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SCONFIGGERE LA FAME

Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile

Dal 2014 è tornato a crescere il numero di persone che nel mondo soffrono la fame, nel 2017 erano 821 milioni. In Italia dal 2010 al 2017 l’uso di pesticidi e diserbanti in agricoltura è diminuito del 20%, ma tra il 2016 e il 2017 è aumentato l’utilizzo di fertilizzanti.

Notizie

Allarme Fao, sicurezza alimentare a rischio: fare di più con meno

Popolazione in aumento, cambiamenti climatici e sprechi minacciano la sicurezza alimentare globale. Il nuovo Rapporto Fao avverte: l’attuale tasso di progresso non basta per eliminare la fame entro il 2030, ma neanche entro il 2050.

Nella recente pubblicazione “The future of food and agriculture: trends and challenges”, la Fao sottolinea una serie di tendenze che stanno sfidando la sostenibilità dei sistemi alimentari. Nonostante la produzione agricola sia più che triplicata negli ultimi 30 anni, l’aumento di produttività è spesso avvenuto a danno delle risorse naturali, e fame e malnutrizione permangono in molte parti del mondo. Il dato preoccupante: lo scenario business as usual non ci consentirà di eliminare la fame entro il 2030, ma neanche entro il 2050.

In realtà, dice il Rapporto, i nostri sistemi agricoli sarebbero perfettamente in grado di produrre cibo a sufficienza per tutti, ma per farlo in maniera inclusiva e sostenibile devono subire grandi trasformazioni.

Molti i trend che stanno influenzando l’agricoltura. Con una popolazione mondiale attesa di quasi 10 miliardi entro il 2050, la domanda agricola globale aumenterà di circa il 50% rispetto al 2013, e nonostante gli investimenti e le innovazioni tecnologiche stiano potenziando la produttività, i rendimenti rallentano. Gran parte del problema è dovuto agli sprechi alimentari, che rappresentano una grande proporzione dell’output agricolo, e che, se ridotti, attenuerebbero l’esigenza di aumentare la produzione. In parallelo cresce l’urbanizzazione, generando un aumento di reddito che induce diete caratterizzate da un maggiore consumo di carne, frutta e verdura rispetto ai cereali. Oltre che richiedere cambiamenti produttivi, questa tendenza amplifica ulteriormente la pressione sulle risorse naturali. A tutto ciò si aggiunge l’impatto ambientale delle pratiche agricole insostenibili: deforestazione, degrado dei terreni ed emissioni di gas serra compromettono la sicurezza alimentare globale rendendo ancora più intensa la competizione per le risorse.

Il Rapporto Fao sottolinea l’urgenza di concepire sistemi agricoli innovativi che siano in grado di aumentare la produttività proteggendo ed esaltando, al contempo, la biodiversità e i servizi ecosistemici. Serve un processo di trasformazione verso metodi olistici come l’agro-ecologia, la coltura agroforestale, e la climate-smart agriculture: un approccio mirato alla creazione di condizioni tecniche, politiche e investimenti agricoli per uno sviluppo sostenibile. È quindi necessario ripensare gli schemi di produzione e consumo di cibo così come la loro governance, che deve essere in grado di generare sistemi più efficienti, inclusivi e resilienti. Per realizzare tutto questo, aggiunge la Fao, è di fondamentale importanza che le politiche internazionali siano coerenti e che tutti i Paesi prendano atto di una responsabilità collettiva che non fa distinzioni tra Paesi sviluppati e in via di sviluppo.


di Lucilla Persichetti

sabato 25 febbraio 2017

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