Sviluppo sostenibile
Lo sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri.

L'Agenda 2030 dell'Onu per lo sviluppo sostenibile
Il 25 settembre 2015, le Nazioni Unite hanno approvato l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, un piano di azione globale per le persone, il Pianeta e la prosperità.

Goal e Target: obiettivi e traguardi per il 2030
Ecco l'elenco dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals - SDGs) e dei 169 Target che li sostanziano, approvati dalle Nazioni Unite per i prossimi 15 anni.

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile
Nata il 3 febbraio del 2016 per far crescere la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e per mobilitare allo scopo di realizzare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

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Come contrastare criminalità organizzata e tratta degli esseri umani nell’Ue

Settimana 12-18 aprile. La Commissione europea ha adottato le strategie per il contrasto alla criminalità organizzata e alla tratta degli esseri umani. Strategia per finanziare il NextGenerationEu, emissione dei green bond Ue.  19/04/21

Guarda la rassegna dal 12 al 18 aprile

Il 14 aprile la Commissione ha adottato due strategie tra loro collegate: contrasto della criminalità organizzata e lotta alla tratta degli esseri umani. La seconda integra e sviluppa un aspetto tematico della prima, ed entrambe definiscono serie articolate d’azioni nell’arco temporale 2021-2025 con l’ambizione di smantellare il modello operativo della criminalità organizzata.

Il 12 aprile è stato anche pubblicato il rapporto Europol 2021 sull’impatto della criminalità organizzata nell’Ue, che offre una base conoscitiva aggiornata dei fenomeni.

Per rafforzare la cooperazione è stata anche adottata dalla Commissione una raccomandazione di decisione del Consiglio per negoziare un accordo di cooperazione tra l’Ue e l’Interpol, considerata la dimensione transnazionale di terrorismo e criminalità organizzata.

 

Smantellare il modello operativo della criminalità organizzata

La Commissione parte dalla premessa che la criminalità organizzata è presente in tutti i 27 Paesi dell’Ue, è infiltrata nell’economia legale e nelle istituzioni pubbliche, anche attraverso la corruzione, erodendo stato di diritto e diritti fondamentali, minacciando il diritto delle persone alla sicurezza e la loro fiducia nelle autorità pubbliche.  

Gli introiti della criminalità organizzata nei nove principali mercati criminali dell'Unione europea (stupefacenti, tratta degli esseri umani, traffico di migranti, frodi, criminalità ambientale, traffico illecito di armi da fuoco, contrabbando di tabacco, criminalità informatica e reati organizzati contro il patrimonio) ammontavano a 139 miliardi di euro nel 2019, pari all'1% del prodotto interno lordo dell'Unione.

Come segnalato da Europol, le organizzazioni criminali dimostrano la loro capacità ad adattarsi velocemente ai cambiamenti come durante la Covid-19, dove gruppi criminali hanno sfruttato la pandemia per espandere le loro attività criminali online e nelle frodi incluso la contraffazione di prodotti medicali.

Secondo i dati comunicati all’Olaf, l’Ufficio europeo per la lotta antifrode, i governi dell'Ue hanno finora rilevato tentativi di truffe e false offerte per la vendita di oltre 1,1 miliardi di dosi di vaccino per un prezzo totale di oltre 15,4 miliardi di euro.

L'instabilità economica derivante dalla pandemia ha portato inoltre a un aumento del rischio dell'infiltrazione della criminalità organizzata nella società e nell'economia legale, tramite ad esempio l'acquisizione d’imprese in difficoltà e lo sfruttamento di nuove opportunità di attività di corruzione e riciclaggio.

L'obiettivo della strategia è intensificare l'azione dell'Ue contro la criminalità organizzata, combattere meglio le attività criminali e i metodi d'infiltrazione, proteggere i settori a rischio e adattarsi agli ultimi sviluppi, anche nell'ambiente digitale.

