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CITTÀ E COMUNITÀ SOSTENIBILI

Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili

Attualmente nel mondo 828 milioni di persone vivono in baraccopoli, e il numero è in continuo aumento. In Italia la precarietà abitativa ha assunto ulteriore rilievo a causa dell’acuirsi della crisi sociale: la condizione di sovraffollamento nel 2021 riguarda il 28% della popolazione contro una media europea del 17,1%.

Notizie

L’Italia e il Goal 11: città meno inquinate, ma aumenta l’abusivismo edilizio

Migliorano i dati su raccolta differenziata e qualità dell’aria nelle città, ma permangono problemi strutturali e divari Nord-Sud: l’adozione di un’Agenda Urbana nazionale per lo sviluppo sostenibile è sempre più urgente. [VIDEO] 14/10/2019

Il Goal 11 (Città e comunità sostenibili) in sintesi

Il Rapporto ASviS 2019 evidenzia come in Italia, nonostante l’andamento positivo degli ultimi tre anni, la situazione relativa al Goal 11 è ancora peggiore rispetto a quella del 2010. In particolare, tra il 2010 e il 2017, emerge un netto divario tra Nord e Sud del Paese: tutte le regioni settentrionali mostrano un andamento positivo nel periodo, mentre Campania, Calabria e Sicilia vedono peggiorare drasticamente la propria situazione, attestandosi sui valori più bassi di tutta Italia.

La Legge di Bilancio 2019 contiene una serie di misure per incentivare la mobilità elettrica e ciclabile e la dotazione verde delle città sicuramente lodevoli, ma complessivamente insufficienti ad affrontare con decisione la situazione. Inoltre, va sottolineata la sottoscrizione di un Protocollo di intesa tra il Governo e la Conferenza delle Regioni che istituisce un “Piano d’azione per il miglioramento della qualità dell’aria”. Sono da segnalare infine anche le misure fiscali del “Decreto crescita” volte a incoraggiare la riqualificazione urbana, come la detassazione dell’acquisto di immobili da demolire o ristrutturare, l’estensione del “sisma bonus” e la possibilità per le imprese di cedere il credito d’imposta acquisito sotto forma di sconto sui lavori.

L’ASviS ritiene necessarie: l’adozione in via definitiva del Piano nazionale per la mobilità sostenibile e l’inserimento nel Piano nazionale integrato energia e clima (Pniec) di una data limite per la vendita di auto a combustione interna come fatto da Francia, Regno Unito e Svezia; l’adozione di un Piano di azione nazionale sull’economia circolare per prevenire la produzione dei rifiuti; l’approvazione della legge per il contenimento del consumo di suolo e la definizione di un Piano d’azione concordato tra Stato, regioni e comuni per individuare obiettivi di riduzione del consumo di suolo e controllarne l’attuazione; l’adozione di un Piano di intervento sulle periferie e sul bisogno abitativo delle fasce sociali più svantaggiate di medio periodo.

 

 

Guarda la video intervista a Lorenzo Pompi, Referente del Gruppo di lavoro ASviS sul Goal 11

L’indicatore composito per l’Italia

 

L’indicatore composito elaborato dall’ASviS per il Goal 11 registra un peggioramento rispetto al 2010, ma si segnala un andamento positivo nel triennio 2015-2017. La recente tendenza positiva è dovuta soprattutto al miglioramento  della quota di rifiuti urbani conferiti in discarica sul totale della raccolta (passata dal 56,80% del 2006 al 23,40% del 2017), oltre alla diminuzione del numero di persone che vivono in abitazioni con problemi strutturali o problemi di umidità. Va inoltre sottolineato un calo nella concentrazione di inquinanti atmosferici nelle aree urbane, con livelli di PM2.5 e PM10 che si riducono rispettivamente del 37% e del 25% rispetto al 2006. A peggiorare nell’arco di tutta la serie storica è invece l’indice di abusivismo edilizio, che cresce di otto punti percentuali rispetto al 2010.

