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Nel 2018 in diminuzione del 2,7% gli aiuti pubblici verso i Paesi in via di sviluppo, rispetto al 2017. Dopo sei anni di aumento costante, nel 2018 la spesa per Aiuto pubblico allo sviluppo (Aps) in Italia è diminuita in modo significativo con una riduzione del 21,3% in termini reali rispetto al 2017, cifra destinata a scendere ancora stando alle previsioni della Legge di Bilancio 2019.

Notizie

Lo sviluppo sostenibile in Costituzione sarà il coronamento di un percorso di tutta la società

Dell’annuncio fatto dal presidente Draghi in Parlamento si è discusso durante la rubrica ASviS “Alta Sostenibilità” condotta da Manieri e Po su Radio Radicale, ospiti: Del Barba, Bonicatti, Sileoni. [VIDEO] 23/02/21

-Alta Sostenibilità-

Quali sono le tappe per rendere concreto l’impegno di inserire il principio dello sviluppo sostenibile in Costituzione, confermato dal presidente del Consiglio Mario Draghi nelle sue dichiarazioni programmatiche e subito sottolineato positivamente dal presidente dell’ASviS Pierluigi Stefanini?  Se ne è discusso nella puntata del 22 febbraio della rubrica ASviS Alta Sostenibilità, in onda su Radio Radicale e condotta da Valeria Manieri e Ruggero Po. Ospiti della puntata: Mauro Del Barba, deputato, capogruppo di Italia viva in Commissione bilancio; Andrea Bonicatti, Segretariato ASviS; Serena Sileoni, vice direttore dell'Istituto Bruni Leoni, ricercatrice di Diritto costituzionale all'Università Suor Orsola Benincasa.

Il primo chiamato a rispondere alle domande dei conduttori è stato Bonicatti: “Il 3 febbraio l’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile ha compiuto cinque anni.  Fin dall’inizio l’ASviS si è battuta per l’inserimento dello sviluppo sostenibile in Costituzione. La proposta è stata lanciata ufficialmente nel primo Rapporto ASviS del settembre 2016 e poi ribadita in tutte le sedi, anche in occasione dell’appello rivolto alle forze politiche prima delle elezioni politiche del 2018. Tengo a sottolineare che l’aspetto di giustizia intergenerazionale, citato dal presidente Draghi, è perfettamente rispondente alla definizione più comune dello sviluppo sostenibile che troviamo nel rapporto Brundtland. Per noi è senz’altro elemento di soddisfazione e speranza, ci auguriamo di di arrivare presto a questo importante risultato.

Andrea Bonicatti, Segretariato ASviS

Attualmente in Parlamento sono stati depositati cinque progetti di legge per inserire il concetto dello sviluppo sostenibile in Costituzione: uno è del Movimento 5 stelle, uno è stato depositato da Emma Bonino, uno è a firma del Consiglio regionale veneto, e due sono del Partito democratico. Una delle due depositate dal gruppo del Pd vede come primo firmatario Mauro Del Barba, che aveva depositato la proposta prima del passaggio a Italia viva. Nel suo intervento in trasmissione, Del Barba ha ricordato che nel primo giorno di questa legislatura ha nuovamente depositato la proposta alla Camera dei deputati. “Ho voluto farlo come primissimo atto di questa nuova legislatura, nella speranza che questa fosse la volta buona”, ha aggiunto Del Barba; “questa intuizione, avuta dall’ASviS, va in parallelo con la roadmap per le politiche di sviluppo sostenibile che io avevo immaginato, che riguardava prima di tutto le imprese, e poi le istituzioni e lo Stato. Per quanto riguarda le imprese, voglio sottolineare il fatto che l’istituzione delle società benefit va in totale analogia con l’inserimento dello sviluppo sostenibile in Costituzione. In sostanza, potrei dire che le società benefit stanno al mercato come lo sviluppo sostenibile in Costituzione sta allo Stato. Per arrivare a un modello sostenibile di sviluppo bisogna portare avanti due strade; la prima riguarda progetti concreti da mettere in campo, che possono essere anche nuove leggi; la seconda è cambiare i processi di produzione delle aziende. Sia imprese sia Stato si sono già dotati di strumenti in linea con questa nuova visione. Per esempio, le imprese hanno dalla loro la valutazione d’impatto, mentre per lo Stato abbiamo il Bes (Benessere equo e sostenibile)”.

Mauro Del Barba, deputato, capogruppo di Italia viva in Commissione bilancio

Serena Sileoni si è soffermata sull’aspetto culturale della vicenda. “Inserire lo sviluppo sostenibile in Costituzione ha un alto valore simbolico, ed è importante anche da un punto di vista pedagogico. Quello che però voglio sottolineare, e non lo dico per svilire la cosa ma per dare manforte a questa iniziativa, è che lo sviluppo sostenibile vive già nella Costituzione. Quest’ultima, infatti, rappresenta proprio un patto tra generazioni. Il problema è che lo Stato sociale se lo è dimenticato, proprio lui che doveva essere l’attuatore della sostenibilità nel tempo, anche della sostenibilità dello stare insieme. L’equità intergenerazionale è già insita nello spirito costituzionale, pur non essendoci un principio espresso. Ecco, esprimerlo, ha anche la possibilità di fare emergere questi concetti”.

Serena Sileoni, vice direttore dell'Istituto Bruni Leoni, ricercatrice di Diritto costituzionale all'Università Suor Orsola Benincasa

 

di Ivan Manzo

GUARDA L’ULTIMA PUNTATA – Alta sostenibilità:Lo sviluppo sostenibile sarà il coronamento di un percorso di tutta la società

Vai all'archivio delle puntate di Alta sostenibilità, la trasmissione di ASviS a cura di Valeria Manieri, Ruggero Po ed Elis Viettone, in onda il lunedì dalle 12:30 alle 13:00 su Radio Radicale.

Martedì 23 Febbraio 2021

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