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Nel 2018 in diminuzione del 2,7% gli aiuti pubblici verso i Paesi in via di sviluppo, rispetto al 2017. Dopo sei anni di aumento costante, nel 2018 la spesa per Aiuto pubblico allo sviluppo (Aps) in Italia è diminuita in modo significativo con una riduzione del 21,3% in termini reali rispetto al 2017, cifra destinata a scendere ancora stando alle previsioni della Legge di Bilancio 2019.

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Alta Sostenibilità: pandemia e moratoria sul debito dei Paesi in via di sviluppo, la proposta di Link 2007

La “pancrisi” ci obbliga a ripensare i sistemi macroeconomici globali, a partire dai Paesi più fragili: il dibattito su Radio Radicale nella rubrica ASviS condotta da Manieri e Viettone, ospiti Ridolfi, Quartapelle, Menotti [VIDEO30/11/20

La crisi pandemica, sfociata in “pancrisi”, riporta all’attualità il tema della moratoria sul debito dei Paesi in via di sviluppo interrogando governi, gruppi finanziari e società civile su come debbano essere ritoccati alcuni meccanismi del quadro macroeconomico mondiale. I Paesi più poveri, oltre a subire gli effetti dell’emergenza sanitaria, vedono anche una riduzione del volume di Aiuto pubblico allo sviluppo (Aps). Un nodo da affrontare e sciogliere già a partire dal prossimo G20.

DI questo si è discusso durante la puntata del 30 novembre della rubrica ASviS “Alta Sostenibilità”, in onda ongi lunedì su Radio Radicale e condotta da Valeria Manieri ed Elis Viettone. Ospiti Lia Quartapelle (deputata Pd e presidente del Comitato permanente sull'attuazione dell'Agenda 2030 e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile), Roberto Menotti (editor-in-chief di Aspenia online) e Roberto Ridolfi (presidente designato della rete di Ong Link-2007).

Roberto Ridolfi, presidente designato della rete di Ong Link-2007

Sulla questione “moratoria-riconversione” la proposta della Ong Link-2007, illustrata da Roberto Ridolfi: “Occorre un cambio di paradigma sul debito pubblico, soprattutto di quello che grava sui Paesi più poveri. La crisi derivante dalla pandemia è di proporzioni tali da danneggiare in modo pesante l’economia di questi Paesi. La disuguaglianza crescente crea una serie di problemi che ci porteremo dietro nei prossimi anni e che mettono a rischio l’adozione dell’Agenda 2030. La proposta portata avanti da Link 2007 è quella di creare sistemi maggiormente resilienti grazie alla riconversione del debito dei Paesi poveri, in modo da generare risorse che rimangano sui territori, al fine di favorirne lo sviluppo sostenibile. Certamente parliamo di un argomento complicato, ma l’unico modo per affrontarlo è partire dal G20. Non basta una semplice cancellazione del debito, come avvenuto in passato, ma occorre riorientare le risorse per combattere le disuguaglianze e gli impatti della pancrisi”.

Lia Quartapelle, deputata Pd e presidente del Comitato permanente sull'attuazione dell'Agenda 2030 e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile

Lia Quartapelle ha sottolineato l’importanza e il ruolo dell’Italia nella gestione della vicenda. “Il nostro Paese dal primo dicembre avrà la presidenza del G20 e quindi la responsabilità e l’opportunità di condurre le trattative sul debito”, ha ricordato la deputata Pd, “per i Paesi in via di sviluppo il debito è detenuto o da grandi istituzioni finanziare internazionali o da Paesi cosiddetti ‘donatori’. Se in questo momento alleggeriamo la pressione sulla finanza pubblica in quegli Stati, di sicuro ne agevoliamo la stabilità, con una serie di ricadute positive sull’economia locale. Un fattore, questo, che potrebbe spingere molte meno persone a spostarsi, affrontando così anche il tema dell’immigrazione. Qualsiasi iniziativa che verrà presa sul debito non deve essere fatta solo da governi occidentali ma è fondamentale che partecipino almeno tutti i Paesi all’interno del G20”.

Roberto Menotti, editor-in-chief di Aspenia online

Infine, Roberto Menotti ha evidenziato l’importanza di ragionare non solo “in termini di costo ma anche in termini strategici”, anche alla luce del “problema condizionalità” che grava sui Paesi poveri. “Parliamo di una sorta di vincolo esterno che noi poniamo ai Paesi in via di sviluppo”, ha concluso Menotti, “l’obiettivo reale deve essere sempre quello di far sviluppare i Paesi in difficoltà e non, per esempio, costruire semplicemente sedi amministrative e alberghi che non hanno un effetto moltiplicatore in quei Paesi. Bisogna tenere insieme l’elemento emergenziale e quello strategico, in fondo è nell’interesse di tutti. Speriamo che il G20 sia il luogo dove si riesca ad andare in questa giusta direzione. Negli ultimi anni abbiamo visto un forte aumento dell’intervento dei grandi finanziatori privati nel monte del debito dei Paesi più poveri: dei privati c’è bisogno, ma è necessario che l’operazione di investimento venga fatta insieme al settore pubblico”.

 

ASCOLTA L'ULTIMA PUNTATA - Alta sostenibilità: Paesi in via di sviluppo e debito pubblico, quali vie e quali strategie?

 

di Ivan Manzo

Lunedì 30 Novembre 2020

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