 

Le regioni italiane e il Goal 11

L’andamento del composito del Goal 11 tra il 2010 e il 2017 evidenzia un netto divario tra il Nord e il Sud del Paese. Particolarmente preoccupante nel Mezzogiorno è il fenomeno dell’abusivismo edilizio,  che attualmente raggiunge una percentuale del 49%, più del doppio rispetto a quella relativa al Centro Italia (21%) e significativamente più elevata rispetto a quella del Nord (6%). Il Mezzogiorno d’Italia presenta una situazione critica anche per quanto riguarda l’offerta di trasporto pubblico, che diminuisce del 22,5% tra il 2010 e il 2016, e l’indice di difficoltà di collegamento con mezzi pubblici, che colpisce il 40% delle famiglie, superiore alla media nazionale pari al 33%. Le regioni che registrano i valori più bassi dell’indicatore composito sono la Campania, la Calabria e la Sicilia, mentre quelle maggiormente virtuose sono la Lombardia, il Veneto e il Friuli-Venezia Giulia, che si distinguono positivamente per i valori relativi alla quota di persone che vivono in abitazioni sovraffollate e all’indice di abusivismo edilizio.

 

Il resoconto degli ultimi 12 mesi

Per ciò che concerne le politiche abitative e la rigenerazione urbana, la Legge di Bilancio 2019 ha superato il congelamento stabilito dal D.L. 91 del 2018 sui fondi del “Programma straordinario per le periferie urbane” previsto dalla Legge di Bilancio 2016 (2,1 miliardi di euro), dando seguito all’accordo raggiunto in Conferenza unificata il 18 ottobre 2018. La stessa Legge ha ridotto i “Fondi investimenti amministrazioni centrali ed enti territoriali” per ottenere la riduzione dei saldi di bilancio richiesta dalla Commissione europea, in un contesto caratterizzato da una spesa per investimenti ancora in calo (33,8 miliardi di euro nel 2017, 20 miliardi in meno rispetto al 2009), con ripercussioni negative sulle dotazioni pubbliche delle città.

La Legge 28 giugno 2019 n. 58 di conversione del “Decreto crescita” contiene alcune misure fiscali per incentivare la riqualificazione urbana, come la detassazione dell’acquisto di immobili da demolire o ristrutturare, l’estensione del “sisma bonus” e la possibilità per le imprese di cedere il credito d’imposta acquisito (50% per interventi di efficientamento energetico) sotto forma di sconto sui lavori. Purtroppo, le due fondamentali proposte contenute nella “Relazione conclusiva della Commissione parlamentare d’inchiesta della Camera sulle periferie” della scorsa legislatura (approvata all’unanimità il 14 dicembre 2017) non hanno trovato riscontro. Si trattava della proposta di definire un “Piano strategico per le città italiane di carattere poliennale (6-10 anni)”, come evoluzione dell’esperienza dei bandi per le periferie (con l’individuazione delle aree bersaglio e un meccanismo di finanziamento continuativo) e la definizione di un nuovo “Programma nazionale per l’edilizia residenziale pubblica”.

La Legge di Bilancio 2019 contiene una serie di misure per incentivare la mobilità elettrica e ciclabile (sperimentazione nelle città di velocipedi elettrici, accesso alle zone a traffico limitato delle auto elettriche o ibride, finanziamento autostrade ciclabili, incentivi per l’acquisto di veicoli elettrici e detrazioni fiscali sulle spese per le infrastrutture di ricarica, incentivi alla rottamazione per acquisto veicoli non inquinanti), sicuramente lodevoli, ma insufficienti ad affrontare con decisione la situazione.

A tale proposito si segnala che il Dpcm di approvazione del Piano strategico nazionale sulla mobilità sostenibile, firmato lo scorso 18 aprile, sblocca il Fondo per nuovi autobus di 3,7 miliardi di euro fino al 2033 stanziati dalla Legge di Bilancio 2017, mentre la Legge di assestamento di Bilancio 2019 prevede il ripristino dei 300 milioni di euro a valere sul Fondo nazionale trasporti che erano stati accantonati e resi indisponibili.

La Legge di Bilancio 2019 contiene numerose norme per le istituzioni e le attività culturali, ma complessivamente di scarsa entità finanziaria e quindi insufficienti per invertire la tendenza negativa della spesa pubblica per la cultura in Italia rispetto alla media europea. È invece di particolare rilievo, anche per le possibili future estensioni alle altre città turistiche, la norma relativa al “Contributo di sbarco nel Comune di Venezia” in alternativa all’imposta di soggiorno, che dovrebbe essere applicata a partire dal 1° gennaio 2020.

