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CITTÀ E COMUNITÀ SOSTENIBILI

Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili

Attualmente nel mondo 828 milioni di persone vivono in baraccopoli, e il numero è in continuo aumento. In Italia la precarietà abitativa ha assunto ulteriore rilievo a causa dell’acuirsi della crisi sociale: la condizione di sovraffollamento nel 2021 riguarda il 28% della popolazione contro una media europea del 17,1%.

ASviS: le buone pratiche dei territori che rendono concreta l’Agenda 2030

Un documento dell’Alleanza racconta e analizza 216 buone pratiche territoriali. I progetti, diffusi in tutta Italia, trasformano gli Obiettivi di sviluppo sostenibile in azioni locali, tra innovazione sociale, ambientale e istituzionale. 12/02/26

giovedì 12 febbraio 2026
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In un contesto segnato da crisi climatica, crescenti disuguaglianze e rapide trasformazioni economiche e tecnologiche, le buone pratiche territoriali rappresentano risposte operative ai bisogni emergenti e, al tempo stesso, laboratori di innovazione sociale, ambientale e istituzionale.

Sono i territori, più delle dichiarazioni di principio, il vero banco di prova dello sviluppo sostenibile. È nelle città, nei piccoli Comuni, nelle aree interne e nelle comunità locali che gli Obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite si confrontano con la realtà, traducendosi in politiche pubbliche, progetti concreti e servizi capaci di incidere sulla vita quotidiana delle persone.

La raccolta “Le buone pratiche dei territori 2025/2026”, realizzata dall’ASviS in preparazione del Rapporto Territori 2025 presentato lo scorso dicembre, documenta e analizza questo patrimonio di esperienze. Il volume descrive nel dettaglio le 216 buone pratiche selezionate dalla Commissione giudicatrice – in forte aumento rispetto alle 125 dell’edizione precedente – offrendo una fotografia ampia e articolata dell’impegno diffuso di enti pubblici, imprese, fondazioni, organizzazioni del Terzo settore e comunità locali. Ne emerge il ritratto di un Paese che, spesso lontano dai riflettori, continua a sperimentare e a investire nella sostenibilità come percorso concreto e quotidiano.

Dall’adattamento al clima che cambia alla rigenerazione urbana, dall’educazione alla sostenibilità all’inclusione sociale, dalla gestione responsabile delle risorse naturali all’innovazione nei servizi pubblici, le iniziative censite coprono un ampio spettro di ambiti e dimostrano come la sostenibilità non sia un concetto astratto, ma una pratica radicata in molti territori.

Un elemento distintivo del documento è l’attenzione alla pluralità delle esperienze. Non esiste infatti un modello unico di “buona pratica”: i progetti descritti differiscono per scala, durata, strumenti e contesti territoriali, ma condividono la capacità di rispondere in modo efficace alle sfide dell’Agenda 2030. In molti casi si tratta di iniziative replicabili, costruite attraverso partenariati tra soggetti pubblici e privati; in altri, di progetti sperimentali che aprono nuove strade e offrono indicazioni preziose per l’evoluzione delle politiche pubbliche.

La risposta alla “call” sulle Buone pratiche 2025, aperta tra giugno e agosto dello scorso anno, rappresenta un segnale forte proveniente da un’ampia comunità resiliente, che continua a crescere nonostante i “venti contrari” che soffiano oggi sullo sviluppo sostenibile. Il dato qualitativo è altrettanto rilevante: il 96% delle candidature ha superato i criteri di selezione, a conferma della solidità e della maturità delle proposte. Molte iniziative hanno un orizzonte di medio-lungo periodo, sono rivolte ai giovani o direttamente guidate da loro e attribuiscono un ruolo sempre più centrale alla cultura e alle arti come leve di trasformazione sociale.

Valorizzare e raccontare queste esperienze significa riconoscere il ruolo strategico dei territori come motore della transizione ecologica e sociale. Significa anche mettere in rete conoscenze e competenze, favorendo la diffusione di soluzioni efficaci e l’apprendimento reciproco. In sostanza, come ricorda il documento, è “nel minuscolo che si nasconde il gigantesco”.

 

Consulta le Buone Pratiche presenti nel documento

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