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Alta sostenibilità: i cittadini hanno bisogno di un nuovo Rinascimento europeo

La Conferenza sul futuro dell’Europa punta a ridefinire l’assetto del nostro Continente. Se ne è discusso su Radio Radicale nella rubrica ASviS condotta da Manieri e Viettone, ospiti Carparelli, Dastoli, Di Marco. [VIDEO17/05/21

-Alta Sostenibilità-

Il nove maggio è stata la “festa dell'Europa”. Sono trascorsi infatti 71 anni da quando, il nove maggio 1950, l'allora ministro degli Esteri francese Robert Schuman diede fondamento all’attuale Unione con un discorso per la creazione di una comunità europea per il carbone e l'acciaio (Ceca), passato alla storia. Uno dei passaggi memorabili di quell'orazione fu: "L'Europa non potrà farsi in una volta sola, né sarà costruita tutta insieme; essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto". Questo approccio graduale ha portato all'Unione europea che conosciamo oggi. Ma la crisi attuale accresce l'urgenza per l'Ue di avviare un processo volto a renderla più efficace, più democratica e più vicina ai cittadini. Anche per questo ha preso avvio lo scorso 9 maggio da Strasburgo la “Conferenza sul futuro dell’Europa”, un’iniziativa del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione che durerà 10 mesi, pensata per rendere i cittadini parte attiva per la definizione del futuro che desiderano.

L’ultima puntata di “Alta sostenibilità”, andata in onda su Radio Radicale il 17 maggio e condotta da Valeria Manieri ed Elis Viettone, è stata l’occasione per fare il punto della situazione su questi temi, grazie alla presenza di Antonia Carparelli (economista, docente di Politiche europee all'università Lumsa), Pier Virgilio Dastoli (presidente del Movimento europeo Italia), Luigi Di Marco (curatore della rubrica ASviS sulle politiche europee). Viettone ha chiesto agli ospiti quali riflessioni emergessero dai tre discorsi chiave pronunciati negli ultimi giorni, cioè quelli di Davis Sassoli (presidente del Parlamento europeo), António Costa (presidente del semestre Ue) e Ursula von der Leyen (presidente della Commissione europea).

Luigi Di Marco, Referente del Gruppo di lavoro ASviS sul Goal 6, Acqua pulita e servizi igienico-sanitari

“Sono tre interventi che si integrano bene tra loro, che auspicano un rafforzamento delle istituzioni europee, anche per rispondere in maniera più rapida alle emergenze e ai bisogni dei cittadini. Questi ultimi devono sentirsi maggiormente coinvolti dal processo democratico europeo, ha dichiarato Di Marco. “Sassoli nel suo intervento ha auspicato un confronto senza paure e senza tabù, una parola ripetuta più volte che richiama la tematica delle regole del patto di stabilità, da discutere nella fase post Covid-19. Costa, invece, ha puntualizzato che la Conferenza non è tra Stati ma tra cittadini e per i cittadini, per disegnare insieme quale sarà il futuro del nostro continente”.

Pier Virgilio Dastoli, Presidente del Movimento Europeo Italia 

In seguito Pier Virgilio Dastoli ha espresso il suo parere sul vertice di Porto, andato in scena il sette e l’otto maggio, e focalizzato proprio sulle nuove prospettive europee. “La Conferenza sul futuro dell’Europa prende avvio dopo che l’Unione ha affrontato quattro crisi che l’hanno indebolita, basti pensare alla crisi finanziaria e ai temi del terrorismo e a quello della gestione dei flussi migratori”, ha sottolineato Dastoli. “In Europa, c’è in primo luogo un problema di sussidiarietà di cui discutere: chi deve fare cosa? La seconda questione riguarda un tema di carattere istituzionale: in molte materie il Consiglio Ue decide da solo, e questo paralizza il processo d’interazione. In terzo luogo, si avverte il problema di costruire una democrazia diversa da quella attuale. Dal vertice di maggio di Porto ci si aspettava qualcosa di più concreto. È stata sì adottata una dichiarazione, ma che non è vincolante e che contiene obiettivi al 2050 troppo generici. In sostanza, questo appuntamento ha ribadito che il sistema, così com’è, non è in grado di dare risposte, per esempio alla dimensione sociale”.

Antonia Carparelli, Esperta di politiche europee e docente all'Università Lumsa di Roma

Antonia Carparelli, infine, ha evidenziato la richiesta di trasformazione che arriva dal basso, e la nuova consapevolezza delle istituzioni Ue: “Dai sondaggi di Eurobarometro sappiamo che c’è stato un crescente interesse dei cittadini per gli affari europei. Una domanda di grande cambiamento che i leader Ue non possono ignorare. C’è poi una maggiore consapevolezza, dopo la pandemia, sul fatto che l’Europa non potrà essere più la stessa. Un fatto che non coinvolge solo la gestione del settore sanitario ma tutta una serie di “tabù”, per riprendere una parola usata da Sassoli, che vanno dalla gestione degli aiuti di Stato al concetto di una politica industriale comunitaria, fino al patto di crescita e stabilità che va riformato. La speranza è che venga confermato quanto detto dalla presidente von der Leyen (durante una videoconferenza con gli studenti dell’università di Firenze, ndr), e cioè che siamo in presenza di una ridefinizione dell’Europa e che abbiamo bisogno di un nuovo Rinascimento europeo. Il fatto che la Commissione dimostri di essere favorevole e consapevole del bisogno di cambiamento è senz’altro positivo”.

di Ivan Manzo

 

RIASCOLTA L’ULTIMA PUNTATA – Alta sostenibilità: Conferenza sul futuro dell'Europa, riforme e partecipazione dal basso

Vai all'archivio delle puntate di Alta sostenibilità, la trasmissione di ASviS a cura di Valeria Manieri, Ruggero Po ed Elis Viettone, in onda il lunedì dalle 12:30 alle 13:00 su Radio Radicale.

Lunedì 17 Maggio 2021

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