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Nel mondo sono 750 milioni gli adulti analfabeti, due terzi dei quali sono donne. In Italia permangono forti disuguaglianze tra le regioni, dovute al divario del Mezzogiorno rispetto alla media nazionale, evidente per la quota di laureati tra i 30-34 anni (21,6% nel Mezzogiorno, rispetto alla media nazionale del 26,9%) e per l'uscita precoce dal sistema di formazione che si attesta al 18,5% rispetto alla media italiana del 14%.

Notizie

Politiche e servizi integrati per investire nell’infanzia

Condivisione, integrazione e proattività: le linee guida di Alleanza per l’infanzia e EducAzioni per sostenere la genitorialità e garantire le migliori opportunità di sviluppo dei bambini e delle bambine nei primi anni di vita.  30/5/22

Aggiornato a maggio 2022, “Una buona partenza nella vita, per tutti è il documento che integra e sviluppa “Investire nell'infanzia: prendersi cura del futuro a partire dal presente”, pubblicato dall’Alleanza per l’infanzia in collaborazione con la rete EducAzioni a novembre 2020.

È necessario occuparsi delle famiglie per rispondere ai bisogni di sviluppo dei bambini e delle bambine, e per andare incontro ai loro bisogni serve un approccio integrato. Questi i presupposti da cui prende le mosse il documento che si propone di contribuire a promuovere un sano sviluppo complessivo dei minori, prevenendo l’insorgere precoce delle diseguaglianze, della povertà educativa e del maltrattamento, e promuovendo un ruolo attivo delle comunità nel loro insieme a sostegno del benessere, dello sviluppo e dell’educazione dei più giovani, per facilitare i percorsi di tutte le famiglie, e in particolare di quelle con bambini con bisogni aggiuntivi e/o specifici (patologie croniche, disabilità, contesti familiari e sociali fragili). 

L’approccio integrato. Per mettere in pratica questi propositi il documento sottolinea l’importanza di politiche e azioni integrate tra i diversi settori e attori della società a supporto della salute, dell’educazione e del benessere dell’infanzia, in particolare nei primissimi anni di vita. Un contesto nel quale rivestono particolare importanza sia politiche e programmi finalizzati a sostenere le competenze genitoriali, che valide linee guida sulle modalità con cui i diversi settori e servizi possono collaborare a un sistema coordinato di interventi per i bambini nei loro primi anni e per le loro famiglie. 

Sostegno alle famiglie. Gli studi evidenziano quanto le esperienze fatte nei primi anni di vita influenzino gli itinerari di vita successivi. In questo periodo l’ambiente famigliare svolge un ruolo molto importante nel determinare lo sviluppo del bambino, ambiente a sua volta fortemente influenzato da fattori economici, sociali e culturali (soprattutto da reddito, occupazione e istruzione dei genitori, politiche sociali e servizi, culture di appartenenza). 

Investire in servizi ad accesso universale per la prima infanzia e le famiglie è dunque un dovere delle comunità sia per attuare il diritto a un’infanzia serena, sia perché rappresenta un investimento di grande e positivo impatto sul capitale umano. Tale approccio è argomentato nel documento sulla “Nurturing care(qui una traduzione in italiano), prodotto nel 2018 da Oms, Unicef e Banca mondiale, che prevede tre livelli di intervento: 

  1. universale, di informazione e promozione;
  2. selettivo, effettuato su situazioni individuali o di gruppi sociali a rischio a prevenire esiti negativi;
  3. intensivo, di protezione, effettuato su situazioni multiproblematiche.

Frammentazione dei servizi all’infanzia e alle famiglie. Il Documento evidenzia come nella realtà italiana i settori che si occupano di infanzia e famiglie agiscano spesso separatamente, talvolta con frammentazione anche all’interno di singoli settori, perdendo opportunità di sinergie nel lavoro di supporto ai nuclei famigliari e rendendo i percorsi più difficoltosi sia nella normalità che a maggior ragione quando ci sono vulnerabilità e bisogni specifici. Esistono linee di indirizzo e documenti recenti che affrontano questa problematica e propongono maggiore integrazione nei e tra i diversi settori. 

Stessa considerazione vale per la formazione (sia curricolare che in servizio) degli operatori dell’infanzia, che segue tuttora canali separati, mentre le esperienze di formazione multiprofessionale dimostrano come percorsi formativi condivisi contribuiscano all’efficacia della rete dei servizi. 

Emergenze e percorsi di accompagnamento. Dall’analisi dello status quo il documento formula due emergenze generali e una serie di proposte sulla loro concreta attuazione: 

1. occorre garantire ad ogni genitore di poter usufruire di percorsi di accompagnamento nei primi periodi di vita del bambino, con il concorso di tutti i servizi (sanitari, educativi, sociali e culturali);

2. occorre fare in modo che i servizi per l’infanzia prevedano meccanismi (tavoli, conferenze permanenti, accordi di piano e di programma) di condivisione e consentano di raggiungere tutte le famiglie con priorità per quelle in situazioni di vulnerabilità. 

L’indicazione di attivare percorsi di accompagnamento per genitori trova il suo fondamento in raccomandazioni internazionali e in linee di indirizzo elaborate a livello nazionale.
Per quanto riguarda le politiche di sostegno alle necessità materiali delle famiglie e ai servizi, in particolare quelli educativi per l’infanzia, si rinvia al documento di Alleanza ed EducAzioni. 

L’insieme dei servizi può integrarsi e offrire dei percorsi coerenti e continui alle famiglie nel corso dei primi mille giorni, e possibilmente in seguito, accompagnando proficuamente i genitori nel loro ruolo e assicurando a tutti i bambini e le bambine una buona partenza nella vita. I tre settori essenziali – della salute, dell’educazione e della protezione sociale - ne costituiscono la struttura portante, che i territori possono arricchire di ulteriori opportunità.

 

di Monica Sozzi

 

Leggi il Rapporto “Una buona partenza nella vita, per tutti”

Guarda l’infografica della proposta

 

 

Foto di copertina: milkos/123rf

Lunedì 30 Maggio 2022

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