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L’Italia presenta all’Onu la sua Voluntary national review sull’Agenda 2030

Tre Goal registrano risultati significativi, quattro sono stabili o in peggioramento. Per la prima volta il documento include la Youth voluntary review, dando spazio alle prospettive delle giovani generazioni. 09/07/26

giovedì 9 luglio 2026
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Il 13 luglio, durante l’High-level political forum delle Nazioni Unite in programma a New York, l’Italia presenterà la propria Voluntary national, local and youth review,  un documento con cui ogni Stato illustra i progressi compiuti nell’attuazione dell’Agenda 2030 a livello nazionale e le sfide da affrontare. La Voluntary national review italiana, realizzata dal ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica e dal ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale nell’ambito dell’aggiornamento della Strategia nazionale di sviluppo sostenibile, è il risultato del confronto e della collaborazione con amministrazioni metropolitane, regionali e nazionali e con rappresentanti della società civile, dell’università e della ricerca e delle imprese.

L'obiettivo del documento è rafforzare un approccio multilivello alla sostenibilità e il coinvolgimento delle giovani generazioni. La Vnr italiana sarà infatti affiancata da 14 Voluntary local reviews, realizzata da 15 Regioni, Province autonome e Città metropolitane, e, per la prima volta, da una Youth voluntary review che incorpora nel sistema di monitoraggio le prospettive, le priorità e le proposte delle e dei giovani. Il documento individua, inoltre, tre fattori abilitanti per lo sviluppo sostenibile: la coerenza delle politiche adottate ai diversi livelli, la partecipazione di tutti gli attori della società e la diffusione di una cultura della sostenibilità.

Il 15 luglio l'ASviS Live in diretta da New York sulla Voluntary national review dell'Italia

A che punto è il nostro Paese rispetto all'Agenda 2030? Quali politiche attuare per accelarare la transizione? Esperti ed esperti, rappresentanti della società civile e delle istituzioni ne discuteranno alla luce della presentazione all'Onu del documento sulla posizione italiana. 06/07/26

  

A che punto è l’Italia?

Secondo il documento, gli Obiettivi che mostrano i progressi più limitati sono il Goal 5 “Parità di genere”, il Goal 6 “Vita sott’acqua”, il Goal 15 “Vita sulla terra” e il Goal 16 “Pace, giustizia e istituzioni solide”. Oltre il 60% degli indicatori riferiti a questi Obiettivi è stabile o in peggioramento. Registrano un notevole miglioramento il Goal 7 “Energia pulita e accessibile”, il Goal 8 “Lavoro dignitoso e crescita economica” e il Goal 17 “Partnership per gli Obiettivi”.

Il confronto decennale evidenzia una situazione complessivamente positiva: per 14 dei 17 Obiettivi, almeno il 50% degli indicatori ha registrato progressi. Si conferma un basso dinamismo per il Goal 6 “Acqua pulita e servizi igienico-sanitari” e per il Goal 15 “Vita sulla terra”. Il Goal 4 “Istruzione di qualità, nonostante i risultati positivi dell’ultimo anno, presenta un peggioramento per oltre il 40% degli indicatori.

Tra le aree geografiche emerge una polarizzazione tra Centro-Nord e Sud: al Nord il 51,2% degli indicatori si colloca al di sopra della media nazionale (48,4% al Centro); al contrario, nel Mezzogiorno, il 52,2% risulta inferiore. Il Goal 1 “Sconfiggere la povertà”, il Goal 4 “Istruzione di qualità”, il Goal 8 “Lavoro dignitoso e crescita economica” e il Goal 10 “Ridurre disuguaglianze” contribuiscono maggiormente alla performance negativa delle regioni meridionali. Nelle regioni settentrionali, invece, le maggiori criticità riguardano il Goal 2 “Sconfiggere la fame” e il Goal 12 “Consumo e produzione responsabili”.

La Youth voluntary review

Uno degli elementi di maggiore novità è la Youth voluntary review, realizzata attraverso un ampio percorso di consultazione che ha coinvolto giovani provenienti da tutto il Paese, con l'obiettivo di integrare il loro punto di vista nella revisione volontaria nazionale. “L'Italia riconosce che integrare le prospettive dei giovani nelle politiche di sviluppo sostenibile non è un mero esercizio retorico proiettato al futuro, bensì una necessità democratica del presente che richiede risposte immediate e orientate al processo” si legge nel documento.

Dalla consultazione emergono tre tendenze significative. La prima riguarda la sensibilità ambientale che continua a essere elevata tra i giovani, anche se con il passare degli anni aumenta la convinzione che il contributo individuale sia insufficiente a produrre un cambiamento. Aumenta, inoltre, l’importanza del benessere psicologico: il 30,5% delle e degli adolescenti indica il supporto psicologico tra i propri bisogni prioritari. Si allarga, inoltre, il divario tra scuola e futuro: il 92% dei bambini tra i 6 e i 10 anni ritiene la scuola utile per il proprio futuro, una percezione che scende al 43,1% tra ragazza e ragazzi di 11-13 anni e al 13,1% tra chi ha tra i 14 e i 18 anni.

Scarica la Voluntary national review

 

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