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SCONFIGGERE LA FAME

Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile

Dal 2014 è tornato a crescere il numero di persone che nel mondo soffrono la fame, nel 2017 erano 821 milioni. In Italia dal 2010 al 2017 l’uso di pesticidi e diserbanti in agricoltura è diminuito del 20%, ma tra il 2016 e il 2017 è aumentato l’utilizzo di fertilizzanti.

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Covid, ambiente e sistemi alimentari: contrastare, superare e ricostruire meglio

Nove proposte d'azione in tre tempi. Così l'Unep individua le nuove strategie globali per arginare la pandemia e promuovere la resilienza e la sostenibilità dei sistemi agroalimentari: “Finora poche misure per il capitale naturale”. 26/01/21

L'impatto della crisi sanitaria ed economica ha messo in discussione gli equilibri internazionali del sistema agroalimentare, minando al contempo la spinta verso il conseguimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile. Il rapporto “Covid-19, the environment and food systems: contain, cope and rebuild better”, presentato il 17 dicembre dal Programma delle Nazioni unite per l'ambiente (Unep), esamina gli effetti della pandemia sulle filiere alimentari, formula raccomandazioni per garantire a tutti un accesso adeguato al cibo e invita gli Stati a indirizzare la loro risposta alla pandemia verso modelli di sviluppo più sostenibili.

Da una prima analisi si evince che nella maggior parte dei Paesi non c'è stato un aumento dei prezzi per i beni alimentari, ma piuttosto un calo del potere d’acquisto legato alla perdita di reddito. Tuttavia, questo quadro di stabilità dei costi nasconde, in molti casi, un aumento dei prezzi locali e ritardi nelle catene di approvvigionamento.

Per promuovere la sostenibilità del sistema agroalimentare e supportarne la ricostruzione, l'Unep ha promosso nove proposte e le ha suddivise in tre gradi di urgenza. In linea di massima, le prime elencate sono misure da adottare immediatamente, seguono quelle da realizzare in tempi brevi e quindi i provvedimenti a medio termine. Questi ultimi sono volti ad apportare cambiamenti molto profondi che modifichino il comportamento umano e la società intera a vantaggio di una produzione e un consumo più rispettosi dell'ambiente. Che cosa prevedono esattamente queste misure?

  1. Allineamento agli accordi globali: la cooperazione internazionale per il raggiungimento degli SDGs deve allinearsi, ove possibile, alle misure fiscali di emergenza per prevenire una recessione globale in linea con l’Agenda 2030.
  2. Garantire la sicurezza alimentare: la perdita di posti di lavoro e l'aumento della povertà riducono l'accesso al cibo. Se bisognose di cibo, le persone non rispettano disposizioni come il divieto di assembramenti e i lockdown. La ripresa economica avrà successo solo quando la sicurezza alimentare sarà assicurata.
  3. Approvvigionamento di manodopera: è necessaria un'azione per facilitare la circolazione dei lavoratori nel settore agroalimentare, in parallelo con le misure di sicurezza anti-contagio. La produzione è stata influenzata negativamente dalle restrizioni alla circolazione e dai focolai di infezione tra le industrie alimentari e i lavoratori agricoli.
  4. Misurare e monitorare l'assenza di danni: le misure per il recupero devono essere conformi al criterio del "non nuocere" e a un meccanismo per controllare gli impatti ambientali causati dalle politiche effettuate nel corso della pandemia.
  5. Riconoscere le opportunità “win-win” e coglierle: gli investimenti in capitale naturale, cioè lo stock mondiale di risorse naturali, possono creare ricchezza e costituiscono allo stesso tempo un fattore altamente positivo per il clima. Un esempio? La rigenerazione degli ecosistemi attraverso il ripristino di habitat ricchi di carbonio.
  6. Acqua: occorre migliorare le infrastrutture idriche esistenti. In molti Paesi le donne sono maggiormente esposte al rischio di contrazione del virus, perché impiegano molte ore al giorno per raggiungere l'acqua potabile e al contempo i lockdown e gli orari imposti dal coprifuoco limitano l'accesso ai servizi idrici e a quelli igienici.
  7. Mercati della carne: bisogna regolamentare il commercio di animali per ridurre le possibilità di una nuova pandemia. Benché la fonte dell'attuale crisi sanitaria non sia confermata, le misure di risposta al Covid hanno ignorato i collegamenti con l’ambiente, compresa la necessità di prevenire la distruzione degli habitat che facilita la diffusione di malattie zoonotiche.
  8. Strumenti di valutazione: è necessario sfruttare approcci come il "TEEBAgriFood Framework" per guidare le future decisioni dei leader economici in campo agroalimentare.
  9. Un approccio unico per la salute: le agenzie internazionali e gli Stati membri devono promuovere il piano “One Health”, un approccio integrato che previene e mitiga le minacce zoonotiche e mira a potenziare il sistema agroalimentare.

Nonostante i numerosi interventi economici a sostegno del settore agroalimentare, rileva lo studio, le misure finora hanno per lo più ignorato i legami con l'ambiente. È fondamentale, invece, che la ripresa affronti sia le sfide economiche che quelle ambientali che ci attendono.

Ricostruire meglio significa approfittare dei cambiamenti positivi di comportamento durante le crisi per cambiare il modo in cui produciamo e consumiamo, ma vuole dire anche ripensare il paradigma dell'aiuto e dell'assistenza allo sviluppo. Invece di seguire gli approcci tradizionali, conclude il report, la strada da seguire dovrebbe essere quella di uno sviluppo globale che metta in relazione le problematiche tra i diversi Paesi. Mai come ora, infatti, la pandemia ha dimostrato che i confini nazionali sono irrilevanti per questioni mondiali come la salute, la sicurezza alimentare e la sostenibilità.

Scarica il Rapporto

 

di Elisa Capobianco

martedì 26 gennaio 2021

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