Sviluppo sostenibile
Lo sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri.

L'Agenda 2030 dell'Onu per lo sviluppo sostenibile
Il 25 settembre 2015, le Nazioni Unite hanno approvato l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, un piano di azione globale per le persone, il Pianeta e la prosperità.

Goal e Target: obiettivi e traguardi per il 2030
Ecco l'elenco dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals - SDGs) e dei 169 Target che li sostanziano, approvati dalle Nazioni Unite per i prossimi 15 anni.

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile
Nata il 3 febbraio del 2016 per far crescere la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e per mobilitare allo scopo di realizzare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

I nostri Progetti per orientare verso uno sviluppo sostenibile

Contatti: Responsabile Rapporti con i media - Lorenzo Scheggi Merlini

The Italian Alliance for Sustainable Development (ASviS), that brings together almost 300 member organizations among the civil society, aims to raise the awareness of the Italian society, economic stakeholders and institutions about the importance of the 2030 Agenda for Sustainable Development, and to mobilize them in order to pursue the Sustainable Development Goals (SDGs).
 

Notizie

World development report: occorre sfruttare i dati per aiutare i Paesi poveri

Il nuovo rapporto della Banca mondiale evidenzia la pressante necessità a livello globale di stabilire un contratto sociale per i dati, basato su regole comuni e sui pilastri di fiducia, equità e valore.     27/04/21

Un nuovo “contratto sociale per i dati”, che ne consenta l'uso e il riutilizzo per creare valore economico e sociale, garantisca un accesso equo a quel valore e promuova la fiducia dei cittadini che i dati non saranno utilizzati in modo dannoso. È la proposta contenuta nel nuovo World development report 2021, il rapporto annuale prodotto dalla Banca mondiale incentrato per la prima volta sul ruolo dei dati per lo sviluppo. Il corposo volume, pubblicato il 29 marzo con il titolo “Data for better lives”, esamina come sfruttare appieno il valore dei dati e analizza i modelli di governance necessari per supportare la produzione e l'uso di dati che siano etici, equi, sicuri e protetti.

Il Rapporto inizia valutando come un utilizzo più efficace dei dati possa migliorare la progettazione di politiche pubbliche, programmi e forniture di servizi, nonché l'efficienza del mercato e la creazione di posti di lavoro attraverso la crescita del settore privato. In Kenya, ad esempio, i social media, i dati dei telefoni cellulari e i rapporti ufficiali digitalizzati sugli incidenti stradali a Nairobi hanno identificato le strade più pericolose, portando a miglioramenti significativi della sicurezza stradale. Ad Haiti, la tecnologia ha aiutato i coltivatori di mango a tenere traccia dei loro prodotti fino alla vendita finale, eliminando molti intermediari e consentendo loro di conservare una parte maggiore dei profitti. 

Tuttavia, molti Paesi poveri hanno delle carenze strutturali che non consentono loro, ad esempio, di monitorare con precisione le finanze pubbliche, riferire sul debito estero o monitorare i loro obiettivi di sviluppo. Hanno quadri legali e normativi per i dati inadeguati. Secondo le stime citate nel documento, meno del 20% dei Paesi a basso e medio reddito dispone di moderne infrastrutture di dati come data center e ha accesso alle strutture di cloud computing. Anche dove esistono strutture nascenti di governance dei dati, la carenza delle istituzioni e la scarsità delle risorse finanziarie limitano in quei Paesi la loro effettiva implementazione e applicazione.

Il repentino passaggio al lavoro virtuale imposto dalla pandemia ha anche messo in luce un divario digitale tra coloro che hanno accesso alla tecnologia e coloro che non ne hanno, ribadendo la necessità di lavorare per rendere fruibili i telefoni cellulari e Internet anche nelle regioni povere del mondo. D’altra parte, il contenimento dei virus ha ostacolato la raccolta di dati di base in numerosi Paesi, sottolineando la necessità di investimenti in infrastrutture, sistemi di dati e capacità statistica. Il Rapporto osserva che i vantaggi del sistema di dati globale, per ora, sono sbilanciati verso i più ricchi. I Paesi a basso reddito si trovano in una posizione di svantaggio competitivo anche quando si tratta di sfruttare i benefici economici delle attività di piattaforme di gestione dei dati.

Per affrontare le disuguaglianze dei dati, il Rapporto raccomanda di dare la priorità a una migliore rappresentanza e accesso ai dati delle persone più emarginate e a migliorare la governance dei dati a livello nazionale. Raccomanda inoltre che la cooperazione internazionale armonizzi le politiche per garantire che il valore dei dati sia sfruttato a vantaggio di tutti. In particolare, il Rapporto chiede un impegno internazionale sugli accordi dell'Omc per il commercio di servizi abilitati ai dati, la riforma dei diritti di tassazione internazionale per le imprese basate sui dati, la collaborazione regionale sullo sviluppo dell'infrastruttura.

Fonte: Wdr 2021

Il World development report riconosce che quasi tutti i Paesi sono lontani dal realizzare questi traguardi e che sarà necessario un grande sforzo a livello globale. Il presidente della Banca mondiale David Malpass ha affermato che “la prospettiva dei poveri è stata in gran parte assente dal dibattito globale sulla governance dei dati e ha urgente bisogno di essere ascoltata”.

di Andrea De Tommasi

 

Scarica il Rapporto

 

Martedì 27 Aprile 2021
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