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LOTTA CONTRO IL CAMBIAMENTO CLIMATICO

Adottare misure urgenti per combattere il cambiamento climatico e le sue conseguenze

Nel 2017 la concentrazione di CO2 in atmosfera ha raggiunto nuovi livelli record, più di 405,5 ppm (parti per milione), pari al 146% dei livelli pre-industriali Negli ultimi 10 anni sono presenti i sei anni più caldi di sempre, cinque di questi registrati dal 2015 in poi. Tornano ad aumentare le emissioni gas serra dell’Italia dal 2014. Tre quarti di queste provengano dal settore produttivo, mentre il resto è causato dai consumi familiari.

Notizie

Alta Sostenibilità: serve un cambio di passo per mantenere le promesse sul clima

Le occasioni del G20 e della Cop 26, gli impegni per la neutralità climatica, il ruolo della diplomazia. Il dibattito su Radio Radicale nella rubrica ASviS condotta da Manieri e Po, ospiti La Camera, Motta, Speroni. [Video]14/12/20

- Alta sostenibilità -

Nei mesi scorsi trenta Paesi hanno annunciato di voler raggiungere l’obiettivo della neutralità climatica al 2050. Ciò cambierebbe di molto le prospettive, riuscendo a contenere l’aumento medio della temperatura terrestre rispetto ai livelli preindustriali intorno a 2,1°C entro la fine del secolo. La dura realtà dei fatti però ci dice che ancora oggi si sta investendo di più in settori legati ai combustibili fossili rispetto a quelli legati alle energie rinnovabili, anche nella fase di ripresa post Covid-19. A distanza di cinque anni dalla firma dell’Accordo di Parigi, ci si chiede allora quali siano le prospettive in materia di clima ed energia, anche in vista della prossima Cop 26 che si terrà a Glasgow nel 2021.

Questi i temi al centro della puntata del 14 dicembre della rubrica ASviS “Alta Sostenibilità”, in onda ogni lunedì su Radio Radicale e condotta da Valeria Manieri e Ruggero Po, con gli ospiti Francesco La Camera (direttore generale Agenzia internazionale per le energie rinnovabili - Irena), Alessandro Motta (vice Ambasciatore a Londra ministro plenipotenziario, membro della Joint task-force Uk-Ita per la Cop26), e Donato Speroni (referente del segretariato ASviS nel Gruppo di lavoro sui Goal 7 su energia pulita e accessibile, e 13 sulla lotta al cambiamento climatico).

Ad aprire il dibattito è stato Donato Speroni, che ha esordito ricordando le buone notizie giunte sul fronte climatico a livello internazionale. “Sono stati presi alcuni impegni per arrivare all’obiettivo di emissioni zero entro il 2050, inoltre pochi giorni fa il Consiglio dei ministri europei ha raggiunto l’accordo per l’abbattimento delle emissioni del 55% al 2030, rispetto ai livelli del 1990. Ciò nonostante ci sono diverse difficoltà da affrontare”, ha aggiunto Speroni: “Il processo di decarbonizzazione non è infatti esente da problemi economici e sociali. Per tutelare i lavoratori che oggi operano in settori a rischio, bisogna fare il possibile per rispettare il principio della giusta transizione, tema che ci siamo posti anche come ASviS. Non è indolore passare dalle energie fossili alle rinnovabili: non lo è stato per esempio in Francia, dove è bastato un aumento del prezzo del gasolio per scatenare le proteste. Non dimentichiamo che ci sono diversi Paesi del mondo che dipendono per il loro Pil in modo rilevante dal petrolio. Insomma, siamo tutti a favore di un abbattimento delle emissioni ma abbiamo ben presente che non è facile. Il secondo tema è quello dell’adattamento. L’Ipcc ci ha avvertito che anche 2°C sono tanti, che ci saranno conseguenze notevoli sul piano sociale e non solo. Questo è un problema che va affrontato a livello internazionale. Infine”, ha concluso Speroni, “dobbiamo chiederci se sia stato fatto abbastanza per aiutare anche finanziariamente i Paesi in via di sviluppo, che aumenteranno i propri fabbisogni di energia, oppure se dobbiamo intensificare gli impegni”.

