raccolta differenziata (Target 11.6Target 12.5), con segnali positivi in tutti i capoluoghi. Trento (82%) si rivela il capoluogo stabilmente più virtuoso, seguito da Perugia, unico comune a superare il 70% nel 2019. Palermo si attesta, invece, ancora su valori al di sotto del 20% (17,4%), pur  facendo registrare un aumento nel periodo pari a circa +115%.

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Resilienza 

  • Le perdite idriche totali (Target 6.4) rappresentano un problema atavico delle reti comunali italiane. Dall’analisi dei dati, infatti, si evince come siano elevate le inefficienze del sistema con perdite idriche totali nella rete di distribuzione in taluni casi anche molto gravose con valori che nel 2018 superano il 50% a Catanzaro (57,8%), Campobasso (56,8%) e Cagliari (54,7%).
  • L’indicatore superficie vegetata su superficie urbanizzata (Target 3.4), come molti degli indicatori afferenti alle infrastrutture verdi, mostra sostanzialmente una situazione di stabilità per tutti i comuni. Con circa il 70% di superficie vegetata su superficie urbanizzata Potenza permane in tutto il periodo 2016-2020 il capoluogo con i valori più elevati nel campione, seguita da Perugia (69,8%) e L'Aquila (68%). Sono, invece, molto contenute le percentuali relative a Torino (29%), Napoli (34%), Milano e Cagliari (36%).
  • L’impermeabilizzazione dei suoli (Target 11.3), determinata ad esempio dalla copertura dei terreni con materiali di cemento o asfalto, è una delle più grandi problematiche delle città moderne. Nel periodo 2015-2020 è di gran lunga Roma a far registrare il più elevato valore complessivo di impermeabilizzazione di aree naturali e seminaturali (circa 96 ha), seguita da Venezia e Bari.

 In base all’analisi Snpa i modelli delle città vivibili, resilienti e circolari sono solo apparentemente tra loro disgiunti, ma nello scenario della realtà urbana del futuro sono fortemente interconnessi. 

Le sfide che attendono le città in tema di utilizzo delle risorse, salute dei propri abitanti, gestione dei rischi sono le chiavi per orientare i programmi di rigenerazione urbana verso la promozione del capitale naturale e del paesaggio, il miglioramento della fornitura dei servizi ecosistemici, la riqualificazione ambientale delle aree degradate. 

Trasversale a tutti i modelli è certamente l’obiettivo del contenimento del consumo di suolo, con il fine ultimo, e urgente, di raggiungere il target europeo del suo azzeramento e garantire una ripresa sostenibile dei nostri territori.

Leggi il documento

 

di Monica Sozzi

Lunedì 11 Luglio 2022

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