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Assicurare un’istruzione di qualità, equa ed inclusiva, e promuovere opportunità di apprendimento permanente per tutti

Nel mondo sono 750 milioni gli adulti analfabeti, due terzi dei quali sono donne. In Italia permangono forti disuguaglianze tra le regioni, dovute al divario del Mezzogiorno rispetto alla media nazionale, evidente per la quota di laureati tra i 30-34 anni (21,6% nel Mezzogiorno, rispetto alla media nazionale del 26,9%) e per l'uscita precoce dal sistema di formazione che si attesta al 18,5% rispetto alla media italiana del 14%.

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Alta Sostenibilità: come affrontare la questione giovanile nel Piano di ripresa e resilienza

I giovani sono tra i più svantaggiati dalla crisi, ma sono una priorità del Next generation Eu. Come migliorare l’attuale bozza di Pnrr? Se n’è discusso su Radio Radicale nella rubrica ASviS, ospiti De Masi, Moraglia, Saraceno. [VIDEO]  15/02/2021

-Alta Sostenibilità-

La bozza di Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) presentata dal precedente governo prevede tre “priorità trasversali”: parità di genere, giovani e Sud. Alla occupazione femminile e al Mezzogiorno sono state dedicate due precedenti puntate di “Alta sostenibilità”, la rubrica ASviS “in onda ogni settimana su Radio radicale, condotta da Valeria Manieri e Ruggero Po. La puntata di lunedì 15 è stata dedicata alla questione giovanile: la parte che il documento dedica all’istruzione e alla ricerca è sufficiente per soddisfare le esigenze delle nuove generazioni, che risentono di svantaggi strutturali ai quali si sono aggiunti gli effetti della crisi? Ospiti della puntata: Domenico De Masi (sociologo e professore di Sociologia del lavoro), Giovanni Moraglia (coordinatore Gruppo di lavoro ASviS delle organizzazioni giovanili), e Chiara Saraceno (sociologa, già professoressa di sociologia della famiglia e ora “honorary fellow” al Collegio Carlo Alberto).

Chiara Saraceno, Sociologa, già professoressa di sociologia della famiglia all'università di Torino e professoressa di ricerca Al Berlin Center for Social Sciences. Attualmente honorary fellow al Collegio Carlo Alberto

Dalla transizione digitale a quella ecologica, i giovani devono essere supportati. Fondamentale per la crescita personale è però anche il campo dell’istruzione, come ricordato da Chiara Saraceno. “Anche se è un aspetto non sufficiente per affrontare la questione del futuro dei giovani, va ricordato che il nostro Paese presenta tassi d’istruzione comparativamente bassi”. E ha aggiunto: “Occorre davvero investire in istruzione con numeri più consistenti; non a caso abbiamo anche un tasso di Neet, i giovani che non studiano e non lavorano, più alto che nella maggioranza dei Paesi europei. Ci sono poi problemi che toccano anche la transizione scuola lavoro. Oltre a pensare al che fare con il digitale, mi piacerebbe che si mettessero in campo politiche formative, già da oggi. I giovani sono i più svantaggiati dalla crisi e sono quelli meno coperti da ammortizzatori sociali; speriamo che nuove opportunità scaturiscano dall’allocazione dei fondi del Next generation Eu. La mancanza di pensiero e di collegamento su questi aspetti è molto preoccupante. Dal mio punto di vista il Pnrr è troppo generico su questi temi:  il mondo giovanile, è menzionato, ma non si specifica il come e con quali progetti raggiungere gli obiettivi”.

Domenico De Masi, Sociologo e professore di Sociologia del lavoro

Sull’argomento è poi intervenuto Domenico De Masi che ha fornito la sua visione sulla questione, criticando alcune scelte della transizione al nuovo governo: “In qualità di anziano non mi sento affatto un peso nei confronti dei giovani. Ho lavorato molto, e noi vecchi lasciamo un mondo molto migliore di quello che trovammo. In Italia c’è un ministero per i giovani, dove adesso è stata spostata la ministra Fabiana Dadone, la quale stava lavorando molto bene alla pubblica amministrazione. Io questo antico vezzo italiano del cambio dei ministeri non lo capisco”. E ha aggiunto: “Dubito che il nuovo governo possa dare un impulso forte a un Paese dove i giovani laureati oltre i 35 anni non superano la soglia del 23%”. Sulla bozza di Pnrr, infine, De Masi ha espresso una posizione diversa da Saraceno: “Così come è adesso, si parla di giovani in quasi tutte le missioni presenti nel Piano, anche in maniera dettagliata, specificando i miliardi da investire in quel settore. Credo che anche la versione del nuovo governo non sarà molto diversa”.

Durante l’ultimo evento ASviS dedicato al mondo giovanile, mercoledì 10 febbraio, il portavoce dell’Alleanza Enrico Giovannini aveva ricordato una delle proposte che l’ASviS porta ormai avanti da diversi anni, e cioè l’inserimento in Costituzione del principio di giustizia intergenerazionale.

Giovanni Moraglia, Coordinatore Gruppo di Lavoro Asvis delle Organizzazioni giovanili

Ma quanto confidano i giovani nel cambiamento delle politiche e in un Pnrr rivisto alla luce delle loro esigenze?

Alla domanda ha risposto Moraglia: “La fiducia c’è e ci dovrà essere, per trainare il cambiamento. C’è bisogno che il documento venga rivisto per far sì che i nostri bisogni diventino dei pilastri su cui basare l’azione dei prossimi anni. Su questo l’Unione europea ha dato indicazione chiara: all’interno delle missioni deve esserci una identificazione ben perimetrata di quelle che sono le iniziative a favore dei giovani, che partono da formazione e istruzione, fino all’inserimento nel mondo del lavoro”. 

di Ivan Manzo

 

GUARDA L’ULTIMA PUNTATA – Alta sostenibilità: come affrontare la questione giovanile nel Piano di ripresa e resilienza

Vai all'archivio delle puntate di Alta sostenibilità, la trasmissione di ASviS a cura di Valeria Manieri, Ruggero Po ed Elis Viettone, in onda il lunedì dalle 12:30 alle 13:00 su Radio Radicale.

Lunedì 15 Febbraio 2021

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