Donato Speroni, referente del Segretariato ASviS nel Gruppo di lavoro sui Goal 7 e 13

#AltaSostenibilità@RadioRadicale@Dospe: Anche mantenendo l’aumento medio di temperatura entro i 2°C andremo incontro a diversi impatti, dobbiamo affrontare il tema dell'adattamento a livello internazionale. Occorre poi chiederci se è stato fatto abbastanza per i #Pvs.

Francesco La Camera ha invece evidenziato come le misure di stimolo post-Covid da parte dei Paesi siano rappresentate da una quantità di risorse ancora legate alla “vecchia economia”, quella basata sui combustibili fossili anziché sulle rinnovabili. “Credo comunque sia ancora possibile raggiungere l’obiettivo di 1,5°C, ma il percorso è molto stretto e serve una leadership internazionale forte. Per ora siamo lontani dagli obiettivi e la situazione non è in linea con i target stabiliti a livello internazionale. E questo, nonostante diversi studi affermino che investire in rinnovabili, oltre a essere un vantaggio da un punto di vista ambientale, rappresenta anche un volano per creare posti di lavoro su scala globale”. La Camera si è poi soffermato su alcune possibili soluzioni al riscaldamento globale, tra cui l’idrogeno verde, uno dei temi climatici del momento, e sui Paesi in via di sviluppo. “L’Italia si sta dotando di una strategia per l’idrogeno verde e ciò è un buon segnale. Bisogna però aver chiaro che l’obiettivo non è far sostituire un combustibile con un altro, perché ciò non avverrà: l’idrogeno dovrà essere un complemento in un’economia de-carbonizzata basata sulle rinnovabili. Per quanto riguarda i Paesi in via di sviluppo, è importante riuscire a costruire in quei luoghi un tessuto economico industriale che generi quella capacità fiscale che consenta a quei Paesi di andare avanti”, ha concluso La Camera.


Francesco La Camera, direttore generale Irena

#AltaSostenibilità@RadioRadicale@flacamera@IRENA: Siamo ancora lontani dagli obiettivi climatici. Anche in risposta al #Covid_19 i governi stanno orientando una quantità maggiore di risorse finanziarie nel settore dei combustibili fossili rispetto a quello delle rinnovabili.

Infine, Alessandro Motta ha riflettuto sull’evoluzione del dibattito intorno al cambiamento climatico negli ultimi anni e si è interrogato sulle prossime occasioni a disposizione dei governi e delle diplomazie: “Dopo una fase iniziale di entusiasmo in materia di clima, la decisione americana di uscire dall’Accordo di Parigi ha generato una situazione di grave difficoltà e soprattutto ha reso più dubbiosi molti altri Paesi. Per fortuna ora però le cose sembrano cambiare, anche per via della vittoria di Biden. Non bisogna poi sottovalutare che il rinvio della Cop 26 collocherà questo grande evento in una data strategica il prossimo anno. Saremo infatti al culmine del G20 e del G7, rispettivamente a presidenza italiana e britannica, le due nazioni che organizzeranno anche la Cop di Glasgow. Italia e Regno Unito avranno dunque un ruolo determinante nell’azione climatica. Faccio notare che anche il calendario degli eventi dei summit è stato costruito per arrivare alla Cop con un impegno consolidato sul clima”.

Alessandro Motta, vice ambasciatore a Londra Ministro Plenipotenziario, membro della Joint Task-Force Uk-Ita per la Cop26

#AltaSostenibilità@RadioRadicale@MottaIT@ItalyinUK: Con le presidenze #G20 e #G7 Italia e Regno Unito avranno un ruolo determinante nell’azione climatica. Gli eventi dei due summit sono stati costruiti per portare a un impegno consolidato sul clima in ottica #COP26.

 

Vai all'archivio delle puntate di Alta sostenibilità, la trasmissione di ASviS a cura di Valeria Manieri ed Elis Viettone, in onda il lunedì dalle 12:30 alle 13:00 su Radio Radicale.

 

di Ivan Manzo

Lunedì 14 Dicembre 2020

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