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Approfondimenti

Sostenibilità e diritti dell’infanzia: un cammino condiviso

di Arianna Saulini e Michela Lonardi, Save the Children Italia

Il 20 novembre si è celebrato il trentennale della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (Crc), un’occasione per offrire una lettura attuale della Convenzione e integrata con gli Obiettivi di sviluppo sostenibile che direttamente o indirettamente si riferiscono ai diritti dei bambini, delle bambine e degli adolescenti.
9 gennaio 2020

Dopo quasi un decennio di lavori preparatori, il 20 novembre 1989 l'Assemblea Generale delle Nazioni unite adottava la Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (Crc), un documento di eccezionale importanza in quanto riconosceva, per la prima volta ed in maniera olistica, tutti i bambini e tutte le bambine titolari di diritti civili, sociali, politici, culturali ed economici.

Articolata in 54 articoli ed integrata nel corso del tempo da tre Protocolli opzionali, la Convenzione rappresenta ancora oggi a livello universale il trattato fondamentale dei diritti delle persone di età minore, che devono essere promossi e garantiti dai 196 Governi che l’hanno ratificata in ogni loro azione e programmata alla luce delle sfide del presente e del futuro.

A 30 anni dalla sua adozione, siamo oggi a celebrare i progressi raggiunti ed offrire una lettura attuale della Convenzione anche alla luce degli Obiettivi di sviluppo sostenibile, individuati dall’Agenda globale delle Nazioni unite per lo sviluppo sostenibile e divenuti attuali linee programmatiche dei Governi nazionali. Reinterpretare la Crc in quest’ottica significa riaffermare la centralità dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza nel contesto odierno e rinnovare l’impegno di tutti i Paesi per la protezione e promozione dei diritti dei bambini, delle bambine e degli adolescenti.

I 17 Obiettivi strategici dell’Agenda 2030 ed i relativi 169 traguardi specifici vedono coinvolti tutti gli Stati nella ricerca della sostenibilità economica, sociale e ambientale e rappresentano l’aspirazione più ampia per garantire un futuro migliore e sostenibile. Tale programma d’azione non può tuttavia prescindere dal paradigma dei diritti umani ed in particolare dei diritti dei bambini e delle bambine, beneficiari primari dell’Agenda 2030.

Dalla lettura condivisa della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e dell’Agenda di sviluppo sostenibile emerge infatti l’indivisibile rapporto tra lo sviluppo inclusivo, equo e sostenibile promosso dall’Agenda 2030 e la realizzazione dei diritti delle persone di età minore. Dei 169 Target che sostanziano i 17 Obiettivi, moltissimi possono essere ricondotti indirettamente alla tutela e promozione dei diritti dell’infanzia e 48 di essi ne fanno riferimento in maniera diretta. Inoltre, i principi fondamentali della Crc, ovvero il principio di non discriminazione (art.2), il superiore interesse della persona di età minore (art.3), il diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo (art.6) e l’ascolto delle opinioni dei bambini (art.12) si dimostrano trasversali anche nella lettura dell’Agenda 2030, il cui obiettivo è quello di “non lasciare nessuno indietro”, di proteggere la vita mirando alla sostenibilità e di creare un mondo dove le generazioni presenti e future possano sentirsi protagonisti e beneficiari e dove i loro diritti siano garantiti a pieno titolo.

I principi della Convenzione e gli SDGs rappresentano insieme un punto di riferimento fondamentale per misurare il benessere dei bambini e delle bambine. Nella loro complementarità, la Crc riconosce tutta l’ampia gamma dei diritti civili, politici, economici, sociali e culturali che devono essere garantiti a tutte le persone di età minore, mentre gli SDGs delineano una visione moderna dei progressi sociali, economici e ambientali che devono essere raggiunti affinché tutti, quindi anche i bambini ed i ragazzi, vedano attuati i propri diritti a prescindere dai mutamenti della società e dalle risorse disponibili.