Al primo punto della strategia è indicata la promozione dell'applicazione della legge e la cooperazione giudiziaria.

Strumento chiave è identificato in Empact - la piattaforma multidisciplinare europea contro le minacce criminali. Già istituito nel 2010 per raccogliere informazioni al fine d’individuare le priorità d’azione, nella nuova strategia si prevede di rafforzarne il ruolo e le funzioni adottando misure legislative (entro il 2023), migliorando la cooperazione tra Stati membri - incluso nuove misure per il mandato d’arresto europeo, cooperazione a livello internazionale in accordo con Interpol, aumento della relativa disponibilità finanziaria.

Il secondo punto della strategia riguarda indagini efficaci: smantellare le strutture della criminalità organizzata e contrastare i crimini ad alta priorità.

La commissione indica una serie di programmi settoriali, che prevedono proposte d’integrazione alla direttiva sui crimini ambientali (quarto trimestre del 2021) e al regolamento sul trasporto dei rifiuti (secondo trimestre 2021), istituendo strumenti per contrastare la contraffazione e un piano d’azione per il traffico di beni culturali (2022), esplorando la possibilità di aderire come Ue alla convezione medicrime del Consiglio d’Europa.

In quest’ambito, la strategia promuove una cooperazione operativa contro i gruppi della criminalità organizzata attraverso la rete @ON Network, incoraggiando Stati membri ed Europol a lavorare insieme sugli "obiettivi di alto valore": persone sospettate di appartenere a organizzazioni criminali e che rappresentano un rischio particolarmente elevato.

Il terzo punto riguarda l’eliminazione dei profitti generati dalla criminalità organizzata e prevenzione dell'infiltrazione nell'economia e nella società legale.

L’ambito riguarda il contrasto del riciclaggio del denaro - in merito al quale la Commissione proporrà nel secondo quadrimestre nel 2021 un libro delle regole per gli Stati membri, misure più efficaci per la confisca dei beni con la revisione della relativa direttiva (nel 2022). Gli Stati membri sono invitati ad adottare da subito misure per trasporre la direttiva per facilitare l’accesso alle informazioni finanziarie nel rispetto della scadenza di agosto 2021, migliorare la specializzazione dei servizi di polizia e i processi giudiziari per i casi di corruzione di più ampio impatto.

In merito alla corruzione la Commissione programma per il 2022 una valutazione dell’efficacia sul campo delle relative norme Ue. In proposito, la Commissione richiama la relazione dell'Ue sullo Stato di diritto che definisce la lotta contro la corruzione un pilastro fondamentale per il rispetto dello Stato di diritto, ricordando le ripercussioni che la stessa ha sul contesto imprenditoriale, motivo per cui la lotta alla corruzione è anche una componente importante dei piani per la ripresa e la resilienza. E nel quadro del semestre europeo la lotta alla corruzione figura tra i temi affrontati nelle raccomandazioni specifiche per Paese.

Quarto punto: rendere le forze dell'ordine e la magistratura adatte all'era digitale

Con l’espansione dell’economia online, il digitale è un settore per il crimine in forte espansione. Così come lo è anche per le indagini giudiziarie.

Le misure proposte nella strategia riguardano la definizione di nuovi approcci nella conservazione dei dati per le indagini giudiziarie aprendo a una consultazione con gli Stati membri da esperire entro giugno 2021,  la possibilità di accesso ai dati criptati per le indagini, promuovere la partecipazione degli Stati membri nel sistema di scambio dati tra autorità giudiziarie e-Edes, sviluppare con il centro di ricerca della Commissione (Jrc) uno strumento di monitoraggio per raccogliere informazioni sulle attività illegali che si sviluppano nella Darknet.

 

Rompere il modello criminale della tratta di esseri umani

La tratta di esseri umani distrugge la vita delle persone privandole della loro dignità, libertà e diritti fondamentali. Si tratta spesso di un crimine violento commesso dalle reti della criminalità organizzata. Non dovrebbe avere posto nella società odierna.

