Approfondimenti
È dai condomini energivori che può partire una rivoluzione dell’abitare
di Giuseppe Milano, ingegnere edile, architetto ed urbanista
Vademecum energetico condominiale mostra come i condomini siano in grado di diventare infrastrutture climatiche e sociali. Dalla crisi energetica alle rinnovabili: la transizione è tecnica, ma anche culturale. 21/05/26
Il libro Vademecum energetico condominiale racconta come il rapporto tra abitare ed energia sia diventato, nel tempo, una delle chiavi per comprendere la trasformazione delle città. La storia parte da un passato in cui la casa era un luogo di combustione, fumo e rischio, attraversa l’arrivo del gas e dell’elettricità come infrastrutture pubbliche e approda al dopoguerra, quando il condominio moderno nasce come risposta all’emergenza abitativa, costruito rapidamente e senza criteri di efficienza. È in questa genealogia che si radicano le fragilità attuali: edifici energivori, impianti centralizzati obsoleti, involucro inefficiente. Ma è proprio da qui che prende forma la consapevolezza che il condominio non è solo un luogo dell’abitare, bensì una macchina energetica che oggi deve essere ripensata.
Il ventunesimo secolo introduce una discontinuità radicale. L’energia non è più un servizio invisibile, ma una variabile che determina stabilità climatica, sicurezza economica e qualità della vita. Le rinnovabili superano i fossili, l’elettrificazione diventa il nuovo linguaggio dell’energia, la digitalizzazione permette di monitorare e ottimizzare i consumi. Il condominio, da semplice consumatore, diventa potenziale produttore e gestore: tetti fotovoltaici, pompe di calore, sistemi di accumulo, ricariche elettriche trasformano le parti comuni in infrastrutture attive. L’assemblea condominiale, spesso percepita come luogo di inerzia, può diventare spazio di decisione collettiva e di cittadinanza energetica. Ma questa transizione si innesta in un contesto climatico instabile: eventi estremi, consumo di suolo, frane e ondate di calore mostrano che il clima è ormai una componente strutturale dell’abitare e che gli edifici devono diventare infrastrutture climatiche resilienti.
Su questo scenario si innesta la grande architettura normativa europea. Le direttive sull’efficienza energetica e la nuova “Epbd” sulla prestazione energetica degli edifici definiscono un percorso obbligato verso edifici a emissioni quasi zero, eliminazione progressiva delle caldaie fossili, integrazione delle rinnovabili e standard minimi di prestazione. L’Italia attraversa questa stagione con ambivalenza: ambizione e ritardi, accelerazioni e contraddizioni. Il Superbonus rappresenta un caso emblematico, capace di mobilitare il Paese ma anche di evidenziarne le fragilità amministrative. Nella fase post-Superbonus, il Vademecum ricostruisce gli strumenti ancora disponibili - detrazioni, incentivi, comunità energetiche, fondi PNRR - e dedica attenzione al Conto termico 3.0, individuandone potenzialità e limiti come strumento cardine della transizione termica.
Il cuore più innovativo del testo è però la dimensione ecosistemica. L’energia non è solo tecnologia: è relazione, coesione, welfare. Le comunità energetiche diventano dispositivi di partecipazione e redistribuzione, capaci di ridurre la povertà energetica e rafforzare il tessuto sociale. La transizione termica europea, con reti di calore rinnovabili e pompe di calore di nuova generazione, ridefinisce il ruolo degli edifici come nodi di infrastrutture collettive. Le esperienze di ConnectHeat e Muse Dhc mostrano come la decarbonizzazione possa diventare un processo democratico, mentre la digitalizzazione introduce nuovi modelli di gestione predittiva e manutenzione intelligente. Il Vademecum insiste anche sulla dimensione comunicativa: senza una cultura relazionale, senza fiducia e senza linguaggi condivisi, nessuna innovazione tecnica può radicarsi nei condomini.
Lo sguardo finale si apre sulle esperienze internazionali e sulle prospettive future. Roma Capitale diventa laboratorio di rigenerazione energetica su scala urbana; Edera propone un approccio industriale alla riqualificazione, basato su prefabbricazione e processi replicabili; la bioeconomia del costruire introduce materiali rigenerativi e filiere circolari. Il messaggio conclusivo è netto: la transizione energetica condominiale non è un insieme di interventi tecnici, ma una trasformazione culturale e sociale che richiede visione, governance e partecipazione. Ogni condominio, anche il più piccolo, può diventare un’infrastruttura climatica, un luogo di innovazione e un attore della transizione ecologica.
Vademecum Energetico Condominiale (Pacini Editore) è di Pasquale Luca Giardiello, Giuseppe Milano, Sergio Roncucci, con i contributi speciali di Stefano Martello e Fabio Roggiolani
