Disuguaglianze record e democrazia sotto pressione: l’Italia sempre più divisa
Nel nostro Paese cresce la ricchezza dei più abbienti mentre povertà, stagnazione salariale e disparità restano strutturali. Il rapporto Oxfam Italia fotografa un Paese fragile sul piano sociale e democratico. 23/01/26
Nell’ultimo anno la ricchezza dei miliardari italiani è cresciuta, in termini reali, di 54,6 miliardi di euro, pari a circa 150 milioni di euro al giorno. Il patrimonio complessivo ha così raggiunto i 307,5 miliardi di euro, concentrati nelle mani di 79 individui, contro i 71 del 2024. A metà del 2025, in Italia, il 10% più ricco delle famiglie deteneva una ricchezza oltre otto volte superiore a quella posseduta dalla metà più povera della popolazione. Un divario in netto aumento rispetto alla fine del 2010, quando il rapporto era di poco superiore a sei. È quanto merge da “Nel baratro della disuguaglianza. Come uscirne e prendersi cura della democrazia”, il rapporto di Oxfam Italia che fotografa le dinamiche globali della disuguaglianza con un focus specifico sul nostro Paese.
Il quadro internazionale non è meno allarmante. Nel 2025 la ricchezza dei miliardari a livello globale è aumentata del 16% in termini reali, i grandi patrimoni hanno così raggiunto il livello record di 18.300 miliardi di dollari. Da soli, i 12 individui più ricchi del pianeta possiedono 2.635 miliardi di dollari, una somma superiore alla ricchezza detenuta dalla metà più povera dell’umanità, oltre 4,1 miliardi di persone. “Siamo letteralmente di fronte alla legge del più ricco che sta portando al fallimento della democrazia: l’estremizzazione delle disuguaglianze corrode il patto di cittadinanza, disintegrando legami sociali, corresponsabilità e fiducia reciproca - ha affermato Roberto Barbieri, direttore generale di Oxfam Italia –. Molti governi, invece di contrastare le disuguaglianze, agiscono in difesa di una élite oligarchica, comprimendo i diritti e silenziando il dissenso della maggioranza della popolazione, che si trova ad affrontare condizioni di vita sempre più insostenibili. L’influenza sproporzionata che i super-ricchi esercitano sulla politica, sull’economia e sui media ha acuito le disuguaglianze e ci ha allontanato dalla lotta alla povertà. Nessuno Stato dovrebbe rimanere inerte perché la disuguaglianza economica e politica sta erodendo i diritti e la sicurezza dei cittadini a una velocità elevatissima”.
Italia sempre più disuguale
In un contesto globale segnato dall’aggravarsi delle disuguaglianze, l’Italia non rappresenta un’eccezione. Al contrario, secondo Oxfam, il Paese si inserisce pienamente in questa traiettoria. I dati sulla distribuzione della ricchezza sono infatti chiari. Tra dicembre 2010 e giugno 2025 la ricchezza nazionale netta è aumentata di oltre 2.000 miliardi di euro in termini nominali, ma l’incremento si è concentrato nelle mani delle famiglie più abbienti. Circa il 91% della nuova ricchezza è stato infatti assorbito dal 5% più ricco dei nuclei familiari, mentre alla metà più povera è andato appena il 2,7% dell’aumento complessivo. Oggi il top 5% delle famiglie italiane detiene quasi la metà della ricchezza nazionale.

A questa polarizzazione si affianca l’accumulazione del patrimonio, cresce infatti il “peso delle eredità” sul totale della ricchezza nazionale. Anche sul fronte dei redditi il quadro resta critico. Nel 2023 (ultimo anno con dati consolidati per la valutazione) la disuguaglianza nella distribuzione dei redditi netti è tornata a peggiorare, relegando l’Italia al 20esimo posto su 27 Paesi dell’Unione europea per livello di equità.
Per quanto riguarda l’azione politica su questi temi, i primi due anni del Governo Meloni restituiscono un quadro di sostanziale immobilità sul versante della povertà assoluta, sottolinea l’associazione. Nel 2024 oltre 2,2 milioni di famiglie, pari a 5,7 milioni di persone, vivevano con risorse mensili insufficienti per acquistare beni e servizi di prima necessità. Una situazione che pare destinata a proseguire nei prossimi anni, come indicano le stesse previsioni governative. Sul fronte del lavoro il recupero del potere d’acquisto dei salari resta lontano e la stagnazione salariale continua ad accompagnarsi alla crescita della disuguaglianza retributiva e del lavoro povero: tra il 1990 e il 2018, la quota di occupati a bassa retribuzione nel settore privato è salita dal 26,7% al 31,1%, un segnale strutturale di fragilità che ancora oggi non trova risposte efficaci.
Come uscire dal baratro della disuguaglianza: le proposte di Oxfam Italia
Oxfam Italia rivolge al Governo una serie di raccomandazioni che mirano a contrastare le disuguaglianze e rafforzare la coesione sociale. Al centro vi è la necessità di ripensare in modo strutturale le misure di contrasto alla povertà e all’esclusione lavorativa, garantendo a tutte le persone l’accesso a un reddito minimo di carattere universale.
Accanto a questo, Oxfam sollecita la definizione di politiche organiche per il diritto all’abitare, sostenute da investimenti pubblici adeguati e di lungo periodo, capaci di affrontare in modo sistemico l’emergenza casa. Viene inoltre sottolineata l’urgenza di rafforzare il contrasto al lavoro nero, e di introdurre un salario minimo legale. In questa prospettiva, il Rapporto richiama anche la necessità di subordinare l’accesso a incentivi e investimenti pubblici a precise condizionalità per le imprese, in modo da orientare le risorse verso modelli produttivi più equi e sostenibili.
Un secondo filone di raccomandazioni riguarda il sistema fiscale, con l’obiettivo di rafforzare l’equità. Oxfam propone l’introduzione di un’imposta progressiva sui grandi patrimoni e un aumento della tassazione sulle grandi successioni, insieme a una revisione del prelievo immobiliare che tenga conto delle profonde disuguaglianze patrimoniali esistenti. Allo stesso tempo, lo studio invita a escludere il ricorso a condoni e a dare nuovo impulso alla lotta all’evasione fiscale, in modo da recuperare risorse e ristabilire il patto di fiducia tra Stato, cittadini e cittadine.
