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LAVORO DIGNITOSO E CRESCITA ECONOMICA

Incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un'occupazione piena e produttiva ed un lavoro dignitoso per tutti

Nel 2022 il tasso di disoccupazione nell'Unione europea era del 6%, mentre in Italia era del 7,9%. Gli effetti della crisi pandemica sono stati gravi e perdurano, specie tra i giovani, le donne e al Sud. L'Italia continua a detenere il primato negativo di giovani disoccupati che non studiano né si formano (Neet).

Notizie

L’Istat aggiorna i conti ambientali al 2015

L’aggiornamento dei conti dei flussi di materia è disponibile sulla banca dati Istat e suddiviso in tre sottocategorie compatibili con i dati di contabilità nazionale.

Regolarmente diffusi attraverso la banca dati delle statistiche prodotte dall’Istituto Nazionale di Statistica, sono da poco disponibili su I.Stat i dati aggiornati sui conti dei flussi di materia. Raccolti con periodicità annuale, i dati sui flussi fisici dell’economia italiana si caratterizzano per la loro coerenza con quelli di contabilità nazionale e sono perciò adatti ad un’analisi integrata economico-ambientale. Aspetto, quest’ultimo, di cruciale importanza in quanto permette una valutazione puntuale dell’impatto dell’attività economica del nostro paese sull’ambiente con ciò facilitando il monitoraggio circa il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile.


Conti satellite in grado di ampliare la capacità analitica della contabilità nazionale, quelli dei flussi di materia fanno parte della macroarea dei conti ambientali. Questi ultimi inoltre, secondo quanto previsto dal Regolamento europeo (691/2011) sulla contabilità ambientale (consultabile qui), si suddividono in tre specifici moduli tra cui uno per le emissioni atmosferiche e uno per le imposte ambientali ripartite per attività economica che affiancano quello sui conti dei flussi di materia in questione.

Disponibili a livello di intera economia ed espressi in migliaia di tonnellate, i conti sui flussi di materia si articolano in indicatori di sintesi e dati di dettaglio su estrazione importazione ed esportazione di circa trenta tipi di materiali.
Per quanto riguarda gli indicatori di sintesi, emerge quello sull’estrazione interna di materiali utilizzati il quale, per definizione, comprende soltanto risorse naturali a differenza degli indicatori sugli scambi con il resto del mondo i quali inglobano prodotti finiti più compositi oltre alle materie prime.

Va sottolineato come, rispetto al primo dato disponibile risalente al 1991, l’estrazione interna di materiali utilizzati sia diminuita passando dalle 667.985 migliaia di tonnellate alle 268.545 migliaia con ciò riflettendo una minore autonomia del Paese, il quale fa sempre meno affidamento alle sue risorse. È infatti vero come nello stesso arco di tempo le importazioni siano aumentate di circa 25.014 unità migliaia di tonnellate pur conservando una bilancia commerciale fisica sempre positiva. È interessante notare come si sia voluto tener conto del principio di residenza inglobando negli scambi con l’estero i prodotti acquistati all'estero dai residenti e i prodotti acquistati in Italia dai non residenti accanto alle importazioni ed esportazioni.

Volendo fissare l’attenzione sui dati di dettaglio, l’estrazione interna di materiali utilizzati risulta suddivisa per tipologie di materiali per un totale di 35 classi. In particolare, notiamo come l’impiego di biomasse abbia subito una discreta diminuzione dell’ordine di 39.476 tonnellate con ciò allontanando lo svantaggio legato all’utilizzo di tale materiale come fonte di energia ovvero la sottrazione di spazi dedicati alla coltivazione per uso alimentare e ad altre attività agricole. In aggiunta va evidenziato che, nonostante l’impiego di combustibili fossili sia diminuito di 7.944 unità migliaia  di tonnllate dal 1991, esso al 2015 supera ancora di 5.543 migliaia di tonnellate il gas naturale. meno dannoso per l’ambiente.

Rimasta inalterata rispetto a 24 anni fa la classifica di prodotti maggiormente importati dall’estero prevede i combustibili fossili al primo posto per un totale di 145.119 migliaia di tonnellate (8.715 unità in meno rispetto al 1991 e 26.838 in meno rispetto al 2000) seguiti dalle risorse petrolifere liquide e gassose e dai minerali metalliferi, loro concentrati e metalli rispettivamente al secondo e terzo posto.
Per quanto riguarda le esportazioni infine, a fare da capolista sono i prodotti compositi e i rifiuti i quali, se nel 1991 ammontavano a 27.965, hanno poi messo a segno un sostanziale aumento traducendosi in ben 67.740 migliaia di tonnellate.
I conti dei flussi di materia sono consultabili qui nonché scaricabili in pdf.

Ecco l’annuncio dell’aggiornamento

di Chiara Dipierri

martedì 14 febbraio 2017

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