Sviluppo sostenibile
Lo sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri.

L'Agenda 2030 dell'Onu per lo sviluppo sostenibile
Il 25 settembre 2015, le Nazioni Unite hanno approvato l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, un piano di azione globale per le persone, il Pianeta e la prosperità.

Goal e Target: obiettivi e traguardi per il 2030
Ecco l'elenco dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals - SDGs) e dei 169 Target che li sostanziano, approvati dalle Nazioni Unite per i prossimi 15 anni.

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile
Nata il 3 febbraio del 2016 per far crescere la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e per mobilitare allo scopo di realizzare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

I nostri Progetti per orientare verso uno sviluppo sostenibile

L'Alleanza produce documenti con cadenza annuale (Rapporto ASviS "L'Italia e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile", Rapporto sui Territori, analisi della Legge di Bilancio), Position Paper e altre pubblicazioni rilevanti. 

Contatti: Responsabile Rapporti con i media - Lorenzo Scheggi Merlini

The Italian Alliance for Sustainable Development (ASviS), that brings together almost 300 member organizations among the civil society, aims to raise the awareness of the Italian society, economic stakeholders and institutions about the importance of the 2030 Agenda for Sustainable Development, and to mobilize them in order to pursue the Sustainable Development Goals (SDGs).
 

Notizie

Giornata mondiale della salute: la pandemia ha reso più difficile l’accesso alle cure

Restrizioni, timore di contrarre infezioni, allungamento delle liste di attesa. Così circa il 40% in più rispetto al 2019 delle persone non affette da Covid ha rinunciato a curarsi, con conseguenze pericolose nel lungo termine.  07/04/21

La celebrazione della Giornata mondiale della salute è ogni anno un’occasione per riflettere sulla qualità e l’accessibilità del nostro sistema sanitario. In Italia, uno dei Paesi dove la pandemia ha colpito per prima, sono stati spesi sforzi fuori dal comune per far fronte a questa situazione di crisi totalmente nuova. Molto spesso però viene tralasciato il rovescio della medaglia: quali sono state le conseguenze dell’emergenza per le persone bisognose di cure e non affette da infezione SARS-CoV-2?

Il 23 marzo, la Federazione nazionale ordini professioni infermieristiche (Fnopi) ha pubblicato un documento dal titolo “SalutEquità. Trasparenza e accesso ai dati sullo stato dell’assistenza ai pazienti NON Covid-19”. Dal documento emerge un generale peggioramento della qualità del servizio sanitario per le persone bisognose di cure e non affette dal virus pandemico.

Il dato che salta maggiormente agli occhi riguarda la rinuncia alle cure: è in aumento di circa il 40% rispetto al 2019; se nel 2019 il 6,3% della popolazione italiana rinunciava a curarsi, infatti, l’anno seguente la percentuale era del 10. Più della metà delle persone che ha rinunciato a curarsi lo ha fatto a causa delle restrizioni imposte per contenere i contagi, per il timore di contrarre infezioni, ma soprattutto per la chiusura di molti ambulatori durante il lockdown. Il fenomeno raddoppia rispetto al 2019, sempre a causa del Covid-19, in Piemonte (48,5%), Liguria (57,7%), Lombardia (58,6%) e Emilia-Romagna (52,2%). Le donne sono quelle che hanno rinunciato maggiormente alle cure.

 

 

Come è stato sottolineato dal presidente del Consiglio dei ministri Mario Draghi, il Covid-19 ha sottratto “personale e risorse alla prevenzione e alla cura di altre patologie, con conseguenze pesanti sulla salute di tanti italiani”. Questo può avere delle conseguenze molto pericolose sul medio-lungo termine, soprattutto sulla popolazione che necessita di un monitoraggio costante: il sistema sanitario nazionale (Ssn) rischia di ritrovarsi in un’emergenza dentro l’emergenza. È pertanto prioritario, secondo la Fnopi, misurare per comprendere l’attuale stato dell’assistenza garantita ai pazienti non Covid e mettere subito in campo un Piano nazionale di rientro nel Ssn di questi pazienti.

di Milos Skakal

 

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Mercoledì 07 Aprile 2021
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