Leggere gli SDGs in un’ottica di garanzia dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza significa quindi impegnarsi per garantire anche in Italia a tutte le persone di età minore l’accesso ai diritti fondamentali quali la vita (SDG 2), la salute (SDG 3), l’acqua (SDG 6) e l’energia (SDG 7). Significa garantire un’istruzione di qualità (SDG 4), eliminare ogni forma di discriminazione nei confronti di bambine e ragazze (SDG 5), e ridurre ovunque e in maniera significativa tutte le forme di violenza (SDG 16), nonché le disuguaglianze (SDG10). Vuol dire contrastare fenomeni quali la povertà minorile (SDG 1), ed incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile (SDG 8). Significa ripartire dai territori, costruendo città e comunità sostenibili (SDG 11) e tutelando l’ambiente (SDG 13,14,15), oltre che a costruire una infrastruttura resiliente e promuovere l'innovazione ed una industrializzazione equa, responsabile e sostenibile (SDG 9) e garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo (SDG 12) nell’ottica di responsabilità sociale ed ambientale. Equivale anche a garantire che i bambini e le bambine possano crescere in un Paese in cui la pace e la giustizia siano garantiti e dove esistono a tutti i livelli istituzioni efficaci, responsabili e trasparenti (SDG 16), un Paese in cui le istituzioni, insieme con la società civile e il settore privato (SDG 17), facciano tutte la loro parte per garantire un’alleanza reale per la sostenibilità. Significa essenzialmente porre al centro il superiore interesse dei bambini e delle bambine di oggi e di domani, promuovere e proteggere i loro diritti fondamentali, così come sanciti nella Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

Lo scorso 19 giugno, Save the Children e l’Istituto degli Innocenti hanno organizzato una giornata di riflessione dal titolo “I diritti dell’infanzia e dell’adolescenza di fronte alle sfide del presente” al fine di affermare la centralità dei diritti dell’infanzia nel quadro degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. In tale occasione è stato presentato un documento congiunto frutto di una riflessione su tre temi attuali quali la sostenibilità ambientale e sociale, il diritto ad un’educazione di qualità fin dalla prima infanzia e le tecnologie digitali, alla luce della Convenzione e dell’Agenda globale di sviluppo sostenibile.

Per quanto riguarda la sostenibilità ambientale e sociale, guardare alle sfide odierne quali la crisi ambientale, il mutamento del panorama demografico e la povertà, alla luce dei diritti dei bambini, significa assumere la responsabilità di garantire loro un equo accesso ai diritti sociali ed ambientali, contrastando diseguaglianze, povertà, discriminazioni e svantaggio sociale, che paiono rafforzarsi in contesti di degradazione ambientale, così come evidenziato anche dall’Atlante dell’infanzia a rischio di Save the Children che quest’anno dedica un capitolo ai “Bambini nel tempo nuovo” presentando un focus sul cambiamento climatico.

L’educazione sin dalla prima infanzia, sottolineata dal target 4.2 dell’Agenda 2030, è stata affrontata come priorità di investimento essendo ormai acquisita la consapevolezza che tali investimenti avranno ricadute sull’individuo e sulla comunità in termini di salute, competenze cognitive e sociali, e percorsi scolastici e lavorativi.

Infine, l’innovazione tecnologica che caratterizza la vita e la quotidianità di ragazzi e ragazze sempre più fin da piccoli e che porta con sé nuove sfide educative ed etiche, richiede l’adattamento degli ambienti digitali e dei sistemi di formazione, educazione e condivisione della conoscenza, ai principi sanciti nella Crc e agli SDGs, in particolare per quanto riguarda l’accesso e la tutela delle persone di età minore.

Gli Obiettivi di sviluppo sostenibile considerano le giovani generazioni come i beneficiari finali di un determinato processo di sostenibilità che richiede l’impegno di tutti per affrontare le sfide odierne e raggiungere i traguardi preposti. Oggi migliaia di adolescenti in tutto il mondo ed anche in Italia si stanno mobilitando per far sentire la loro voce, che non può più essere ignorata, bensì deve essere presa in considerazione per progettare insieme la visione del futuro a cui auspichiamo. L’impegno di Save the Children è quello di evidenziare in tutti i contesti l’inestricabile relazione tra lo sviluppo sostenibile ed i diritti delle persone di età minore, al fine di riportare l’attenzione del Governo e delle istituzioni competenti sulla profonda necessità di salvaguardare, tutelare e promuovere i diritti dei bambini nelle politiche e nelle azioni volte allo sviluppo sostenibile.

Per approfondimento si veda “I diritti dell’infanzia e dell’adolescenza di fronte alle sfide del presente


Nella sezione “approfondimenti” offriamo ai lettori analisi di esperti su argomenti specifici, spunti di riflessione, testimonianze, racconti di nuove iniziative inerenti agli Obiettivi di sviluppo sostenibile. Gli articoli riflettono le opinioni degli autori e non impegnano l’Alleanza. Per proporre articoli scrivere a redazioneweb@asvis.it. I testi, tra le 4mila e le 10mila battute circa più grafici e tabelle (salvo eccezioni concordate preventivamente), devono essere inediti. 

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