Con queste parole la Commissione introduce alla Strategia 2021-2025 sulla lotta alla tratta di esseri umani, e con i seguenti dati descrive il fenomeno:

nell'Unione europea sono state segnalate 14.145 vittime della tratta nel 2017- 2018, ma è probabile che il numero effettivo di vittime sia molto più elevato dato che molte non vengono individuate. Quasi la metà delle vittime della tratta nell'Unione europea sono cittadini dell'Ue; di queste, un numero significativo è stato oggetto di tratta nel proprio Stato membro. La tratta colpisce soprattutto le donne e le ragazze, che costituiscono la maggioranza di tutte le vittime della tratta nell'Ue (72%) e quasi la totalità delle vittime della tratta a fini di sfruttamento sessuale (92%). Gli uomini sono stati la maggioranza delle vittime della tratta a fini di sfruttamento lavorativo (68%). Quasi un quarto di tutte le vittime della tratta sono bambini (22%), prevalentemente cittadini dell'Ue e vittime di tratta a fini di sfruttamento sessuale.

I trafficanti sfruttano le disuguaglianze sociali e le vulnerabilità economiche e sociali delle persone che sono state esacerbate con la Covid-19. I minori migranti, in particolare quelli non accompagnati, sono particolarmente vulnerabili ai trafficanti. Si trovano a elevato rischio di tratta le persone Lgbtiq, le persone con disabilità, le persone appartenenti a minoranze etniche, come le comunità Rom emarginate, le donne e le ragazze vulnerabili in situazione di migrazione.

La Commissione richiama la direttiva anti-tratta dell'Ue adottata nel 2011 valutando che sono intervenuti progressi significativi, tuttavia la criminalità si è evoluta e sono nati nuovi rischi, poiché i trafficanti adeguano costantemente il loro modello operativo trasferendo online le attività.

La strategia intende articolare una risposta complessiva per combattere il traffico di esseri umani, dalla prevenzione - attraverso la protezione delle vittime - all’azione penale e alla condanna dei trafficanti.

La Commissione propone, come azione chiave, il sostegno agli Stati membri nella messa in pratica della direttiva anti-tratta del 2011, anche con supporto finanziario mirato con particolare attenzione agli aspetti sensibili di genere e ai minori e proponendo di avviare uno studio per valutare l’efficacia della direttiva, per considerarne possibili revisioni. 

Un secondo aspetto della strategia riguarda azioni per ridurre la domanda che favorisce il traffico di esseri umani.

In merito sono indicate misure per modificare le disposizioni della direttiva anti-tratta sulla criminalizzazione dell'uso dei servizi sfruttati dalle vittime della tratta, rafforzare le sanzioni nei confronti dei responsabili dello sfruttamento in ambito lavorativo, con una proposta legislativa sulla governance sostenibile d’impresa, con guide sulla messa in pratica della dovuta diligenza per prevenire lavoro forzato, organizzando campagne informative con Stati membri e organizzazioni della società civile.

Gli Stati membri sono invitati a rafforzare la collaborazione con le agenzie europee (quali Europol, Eurojust, Cepol, Frontex), migliorare le capacità investigative, sviluppare partnership con organizzazioni della società civile in relazione ai settori economici a più alto rischio di presenza di vittime della tratta, promuovere iniziative sulla dovuta diligenza nella catena di fornitura globale dei prodotti.

Una terza serie di misure mira a rompere il modello criminale per arrestare lo sfruttamento delle vittime.

In sostanza la Commissione propone una efficace e più esaustiva raccolta di dati, cooperazione tra i sistemi giudiziari dei diversi Stati membri con definizione di progetti comuni, focus group tra specialisti, dialogo con il settore privato e l’industria digitale per lo scambio di buone pratiche nell’affrontare i modelli di business digitale dei trafficanti, richiamandosi al quarto punto della Strategia per il contrasto alla criminalità organizzata, sopra illustrata.