L’inquinamento atmosferico nelle grandi città resta molto elevato, al punto tale che l’Italia è stata deferita alla Corte di giustizia europea per il superamento dei limiti del materiale particolato PM10 nell’ottobre 2018 e di quelli del biossido d’azoto nel marzo 2019. A tale proposito lo scorso 4 giugno è stato sottoscritto un Protocollo di intesa tra il Governo e la Conferenza delle Regioni che istituisce un “Piano d’azione per il miglioramento della qualità dell’aria”. Il Piano descrive le iniziative che ci si impegna ad assumere e le amministrazioni responsabili, con la creazione di un’Unità di coordinamento presso la Presidenza del Consiglio.

Infine, per ciò che concerne il verde pubblico, la Legge di Bilancio 2019 proroga per un anno la detrazione fiscale del 36% per la sistemazione a verde di aree scoperte di immobili privati a uso abitativo. È una misura utile, ma non sufficiente ad incentivare adeguatamente la dotazione di verde nelle città in attuazione della “Strategia nazionale per il verde urbano” approvata nel maggio del 2018.

Le proposte dell’ASviS

Il Governo ha annunciato l’intenzione di voler realizzare una “Agenda urbana per lo sviluppo sostenibile”, accogliendo la proposta formulata negli anni scorsi dall’ASviS e da Urban@it. È quindi necessario declinare le azioni a livello urbano, sulla base dei singoli Obiettivi:

salute e benessere: ridurre le diseguaglianze territoriali di salute attraverso l’applicazione rigorosa dei livelli essenziali di assistenza (Lea) e di prestazione (Lep) e con incentivi ai progetti locali per la sicurezza stradale;

istruzione di qualità: fare delle Università e dei centri di ricerca i volani fondamentali per lo sviluppo delle aree urbane, aumentando gli investimenti in campus e università integrate in ambienti urbani con servizi per studenti, docenti e ricercatori, riducendo il divario tra sud e centro-nord;

parità di genere: sostenere i Comuni nello sviluppo dei servizi per l’infanzia;

acqua pulita e servizi igienico-sanitari: approvare la proposta di legge “Gestione pubblica e partecipativa del ciclo integrale delle acque” ed estendere a tutte le città l’adozione della “Carta per il diritto all’acqua”; sollecitare le città a realizzare campagne sui territori per ridurre l’uso delle bottiglie di plastica e della plastica monouso;

occupazione: creare nelle città luoghi per l’economia creativa e della conoscenza, anche attraverso l’utilizzo dei siti industriali dismessi;

transizione digitale: realizzare i progetti di smart city per l’attuazione della Strategia per la crescita digitale 2014–2020 e per la Banda ultralarga;

politiche abitative: dare seguito alle conclusioni della Commissione d’inchiesta della Camera approvate all’unanimità (dicembre 2017) che prevedono un Piano di intervento sulle periferie e sul bisogno abitativo delle fasce sociali più svantaggiate di medio periodo (6-10 anni), con forme di finanziamento continuative e l’individuazione delle aree prioritarie di intervento, come evoluzione dei “Bandi periferie”;

mobilità urbana: adottare in via definitiva il Piano nazionale per la mobilità sostenibile e inserire nel Pniec una data limite per la vendita di auto a combustione interna come fatto da Francia, Regno Unito e Svezia;

consumo di suolo: approvare la legge per il contenimento del consumo di suolo e definire un Piano d’azione concordato tra Stato, regioni e comuni per individuare obiettivi di riduzione del consumo di suolo e controllarne l’attuazione;

raccolta differenziata dei rifiuti: adottare un Piano di azione nazionale sull’economia circolare per prevenire la produzione dei rifiuti, rafforzando le misure già previste nel Piano nazionale per la prevenzione dei rifiuti, e rivedere l’attuale sistema di tariffazione dei rifiuti per premiare i comportamenti virtuosi. 

 Leggi l’Analisi del Goal 11 nel Rapporto ASviS 2019 e le proposte dell’Alleanza su Città, infrastrutture e capitale sociale

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lunedì 14 ottobre 2019

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