Una quarta serie d’azioni riguarda la protezione, il supporto, l’empowerment delle vittime in particolare donne e bambine/i.

Oltre a violare i diritti fondamentali e privare le persone della loro libertà, la tratta è causa di grande sofferenza e di danni duraturi per le vittime. Il recupero psicologico e sociale da parte delle stesse vittime comporta grandi sforzi e necessità di capacità istituzionali all’altezza del compito.

Le azioni chiave individuate nella strategia riguardano la costruzione di capacità e condivisione di buone pratiche tra gli Stati membri, organizzazione di programmi di re-inserimento sociale, definizione di un meccanismo di riferimento europeo e la messa a disposizione adeguata di fondi, cooperazione con Paesi terzi in caso di rientro in Paesi d’origine a garanzia di adeguata protezione e assistenza.

La Commissione invita in particolare gli Stati membri a promuovere un’istruzione sensitiva sulle tematiche di genere e sulle/i bambine/i, rivolta alle forze dell’ordine, ai pubblici ufficiali, agli addetti ai servizi sanitari che entrano in contatto con le vittime, e a creare le condizioni affinché le stesse vittime possano sentirsi in sicurezza - protetti dalla paura di essere esposti a vittimizzazione secondaria, intimidazione o ritorsione nel contesto dei procedimenti penali.

Come ultimo punto, la strategia considera la dimensione internazionale, in cui la Commissione prevede la prossima adozione di un piano d’azione contro il traffico di migranti per il quinquennio 2021-2025, e il rafforzamento della cooperazione con i §Paesi di origine e di transito delle vittime non Ue, nonché con i partner internazionali e regionali, comprese le organizzazioni internazionali.

 

Strategia per finanziare il NextGenerationEu ed emissione dei Green bond Ue

Il 14 aprile la Commissione ha adottato la nuova strategia per finanziare il fondo per la ripresa NextGenerationEu (Ngeu).

Il fondo richiede di essere finanziato dall’Ue con risorse proprie. Il processo istituzionale per la costituzione del fondo, già avviato con la proposta d’istituzione del Ngeu da parte della Commissione il 27 maggio 2020, richiede ora una pianificazione adeguata ad assicurare che l’Unione rispetti l’impegno a pagare entro le scadenze e che non sia costretto a recuperare capitali in condizioni avverse di mercato, generando costi evitabili.

L’ammontare complessivo da reperire è quantificato nel massimo di 806 miliardi, da qui al 2026.

Come preannunciato il 30% del Ngeu sarà finanziato con emissione di green bond per un totale di 250 miliardi di euro.

Ciò determinerà per l’Ue l’assunzione di un ruolo di leadership nel mercato mondiale nella finanza sostenibile.  

Il quadro dei green bond Ue per il Ngeu si basa sull'obbligo per gli Stati membri di garantire che il 37% delle spese finanziate dai piani nazionali di ripresa e resilienza sia dedicato agli investimenti e alle riforme destinate alla transizione verde.

La Commissione precisa che tale spesa effettuata da parte degli Stati membri o delle autorità regionali/urbane, dovrà essere rendicontata con una metodologia basata sul regolamento per lo strumento di ripresa e resilienza, il più possibile allineata con la tassonomia Ue delle attività sostenibili.

Il quadro delle obbligazioni verdi Ngeu sarà verificato su informazioni semestrali fornite dagli Stati membri sulle spese per tali investimenti e riforme. Queste informazioni consentiranno alla Commissione di fornire le necessarie garanzie agli investitori che i proventi dell'emissione di obbligazioni verdi sono stati utilizzati per investimenti verdi.

Il quadro dei green bond Ngeu sarà pubblicato all'inizio dell'estate. Su tale base, la prima emissione potrebbe avvenire già nell'autunno 2021.

di Luigi Di Marco

 

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Lunedì 19 Aprile 2021

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